Nuova ondata di caldo eccezionale in Europa: torna la cupola sahariana

L’Algeria è stretta in una morsa di caldo vicino ai 50 gradi mentre una vasta cupola anticiclonica sahariana spinge aria rovente verso l’Europa, pronta a innescare un’ondata di calore storica con notti tropicali e rischi elevati per salute, incendi e siccità.
Nel Nord Africa l’caldo eccezionale ha già superato la soglia dei 50 °C, con l’Algeria tra i paesi più colpiti da una ondata di calore che sta riscrivendo i record stagionali. All’aeroporto di Ain Beida si sono registrati 50,3 °C, valore che rappresenta un massimo storico per il mese di giugno in quell’area e conferma la portata dell’evento. Secondo analisi climatologiche, le temperature oltre i 50 °C in Nord Africa restano rare anche nell’era moderna, sottolineando il carattere estremo di questa fase. In parallelo, il Mediterraneo e l’Europa sudoccidentale sono già investiti da una massa d’aria molto calda associata a un robusto anticiclone sub-tropicale di origine sahariana.
La cupola anticiclonica sahariana sul Mediterraneo e sull’Europa
Una vasta cupola anticiclonica di origine sahariana sta convogliando aria rovente dal Sahara e dal Mediterraneo verso il cuore del continente europeo, alimentando un’ondata di calore storica che coinvolge Penisola Iberica, Francia, Benelux e Germania, fino all’Europa centrale e ai Balcani. Le elaborazioni meteorologiche indicano che l’anticiclone africano, già responsabile di valori prossimi ai 45–46 °C in Andalusia e ai 40 °C a Madrid, è destinato a intensificarsi nei prossimi giorni. In Italia, la cosiddetta “cappa” di caldo africano potrà spingere le massime fino e oltre i 40 °C al Sud e sulle Isole, con persistenza di condizioni afose anche di notte. La stasi atmosferica tipica di queste configurazioni ad alta pressione, con aria compressa e subsidente nei bassi strati, favorisce una marcata stabilità e incrementa ulteriormente le temperature, come già osservato in precedenti episodi di caldo estremo tra Algeria e Libia. In questo contesto, la combinazione tra riscaldamento globale e ripetute espansioni verso nord dell’anticiclone sahariano rende sempre più frequenti e intense le ondate di calore su scala euro-mediterranea.
Notti tropicali, isole di calore urbane e rischi per salute e territorio
L’attuale ondata di calore non si limiterà a spingere i picchi diurni oltre i 40 °C, ma impedirà il naturale raffreddamento notturno, producendo diffuse notti tropicali con minime ben sopra i 20 °C e forte umidità, già segnalate in diversi episodi recenti nel bacino mediterraneo. Nelle grandi città europee l’effetto isola di calore amplificherà il disagio, con temperature più alte rispetto alle aree rurali e maggiore stress termico per anziani e soggetti fragili, in linea con quanto evidenziato dagli studi sugli impatti sanitari delle ondate di calore prolungate. La persistenza della cupola anticiclonica e della aria rovente aumenterà il rischio di incendi boschivi e di vegetazione, come già osservato nelle fasi di caldo eccezionale in Algeria, dove le autorità hanno attivato misure d’emergenza per proteggere la popolazione. Allo stesso tempo, il continuo deficit di precipitazioni e l’elevata evaporazione aggraveranno la siccità nei principali bacini idrici europei, mettendo sotto pressione agricoltura, produzione energetica e reti elettriche chiamate a fronteggiare un forte aumento dei consumi per la climatizzazione. Questo nuovo episodio di ondata di calore storica tra Algeria ed Europa si inserisce in una sequenza di eventi estremi che, secondo i climatologi, rappresenta un chiaro segnale della tendenza al riscaldamento climatico su scala globale.
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