Indonesia, pioggia dopo settimane di incendi! Ma l’aria rimane tossica
Dopo settimane di caldo estremo e foschia tossica, la pioggia è tornata su Kalimantan offrendo una tregua ai vasti incendi che colpiscono l’Indonesia. Milioni di persone sono esposte al fumo, mentre la qualità dell’aria peggiora anche in Malesia e Singapore.
In Indonesia, la regione di Kalimantan è diventata il simbolo della crisi ambientale che da mesi attraversa il Paese: vasti roghi di foreste e torbiere hanno alimentato un denso strato di fumo, spinto dai venti su gran parte del Borneo indonesiano e oltre i confini nazionali. Nella serata di ieri, dopo un lungo periodo di caldo e foschia, un violento acquazzone ha finalmente raggiunto Kalimantan, offrendo una prima e simbolica tregua alla popolazione e alle squadre antincendio impegnate senza sosta sul campo.
Indonesia: pioggia attesa e crisi sanitaria legata ai roghi
Secondo i dati diffusi dal Ministero della Salute indonesiano, più di 12,5 milioni di persone sono state esposte alla foschia tossica prodotta dagli incendi che interessano almeno sette province del Paese. Le autorità sanitarie stimano oltre 113.000 casi di malattie respiratorie trattate fra il 1° e il 9 settembre, con un raddoppio dei pazienti in appena una settimana, soprattutto nelle aree di Sumatra e Kalimantan. In questo contesto, l’arrivo della pioggia su Kalimantan viene percepito come un sollievo collettivo: vigili del fuoco e volontari si sono inginocchiati sotto il nubifragio, un gesto che testimonia la tensione vissuta dopo settimane di fumo incessante e caldo anomalo.
Gli incendi in Indonesia di questa stagione sono considerati tra i peggiori degli ultimi anni, alimentati da condizioni di El Niño che hanno prolungato la siccità e reso inefficaci molti interventi di inseminazione delle nuvole per favorire le piogge. Le fiamme, concentrate nelle foreste e nelle aree di torbiera di Kalimantan, hanno generato una cappa di smog che ricorda le grandi crisi della foschia del 2015 e del 2019, con gravi ricadute sulla salute pubblica. In questo quadro, la pioggia caduta su Kalimantan è un segnale positivo, ma ancora insufficiente a spegnere completamente i roghi e a disperdere il particolato fine che continua a saturare l’aria.
Fumo tossico transfrontaliero: Malesia e Singapore soffocano nel fumo
Il problema non riguarda solo Indonesia e Kalimantan: la foschia generata dagli incendi ha ormai superato i confini, deteriorando la qualità dell’aria in Malesia e Singapore. In Malesia, in particolare nello stato di Sarawak sull’isola di Borneo, gli indici di inquinamento atmosferico (API) hanno superato la soglia di “aria malsana”, spingendo le autorità a chiudere centinaia di scuole e a dichiarare l’emergenza ambientale in alcune aree. Il governo malaysiano collega direttamente questa situazione alla persistenza di roghi nel Kalimantan e alle condizioni meteorologiche che favoriscono il trasporto di particolato verso nord-ovest.
A Singapore, l’Agenzia nazionale per l’ambiente (NEA) ha segnalato più volte il passaggio delle concentrazioni di inquinanti nella fascia “malsana” del Pollutant Standards Index, con letture oltre quota 100 nella regione centrale della città-Stato. La foschia proveniente da Sumatra e Kalimantan ha costretto le autorità a ripristinare i bollettini quotidiani sulla foschia tossica, invitando la popolazione a limitare le attività all’aperto e a usare mascherine filtranti. Il Singapore Institute of International Affairs ha indicato agosto e settembre come periodo critico per la foschia indonesiana che investe l’intera area.
Gli esperti sottolineano che, nonostante la pioggia su Kalimantan rappresenti una svolta nella dinamica locale, la crisi atmosferica in Indonesia resta grave e fortemente interconnessa con la situazione di Malesia e Singapore. Finché gli incendi nelle foreste e nelle torbiere di Kalimantan non saranno definitivamente sotto controllo, la foschia continuerà a viaggiare oltre i confini, trasformando un’emergenza nazionale in una questione regionale di salute pubblica e di clima.
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