Il Gruppo SAE interessato al quotidiano La Stampa di Torino
La Regione Piemonte interviene sulla vendita de La Stampa, con il governatore Alberto Cirio che annuncia attenzione attiva per tutelare il quotidiano simbolo del territorio, mentre giornalisti protestano per garanzie occupazionali e autonomia editoriale. Un impegno istituzionale per preservare La Stampa come voce del Piemonte.
La vendita del quotidiano La Stampa, decisa dal gruppo Gedi di John Elkann, accende i riflettori sul futuro di un’icona piemontese. Il presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio, ha riunito sindacati e parlamentari per monitorare l’operazione, ribadendo: “La Stampa è il Piemonte, non resteremo a guardare“. L’incontro ha delineato una fase interlocutoria, con focus su pluralismo informativo e ricadute occupazionali .
Interesse di acquirenti e ruolo istituzionale
Tre gruppi hanno manifestato interesse per la vendita de La Stampa: un consorzio veneto (Nem), una cordata piemontese con fondazioni bancarie e il gruppo Caltagirone, editore de Il Messaggero. Cirio, in contatto con il sottosegretario all’Editoria Alberto Barachini, spinge per una soluzione che mantenga il “carattere territoriale” del giornale, salvaguardando redazione e autonomia . Il sindaco di Torino Stefano Lo Russo supporta l’impegno per un compratore locale .
Mobilitazione giornalisti e preoccupazioni
I lavoratori de La Stampa protestano in presidio a Torino e Roma contro la due diligence con Sae di Leonardis, priva di piano industriale solido. “150 anni di storia non sono in vendita“, tuonano, chiedendo tutele per occupazione e informazione libera. Cirio assicura vicinanza, promettendo una posizione istituzionale chiara nel rispetto delle regole di mercato .
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