Come si vive in Jacuzia: sopravvivenza nella città più fredda del mondo
Yakutsk in Jacuzia è la città più fredda del mondo, dove la vita continua nonostante temperature fino a -70°C. Gli abitanti si adattano con abbigliamento multi-strato, movimento costante e infrastrutture apposite, mantenendo scuole e servizi operativi.
In Jacuzia, nome russo della Repubblica di Sakha, la vita non si ferma per l’inverno che domina gran parte dell’anno. Yakutsk, capitale con oltre 300.000 abitanti, è nota come la città più fredda del mondo, con temperature medie invernali intorno ai -30°C, ma che spesso scendono a -45°C/-50°C e, in ondate di freddo eccezionali, sotto i -60°C o persino -70°C. Qui, ciò che altrove è clima estremo è considerato una “giornata calda” dai locali, che hanno sviluppato adattamenti perfetti per vivere.
Temperature estreme e vita quotidiana
Uscire di casa a Yakutsk richiede strati multipli di abbigliamento termico, cibo energetico per mantenere le forze e movimento continuo per non congelarsi. “A meno che tu non abbia una fonte di calore vicina, riscaldarsi di nuovo è molto difficile. Devi continuare a muoverti”, spiega la residente e blogger Anastasia Gruzdeva a Reuters. I bambini frequentano gli asili nido anche a -70°C, e gli adulti vanno al lavoro: la città deve funzionare senza sosta. In estate, paradossalmente, le temperature salgono fino a +30°C, creando sbalzi termici di quasi 100 gradi .
Infrastrutture adattate al permafrost
Quasi tutti gli edifici di Yakutsk poggiano su palafitte per evitare che il permafrost sottostante si scongelino e destabilizzino le fondamenta. I sistemi di riscaldamento operano 24/7, mentre l’infrastruttura urbana non tollera errori: prevenire i danni è più semplice che ripararli nel gelo. Un operaio comunale sottolinea: “Se i servizi si fermassero, sarebbe caos. Tutto si sporcherebbe e congelerebbe. I servizi lavorano senza sosta”. Strade e veicoli sono coperti da “Natasha”, coperture termiche, perché i motori non si spengono mai per non gelare.
Nebbia artica e fenomeni unici
In inverno, la città è avvolta da una nebbia densa, detta “respiro del polo del freddo”, causata dall’incontro tra scarichi veicolari, camini e aria gelida estrema. La luce solare è scarsa, con solo 4 ore al giorno a gennaio. Eppure, la routine persiste: mercati aperti, scuole attive, ristoranti frequentati. Molti lavorano nelle miniere di diamanti e oro, ricchezze della regione che rendono Yakutsk un hub in crescita, sede del più grande istituto di ricerca sul permafrost al mondo.
Resilienza come stile di vita
Come si vive in Jacuzia? Con una tenacia che trasforma il gelo in normalità. Abitanti indossano fino a 10 strati di vestiti, preferiscono camminare o usare auto riscaldate, e si proteggono labbra e pelle esposta. A -30°C è gestibile se ben vestiti, anche se sotto -60°C ogni grado conta di più. La città più fredda del mondo dimostra che la resilienza non è solo sopravvivenza, ma un modo di vita radicato nella cultura jakuta.
Nonostante le sfide, Yakutsk pulsa di vitalità: dai tuffi nel fiume Lena ghiacciato ai mercati vivaci, la gente affronta il freddo con pragmatismo. Questa adattabilità rende la Jacuzia un esempio unico di convivenza con l’ambiente estremo.
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