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“Mi sono sentito male”: il conducente del tram ricostruisce l’incidente di Milano

Il conducente del tram ammette il malore improvviso come causa del deragliamento e schianto a Milano. Interrogato dal pm Marcello Viola, esclude guasti tecnici al convoglio di ultima generazione. Due morti e decine di feriti nell’evento senza precedenti nella storia dei trasporti milanesi.

Un dramma senza precedenti ha sconvolto Milano venerdì pomeriggio: il tram della linea 9, diretto da piazza della Repubblica verso Porta Venezia, ha deragliato in viale Vittorio Veneto all’incrocio con via Lazzaretto, finendo contro un palazzo e investendo dei pedoni. Due le vittime – un 60enne di Abbiategrasso incastrato sotto il mezzo e un altro uomo – e almeno 39 feriti, alcuni gravi al Niguarda. Il conducente del tram, un tranviere 60enne con lunga esperienza in Atm, ricoverato al Niguarda, ha confessato al pm Marcello Viola: “Mi sono sentito male”, rivelando il malore improvviso che ha provocato la corsa senza freni, il deragliamento e lo schianto.

La confessione del conducente Atm

Il conducente del tram, un uomo di circa 60 anni con anni di servizio alle spalle, ha ricostruito l’incidente al procuratore Marcello Viola. Il malore improvviso lo ha colto intorno alle 16, facendogli perdere il controllo del convoglio Tramlink di ultima generazione, lungo 25 metri e bidirezionale. Il tram ha saltato la fermata Vittorio Veneto-Lazzaretto, procedendo a velocità sostenuta come se dovesse continuare dritto su viale Vittorio Veneto, invece di curvare a 20 km/h verso via Lazzaretto. Dei video mostrano il mezzo inclinato, fuori controllo, che invade il binario opposto prima dello schianto devastante contro la vetrina di un ristorante.

Le parole del sindaco Sala sul posto

Giuseppe Sala, arrivato sul luogo del deragliamento, ha confermato la dinamica: “Il tram arrivava in velocità, saltando la fermata prima. Non è una questione tecnica del convoglio – ha ribadito – ma legata al conducente. Il mezzo è nuovo, l’autista esperto, in servizio da un’ora”. La Procura di Milano, con pm Marcello Viola e Elisa Calanducci, ha aperto un’inchiesta per omicidio e lesioni colpose, inizialmente ipotizzando guasti allo scambio o avarie tecniche.

Ipotesi scartate: guasti e lavori sui binari

Inizialmente, testimoni segnalavano otto tram in fila quella mattina per lavori di ammodernamento dei binari, alimentando dubbi su un malfunzionamento degli scambi in quell’incrocio storico della rete tranviaria milanese. Ma la dinamica dello schianto – fermata saltata, velocità eccessiva – e la confessione del tranviere 60enne Atm hanno corroborato il malore del conducente come causa principale, scartando avarie al convoglio di ultima generazione. Mai un deragliamento così grave nella storia del trasporto pubblico milanese.

Le indagini proseguono, con video e testimonianze che dipingono una scena caotica: passeggeri sballottati, sangue, fumo e polvere. Un evento che interpella la sicurezza dei trasporti urbani.

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