Ciclone Maila devasta la Papua Nuova Guinea: 11 morti per inondazioni e frane
Il ciclone tropicale Maila ha causato almeno 11 morti in Papua Nuova Guinea per inondazioni e frane. L'Australia offre 2,5 milioni di dollari per le operazioni di ricostruzione, mentre il premier Marape segnala difficoltà nei contatti con comunità remote. Prevista altra pioggia intensa nelle aree colpite.

Il ciclone tropicale Maila, formatosi tra fine marzo e inizio aprile 2026 nel Mar delle Salomone, ha flagellato la Papua Nuova Guinea provocando inondazioni e frane devastanti. Almeno 11 persone sono morte, con sette dispersi e circa 120.000 colpite sull’isola di Bougainville, inclusi un numero imprecisato di sfollati. Il primo ministro James Marape ha evidenziato le difficoltà nel raggiungere le comunità remote, complicando i soccorsi.
Il ciclone tropicale Maila: intervento dell’Australia e bilancio vittime
L’Australia ha promesso 2,5 milioni di dollari per supportare le operazioni di pulizia e ricostruzione nel paese oceanico. Il ciclone Maila, classificato come categoria 3, ha già causato danni nelle Isole Salomone prima di dirigersi verso la Papua Nuova Guinea, con alberi abbattuti, linee elettriche interrotte e onde giganti sulle coste. Secondo fonti locali, il bilancio delle inondazioni e frane potrebbe aggravarsi, come avvenuto in passati eventi simili nella regione orientale.
Previsioni meteo allarmanti
Nei prossimi cinque giorni, ulteriori forti piogge sono attese sulla Papua Nuova Guinea orientale e sud-orientale, nonché sulle Isole Salomone. Dal 15 aprile, piogge intense colpiranno anche il Queensland settentrionale e nord-orientale in Australia, aumentando i rischi di nuovi disastri naturali. Il ciclone Maila resta una minaccia persistente, con il suo stazionamento nel Mar delle Salomone che prolunga l’instabilità climatica.
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