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Danni del maltempo al Sud Italia: esondazioni, venti e soccorsi urgenti

La tempesta Oriana causa maltempo devastante al Sud Italia con esondazioni del fiume Busento, alberi abbattuti e navi alla deriva. I vigili del fuoco hanno condotto 50 operazioni di salvataggio in case allagate e 300 interventi in Sardegna. Danni per miliardi di euro in Sicilia, Calabria e isole, con allerta arancione ancora attiva.

Il Sud Italia è stato travolto da un’ondata di maltempo eccezionale, con piogge torrenziali, venti impetuosi e mareggiate che hanno provocato danni ingentissimi. Venerdì 13 febbraio 2026, i Vigili del Fuoco sono intervenuti in modo massiccio per salvare persone intrappolate nelle abitazioni, mentre in Sardegna si è lavorato senza sosta per liberare strade e assistere imbarcazioni in difficoltà. Questa ondata di maltempo, che segue il devastante ciclone Harry di gennaio, ha aggravato una situazione già critica, con stime di danni che superano i 2 miliardi di euro.

Esondazione del Busento e soccorsi in Calabria

Intense piogge hanno causato l’esondazione del fiume Busento nel Sud Italia, allagando numerose abitazioni e costringendo i Vigili del Fuoco a 50 operazioni di salvataggio. Secondo un comunicato dei pompieri, le squadre hanno evacuato le persone con gommoni, come mostrato in un video dove due individui con un cane vengono tratti in salvo su una piccola imbarcazione. La Protezione Civile ha emesso un’allerta meteo arancione per la Calabria, dove si registrano frane, esondazioni e famiglie isolate, con venti oltre i 100 km/h a Messina e Reggio Calabria. Strade come la SS107 e la SS19 sono state chiuse per smottamenti, mentre a Catanzaro Lido l’acqua ha invaso piani terra e trascinato auto .

Venti forti e alberi caduti in Sicilia e Sardegna

In Sicilia, il maltempo ha provocato cadute di alberi giganti, pali e tettoie a Palermo e Messina, con 132 interventi dei vigili del fuoco solo nella città siciliana. Santa Teresa di Riva ha visto la distruzione della strada costiera da mareggiate, con voragini e crolli che hanno interrotto la linea ferroviaria Messina-Siracusa. Il ciclone Harry ha già causato danni per 740 milioni di euro in Sicilia, Calabria e Sardegna, con ulteriori peggioramenti previsti . In Sardegna, intorno a Nuoro, 300 vigili del fuoco hanno rimosso alberi caduti sulle strade durante la notte, mentre al porto di Sassari hanno supportato la Guardia Costiera e rimorchiatori per una nave slegata dai venti forti e alla deriva.

Mareggiate e infrastrutture colpite al Sud

Le coste del Sud Italia hanno subito trasformazioni drastiche: a Melito di Porto Salvo in Calabria è crollato il lungomare sotto onde di 9,5 metri, mentre a Cagliari il Poetto è stato cancellato, con danni per centinaia di milioni. Taormina e Giardini Naxos riportano moli distrutti e zone turistiche devastate, con comuni senza acqua ed energia elettrica nelle Eolie. Raffiche fino a 137 km/h hanno scoperchiato tetti e dirottato voli a Reggio Calabria, isolando ulteriormente aree già ferite dal precedente maltempo. La presidente sarda Alessandra Todde ha stimato danni ambientali enormi, chiedendo risorse immediate.

Interventi e fondi per l’emergenza maltempo

I Vigili del Fuoco hanno effettuato quasi 2.000 interventi post-ciclone Harry, usando imbarcazioni dove i mezzi terrestri non arrivavano. Il capo della Protezione Civile Fabio Ciciliano ha autorizzato l’uso di fondi per urgenze, con 50 milioni sbloccati in Sicilia. Sindaci isolani e calabresi invocano lo stato di calamità per ristori rapidi, mentre l’allerta gialla persiste in gran parte d’Italia. Questa sequenza di eventi climatici estremi sottolinea la vulnerabilità del Sud Italia a ondate di maltempo sempre più intense.

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