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Valanghe: 7 morti sulle Alpi nel weekend, il pericolo resta marcato

Il fine settimana tra sabato 10 e domenica 11 gennaio ha lasciato un bilancio drammatico sulle Alpi occidentali: sette persone hanno perso la vita travolte da valanghe, tra Italia e Francia. Gli interventi del Soccorso Alpino sono stati numerosi e resi difficili dal forte vento e dalle condizioni meteo avverse.

Valanghe in Italia e Francia

In Valle d’Aosta, un uomo di 52 anni è stato travolto da una valanga lungo un itinerario molto frequentato a Pointe de la Pierre, nel comprensorio di Pila. I soccorritori hanno impiegato ore per raggiungerlo a causa delle raffiche di vento e della difficoltà di operare con l’elicottero. Purtroppo l’uomo è stato recuperato senza vita.

In Piemonte, a Pragelato, un escursionista è rimasto coinvolto in un distacco valanghivo a circa 2.300 metri. Dopo essere stato trascinato per un breve tratto, è stato liberato dai compagni e soccorso dal Soccorso Alpino, riportando traumi toracici e la sospetta lussazione di una spalla.

Sulle Alpi francesi, le valanghe hanno causato altri decessi: a Val-d’Isère due sciatori sono stati sepolti da oltre due metri di neve; ad Arêches-Beaufort, un distacco ha ucciso un uomo e ferito gravemente un altro. Domenica, altri tre incidenti mortali si sono verificati a La Plagne, Courchevel e Vallorcine.

Situazione attuale: pericolo valanghe marcato anche nelle prossime ore

Secondo il bollettino Aineva di oggi, lunedì 12 gennaio, il grado di pericolo è 3 – Marcato in diversi settori delle Alpi occidentali. Questo significa che le valanghe possono distaccarsi facilmente, anche a causa del passaggio di un solo sciatore o escursionista sopra i 2.000 metri. La neve fresca e quella spostata dal vento non si sono ancora stabilizzate sul manto vecchio, creando punti fragili difficili da individuare anche per esperti.

valanghe bollettino
Crediti: Aineva

I pendii ripidi, soprattutto con esposizione nord, nord-est e nord-ovest, e le zone vicino a pareti rocciose o dietro a cambi di pendenza, sono particolarmente a rischio. I segnali di instabilità includono rumori di “whum” e crepe nel manto nevoso. Gli accumuli di neve ventata possono provocare distacchi a distanza, coinvolgendo anche strati di neve vecchia e dando origine a valanghe di grandi dimensioni.

Con valanghe potenzialmente spontanee o provocate, il bollettino raccomanda la massima prudenza. Solo chi ha esperienza dovrebbe affrontare itinerari fuori pista, evitando pendii ripidi e scegliendo percorsi sicuri. È fondamentale mantenere distanze di sicurezza e monitorare costantemente la neve circostante.

Nonostante nelle prossime ore il pericolo dovrebbe diminuire gradualmente, la situazione resta critica: le valanghe rimangono una minaccia concreta per gli sportivi e per chi si muove in montagna in queste giornate di forte innevamento e vento.

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NOTE: questo articolo è stato generato con il supporto dell’intelligenza artificiale.

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