Teheran, colpita una petroliera nel Golfo Persico durante il conflitto
Nel Golfo Persico, una petroliera americana è stata colpita durante gli attacchi dell'Iran contro le forze statunitensi e israeliane. Lo Stretto di Hormuz è diventato una zona di guerra attiva con gravi conseguenze per il traffico marittimo globale.

La situazione nel Golfo Persico ha raggiunto livelli critici con l’escalation del conflitto tra Iran e le forze statunitensi e israeliane. Nel corso degli ultimi giorni, il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie iraniane ha lanciato una serie di attacchi coordinati contro obiettivi militari e civili, colpendo anche il traffico marittimo commerciale. Una petroliera americana è stata colpita nello Stretto di Hormuz, confermando le minacce iraniane di controllare questa cruciale via d’acqua attraverso operazioni militari indiscriminate.
Gli attacchi nel Golfo e il blocco dello Stretto
Il Golfo Persico è diventato una zona di guerra dopo che l’Iran ha dichiarato il controllo completo dello Stretto di Hormuz e ha minacciato di colpire qualsiasi nave in transito non autorizzato. Nel giro di 24 ore dal 1° marzo 2026, almeno tre petroliere sono state colpite da missili o droni in quello che i funzionari della sicurezza marittima descrivono come attacchi indiscriminati. La petroliera Skylight è stata attaccata mentre attraversava lo stretto al largo delle coste dell’Oman, con quattro marittimi rimasti feriti e l’intero equipaggio evacuato. Un’altra petroliera è stata colpita al largo di Fujairah, negli Emirati Arabi Uniti, con detriti di proiettili trovati sul ponte della nave.
Conseguenze per il traffico marittimo globale
L’impatto sulla navigazione commerciale è stato immediato e grave. Almeno 150 navi cisterna per il trasporto di greggio e gas naturale liquefatto hanno gettato l’ancora in mare aperto, paralizzando il traffico nel Golfo Persico. Circa 170 portacontainer per 450mila container sono stati dirottati via alternative, mentre le principali compagnie di navigazione hanno fermato i transiti. Il Golfo Persico rappresenta il 20% del traffico petrolifero globale, rendendo il blocco dello Stretto di Hormuz una minaccia significativa per l’approvvigionamento energetico mondiale. Gli analisti sottolineano che un ammanco giornaliero del 5% basterebbe a destabilizzare il mercato globale dell’energia.
La risposta americana e le operazioni militari
L’amministrazione Trump ha risposto con misure senza precedenti nella storia economica recente. Attraverso un ordine esecutivo emanato tra il 3 e il 4 marzo, il presidente ha disposto che la United States International Development Finance Corporation fornisca assicurazioni complete contro i rischi politici per il commercio marittimo operante nel Golfo. Trump ha inoltre dichiarato che la Marina militare statunitense inizierà a scortare fisicamente le petroliere commerciali attraverso lo stretto “non appena possibile”. Nel frattempo, il Comando Centrale degli Stati Uniti ha confermato l’affondamento di una corvetta iraniana classe Jamaran a Chah Bahar, mentre il presidente ha rivendicato l’affondamento di nove navi della Marina iraniana, inclusa la nave militare Iris Dena al largo delle coste dello Sri Lanka.
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