Bambina di 12 anni con malaria a Chioggia ricoverata in terapia intensiva
Una bambina di 12 anni è stata trasferita dall'ospedale di Chioggia a Padova per una grave forma di malaria contratta dopo un viaggio in Africa. Le sue condizioni sono stazionarie, ma il caso desta preoccupazione per i rischi nei bambini. Si tratta di un episodio di importazione in un'area non endemica come l'Italia.
Una bambina di 12 anni residente a Chioggia è stata ricoverata in terapia intensiva all’ospedale di Padova per una grave forma di malaria. La piccola, rientrata da poco con la famiglia da un viaggio in Africa, ha accusato febbre alta, dolori muscolari e vomito, spingendo i medici dell’ospedale della Navicella a un intervento rapido .
Il ricovero e il trasferimento d’urgenza
Sabato 21 febbraio, la bambina si è presentata al pronto soccorso di Chioggia con sintomi critici. I pediatri locali hanno diagnosticato la malaria e avviato la terapia specifica, ma data la complessità del quadro clinico, hanno concordato il trasferimento serale presso l’Azienda Ospedaliera Universitaria di Padova per cure specialistiche pediatriche. Al momento, le sue condizioni sono stazionarie, come riportato da fonti locali. Questo episodio sottolinea i pericoli in contesti non endemici.
Sintomi e rischi della malaria nei bambini
La paziente ha manifestato i tipici sintomi: febbre elevata, spossatezza, mal di testa e disturbi gastrointestinali, con un’incubazione compatibile tra una e quattro settimane dal rientro dall’area endemica africana. Nei bambini, la malattia è particolarmente insidiosa: secondo l’OMS, nel 2023 ha causato 263 milioni di casi globali e 597 mila decessi, con tre quarti delle vittime sotto i cinque anni. In Italia, l’Istituto Superiore di Sanità ha registrato 798 contagi nel 2023, tutti casi di importazione.
Prevenzione e contesto epidemiologico
Il caso della bambina di Chioggia è classificato come importato, simile a un episodio sospetto a Verona nel 2024, poi confermato estero. UNICEF evidenzia che l’anemia post-malaria può compromettere lo sviluppo fisico e mentale dei piccoli. Misure preventive includono zanzariere insetticide, repellenti e abiti protettivi; l’OMS raccomanda due vaccini disponibili. In Italia, non vi sono focolai autoctoni, ma la vigilanza resta essenziale per viaggiatori da zone a rischio. Questo evento rafforza l’importanza della profilassi.
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