Cedolino pensione INPS marzo 2026: tutti gli aumenti e gli arretrati in arrivo
A marzo 2026 il cedolino della pensione INPS si arricchisce di aumenti strutturali, conguagli arretrati e riduzioni fiscali. Scopri quanto riceverai in più e chi ne beneficia.
Il mese di marzo 2026 rappresenta un momento cruciale per milioni di pensionati italiani. Grazie all’attuazione operativa delle misure previste dalla Legge di Bilancio 2026, l’INPS procederà finalmente all’adeguamento dei trattamenti pensionistici, includendo non solo i nuovi importi rivalutati, ma anche i conguagli relativi ai primi due mesi dell’anno. Questo significa che il cedolino di marzo sarà particolarmente corposo, contenendo una serie di benefici che non erano stati erogati completamente a gennaio e febbraio.
La rivalutazione annuale e gli aumenti strutturali
Il primo elemento che caratterizza il cedolino della pensione di marzo 2026 è la rivalutazione annuale dell’1,4 per cento, applicata in modo differenziato a seconda dell’importo della pensione. Per le pensioni fino a 4 volte il minimo INPS, l’aumento è pieno, mentre scende al 90 per cento per quelle tra 4 e 5 volte il minimo e al 75 per cento per quelle superiori a 6 volte il minimo. Questo meccanismo di perequazione garantisce una protezione maggiore per i pensionati con importi più bassi, contrastando la perdita di potere d’acquisto.
Accanto alla rivalutazione, arrivano anche gli aumenti delle maggiorazioni sociali. L’incremento mensile passa da circa 8 euro a 20 euro, diventando strutturale e quindi permanente. Questo aumento riguarda i pensionati di età pari o superiore a 70 anni e gli invalidi civili totali maggiorenni con basso reddito. Nel cedolino di marzo, oltre alla quota di marzo, verranno versati anche gli arretrati di gennaio e febbraio, portando il beneficio complessivo a circa 60 euro per chi ha diritto alla maggiorazione.
Il taglio dell’aliquota IRPEF e i risparmi fiscali
Un’altra novità significativa riguarda la riduzione dell’aliquota IRPEF. Dal 2026, l’aliquota IRPEF del 35% scende al 33% per la fascia di reddito corrispondente, specificamente per i redditi compresi tra 28.000 e 50.000 euro annui. Sebbene la norma sia entrata in vigore a gennaio, l’INPS applicherà tecnicamente il nuovo calcolo sul cedolino di marzo. Il beneficio si concentra soprattutto sulle pensioni che superano i 2.000 euro mensili al lordo, generando un risparmio fiscale stimato che può variare tra i 200 e i 260 euro annui, con punte fino a 440 euro per chi ha redditi vicini alla soglia massima.
I conguagli arretrati nel cedolino di marzo
Un aspetto fondamentale da tenere presente è la presenza, nel cedolino di marzo 2026, dei conguagli relativi a gennaio e febbraio. Poiché nei mesi precedenti l’INPS ha erogato le pensioni con le vecchie aliquote o senza le nuove maggiorazioni, a marzo verranno versate in un’unica soluzione tutte le somme maturate e non riscosse. Questo meccanismo genera un accredito eccezionale una tantum, che determina un importo più alto rispetto ai mesi successivi. Da aprile in avanti, l’aumento sarà solo sul risparmio fiscale mensile derivante dal taglio IRPEF.
Chi beneficia degli aumenti del cedolino
Secondo le stime diffuse dall’INPS, oltre 2 milioni di pensionati potrebbero beneficiare di un aumento nelle somme accreditate. I benefici reali vanno ai pensionati con redditi compresi tra 28.000 e 50.000 euro annui, ai pensionati più anziani (over 70) e a coloro con grave invalidità civile. Per una pensione vicina ai 50.000 euro, l’aumento netto può raggiungere circa 35-37 euro al mese, con arretrati intorno a 70-75 euro nel cedolino di marzo.
Come consultare il cedolino e le novità introdotte
Tutti i dettagli relativi all’importo in pagamento dall’INPS saranno contenuti nel cedolino della pensione, disponibile online sul sito istituzionale dell’ente. Nel cedolino di marzo compariranno diverse voci distinte: l’aumento di 20 euro sulla maggiorazione sociale, i 40 euro di arretrati di gennaio e febbraio, il taglio IRPEF sul secondo scaglione, i conguagli a credito IRPEF per i primi due mesi, il ritorno dell’addizionale comunale in acconto e le addizionali regionali e comunali a saldo. È importante consultare il cedolino per verificare l’esatto importo spettante, poiché le cifre possono variare in base alla situazione fiscale e reddituale individuale.
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