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Olimpiadi invernali 2030: Alpi francesi sedi e possibile ruolo di Torino

Le olimpiadi invernali 2030 si terranno nelle Alpi francesi dal 1° al 17 febbraio, con sedi diffuse tra Alta Savoia, Savoia, Briançon e Nizza. Torino è candidata per ospitare il pattinaggio di velocità all'Oval Lingotto, promuovendo sostenibilità e riutilizzo impianti. Questo modello olimpico enfatizza efficienza ambientale e logistica transfrontaliera.

Le olimpiadi invernali 2030, note come French Alps 2030, rappresentano la quarta edizione dei Giochi invernali ospitata in Francia dopo Chamonix-Mont-Blanc 1924, Grenoble 1968 e Albertville 1992. Assegnate ufficialmente il 24 luglio 2024 dalla 142ª sessione del CIO a Parigi con 84 voti a favore, le competizioni si svolgeranno dal 1° al 17 febbraio 2030 su un modello di sedi diffuse, simile a Milano Cortina 2026 . Questo approccio distribuisce le gare su più cluster territoriali, privilegiando il 93% di strutture esistenti o temporanee in linea con l’Agenda Olimpica 2020+5 del Comitato Olimpico Internazionale.

Sedi principali nelle Alpi francesi

Le olimpiadi invernali 2030 coinvolgeranno quattro aree principali: Alta Savoia, Savoia, Briançon e Nizza. In Alta Savoia, La Clusaz ospiterà lo sci di fondo e Le Grand-Bornand il biathlon, sedi abituali di Coppa del Mondo. La Savoia accoglierà sci alpino, salto con gli sci e sport di slittamento come bob, skeleton e slittino a La Plagne. Briançon sarà dedicata a snowboard e sci freestyle . Nizza giocherà un ruolo centrale per gli sport su ghiaccio, inclusi short track, pattinaggio artistico, hockey su ghiaccio e curling, ospitando anche la cerimonia di chiusura sulla Promenade des Anglais, ispirata allo spirito urbano di Parigi 2024. La cerimonia di apertura resta da definire, mentre cinque villaggi olimpici sorgeranno a Saint-Jean-de-Sixt, Bozel, La Plagne, Briançon e Nizza.

Candidatura italiana di Torino per pattinaggio velocità

Torino emerge come possibile sede transfrontaliera per le gare di pattinaggio di velocità nelle olimpiadi invernali 2030, grazie all’Oval Lingotto, impianto indoor utilizzato per Torino 2006 e sede dell’exploit di Enrico Fabris. La Francia manca di una pista conforme alle norme CIO, rendendo attraente il riutilizzo esistente per garantire sostenibilità finanziaria e ridurre costi . Fattori logistici favoriscono Torino: collegamenti rapidi via aeroporto e metropolitana, oltre alla residenza Edisu del Lingotto per 300 atleti e staff. Giovanni Malagò, presidente Fondazione Milano Cortina 2026, ha indicato che il comitato francese valuta anche Nizza, ma Torino resta papabile . In alternativa, si ipotizza Heerenveen in Olanda, ma logisticamente complessa. Torino si era ritirata dal 2026 per ruolo marginale e costi incerti.

 

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