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Indonesia, allerta tsunami dopo il sisma nelle Filippine

Un terremoto di magnitudo 7,8 nel sud delle Filippine ha spinto l’Indonesia ad attivare un’allerta tsunami in diverse aree dell’est del Paese. BMKG segnala onde già registrate in Nord Maluku, mentre resta alta l’attenzione lungo le coste del Pacifico.

L’Indonesia ha emesso un allarme tsunami dopo il forte terremoto che ha colpito il sud delle Filippine, un evento sismico che, secondo le autorità indonesiane, può ancora produrre effetti sulle coste dell’arcipelago. La valutazione del rischio riguarda in particolare varie aree dell’Indonesia orientale, dove i residenti sono stati invitati a spostarsi subito verso zone più elevate.

La valutazione di BMKG sul rischio tsunami

Secondo la BMKG, l’agenzia indonesiana per meteorologia, climatologia e geofisica, il sisma è legato a una subduzione che coinvolge la placca del Mare delle Filippine, un meccanismo tipico delle zone ad alta sismicità del Pacifico. Wijayanto, direttore per terremoti e tsunami della BMKG, ha spiegato che l’evento ha il potenziale per generare uno tsunami e ha portato all’assegnazione dello status di allerta in località come Minahasa, Bolaang Mongondow, Manado, North Minahasa e Buol.

La stessa agenzia ha precisato che l’evento è stato registrato lunedì 8 giugno e che l’allerta ha interessato anche Bitung e Ternate, mentre in altre aree costiere è stato diffuso un livello di advisory, cioè una vigilanza rafforzata. In termini pratici, questo significa che la possibilità di onde anomale non è esclusa e che la risposta preventiva resta centrale nella gestione del rischio.

Onde già rilevate nel Nord Maluku

Un elemento che ha alimentato l’attenzione è la conferma di onde di tsunami già osservate in tre località del Nord Maluku, inclusa Melonguane. Nelly Florida Riama, vice responsabile per la geofisica della BMKG, ha indicato che le ampiezze registrate finora oscillano tra 9 e 18 centimetri, valori contenuti ma sufficienti a confermare la propagazione dell’onda lungo alcune coste indonesiane.

Questi dati non indicano automaticamente uno scenario catastrofico, ma mostrano che il rischio tsunami è concreto e monitorato in tempo reale. In una regione come questa, la differenza tra onde di pochi centimetri e un’onda più energica dipende dalla geometria del fondale, dalla distanza dall’epicentro e dalla dinamica della rottura sismica.

Perché Indonesia e Filippine restano aree sensibili

Filippine e Indonesia si trovano nel Pacific Ring of Fire, una fascia altamente instabile dal punto di vista geologico, estesa dall’America del Sud all’Estremo Oriente russo. In questa cornice, i terremoti in mare aperto possono trasformarsi in tsunami in tempi molto rapidi, come dimostrano anche precedenti storici nell’area di Mindanao e nelle isole indonesiane.

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