Morto Nazzareno Canuti, ex difensore Inter stroncato da malattia fulminante

Nazzareno Canuti, leggenda nerazzurra e vincitore di uno scudetto con l’Inter, è morto a 70 anni per una malattia fulminante. Ex giocatore di calcio dell’Inter e anche del Milan, ha lasciato un segno indelebile nel mondo sportivo italiano. L’articolo ripercorre la sua vita e carriera.
Il mondo del calcio piange la scomparsa di Nazzareno Canuti, ex giocatore di calcio dell’Inter morto a soli 70 anni a causa di una malattia fulminante. Nato il 15 gennaio 1956 a Bozzolo, in provincia di Mantova, Canuti è stato un difensore roccioso che ha scritto pagine importanti della storia nerazzurra. La notizia della sua morte ha suscitato commozione tra tifosi e ex compagni, con l’Inter che lo ha ricordato sui social per le 183 presenze in sette stagioni, tra cui lo scudetto 1979-80 e due Coppe Italia.
La crescita nelle giovanili nerazzurre
Nazzareno Canuti è entrato nel cuore dell’Inter fin da giovanissimo, crescendo nel settore giovanile del club milanese. Debuttò in prima squadra nel 1975, diventando un prodotto puro della cantera nerazzurra. In totale, con la maglia interista ha collezionato 183 apparizioni ufficiali, segnando un solo gol ma distinguendosi per dedizione e spirito di sacrificio. Sotto la guida di Eugenio Bersellini, raggiunse l’apice vincendo lo scudetto nella stagione 1979-80, un tricolore arrivato dopo anni di impegno costante. Anche le due Coppe Italia, nel 1978 e 1982, portano la sua firma, consolidando il suo status di bandiera nerazzurra.
Il passaggio controverso al Milan
Uno dei capitoli più curiosi della carriera di Nazzareno Canuti è il prestito al Milan nella stagione 1982-83, quando i rossoneri militavano in Serie B. Fu parte dell’affare che portò Fulvio Collovati all’Inter, insieme a giocatori come Serena e Pasinato. Canuti, tifosissimo interista, confessò di recente la sua rabbia iniziale: “Ero in tournée in Cile, mi incazzai molto, ma non si poteva rifiutare”. Contribuì alla promozione del Milan in Serie A sotto Ilario Castagner, diventando uno dei rarissimi (14 in totale) a vestire entrambe le maglie milanesi negli anni ’70 e ’80. Nonostante ciò, il suo cuore rimase sempre nerazzurro, come dimostrava firmando i messaggi WhatsApp con un cuore nero e azzurro.
Le tappe successive e la vita dopo il ritiro
Dopo l’Inter, Nazzareno Canuti militò in Genoa, Catania e Solbiatese, chiudendo la carriera negli anni ’80. Non proseguì nel mondo del calcio professionistico, optando per una carriera alla Sony come rappresentante e poi dirigente. Rimase legatissimo ai colori nerazzurri, partecipando a eventi degli Inter Club e scendendo in campo con i Bindun, la squadra delle vecchie glorie interiste per partite benefiche. Vantava anche 10 presenze in Under 21, senza mai raggiungere la Nazionale maggiore. La sua morte per malattia fulminante ha colto tutti impreparati, lasciando un vuoto nel panorama sportivo.
I tributi e l’eredità di un guerriero
L’Inter ha dedicato un post ufficiale: “Ci ha lasciato Nazzareno Canuti, prodotto del Settore Giovanile, in nerazzurro 183 presenze e 7 stagioni. Ha vinto due Coppe Italia e lo scudetto 1979-80, onorando sempre la maglia”. Simili i messaggi da Milan, Gazzetta e altri media, che ne lodano la fedeltà e il talento. La scomparsa di questo ex giocatore di calcio dell’Inter ricorda quanto il calcio sia fatto di uomini veri, capaci di traversare rivalità storiche con classe. La notizia della sua morte da malattia fulminante ha unito tifosi di ogni fede in un doveroso omaggio.
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