Mozambico devastato dalle inondazioni: oltre 800mila persone colpite
Dal 9 gennaio 2026, gravi inondazioni hanno colpito il Mozambico meridionale e centrale, causando lo sfollamento di circa 400mila persone e aggravando una crisi umanitaria già complessa nel paese africano.
Il Mozambico sta affrontando una delle peggiori emergenze alluvionali degli ultimi anni. Dal 9 gennaio 2026, piogge torrenziali persistenti hanno colpito le zone meridionali e centrali del paese, trasformando fiumi e strade in torrenti impetuosi e costringendo centinaia di migliaia di persone ad abbandonare le proprie abitazioni. Secondo le Nazioni Unite, le inondazioni in Mozambico hanno interessato circa 3.000 chilometri quadrati del territorio nazionale, con un bilancio che continua ad aggravarsi giorno dopo giorno.
L’UNHCR ha confermato che circa 400mila persone sono state sfollate a causa delle catastrophic flooding che hanno colpito più di 800mila individui. Xavier Creach, rappresentante dell’UNHCR, ha descritto la situazione come “un’altra crisi di sfollamento per il Mozambico”, sottolineando che molte famiglie stanno vivendo la loro terza rilocazione forzata negli ultimi anni a causa sia del conflitto nel nord che degli eventi meteorologici estremi.
Le province più colpite e i danni devastanti
Le province di Maputo e Gaza risultano essere le aree più critiche. Nella provincia di Gaza, località come Chókwè, Xai-Xai e Macaretane hanno subito inondazioni totali, mentre nella provincia di Maputo le zone più interessate includono Boane, Marracuene, Xinavane e Magude. La situazione più grave si registra a Xinavane, nel distretto di Manhiça, dove dal 16 gennaio le acque hanno progressivamente invaso tutti i quartieri, isolando completamente la comunità e interrompendo la Strada Nazionale numero 1.
I danni alle infrastrutture sono stati catastrofici. Oltre 72mila case sono state allagate, e le inondazioni hanno sommerso infrastrutture essenziali tra cui 431 unità scolastiche, 203 strutture sanitarie, ponti, dighe e sistemi di irrigazione. Secondo i dati ufficiali, 427mila studenti e oltre 9mila insegnanti sono stati colpiti dalla chiusura delle scuole. La popolazione sfollata affronta difficoltà estreme nell’accesso a cure mediche, alimenti, acqua potabile e beni di prima necessità.
Il ruolo del cambiamento climatico e della Niña
Il World Weather Attribution group ha evidenziato come il cambiamento climatico e il fenomeno di La Niña abbiano alimentato precipitazioni straordinariamente intense. In alcune regioni, il Mozambico ha ricevuto più di un anno di pioggia in soli pochi giorni, creando condizioni di alluvioni senza precedenti. Le piogge torrenziali sono state ulteriormente aggravate dalle forti precipitazioni nei paesi confinanti – Sudafrica, Zimbabwe ed Eswatini – che condividono i bacini idrografici dei fiumi Limpopo e Umbeluzi, determinando un rapido innalzamento dei livelli idrici.
Questo evento rappresenta l’ennesimo episodio di disastri meteorologici che colpisce il Mozambico. Le regioni meridionali e centrali del paese sono già state segnate da tempeste tropicali, cicloni e periodi di siccità, rendendo le comunità locali particolarmente vulnerabili a questi shock climatici ricorrenti.
Crisi umanitaria e rischi sanitari emergenti
La situazione umanitaria è allarmante. Centinaia di famiglie rimangono assediate dall’acqua, con alcuni rifugiati sui tetti delle loro abitazioni in attesa di soccorsi. I tentativi di evacuazione sono ostacolati dall’innalzamento continuo delle acque e dalla disponibilità limitata di mezzi nautici. I centri di accoglienza predisposti risultano insufficienti e sovraffollati, con 91 centri che ospitano quasi 95mila persone.
Oltre alle alluvioni, emergono nuove minacce sanitarie. Nella provincia di Nampula dilaga il colera, con 1.314 casi segnalati e 17 morti, seguita da Tete con 932 casi e 13 decessi. L’UNHCR avverte che le condizioni per gli sfollati sono “tremendamente difficili” e che l’assistenza rimane ancora insufficiente. I danni all’agricoltura hanno colpito 126mila agricoltori, mentre 58mila capi di bestiame sono stati persi, aumentando ulteriormente la vulnerabilità delle comunità rurali.
Un paese già provato da conflitti e crisi
Le inondazioni in Mozambico arrivano in un momento particolarmente critico per il paese, già alle prese con un conflitto nel nord che ha causato sfollamenti precedenti. La combinazione di disastri naturali e instabilità politica crea una situazione umanitaria complessa, dove le risorse sono limitate e le esigenze sono enormi. La comunità internazionale continua a monitorare l’evoluzione della crisi, mentre le autorità mozambicane e le organizzazioni umanitarie lavorano per fornire assistenza d’emergenza a coloro che hanno perso tutto.
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