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Referendum giustizia 2026: vince il No verso il 55%

Il referendum giustizia 2026 vede trionfare il No con proiezioni oltre il 55%, bocciando la riforma della giustizia. La premier Giorgia Meloni dichiara di rispettare la decisione popolare e conferma l'impegno a proseguire. Affluenza al 59% segna una partecipazione significativa senza quorum.

Il referendum sulla giustizia del 2026 si è concluso con una chiara vittoria del No, proiettato intorno al 55% secondo i primi dati di scrutinio resi noti da Opinio Rai, La7 Swg e Sky. I cittadini italiani, chiamati alle urne domenica 22 e lunedì 23 marzo, hanno respinto le modifiche costituzionali approvate dal Parlamento, mantenendo invariato l’assetto attuale dell’ordinamento giudiziario. L’affluenza definitiva si è attestata al 58,9%, superando le aspettative iniziali e confermando l’interesse per il dibattito sulla separazione delle carriere.

Risultati del referendum giustizia 2026 in tempo reale

A metà spoglio, il No avanzava al 54,5% contro il al restante 45,5%, con variazioni regionali significative. In Lombardia, Veneto e Friuli il ha prevalso, mentre in Puglia il No ha raggiunto il 57,43%. Firenze guida le città con il 71% di affluenza, seguita da Toscana al 66,2% ed Emilia-Romagna in testa tra le regioni. Senza quorum richiesto, il risultato è valido e definitivo, segnando un no netto alla riforma costituzionale che prevedeva sette articoli modificati.

Reazione di Giorgia Meloni al voto sul referendum

La premier Giorgia Meloni ha commentato il risultato con un messaggio di rispetto: “Rispettiamo la decisione del popolo italiano, andiamo avanti”. Le sue parole sottolineano l’accettazione del verdetto, pur in un contesto di divisioni politiche sul tema giustizia. Il centrodestra, promotore della riforma, registra una sconfitta, mentre centrosinistra e oppositori celebrano il mantenimento della Costituzione attuale.

Affluenza e tendenze regionali nel referendum 2026

L’affluenza ha registrato picchi in centri urbani: Bologna ed Emilia-Romagna al 53,7%, Torino al 49,94%, Roma al 49,5%. Rispetto ai referendum passati come quello del 2020 sul taglio parlamentari (53,8%), la partecipazione è rimasta alta, senza quorum a condizionare l’esito. Piccoli centri e aree del Sud mostrano No più marcati, riflettendo sensibilità diverse sulla riforma giustizia.

 

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