Siccità nel bacino del Po, Nord Italia in allarme idrico: i dati

La emergenza siccità nel bacino del Po sta ridisegnando la geografia idrica del Nord Italia, tra calo delle portate fluviali, crisi agroalimentare e avanzata del cuneo salino nel Delta del Po. Piemonte, Emilia-Romagna e Veneto affrontano misure straordinarie per gestire una situazione sempre più critica.
La siccità nel bacino del Po ha raggiunto livelli che le autorità definiscono tra i più gravi degli ultimi decenni, con una carenza di portata fino al 40% nelle sezioni esaminate del Grande Fiume e fino al 60% nei principali affluenti . La combinazione di temperature elevate, scarse precipitazioni e aumento dei prelievi idrici sta mettendo in difficoltà l’intero Distretto padano, con ripercussioni pesanti su agricoltura, approvvigionamento idrico e ecosistemi fluviali. Nel tratto terminale, il Delta del Po è sorvegliato speciale per la risalita del cuneo salino, favorita dalle portate ridotte e dall’innalzamento del livello del mare .
Crisi idrica dal Piemonte alla pianura emiliana
In Piemonte, la siccità nel Nord Italia si manifesta con una riduzione delle risorse idriche superficiali fino al 40%, costringendo a ricorrere a forniture straordinarie dai territori limitrofi, mentre lungo l’asta del Po permangono condizioni di “severa siccità idrologica” . Nel settore compreso tra Piacenza e Cremona, l’Autorità di bacino segnala una condizione di “estrema siccità idrologica”, con portate costantemente sotto la media e livelli prossimi alle soglie di allerta . Al Ponte della Becca, Pontelagoscuro e Cremona si registrano forti abbassamenti dei livelli idrometrici, con difficoltà crescenti per gli impianti di irrigazione e colture come mais e pomodoro . La scarsità di acqua e di foraggio mette in tensione la filiera del Parmigiano Reggiano e dell’intero comparto zootecnico, simbolo della crisi climatica nel bacino del Po.
Veneto, Delta del Po e la minaccia del cuneo salino
In Veneto, la Regione ha dichiarato lo stato di emergenza regionale per un deficit di precipitazioni pari al 28% sull’anno idrologico, con circa 2,4 miliardi di metri cubi d’acqua mancanti e portate dei maggiori fiumi stabilmente sotto le medie storiche . I consorzi di bonifica hanno attivato turnazioni straordinarie per l’irrigazione, mentre nel Delta del Po la ridotta portata del fiume favorisce l’avanzata del cuneo salino, già risalito per oltre 20 chilometri dalla costa in alcune fasi di crisi . A Pontelagoscuro la portata è scesa a 264 m³/s, ben al di sotto dei 450 m³/s necessari a contenere la salinità . L’intrusione di acqua marina trasforma le sacche lagunari in una “pentola salata”, con gravi effetti su agricoltura, pesca e acquacoltura . La emergenza siccità nel bacino del Po, dal Piemonte al Veneto, conferma l’urgenza di una gestione integrata della risorsa idrica nell’ambito della crisi climatica.
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