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Accise su benzina e gasolio: proroga fino al 3 luglio e sconto di 5 centesimi

Il governo proroga il taglio delle accise su benzina e gasolio con uno sconto di 5 centesimi al litro, per attenuare l’impatto dei rincari energetici su famiglie e imprese. Una misura temporanea che si inserisce nel contesto di prezzi ancora volatili e inflazione elevata.

La decisione di prorogare il taglio delle accise sui carburanti fino al 3 luglio, mantenendo uno sconto di 5 centesimi su benzina e gasolio, si colloca in un quadro di forte volatilità dei prezzi energetici e di tensioni sui bilanci di famiglie e imprese. Il meccanismo delle accise ridotte, già utilizzato negli ultimi mesi per contenere i costi alla pompa, viene così esteso per alcune settimane, con l’obiettivo di evitare bruschi rincari in una fase in cui il prezzo del petrolio e dei prodotti raffinati resta su livelli storicamente elevati.

Come funziona la proroga del taglio delle accise

La proroga del taglio delle accise sui carburanti avviene tramite decreto del Ministero dell’Economia e delle Finanze, senza bisogno di un nuovo passaggio in Consiglio dei ministri, sfruttando il cosiddetto meccanismo delle “accise mobili”. In pratica, parte dell’extragettito IVA generato dall’aumento dei prezzi viene utilizzato per finanziare lo sconto su benzina e gasolio, riducendo l’aliquota dell’accisa.

Secondo gli ultimi interventi, lo sconto sulle accise è stato modulato nel tempo: inizialmente pari a 20 centesimi al litro per la benzina e il diesel, la riduzione è stata successivamente rivista, fino a confermare un taglio di 5 centesimi al litro sulla benzina, mentre per il gasolio il beneficio è stato progressivamente ridimensionato. Il nuovo intervento mantiene dunque uno sconto di 5 centesimi su benzina e gasolio fino al 3 luglio, con aliquote agevolate che continuano a garantire un prezzo alla pompa leggermente inferiore rispetto allo scenario senza riduzione fiscale.

Va ricordato che la riduzione dell’accisa ha un effetto amplificato sul prezzo finale perché l’imposta rientra nella base imponibile dell’IVA: ogni centesimo di accisa tagliato vale circa 1,22 centesimi di risparmio al litro per il consumatore. In questo quadro, il taglio delle accise prorogato fino al 3 luglio con sconto di 5 centesimi su benzina e gasolio si traduce in un beneficio effettivo leggermente superiore ai soli 5 centesimi nominali.

Effetti su famiglie, imprese e contesto economico

La scelta di prorogare il taglio delle accise sui carburanti risponde all’esigenza di contenere l’impatto dell’inflazione energetica sul potere d’acquisto. Le stime delle associazioni di categoria indicano che, in assenza di misure di contenimento, l’aumento combinato di carburanti, luce, gas e beni alimentari potrebbe generare per una famiglia media una maggiore spesa annua intorno ai mille euro, con incrementi fino a 1.200-1.300 euro per i nuclei con figli e consumi energetici più elevati. All’interno di questo quadro, la sola voce carburanti può pesare per 200-300 euro in più all’anno, soprattutto per pendolari, lavoratori autonomi e operatori del trasporto su gomma.

Senza il taglio delle accise, diversi osservatori hanno stimato rialzi sensibili dei prezzi alla pompa, con rincari di alcuni centesimi al litro che, su un pieno di benzina o gasolio, si tradurrebbero in sovraccosti nell’ordine di alcuni euro per ogni rifornimento. La proroga dello sconto su benzina e gasolio fino al 3 luglio mira quindi a limitare questi effetti, pur restando una misura temporanea e dal costo non trascurabile per le finanze pubbliche: i precedenti tagli delle accise hanno richiesto risorse nell’ordine di circa un miliardo di euro al mese.

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