Corea del Sud, caldo storico: Yangsan tocca i 42,5 gradi ed è record nazionale
La Corea del Sud ha registrato la temperatura più alta da oltre un secolo di rilevazioni, con la città di Yangsan che ha toccato i 42,5 °C in piena ondata di calore. Il nuovo record si inserisce in una sequenza di eventi climatici estremi che sta ridisegnando il profilo meteorologico del Paese e dell’intero pianeta.
La Corea del Sud sta affrontando una ondata di calore senza precedenti, culminata nel nuovo record nazionale di 42,5 gradi registrato nella città sud-orientale di Yangsan alle 13:26 ora locale di domenica 2 agosto, secondo la Korea Meteorological Administration (KMA). Si tratta della temperatura più alta mai misurata nel Paese da quando sono iniziate le rilevazioni moderne, oltre un secolo fa. L’episodio si inserisce in un contesto globale di eventi climatici estremi, con siccità, incendi, alluvioni e violente tempeste segnalati in diverse regioni del mondo.
Corea del Sud: Yangsan epicentro della nuova emergenza di caldo estremo
Yangsan è diventata il simbolo della ondata di calore che sta colpendo la Corea del Sud: per cinque giorni consecutivi le temperature hanno superato i 40 °C, un fatto senza precedenti nella storia meteorologica del Paese. Il nuovo picco di 42,5 °C supera i record recenti legati alla stessa area, dove già nei giorni precedenti erano stati registrati 41,4 °C e 41,6 °C, valori che avevano aggiornato più volte il primato nazionale. Prima di questa fase, il record ufficiale per la Corea del Sud era di 41,0 °C, registrato a Hongcheon nell’agosto 2018.
Secondo la KMA, l’intensa ondata di calore ha portato gran parte del Paese sotto allerta, con molte città che hanno visto le massime salire oltre i 37-38 °C e un aumento significativo delle “notti tropicali”, notti in cui la temperatura minima non scende sotto i 25 °C. Le autorità hanno invitato la popolazione a ridurre le attività all’aperto nelle ore più calde e a prestare particolare attenzione alle fasce più vulnerabili, come anziani e bambini. L’episodio rafforza la percezione di una Corea del Sud sempre più esposta a eventi climatici estremi collegati al riscaldamento globale.
Trend in forte aumento e implicazioni per clima, ambiente e società
I dati della KMA mostrano che il numero medio annuo di giorni di ondata di calore in Corea del Sud è più che raddoppiato negli ultimi cinque anni, arrivando a 19, rispetto a una media di otto giorni negli anni ’70. Un “giorno di ondata di calore” viene definito come quello in cui la temperatura massima raggiunge almeno i 33 °C, soglia che nel Paese viene sempre più spesso superata in estate. Questo cambiamento indica una trasformazione strutturale del clima sudcoreano, con estati più lunghe, più calde e caratterizzate da eventi climatici estremi sempre più frequenti.
Le conseguenze non riguardano solo il settore meteo e della meteorologia, ma si estendono all’ambiente, alla salute pubblica, ai trasporti e anche al mondo del calcio e dello sport in generale, costretti a ripensare calendari, orari delle partite e protocolli di sicurezza per gli atleti. In Corea del Sud, come in altri Paesi colpiti da ondate di calore intense, aumenta il rischio di siccità, incendi boschivi, alluvioni improvvise e tempeste violente, in linea con quanto riportato dalle principali agenzie internazionali sul legame tra riscaldamento globale e eventi climatici estremi. Il nuovo record di Yangsan diventa così un campanello d’allarme sul futuro climatico del Paese e sull’urgenza di misure di adattamento e mitigazione.
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