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Djokovic, nuovo record, batte Van de Zandschulp agli Australian Open dopo aver rischiato la squalifica

Novak Djokovic supera Botic van de Zandschulp nel terzo turno degli Australian Open, ma il match è stato segnato da un episodio pericoloso che ha rischiato di costare la squalifica al campione serbo.

Nel terzo turno degli Australian Open 2026, Novak Djokovic ha affrontato una sfida tutt’altro che ordinaria contro il tennista olandese Botic van de Zandschulp. Quello che sembrava un percorso agevole per il decimo campione del torneo di Melbourne si è trasformato in un incontro ricco di tensione e di un momento che avrebbe potuto cambiare radicalmente l’esito della competizione. La vittoria di Djokovic contro Van de Zandschulp è stata infatti accompagnata da un episodio controverso che ha messo a rischio la permanenza del serbo nel torneo.

L’incidente che ha rischiato di costare caro a Djokovic

Durante il match tra Djokovic e Van de Zandschulp agli Australian Open, il 38enne campione serbo ha perso il controllo durante il secondo set. Dopo che l’olandese aveva mancato un colpo, Djokovic ha colpito una pallina in preda alla frustrazione, e il proiettile ha sfiorato pericolosamente una raccattapalle posizionata a bordo campo. Se la traiettoria della pallina fosse stata leggermente diversa, il decimo campione di Melbourne avrebbe quasi certamente affrontato la squalifica dal torneo, replicando quanto accaduto ai US Open 2020, quando il serbo fu espulso per aver colpito involontariamente una giudice di linea.

L’episodio ha richiamato alla memoria di molti osservatori il precedente infausto di sei anni fa, quando Djokovic fu automaticamente rimosso dalla competizione americana. Questa volta, tuttavia, l’arbitro non ha emesso nemmeno un avvertimento, permettendo al tennista di proseguire la partita. Commentatori esperti come Tim Henman hanno sottolineato come Djokovic sembrasse riluttante a fare contatto visivo con l’arbitro dopo il momento critico.

Una partita complicata contro un avversario temibile

La sfida tra Djokovic e Van de Zandschulp nel terzo turno si è rivelata più ardua del previsto per il campione serbo. Sebbene Djokovic avesse conquistato il primo set e stabilito un vantaggio di 3-0 nel secondo, Van de Zandschulp ha dimostrato straordinaria resilienza, nonostante i problemi fisici alla spalla che lo hanno costretto a ricevere cure mediche durante l’incontro. L’olandese, che aveva rischiato di ritirarsi dalla partita, ha invece montato una rimonta inaspettata che ha visibilmente irritato il veterano serbo.

Van de Zandschulp non è certo un avversario ordinario: il 30enne olandese ha dimostrato di essere un vero “giant-slayer” nel tennis mondiale. Ha infatti sconfitto Carlos Alcaraz agli US Open 2024 e ha portato alla conclusione la storica carriera di Rafael Nadal alla Coppa Davis dello stesso anno. Inoltre, Van de Zandschulp aveva già battuto lo stesso Djokovic a Indian Wells l’anno precedente, il che rendeva l’incontro agli Australian Open particolarmente significativo.

La reazione di Djokovic e il proseguimento del torneo

Nonostante il momento critico e la frustrazione accumulata durante il match, Djokovic è riuscito a superare l’avversario e a proseguire la sua corsa nel torneo. La vittoria di Djokovic agli Australian Open contro Van de Zandschulp mantiene il serbo in contesa per il suo undicesimo titolo nel torneo australiano, anche se gli esperti rimangono divisi sulle sue possibilità di vittoria finale.

John McEnroe ha espresso scetticismo riguardo alle prospettive di Djokovic a Melbourne, suggerendo che il serbo non possa superare sia Carlos Alcaraz che Jannik Sinner in partite consecutive. D’altro canto, Greg Rusedski ha invitato alla cautela nel sottovalutare il più grande tennista maschile della storia, sottolineando come Djokovic vanti ben 100 vittorie agli Australian Open e 400 successi complessivi nei tornei del Grande Slam.

Lezioni dal passato e speranze per il futuro

L’episodio dell’incidente durante il match Djokovic-Van de Zandschulp al torneo australiano pone interrogativi sulla capacità di Djokovic di mantenere il controllo emotivo nei momenti cruciali. Il fatto che non sia stato sanzionato dall’arbitro potrebbe essere interpretato come una seconda chance, ma anche come un monito sulla necessità di gestire meglio la frustrazione in campo. Con l’esperienza accumulata in quasi quattro decenni di carriera, Djokovic dovrà dimostrare che la lezione del 2020 è stata davvero assimilata.

Con questo successo, il serbo attuale N° 4 al mondo, ha eguagliato il record di 102 vittorie di Roger Federer a Melbourne e ha raggiunto la sua vittoria numero 400 in un torneo del Grande Slam, stabilendo un nuovo record assoluto sia per gli uomini che per le donne.

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