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Sindrome dell’Avana: misteri, sintomi e la tragica morte della prima vittima

La sindrome dell’Avana colpì i diplomatici Usa a Cuba nel 2016 con sintomi neurologici gravi, culminando nella morte della prima vittima. Ancora oggi, le cause restano avvolte nel mistero tra ipotesi di attacchi sonici e fattori ambientali.

La sindrome dell’Avana rappresenta uno dei più enigmatici casi medici della diplomazia contemporanea, emerso nel novembre 2016 tra il personale dell’ambasciata statunitense a L’Avana, Cuba. I diplomatici riportarono un ronzio acuto, seguito da mal di testa lancinanti, vertigini, nausea e affaticamento cronico, sintomi che evocavano lesioni cerebrali. Il primo caso documentato riguardò un funzionario americano che si svegliò di notte con un dolore fortissimo al viso e pressione auricolare, inaugurando una serie di episodi che hanno alimentato dibattiti su possibili attacchi deliberati.

Il primo caso e l’insorgenza dei sintomi

Il paziente zero della sindrome dell’Avana descrisse un suono penetrante in un solo orecchio, seguito da vertigini acute e nausea intensa, come riportato in resoconti medici iniziali. Analisi con risonanze magnetiche all’Università della Pennsylvania rivelarono riduzioni del volume della sostanza bianca cerebrale e anomalie nel cervelletto, compatibili con traumi cranici. Questi sintomi neurologici, inclusi deficit uditivi, problemi visivi e cognitivi, persistevano per mesi in alcuni casi, con ipoacusia neurosensoriale confermata in tre individui a tre mesi dal primo episodio.

La morte della prima vittima e le indagini

La morte della prima vittima della sindrome dell’Avana ha segnato un punto di svolta tragico, attribuibile alle complicanze dei sintomi iniziali che hanno portato a un peggioramento fatale, come emerso da follow-up clinici. Sebbene non tutti i casi abbiano mostrato danni permanenti, questo evento ha intensificato le indagini, con il Dipartimento di Stato Usa che ha definito i disturbi “confermati dal punto di vista medico”. Il rapporto delle National Academies of Sciences del 2020 ha ipotizzato un ruolo per l’energia a radiofrequenza pulsata, causando lesioni cerebrali gravi, ma ha escluso cause psicogene in molti pazienti.

Cause controverse e ipotesi scientifiche

Sulle origini della sindrome dell’Avana, le teorie spaziano da armi soniche o a microonde russe e cubane a fattori ambientali e stress preesistenti. Un report Cia del 2022 ha attribuito la maggior parte dei circa mille casi a condizioni mediche non diagnosticate e stress elevato, smentendo attacchi stranieri sistematici. Tuttavia, un’inchiesta del 2024 ha ravvivato sospetti su Mosca, con esperti che citano ultrasuoni come possibile meccanismo. Sintomi come perdita di memoria, difficoltà di concentrazione e sensibilità al suono persistono in alcuni, simili a effetti di commozioni cerebrali.

Implicazioni per la salute e la diplomazia

La sindrome dell’Avana e la morte della prima vittima hanno colpito non solo Cuba, ma anche Cina e altre sedi diplomatiche Usa, con oltre 25 casi iniziali. Studi del 2018 hanno elencato insonnia, confusione e problemi di equilibrio come comuni, spesso accompagnati da depressione e fatigue post-traumatica. Sebbene molti sintomi si siano risolti, il mistero persiste, spingendo a protocolli di sicurezza rafforzati per il personale estero e ulteriori ricerche su armi energetiche.

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