Terremoto ad Alcara li Fusi in provincia di Messina: scossa di magnitudo 2.9
Terremoto ad Alcara li Fusi: una scossa di magnitudo 2.9 ha colpito la provincia di Messina il 30 gennaio 2026. Nessun danno segnalato, ma la zona dei Nebrodi è in allerta per la sequenza sismica in corso.
Una scossa di terremoto appena successo ad Alcara li Fusi, in provincia di Messina, ha fatto tremare la terra il 30 gennaio 2026 alle ore 19:50. L’evento, di magnitudo 2.9 sulla scala Richter, è stato registrato dall’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) con epicentro nei pressi di Alcara li Fusi e profondità di circa 37,2 km. Classificato come “molto leggero”, non è stato generalmente percepito dalla popolazione, ma monitorato dai sismografi.
Dettagli tecnici della scossa principale
Il terremoto ad Alcara li Fusi ha avuto coordinate precise nell’area dei Monti Nebrodi, una zona geologicamente attiva. Secondo i dati INGV, la magnitudo ML 2.9 indica un evento di bassa intensità, con ipocentro a 37,2 km di profondità, che ha limitato la propagazione delle onde sismiche in superficie. Comuni vicini come San Fratello, Militello Rosmarino e Sant’Agata di Militello si trovano entro un raggio di 5-10 km dall’epicentro, ma non sono stati riportati danni o feriti. Questa scossa fa parte di una sequenza sismica che colpisce i Nebrodi da giorni, con repliche minori registrate nelle ore precedenti.
Sequenza sismica nei Nebrodi
Negli ultimi giorni, la provincia di Messina ha registrato un’intensa attività sismica. Il 23 gennaio, una scossa di magnitudo 2.6 è avvenuta a 5 km a ovest di Alcara li Fusi, a profondità di 8 km, sentita in modo lieve nei centri abitati circostanti. Il 27 gennaio, ulteriori eventi: magnitudo 2.3 a 2 km a ovest e 1.3 a 2 km a sud-ovest dello stesso comune. Tra il 18 e 19 gennaio, scosse più forti, fino a magnitudo 4.0 vicino a Militello Rosmarino, con repliche tra 2.7 e 3.7. Questa sequenza di terremoti ad Alcara evidenzia la vulnerabilità tettonica della Sicilia nord-orientale.
Contesto sismico della zona
I Monti Nebrodi, dove si è verificato il terremoto appena successo ad Alcara in provincia di Messina, sono attraversati da faglie attive legate alla convergenza tra la placca africana e quella euroasiatica. L’INGV monitora costantemente l’area, che ha una storia di sismicità moderata. Eventi simili, come quelli del 2018, non hanno causato danni gravi grazie alle magnitudini contenute. Il 30 gennaio, prima della scossa principale, si sono verificate attività nel Tirreno Meridionale: magnitudo 2.8 e 3.3 al largo di Trapani e Palermo, a profondità di 30-32 km, senza impatto sulla terraferma.
Impatto sulla popolazione e monitoraggio
Pur essendo di bassa intensità, il terremoto di Alcara li Fusi ha richiamato l’attenzione sulle misure di prevenzione. I comuni interessati, con popolazioni cumulate di decine di migliaia di abitanti entro 20 km, sono stati informati tramite app e siti INGV. Nessuna evacuazione è stata necessaria, e le previsioni meteo per il 1° febbraio indicano condizioni stabili, senza complicazioni per eventuali sopralluoghi. Esperti sottolineano l’importanza di piani di emergenza in aree come i Nebrodi, dove edifici storici richiedono rinforzi antisismici.
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