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Morte di Maria Rita Parsi: addio alla psicologa dei giovani italiani

Maria Rita Parsi è morta a 78 anni, lasciando un vuoto nella psicologia italiana. Pioniera della psicoterapia junghiana e paladina dei diritti dell’infanzia, ha curato generazioni con libri e tv. La notizia della morte di Maria Rita Parsi sconvolge l’Italia, con reazioni da Eleonora Daniele ai politici.

La morte di Maria Rita Parsi ha scosso il mondo della psicologia italiana e della tutela dell’infanzia. La psicoterapeuta, nata a Roma il 5 agosto 1947, si è spenta all’età di 78 anni. Figura pioniera della psicoterapia junghiana, Parsi ha dedicato la vita a curare l’anima dei giovani, diventando un punto di riferimento per genitori e adolescenti in difficoltà.

Una carriera dedicata ai diritti dei minori

Maria Rita Parsi ha rivoluzionato l’approccio alla psiche giovanile con empatia e rigore scientifico. Laureata in Pedagogia e specializzata in analisi junghiana, ha fondato il servizio “Il Ceppo” per adolescenti in crisi, entrando nelle case italiane attraverso programmi tv come “Affari di Cuore” su Rai 2. Ha affrontato tabù su amore, sessualità e famiglie, scrivendo oltre 70 libri tra cui “Se vuoi fare il lupo” e “Fragili e unici”. Come presidente della Fondazione Movimento Bambino Onlus, ha combattuto abusi e bullismo, ricoprendo ruoli chiave nell’Osservatorio nazionale per l’infanzia e l’adolescenza.

Dal 2020 era componente esperta del Dipartimento per le politiche della famiglia, e dal 2021 nel gruppo di lavoro sul Ministero del Lavoro per la Child Guarantee. Il suo impegno istituzionale ha supportato politiche governative sui minori, coniugando clinica e analisi sociale. La morte di Maria Rita Parsi priva l’Italia di una voce autorevole sui diritti dell’infanzia.

Presenza televisiva e pubblicazioni iconiche

Sul piccolo schermo, Maria Rita Parsi era una presenza empatica e lucida. Ospite fissa in talk show, traduceva concetti complessi in linguaggio accessibile, intervenendo su abusi, violenza domestica e lutti. Ricordata per l’apparizione a “Storie Italiane” su Rai 1, dove commentò eventi come la morte di Papa Francesco con profondità emotiva. Autrice di oltre cento opere, da “Animazione in borgata” (1976) a “Manifesto contro il potere distruttivo” (2019), ha esplorato pedofilia in “S.O.S. Pedofilia” e adolescenza in “Maladolescenza”.

I riconoscimenti includono Cavaliere al merito della Repubblica (1986), Premio Paolo Borsellino (2009), Hemingway (2011) ed Eccellenza Donna (2021). La sua penna ha insegnato che “ogni ferita è un invito a rinascere”, mantra di una carriera contro la distruttività umana.

Reazioni alla scomparsa improvvisa

La notizia della morte di Maria Rita Parsi ha provocato commozione immediata. Eleonora Daniele, a “Storie Italiane”, è rimasta sconvolta in diretta: “Maria Rita Parsi non era malata, a me sembra impossibile”, con voce rotta dall’emozione. Alfredo Antoniozzi, vicecapogruppo di Fratelli d’Italia, l’ha definita “una grande italiana, intelligente e libera, legata a Cosenza dove insegnò e fondò il Movimento Bambino”.

Roma e l’Italia piangono una donna che rese la psicologia italiana accessibile. Non giudicava, accompagnava: il suo lascito vive in libri, ricordi e vite salvate. L’articolo sulla morte di Maria Rita Parsi celebra un’eredità che continua a illuminare il dibattito su infanzia e famiglia.

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