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Indonesia devastata dagli incendi: minacciata la nuova capitale

Gli incendi in Indonesia avanzano verso Nusantara, la nuova capitale in costruzione nel Borneo, mentre le autorità intensificano lanci d’acqua e misure d’emergenza per contenere foschia, siccità e crisi ambientale.

L’Indonesia è nuovamente devastata dagli incendi, con vasti incendi boschivi e di vegetazione che stanno colpendo le isole del Borneo e di Sumatra e che, negli ultimi giorni, hanno iniziato ad avvicinarsi alla nuova capitale in costruzione, Nusantara. La foschia provocata dai roghi ha spinto il governo a intensificare gli sforzi di contenimento in sei province prioritarie, dove le aree bruciate hanno superato complessivamente le decine di migliaia di ettari. Le autorità dell’autorità nazionale per la mitigazione dei disastri (BNPB) hanno potenziato le operazioni di inseminazione delle nuvole (cloud seeding) e di lancio di acqua dall’alto per ridurre l’intensità degli incendi boschivi in Indonesia e proteggere la zona della futura capitale.

Indonesia: gli incendi vicino a Nusantara e il rischio per la nuova capitale

Fin dall’inizio della stagione secca, a luglio, incendi boschivi hanno imperversato in diverse aree del Borneo, alimentati da condizioni di siccità e dall’influenza di El Niño, che rende più difficile ridurre la propagazione dei roghi. L’area orientale del Borneo, dove è in costruzione Nusantara, era inizialmente rimasta relativamente al sicuro, anche se circondata da regioni in cui si registrano livelli di inquinamento atmosferico pericolosi e foschia diffusa. Nelle ultime settimane, però, gli incendi si sono estesi ad alcune zone intorno alla città in costruzione, spingendo l’autorità che sovrintende al progetto di Nusantara a chiedere un intervento urgente alla BNPB con operazioni di cloud seeding e massicci lanci di acqua dagli elicotteri e dagli aerei antincendio.

Secondo le stime del governo e delle piattaforme di monitoraggio satellitare, l’Indonesia ha visto bruciare decine di migliaia di ettari solo nelle sei province considerate prioritarie, con valori indicativi che, in alcune fasi della crisi, hanno superato i 70.000 ettari e, su scala più ampia in Borneo e Sumatra, hanno sfiorato i 286.000 ettari dall’inizio dell’anno.

In province come il Kalimantan occidentale, le aree bruciate rappresentano oltre metà del totale registrato nelle regioni interessate, mentre il fumo e la foschia provenienti dai roghi hanno compromesso la visibilità e la qualità dell’aria, con indici di inquinamento classificati come “pericolosi” e condizioni di aria irrespirabile per milioni di persone.

Cloud seeding, water bombing e risposta dello Stato alla crisi ambientale

Per fronteggiare la stagione degli incendi boschivi, la BNPB ha schierato decine di velivoli dedicati al lancio di acqua sulle aree in fiamme e alle operazioni di inseminazione delle nuvole, una tecnica di modificazione artificiale del tempo che prevede la dispersione di sali o altre particelle nelle nubi per stimolare la formazione di pioggia. Secondo i dati dell’agenzia, nelle ultime settimane sarebbero stati versati milioni di litri d’acqua sulle zone bruciate e migliaia di chilogrammi di sale sarebbero stati lanciati sulle nubi, ottenendo piogge deboli o moderate in alcune aree di Sumatra e del Borneo, sebbene la scarsità di nubi idonee e la persistenza dell’alta pressione rendano complesso il contenimento della crisi. Gli esperti della meteorologia e del clima sottolineano che il cloud seeding non può sostituire gli interventi di terra, ma può integrare le operazioni di spegnimento e raffreddamento portate avanti dalle squadre a terra e dagli elicotteri, soprattutto nei versanti più difficili da raggiungere.

Parallelamente, le autorità indonesiane hanno avviato procedimenti penali contro decine di persone sospettate di aver innescato gli incendi, spesso legati alla conversione illegale di foreste e torbiere per usi agricoli, e hanno rafforzato la sorveglianza sui concessionari che operano nelle aree forestali. L’ondata di roghi, che ha reso l’Indonesia un caso emblematico di crisi climatica e ambientale nel Sud-Est asiatico, sta alimentando la preoccupazione dei Paesi vicini per la foschia transfrontaliera e solleva interrogativi sulla resilienza del progetto di Nusantara, concepito come nuova capitale “verde” e sostenibile ma già esposta agli effetti combinati di siccità, incendi e degrado degli ecosistemi di Borneo e Sumatra.

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