Altre News

Stop al decreto sulla medicina territoriale, si ferma la riforma dei medici di famiglia

Lo stop al decreto sulla medicina territoriale blocca la riforma dei medici di famiglia e riapre il confronto politico e sindacale sul ruolo dei camici bianchi nelle Case di comunità e nel Servizio sanitario nazionale.

Lo stop al decreto legge sulla medicina territoriale ha fatto di fatto saltare la riforma dei medici di famiglia, uno dei tasselli più attesi per riorganizzare il Servizio sanitario nazionale dopo la pandemia e dare piena attuazione alle strutture previste dal PNRR. La decisione è maturata dopo giorni di trattative tra Ministero della Salute, Regioni e categorie professionali e sarebbe stata comunicata agli assessori regionali alla sanità dal capo di gabinetto del dicastero, Marco Mattei. Il progetto, promosso dal ministro Orazio Schillaci, puntava a inserire una parte dei medici di medicina generale nelle Case di comunità, introducendo in via selettiva un rapporto di dipendenza e superando l’attuale modello fondato esclusivamente sulla convenzione.

Le ragioni politiche del blocco del decreto e le posizioni nella maggioranza

Secondo diverse ricostruzioni giornalistiche, il dietrofront sulla riforma dei medici di famiglia nasce soprattutto dalle divisioni interne alla maggioranza di centrodestra, che hanno determinato lo stop al decreto legge prima ancora della sua presentazione formale in Consiglio dei ministri. Fratelli d’Italia, Forza Italia e successivamente anche la Lega hanno espresso forti perplessità sul passaggio alla dipendenza per una quota di medici di medicina generale, temendo uno snaturamento del loro ruolo e una “burocratizzazione” della professione.

Il sottosegretario alla Salute Marcello Gemmato ha ribadito la contrarietà alla trasformazione dei medici di famiglia in dipendenti pubblici, mentre esponenti di Forza Italia come Antonio Tajani e Stefania Craxi hanno sottolineato la necessità di preservare il rapporto fiduciario tra medico e cittadino, mettendo in guardia dal rischio di ridurre i professionisti a “anonimi burocrati” chiusi nelle Case di comunità. In questo contesto, la riforma – pur sostenuta dalle Regioni, che avevano trovato un’intesa di massima sul testo – si è arenata, confermando che, almeno nella versione originaria, la riforma dei medici di famiglia si ferma e il relativo decreto legge viene accantonato.

Fonti del Ministero, tuttavia, precisano che il lavoro sulla medicina territoriale “va avanti” e che si sta valutando di sostituire il decreto saltato sui medici di famiglia con un accordo da inserire nel prossimo atto di indirizzo della convenzione sulla medicina generale. In altre parole, lo stop al decreto sulla riforma dei medici di famiglia non equivale a un abbandono degli obiettivi di potenziamento del territorio, ma sposta il confronto su un terreno più negoziale, coinvolgendo in modo più strutturato sindacati e categorie.

 

© Iconameteo.it - Il presente contenuto è riproducibile solo in parte, non integralmente, inserendo la citazione della fonte (Iconameteo.it) e il link al contenuto originale

Articoli correlati

Back to top button