Giornata mondiale dell’abbraccio: il 21 gennaio e la malinconia post-natalizia
La giornata mondiale dell'abbraccio si celebra il 21 gennaio per contrastare la malinconia post-natalizia e il rigore climatico. Nata negli USA nel 1986, promuove i benefici del contatto umano in un'era di distanziamento.

Il 21 gennaio ricorre la giornata mondiale dell’abbraccio, un’iniziativa che invita a celebrare un gesto semplice ma potente, specialmente in pieno inverno quando il freddo e le condizioni meteorologiche avverse accentuano il bisogno di calore umano. Istituita negli Stati Uniti nel 1986 dal reverendo Kevin Zaborney a Clio, Michigan, questa ricorrenza mira a superare le barriere emotive e a combattere la tristezza post-festiva, spesso amplificata dal clima rigido.
Origini negli USA e diffusione globale
La giornata mondiale dell’abbraccio, nota anche come National Hugging Day, nacque per incoraggiare gli americani a esprimere affetto pubblicamente, chiedendo sempre il consenso prima di un gesto. Zaborney osservò come la società occidentale fosse restia a manifestare emozioni, e scelse il 21 gennaio perché posizionato tra Natale, Capodanno e San Valentino, in un periodo di umore basso dovuto al buio e al meteo invernale. Col tempo, la celebrazione si è diffusa in Europa e nel mondo, diventando un simbolo di empatia e connessione, con il 21 gennaio come data principale, sebbene alcune fonti menzionino il 23 giugno come alternativa estiva.
Benefici psicofisici contro stress e isolamento
Un abbraccio di soli 20 secondi stimola il rilascio di ossitocina, riducendo lo stress e migliorando l’umore, effetti cruciali in contesti di solitudine digitale e post-pandemia. La giornata mondiale dell’abbraccio sottolinea come questo contatto fisico rafforzi i legami sociali, contrastando l’isolamento amplificato dal Covid-19 e dalle rigide temperature invernali. In Italia, iniziative locali come quelle a Treviglio promuovono l’abbraccio come gesto antidepressivo, ideale quando il clima invita al riparo emotivo.
Collegamento con il Blue Monday
La scelta del 21 gennaio non è casuale: cade dopo il Blue Monday, il 17 gennaio, considerato il giorno più triste dell’anno per il mix di malinconia post-natalizia, bollette e scarso sole, aggravato da condizioni meteorologiche avverse come freddo e pioggia. La giornata mondiale dell’abbraccio funge da contraltare, promuovendo calore umano contro il gelo climatico e ambientale, in un inverno che amplifica il bisogno di vicinanza. Oggi, con previsioni di temperature basse in molte regioni italiane, questo invito assume rilevanza maggiore per il benessere psicofisico.
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