Il super tifone Champi punta al record globale di intensità nel 2026
Il super tifone Champi ha raggiunto venti fino a 240 km/h vicino a Guam e potrebbe diventare il settimo ciclone di categoria 5 dell’anno.
Il tifone Champi si è rapidamente trasformato in uno dei sistemi tropicali più potenti del 2026. Situato nel Pacifico occidentale, il ciclone tropicale ha raggiunto venti massimi sostenuti intorno ai 240 km/h, intensità paragonabile a quella di un uragano di categoria 4 superiore. La pressione centrale è scesa fino a circa 934 hPa, un ulteriore indicatore della notevole organizzazione della tempesta.
Tifone Champi – Traiettoria JTWC
Tifone Champi: un’intensificazione eccezionale vicino a Guam
Champi ha raddoppiato la velocità dei venti massimi, passando da circa 110 a 220 km/h in appena 24 ore. Il super tifone è transitato a poca distanza dalla parte meridionale di Guam, territorio statunitense nel Pacifico, portando venti distruttivi, piogge torrenziali e rischio di inondazioni improvvise. Il National Weather Service ha definito le condizioni estremamente pericolose, mentre le raffiche più intense hanno interessato soprattutto il sud dell’isola.
Le autorità hanno inoltre segnalato il rischio di allagamenti costieri e precipitazioni molto abbondanti. Il campo dei venti più violenti è rimasto relativamente compatto, ma raffiche con forza da tempesta tropicale hanno coinvolto anche le aree centrali e settentrionali di Guam.
Condizioni favorevoli a una categoria 5
Le previsioni indicano un ulteriore rafforzamento del tifone nelle successive 24-48 ore. Il sistema sta attraversando acque molto calde, con contenuto di calore oceanico elevato. Secondo gli ultimi aggiornamenti, si pensa che Champi possa raggiungere lo status di categoria 5 già tra la notte e il giorno successivo.
Se la previsione sarà confermata, Champi diventerà la settima tempesta di categoria 5 del 2026 e potrebbe superare il tifone Polo come ciclone tropicale più intenso dell’anno a livello globale. Il suo picco stimato arriva a circa 260 km/h, un valore che lo inserirebbe tra i sistemi più estremi osservati nel bacino del Pacifico occidentale.
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