Frana a Niscemi: 1000 evacuati e case a rischio
La frana Niscemi del 25-26 gennaio 2026 ha costretto all'evacuazione di circa 1000 persone nei quartieri Sante Croci, Trappeto e via Popolo. Il movimento del suolo, con cedimenti fino a 25 metri, minaccia l'isolamento del paese e richiama la catastrofe del 1997. Interviene la Protezione Civile nazionale con rilievi geologici in corso.
La frana a Niscemi, in provincia di Caltanissetta, ha colpito duramente il territorio comunale tra il 25 e il 26 gennaio 2026, con movimenti del suolo che continuano a destare preoccupazione. Il fenomeno ha interessato la strada provinciale SP10, in prossimità del quartiere Sante Croci, causando un cedimento verticale iniziale di circa sei metri, poi aumentato fino a dieci metri durante la notte. Residenti e autorità locali hanno assistito a nuove spaccature sull’asfalto e sui muretti, con il piano campagna abbassato di rilevanti dimensioni in poche ore.
Dinamica e evoluzione del dissesto
Il movimento franoso Niscemi si è attivato intorno alle 13:00 del 25 gennaio, estendendosi progressivamente verso Gela e raggiungendo un fronte di circa quattro chilometri. Secondo il sindaco Massimiliano Conti, la situazione è “drammatica”, con un taglio verticale notturno di 25 metri e ulteriori cedimenti che hanno coinvolto interi quartieri. Immagini riprese da droni mostrano la SP10 dislocata, fenditure profonde e case sull’orlo del precipizio, confermando i rilievi del CNR-IRPI e del Dipartimento della Protezione Civile. Il capo della Protezione Civile Sicilia, Salvo Cocina, ha indicato che il ribassamento è passato da 7 a 10 metri, con il dissesto ancora in movimento.
Interventi di Protezione Civile e evacuazioni
Circa 1000 persone sono state evacuate a scopo precauzionale dai quartieri Sante Croci, Trappeto e via Popolo, accolte nel Palasport Pio La Torre con brandine da Palermo o presso familiari. Il Dipartimento nazionale, presieduto da Fabio Ciciliano, ha attivato un centro operativo con la Prefettura di Caltanissetta, mentre specialisti come il geologo Nicola Casagli dell’Università di Firenze stanno analizzando la cinematica del frana Niscemi. Scuole chiuse e viabilità in studio per percorsi alternativi, con il Libero Consorzio Nisseno al lavoro. Si verifica anche una possibile correlazione con la frana Niscemi del 16 gennaio sulla SP12, che aveva già sgomberato 35 persone e danneggiato reti gas e fibra ottica.
Precedenti storici e misure di prevenzione
Il quartiere Sante Croci richiama la frana di Niscemi del 1997, con case lesionate, chiesa demolita e urbanistica modificata. Le piogge recenti potrebbero aver triggerato il fenomeno, ma esperti sottolineano la necessità di monitoraggio continuo, gestione delle acque e regole sul suolo per ridurre il rischio. Il governo regionale prepara la dichiarazione di calamità naturale, mentre droni ed elicotteri dei Vigili del Fuoco sorvolano l’area per aggiornamenti in tempo reale.
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