Aumento prezzi sigarette: nuovi rincari dal 13 febbraio 2026

L’aumento prezzi sigarette continua con la terza ondata dal 13 febbraio 2026, dopo i ritocchi di gennaio. Pacchetti fino a 6,80 euro per marchi come Winston e Camel, con accise minime salite all’8,5%. Lo Stato incasserà oltre 1,4 miliardi extra entro il 2028.
Da venerdì 13 febbraio 2026, i fumatori italiani affrontano un ulteriore aumento prezzi sigarette, la terza ondata di rincari sui tabacchi lavorati prevista dalla legge di Bilancio. Questa fase coinvolge marchi diffusi come Winston, Camel, Benson & Hedges, American Spirit e Glamour, con incrementi fino a 30 centesimi a pacchetto. I prezzi al pubblico ora oscillano tra 5,50 e 6,80 euro per confezioni da 20 sigarette, segnando un rialzo complessivo di circa 1,50 euro rispetto al 2025 entro il 2028.
Prima ondata: i marchi Philip Morris
Gli aumenti prezzi sigarette sono partiti il 16 gennaio 2026 con le sigarette del gruppo Philip Morris, tra cui Marlboro, Chesterfield, Merit, Diana e Muratti. Per queste marche, il prezzo è salito di 20-30 centesimi, raggiungendo i 6,80 euro in alcuni casi. L’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli ha pubblicato la tabella aggiornata, recepita dai rivenditori. Un secondo adeguamento è scattato il 30 gennaio, estendendosi a sigari, sigaretti e tabacco trinciato.
Accise minime in crescita progressiva
Alla base degli aumenti prezzi per le sigarette c’è il ritocco dell’accisa minima, passata da 29,50 euro per 1.000 sigarette nel 2025 a 32 euro nel 2026, con un balzo dell’8,5%. Proseguiranno con 35,50 euro nel 2027 e 38,50 euro dal 2028, per un incremento totale superiore al 30%. Per i trinciati, l’accisa è a 161,50 euro/kg nel 2026, 165,50 nel 2027 e 169,50 dal 2028. Anche le sigarette elettroniche vedono coefficienti d’accisa salire: dal 18% al 22% per liquidi con nicotina entro il 2028.
Impatto sul gettito statale
Questi aumenti prezzi sigarette genereranno un extra-gettito per lo Stato stimato in 1,47 miliardi di euro nel triennio 2026-2028, secondo Assoutenti: 213 milioni nel 2026, 465,8 milioni nel 2027 e 796,9 milioni nel 2028. Altre stime parlano di 900 milioni solo nel 2026, su un totale di circa 15 miliardi annui dalla tassazione sul tabacco. La manovra si somma a oneri fiscali proporzionali e minimi, ridisegnando i listini in modo scaglionato.
Marche coinvolte e listini aggiornati
Dal 13 febbraio, l’aumento prezzi per le sigarette tocca Winston, Camel e altre, con prezzi da 5,50 a 6,80 euro. L’Agenzia delle Dogane ha diffuso i listini definitivi per sigarette, sigari e sigaretti, aggiornati al 13 febbraio 2026. Esempi includono 821 Argento e Blu a 5,40 euro. I tabaccai recepiscono le variazioni, con ulteriori micro-aggiustamenti attesi nei prossimi anni.
Reazioni e contesto normativo
Malgrado i rincari sigarette, medici e associazioni spingono per aumenti più decisi, giudicando insufficiente la tassazione attuale per coprire i costi sanitari. La legge di Bilancio ha impostato un percorso prevedibile, con adeguamenti progressivi per allineare il settore alle nuove regole fiscali. I consumatori notano l’impatto cumulativo: 30 centesimi extra per pacchetto in meno di un mese. Questo aumento prezzi sigarette riflette una politica anti-fumo che bilancia gettito e deterrenza.
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