Inverno meteo al via lunedì 1 dicembre: le cose da sapere

Lunedì 1 dicembre scatta ufficialmente l’inverno meteo, la stagione che per climatologia e statistica corrisponde al trimestre più freddo dell’anno. È un passaggio che ogni anno crea un po’ di confusione, perché non coincide con l’inverno “che abbiamo in testa”, cioè quello astronomico. Le due cose infatti seguono logiche completamente diverse.
Inverno meteo o inverno astronomico?
Le stagioni meteorologiche dividono l’anno in quattro blocchi di tre mesi ciascuno, costruiti sulla base dei dati climatici: si parte dai mesi più caldi e più freddi. Il mese di gennaio è quello con le temperature più basse, quindi il cuore dell’inverno meteo, che va dal 1 dicembre al 28 febbraio. Allo stesso modo, luglio è il mese più caldo: l’estate meteorologica occupa il periodo 1 giugno – 31 agosto. In mezzo ci sono primavera e autunno, che separano in maniera simmetrica i due estremi termici.
Questo approccio ha un vantaggio: permette di confrontare i dati da un anno all’altro con maggiore ordine, perché le stagioni hanno sempre la stessa durata e iniziano sempre lo stesso giorno.
Le stagioni astronomiche, invece, seguono il movimento della Terra nello spazio. Ogni stagione si apre con un evento ben preciso: solstizi per inverno ed estate, equinozi per primavera e autunno. Il prossimo appuntamento sarà il solstizio d’inverno, che quest’anno cadrà domenica 21 dicembre 2025 alle 16:03 (ora italiana).
![]()
La notte più lunga dell’anno
Il solstizio d’inverno segna il momento in cui, nel nostro emisfero, il Sole raggiunge la sua altezza minima nel cielo durante l’anno. La sua traiettoria appare più corta e più bassa, e questo si traduce nella giornata con meno ore di luce. Da noi il fenomeno passa quasi inosservato se non per l’orario del tramonto anticipato, ma ai poli la differenza è estrema: oltre il Circolo Polare Artico quel giorno è buio per 24 ore, mentre in Antartide splende il sole senza interruzione. È il risultato diretto dell’inclinazione dell’asse terrestre, che determina quanto ogni emisfero venga “illuminato” dal Sole.
Tutto dipende infatti da quell’inclinazione di circa 23,27°, che in questo periodo fa sì che l’emisfero Sud riceva più luce e calore, mentre il Nord ne riceve meno: da qui la nostra stagione fredda e l’estate australe.
La durata del giorno cambia con la latitudine. All’Equatore giorno e notte durano sempre 12 ore; basta salire qualche centinaio di chilometri per vedere già differenze di minuti. Più ci si allontana dall’Equatore, più le variazioni diventano estreme, fino alla notte polare: alle Svalbard, per esempio, il buio continuo dura quasi due mesi, compensato da due mesi di sole alto nel cielo in estate.
Controlla le previsioni meteo per il tuo comune
NOTE: questo articolo è stato generato con il supporto dell’intelligenza artificiale.
© Iconameteo.it - Il presente contenuto è riproducibile solo in parte, non integralmente, inserendo la citazione della fonte (Iconameteo.it) e il link al contenuto originale