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Positività al doping di Rebecca Passler: primo caso a Milano Cortina 2026

Rebecca Passler, giovane biatleta italiana, è risultata positiva al doping con letrozolo in un controllo fuori competizione prima dei Giochi di Milano Cortina 2026. La vicenda scuote la spedizione azzurra, con implicazioni per la squadra e il biathlon nazionale. Scopri i dettagli sul casi di positività al doping di Rebecca Passler.

La notizia della positività al doping di Rebecca Passler ha scosso il mondo dello sport italiano a pochi giorni dall’inizio dei XXV Giochi Olimpici Invernali di Milano Cortina 2026. La biatleta azzurra, classe 2001 originaria di Rasun-Anterselva e tesserata per il Gruppo Sportivo dei Carabinieri, è stata sottoposta a un controllo antidoping a sorpresa fuori competizione, dove è stata rilevata la presenza di letrozolo, una sostanza vietata classificata come agente anabolizzante mascherante.

Il profilo della giovane atleta

Rebecca Passler si era affermata come una delle promesse del biathlon italiano, con una carriera in ascesa. Nipote del ex biatleta Johann Passler, ha collezionato medaglie ai Mondiali giovanili e juniores, salendo sul podio in staffetta di Coppa del Mondo a Hochfilzen nel dicembre 2022. Nella stagione precedente aveva disputato 23 gare di Coppa del Mondo, mostrando miglioramenti al tiro e nella sciata, nonostante alcuni problemi muscolari emersi nei test pre-olimpici a Sjusjoen. La sua partecipazione ai Mondiali senior del 2023 rappresentava un passo importante verso il confronto con le top mondiali come Dorothea Wierer e Lisa Vittozzi.

I dettagli del controllo e la sostanza rilevata

Il letrozolo, comunemente usato in oncologia per inibire la produzione di estrogeni, è proibito dal Codice Mondiale Antidoping perché maschera l’uso di steroidi anabolizzanti. Il test è stato effettuato nel suo appartamento, come riportato dalle fonti, e ha portato alla sospensione immediata dell’atleta. Questa è la prima positività al doping nella spedizione italiana per Milano Cortina 2026, un evento storico ospitato tra Lombardia, Veneto e Trentino-Alto Adige dal 6 al 22 febbraio. Passler non parteciperà alle gare, aggravando le assenze già registrate, come quella a Ruhpolding sostituita da Linda Zingerle.

Reazioni e conseguenze per la squadra azzurra

Il Comitato Olimpico Nazionale Italiano (CONI) e le autorità antidoping stanno seguendo da vicino il caso di doping di Rebecca Passler, ribadendo l’impegno per la trasparenza e il rispetto delle regole. La squadra di biathlon, già in fermento per la stagione di rilancio, deve riorganizzare le staffette, valutando l’impatto psicologico sul gruppo. Atlete come Wierer e Vittozzi restano le leader, ma questa vicenda pone interrogativi sul futuro delle giovani promesse. La positività al doping rischia di offuscare il cammino di Passler, che sembrava destinato a un ruolo chiave nelle Olimpiadi di casa.

Contesto olimpico e impegno antidoping

Milano Cortina 2026 rappresenta un’opportunità unica per l’Italia, ma il primo caso doping Rebecca Passler arriva come una nota stonata. Le autorità sportive confermano controlli rigorosi per garantire una competizione pulita. Nel biathlon, discipline che uniscono sci di fondo e tiro, la pressione è alta, e episodi come questo sottolineano la vigilanza costante della WADA e della FISI. La carriera di Rebecca Passler positiva al doping è ora in bilico, con possibili squalifiche lunghe che potrebbero comprometterne il ritorno agonistico.

La vicenda solleva dibattiti sul doping nel biathlon italiano, un movimento che punta su talenti emergenti per il dopo-Wierer. Fonti giornalistiche confermano i fatti, mentre l’atleta non ha ancora rilasciato dichiarazioni ufficiali. L’attenzione resta alta sulle Olimpiadi, dove lo sport pulito è priorità assoluta.

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