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Gli incendi in Grecia sono diventati nuovamente una grave emergenza. Le fiamme stanno interessando in particolare l\u2019isola di Chio, situata nel Mar Egeo orientale, dove un vasto incendio boschivo ha costretto all\u2019evacuazione di numerosi insediamenti. Gli incendi in Grecia sono un fenomeno ricorrente, ma quest\u2019anno la situazione appare particolarmente critica a causa delle condizioni meteorologiche estreme, con temperature elevate e prolungata siccit\u00e0 che favoriscono la propagazione del fuoco.

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Incendi in Grecia: emergenza sull\u2019isola di Chio

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Sull\u2019isola di Chio, un maxi incendio ha colpito per il secondo giorno consecutivo, alimentato da forti venti e dalla vegetazione secca. Le autorit\u00e0 hanno ordinato l\u2019evacuazione di almeno 19 insediamenti per garantire la sicurezza dei residenti e dei turisti. Le operazioni di spegnimento sono rese difficili dalle condizioni atmosferiche avverse e dall\u2019estensione delle aree interessate dalle fiamme. I vigili del fuoco sono impegnati senza sosta, supportati da mezzi aerei che cercano di contenere l\u2019avanzata degli incendi boschivi.

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Prevenzione e rafforzamento dei controlli

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Consapevole del rischio crescente, il governo greco ha adottato un piano straordinario per la stagione estiva, potenziando il dispositivo di prevenzione incendi. Sono stati mobilitati oltre 18.000 vigili del fuoco, affiancati da migliaia di volontari. Un ruolo chiave \u00e8 svolto dall\u2019uso di droni per la sorveglianza, con una flotta aumentata a 82 unit\u00e0, in grado di fornire immagini in tempo reale alle squadre operative. L\u2019innovazione tecnologica si affianca alla cooperazione internazionale, rendendo la Grecia un modello di riferimento nella lotta agli incendi forestali.

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Cambiamento climatico e rischio incendi

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L\u2019emergenza incendi in Grecia \u00e8 aggravata dagli effetti del cambiamento climatico. L\u2019aumento delle temperature, la scarsit\u00e0 di precipitazioni e la maggiore frequenza di ondate di calore contribuiscono a rendere la vegetazione pi\u00f9 vulnerabile. Questi fattori, insieme ai venti che soffiano dal Mar Egeo, facilitano la rapida propagazione delle fiamme. Gli esperti sottolineano l\u2019importanza della prevenzione e della gestione del territorio per limitare i danni e proteggere le comunit\u00e0 locali.

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Protezione del patrimonio naturale e sicurezza

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Oltre alla salvaguardia delle persone, la lotta agli incendi mira anche a proteggere il ricco patrimonio naturale della Grecia. Foreste, aree protette e habitat di numerose specie rischiano di essere compromessi dagli incendi boschivi. La stagione estiva 2025 si conferma tra le pi\u00f9 difficili degli ultimi anni, ma l\u2019impegno delle autorit\u00e0 e delle comunit\u00e0 locali rimane alto nella difesa dell\u2019ambiente e della sicurezza pubblica.

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\u00a9 Icona Meteo - Il presente contenuto \u00e8 riproducibile solo in parte, non integralmente, inserendo la citazione della fonte (Icona Meteo) e il link al contenuto originale (Incendi in Grecia: emergenza sull\u2019isola di Chio e stagione ad alto rischio)

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Continuano a divampare gli incendi a Los Angeles e purtroppo, dopo un fine settimana nel quale i vigili del fuoco sono riusciti a ridurre alcuni incendi, le previsioni indicano che i venti di Santa Ana\u00a0continueranno a soffiare\u00a0sempre pi\u00f9 intensi\u00a0nei prossimi giorni. In particolare, si prevede un\u00a0aumento\u00a0delle raffiche tra luned\u00ec e mercoled\u00ec, con velocit\u00e0 che potrebbero raggiungere i 115\u00a0km/h\u00a0in alcune aree\u00a0collinari.

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Questa situazione, unita a livelli di umidit\u00e0 estremamente bassi e alla presenza di vegetazione secca a causa della prolungata assenza di precipitazioni, mantiene\u00a0molto\u00a0elevato il rischio di nuovi focolai e la difficolt\u00e0 nel controllo di quelli esistenti.

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Per capire quanto il cambiamento climatico abbia un ruolo importante negli incendi di questi giorni: negli ultimi 75 giorni, a Los Angeles, ci sono stati solamente 3 giorni di pioggia. Bisogna inoltre considerare che i mesi da novembre a marzo dovrebbero essere i pi\u00f9 piovosi nella bassa California, mentre quest\u2019anno si stanno dimostrando molto siccitosi. Questo fa capire come la siccit\u00e0 estrema sia una causa molto importante della drammatica situazione di questi giorni.

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Impatto sulla popolazione e misure preventive

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Le autorit\u00e0 hanno gi\u00e0 disposto l\u2019evacuazione\u00a0per le prossime ore\u00a0di\u00a0altre 100.000 persone nelle contee\u00a0a nord\u00a0di Los Angeles, mentre circa 57.000 strutture rimangono a rischio\u00a0di incendio. Inoltre, sono stati pianificati blackout preventivi per ridurre il rischio di innesco di nuovi incendi dovuti a linee elettriche danneggiate o sovraccaricate.

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Raccomandazioni per i residenti

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I residenti nelle aree interessate sono invitati a rimanere vigili, seguire le indicazioni delle autorit\u00e0 locali e prepararsi a eventuali evacuazioni\u00a0immediate. \u00c8 fondamentale evitare attivit\u00e0 che possano generare scintille o fiamme all\u2019aperto e mantenere aggiornati i piani di emergenza familiare.

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In\u00a0questi giorni si \u00e8 innescata quella che gli americani chiamano la \u201ctempesta perfetta\u201d cio\u00e8\u00a0la combinazione\u00a0letale\u00a0di\u00a0forti\u00a0venti di Santa Ana, condizioni di siccit\u00e0\u00a0estrema,\u00a0vegetazione molto secca. Ecco perch\u00e9 \u00e8 essenziale che la popolazione collabori con le autorit\u00e0 e adotti tutte le precauzioni necessarie per garantire la propria sicurezza e quella della comunit\u00e0.

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\u00a9 Icona Meteo - Il presente contenuto \u00e8 riproducibile solo in parte, non integralmente, inserendo la citazione della fonte (Icona Meteo) e il link al contenuto originale (Incendi a Los Angeles: previsto un aumento dei venti di Santa Ana)

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In questo primo trimestre del 2023 l\u2019Italia continua ad essere divisa in due: al Nord-Ovest \u00e8 arrivata solo la met\u00e0 della pioggia normale, peggioramento la gi\u00e0 grave siccit\u00e0, mentre al Sud le precipitazioni sono state pi\u00f9 abbondanti e frequenti. Questa situazione si \u00e8 verificata anche nel mese di marzo, quando sono mancate all\u2019appello quasi due terzi delle precipitazioni sul Nord-Ovest.

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Sul fronte delle temperature, da inizio anno l\u2019anomalia si aggira intorno ai +1\u00b0C per il nostro Paese, un valore eccezionale per i primi tre mesi dell\u2019anno che rende l\u2019inizio 2023 uno dei pi\u00f9 caldi della serie storica italiana.

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Tra siccit\u00e0 e caldo anomalo: inizio del 2023 mite in l\u2019Italia e avaro di pioggia al Nord-Ovest. L\u2019analisi di marzo e del primo trimestre dell\u2019anno

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Marzo \u00e8 stato un mese pi\u00f9 caldo della norma e nel complesso meno piovoso della media. L\u2019anomalia termica di +1.1\u00b0C rispetto al valore di riferimento del trentennio 1991-2020, pone il mese al 8\u00b0 posto fra i pi\u00f9 caldi dalla fine degli anni \u201950 del secolo scorso, dato abbastanza significativo, ma sicuramente molto meno rilevante del record di +2.3\u00b0C del 2001.

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Le previsioni meteo realizzate dai meteorologi di Meteo Expert
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L\u2019andamento termico nel corso del mese mostra alcuni notevoli sbalzi fra periodi molto miti e fasi pi\u00f9 fredde. In particolare, nel contesto di correnti temperate occidentali, rafforzate talvolta da intrusioni di strutture anticicloniche con componente subtropicale che hanno contribuito a mantenere le temperature sopra la media per periodi relativamente lunghi, si sono verificate alcune irruzioni di aria polare o artica che hanno dato origine, invece, a brevi intervalli, all\u2019inizio, a met\u00e0 e quasi alla fine del mese, con temperature anche sotto la media.

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Durante queste fasi le temperature minime sono tornate vicine o addirittura leggermente sotto lo zero (all\u2019inizio del mese le fredde correnti orientali hanno dato origine a nevicate a tratti in pianura in Emilia Romagna). Tuttavia, il risultato finale sancisce una prevalenza delle fasi calde che hanno portato ad anomalie pari o superiori a 1\u00b0C in gran parte d\u2019Italia, eccetto sulle regioni meridionali dove lo scarto \u00e8 stato un po\u2019 pi\u00f9 contenuto.

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Evidentemente il mese di marzo non ha visto sull\u2019Europa centro-meridionale grosse conseguenze derivanti dall\u2019evento di stratwarming avvenuto nell\u2019ultima parte di febbraio, in termini di importanti blocchi circolatori con annesse incisive invasioni di aria proveniente dalla calotta polare (situazione che, invece, sembra molto pi\u00f9 tangibile nella prima met\u00e0 di aprile).

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L\u2019anomalia termica complessiva da inizio anno resta molto elevata e pari a +1\u00b0C, valore che per il momento mantiene questo inizio del 2023 fra i pi\u00f9 caldi della serie storica.

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Italia divisa in due nel primo trimestre del 2023: continua la siccit\u00e0 al Nord, mentre il Sud riceve pi\u00f9 pioggia

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Nel corso del mese di marzo si sono avvicendate 12 perturbazioni, ma solo poche fra esse hanno dato luogo a fenomeni rilevanti come ad esempio le intense precipitazioni legate al sistema frontale residuo del TLC che dalle Baleari si \u00e8 spostato verso il Tirreno all\u2019inizio del mese, oppure i forti temporali fra il 26 e il 27 con segnalazione di grandine a Roma.

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Anche i venti forti hanno caratterizzato a tratti questo marzo, con diversi episodi di F\u00f6hn al Nord; fra le varie fasi ventose spicca l\u2019evento del giorno 27 che ha visto raffiche oltre i 150 km/h sulle creste alpine centrali e intorno ai 100 km/h sull\u2019Appennino.

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\"siccit\u00e0
Foto archivio Getty Images via Canva Pro
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Per quel che riguarda le precipitazioni, le elaborazioni statistiche mettono in risalto un sostanziale deficit a livello nazionale, pari a -18% rispetto alla media, valore non particolarmente di spicco nell\u2019ambito della serie storica, ma che contribuisce a portare leggermente sotto la norma il dato da inizio anno (-5%). Le regioni maggiormente colpite dalla carenza di precipitazioni sono state ancora una volta quelle nord-occidentali con uno scarto di -64% che mantiene il deficit calcolato da inizio anno su livelli preoccupanti (-49%, ossia circa met\u00e0 precipitazioni da gennaio) in questo settore gi\u00e0 reduce dalla forte crisi idrica dell\u2019anno scorso.

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Notevole anche l\u2019anomalia negativa mensile sull\u2019arco alpino orientale, fino a oltre la met\u00e0 del quantitativo normale mancante. Pi\u00f9 di un terzo di precipitazioni sono mancate sulle nostre isole maggiori (-39% in Sardegna e -37% in Sicilia), ma con deficit fino a due terzi sui settori sud-orientali data la predominanza delle correnti da ovest o nord-ovest. Accumuli sotto la media, bench\u00e9 con scarti complessivamente meno rilevanti, anche sulle regioni nord-orientali (-13%) e su quelle centrali (-8%), dove in effetti alcune zone hanno mostrato una piovosit\u00e0 superiore alla norma. Al Sud, invece, hanno prevalso le aree con quantitativi pi\u00f9 abbondanti della media che hanno generato un\u2019anomalia positiva pari a +18%.

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Infine, un accenno anche alla situazione a livello globale che vede un marzo molto vicino alla cima della classifica dei pi\u00f9 caldi, pi\u00f9 esattamente al 2\u00b0 posto insieme a quelli del 2017, 2019 e 2020, con uno scarto di +0.51\u00b0C sopra la media del trentennio 1991-2020, come evidenziato dalle elaborazioni del Copernicus Climate Change Service, solo 0.11\u00b0C al di sotto del record del 2016.

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\u00a9 Icona Meteo - Il presente contenuto \u00e8 riproducibile solo in parte, non integralmente, inserendo la citazione della fonte (Icona Meteo) e il link al contenuto originale (Inizio del 2023 caldo per l\u2019Italia e avaro di pioggia al Nord-Ovest: caduta met\u00e0 della pioggia normale)

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L\u2019anomalia termica di +1.1\u00b0C rispetto al valore di riferimento del trentennio 1991-2020, pone il mese al 8\u00b0 posto fra i pi\u00f9 caldi dalla fine degli anni \u201950 del secolo scorso, dato abbastanza significativo, ma sicuramente molto meno rilevante del record di +2.3\u00b0C del 2001.\n\n\n\nLe previsioni meteo realizzate dai meteorologi di Meteo Expert\n\n\n\nL\u2019andamento termico nel corso del mese mostra alcuni notevoli sbalzi fra periodi molto miti e fasi pi\u00f9 fredde. In particolare, nel contesto di correnti temperate occidentali, rafforzate talvolta da intrusioni di strutture anticicloniche con componente subtropicale che hanno contribuito a mantenere le temperature sopra la media per periodi relativamente lunghi, si sono verificate alcune irruzioni di aria polare o artica che hanno dato origine, invece, a brevi intervalli, all\u2019inizio, a met\u00e0 e quasi alla fine del mese, con temperature anche sotto la media.\nDurante queste fasi le temperature minime sono tornate vicine o addirittura leggermente sotto lo zero (all\u2019inizio del mese le fredde correnti orientali hanno dato origine a nevicate a tratti in pianura in Emilia Romagna). Tuttavia, il risultato finale sancisce una prevalenza delle fasi calde che hanno portato ad anomalie pari o superiori a 1\u00b0C in gran parte d\u2019Italia, eccetto sulle regioni meridionali dove lo scarto \u00e8 stato un po\u2019 pi\u00f9 contenuto.\nEvidentemente il mese di marzo non ha visto sull\u2019Europa centro-meridionale grosse conseguenze derivanti dall\u2019evento di stratwarming avvenuto nell\u2019ultima parte di febbraio, in termini di importanti blocchi circolatori con annesse incisive invasioni di aria proveniente dalla calotta polare (situazione che, invece, sembra molto pi\u00f9 tangibile nella prima met\u00e0 di aprile).\nL\u2019anomalia termica complessiva da inizio anno resta molto elevata e pari a +1\u00b0C, valore che per il momento mantiene questo inizio del 2023 fra i pi\u00f9 caldi della serie storica.\nItalia divisa in due nel primo trimestre del 2023: continua la siccit\u00e0 al Nord, mentre il Sud riceve pi\u00f9 pioggia\nNel corso del mese di marzo si sono avvicendate 12 perturbazioni, ma solo poche fra esse hanno dato luogo a fenomeni rilevanti come ad esempio le intense precipitazioni legate al sistema frontale residuo del TLC che dalle Baleari si \u00e8 spostato verso il Tirreno all\u2019inizio del mese, oppure i forti temporali fra il 26 e il 27 con segnalazione di grandine a Roma.\nAnche i venti forti hanno caratterizzato a tratti questo marzo, con diversi episodi di F\u00f6hn al Nord; fra le varie fasi ventose spicca l\u2019evento del giorno 27 che ha visto raffiche oltre i 150 km/h sulle creste alpine centrali e intorno ai 100 km/h sull\u2019Appennino.\nFoto archivio Getty Images via Canva Pro\nPer quel che riguarda le precipitazioni, le elaborazioni statistiche mettono in risalto un sostanziale deficit a livello nazionale, pari a -18% rispetto alla media, valore non particolarmente di spicco nell\u2019ambito della serie storica, ma che contribuisce a portare leggermente sotto la norma il dato da inizio anno (-5%). Le regioni maggiormente colpite dalla carenza di precipitazioni sono state ancora una volta quelle nord-occidentali con uno scarto di -64% che mantiene il deficit calcolato da inizio anno su livelli preoccupanti (-49%, ossia circa met\u00e0 precipitazioni da gennaio) in questo settore gi\u00e0 reduce dalla forte crisi idrica dell\u2019anno scorso.\nNotevole anche l\u2019anomalia negativa mensile sull\u2019arco alpino orientale, fino a oltre la met\u00e0 del quantitativo normale mancante. Pi\u00f9 di un terzo di precipitazioni sono mancate sulle nostre isole maggiori (-39% in Sardegna e -37% in Sicilia), ma con deficit fino a due terzi sui settori sud-orientali data la predominanza delle correnti da ovest o nord-ovest. Accumuli sotto la media, bench\u00e9 con scarti complessivamente meno rilevanti, anche sulle regioni nord-orientali (-13%) e su quelle centrali (-8%), dove in effetti alcune zone hanno mostrato una piovosit\u00e0 superiore alla norma. Al Sud, invece, hanno prevalso le aree con quantitativi pi\u00f9 abbondanti della media che hanno generato un\u2019anomalia positiva pari a +18%.\nInfine, un accenno anche alla situazione a livello globale che vede un marzo molto vicino alla cima della classifica dei pi\u00f9 caldi, pi\u00f9 esattamente al 2\u00b0 posto insieme a quelli del 2017, 2019 e 2020, con uno scarto di +0.51\u00b0C sopra la media del trentennio 1991-2020, come evidenziato dalle elaborazioni del Copernicus Climate Change Service, solo 0.11\u00b0C al di sotto del record del 2016.\n\n\u00a9 Icona Meteo - Il presente contenuto \u00e8 riproducibile solo in parte, non integralmente, inserendo la citazione della fonte (Icona Meteo) e il link al contenuto originale (Inizio del 2023 caldo per l\u2019Italia e avaro di pioggia al Nord-Ovest: caduta met\u00e0 della pioggia normale)", "date_published": "2023-04-14T10:04:00+02:00", "date_modified": "2023-04-14T10:11:32+02:00", "authors": [ { "name": "Simone Abelli", "url": "https://www.iconameteo.it/author/sabelli/", "avatar": "https://secure.gravatar.com/avatar/301df32c6929517b717857f62e9738c3f0995fcfea9624226b6a7286fc4c601f?s=512&d=wp_user_avatar&r=g" } ], "author": { "name": "Simone Abelli", "url": "https://www.iconameteo.it/author/sabelli/", "avatar": "https://secure.gravatar.com/avatar/301df32c6929517b717857f62e9738c3f0995fcfea9624226b6a7286fc4c601f?s=512&d=wp_user_avatar&r=g" }, "image": "https://www.iconameteo.it/contents/uploads/2023/04/siccita-italia-2023.jpg", "tags": [ "siccit\u00e0", "Notizie Italia", "Primo piano" ] }, { "id": "https://www.iconameteo.it/news/notizie-mondo/la-siccita-e-solo-linizio-entro-il-2030-la-domanda-di-acqua-dolce-superera-del-40-la-disponibilita/", "url": "https://www.iconameteo.it/news/notizie-mondo/la-siccita-e-solo-linizio-entro-il-2030-la-domanda-di-acqua-dolce-superera-del-40-la-disponibilita/", "title": "La siccit\u00e0 \u00e8 solo l\u2019inizio: entro il 2030 la domanda di acqua dolce superer\u00e0 del 40% la disponibilit\u00e0", "content_html": "\"siccit\u00e0
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Alpi senza neve, fiumi senz\u2019acqua, laghi ai minimi: quello che molte regioni d\u2019Italia stanno vivendo \u00e8 una siccit\u00e0 estrema, una condizione per\u00f2 che potrebbe essere solo l\u2019antipasto di ci\u00f2 che gli esperti temono si trasformi in vera e propria crisi idrica globale. Questa \u00e8 la condizione in cui celebreremo, il 22 marzo, la Giornata Mondiale dell\u2019Acqua, il cui tema quest\u2019anno sar\u00e0 \u201cAccelerare il cambiamento per risolvere la crisi idrica e igienico-sanitaria\u201d, giorno in cui si terr\u00e0 anche la prima Conferenza sull\u2019Acqua delle Nazioni Unite.\u00a0

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Secondo gli esperti, senza un intervento urgente, entro la fine di questo decennio potremo trovarci in grave difficolt\u00e0: andiamo infatti incontro ad una profonda crisi idrica che ci porter\u00e0 tra appena qualche anno ad avere una domanda di acqua dolce del 40% pi\u00f9 alta rispetto alla disponibilit\u00e0 dell\u2019oro blu.

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\"giornata
Siccit\u00e0: la condizione delle acque sotterranee a livello delle radici in Europa. Fonte Global Drought Information System NASA/DLR
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Oltre la siccit\u00e0: l\u2019acqua dolce presto potrebbe non bastare pi\u00f9. Senza un intervento dovremo affrontare una crisi idrica senza precedenti

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Il problema della disponibilit\u00e0 di acqua dolce, secondo gli esperti \u00e8 di primaria importanza nell\u2019azione di adattamento e mitigazione dei cambiamenti climatici.\u00a0Si tratta di una crisi, quella dell\u2019acqua, che non possiamo pi\u00f9 ignorare. \u201cFalliremo sul fronte della lotta al cambiamento climatico se non riusciamo a risolvere il problema acqua. E se cos\u00ec fosse, falliremo anche per ogni Obiettivo di Sviluppo Sostenibile (SDG)\u201c. Cos\u00ec si legge nel rapporto Turning the Tide \u2013 A Call to Collective Action. \u201cNessuno di noi, nessun luogo, nessuna economia o ecosistema verr\u00e0 risparmiato\u201c.

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Arriviamo da decenni e decenni di mala gestione della risorsa idrica. Nel frattempo per\u00f2 la popolazione \u00e8 aumentata e l\u2019economia \u00e8 cresciuta. La scienza ora ci sta mostrando qual \u00e8 la gravit\u00e0 della situazione, e non possiamo pi\u00f9 rimandare il problema: adesso ci troviamo di fronte ad una crisi sistemica, locale e globale.

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\u201cLe nostre azioni \u2013 si legge nel report \u2013 hanno spinto il ciclo globale dell\u2019acqua fuori dal suo naturale equilibrio per la prima volta nella storia dell\u2019uomo, causando danni crescenti alle comunit\u00e0 di tutto il mondo. Inoltre, i paesi sono interconnessi non solo attraverso fiumi o corsi d\u2019acqua sotterranei, ma anche attraverso flussi atmosferici di vapore acqueo. E pericolosamente, affrontiamo la connessione sempre pi\u00f9 profonda dell\u2019acqua con il cambiamento climatico e la perdita di biodiversit\u00e0, con l\u2019una che rafforza l\u2019altra. Possiamo risolverlo solo collettivamente. E solo se ci muoviamo con urgenza\u201c.

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\"siccit\u00e0
L\u2019indice di stress evaporativo (ESI) in Europa, colpita dalla siccit\u00e0. Descrive le anomalie temporali nell\u2019evapotraspirazione, evidenziando le aree con tassi di utilizzo dell\u2019acqua insolitamente alti o bassi sulla superficie terrestre. Fonte Global Drought Information System NASA
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Dopo la siccit\u00e0 arriver\u00e0 la crisi idrica, bisogna agire ora per evitare il collasso: ogni goccia d\u2019acqua conta

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Secondo quanto evidenziato dagli esperti, i governi devono smettere di sovvenzionare l\u2019estrazione e l\u2019uso eccessivo dell\u2019acqua attraverso sussidi agricoli mal indirizzati e le industrie, dall\u2019estrazione mineraria alla produzione.

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Bisogna gestire l\u2019acqua come un \u201cbene comune\u201c, un bene di tutti, di ogni Paese e comunit\u00e0: per la risorsa acqua, la maggior parte dei Paesi dipende in qualche modo dai propri vicini, dal modo in cui prelevano questa risorsa, da quanta ne prelevano, da cosa immettono nelle falde.

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Dobbiamo garantire l\u2019accesso all\u2019acqua come diritto, dobbiamo garantire l\u2019accesso a fonti di acqua sicure, dobbiamo fare di tutto per stabilizzare il ciclo dell\u2019acqua globale. Dobbiamo assicurarci che gli effetti positivi di un progresso in questa direzione, siano equamente disponibili.

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\"acqua

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Dobbiamo smettere di sottovalutare l\u2019acqua: attribuire un prezzo adeguato all\u2019acqua ci permetterebbe di dare un maggiore sostegno ai poveri e di usare l\u2019acqua in modo pi\u00f9 efficiente in ogni settore, in modo pi\u00f9 equo per ogni popolo, e in modo pi\u00f9 sostenibile sia a livello locale che globale. Ma il suo valore non pu\u00f2 e non deve essere solo economico: bisogna proteggere la natura, la base della vita sulla Terra.

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Dobbiamo eliminare i circa 700 miliardi di dollari l\u2019anno di sussidi all\u2019agricoltura e all\u2019acqua, che tendono a generare un consumo eccessivo di acqua e altre pratiche dannose per l\u2019ambiente. Dobbiamo ridurre drasticamente le perdite nei sistemi idrici: ci costano miliardi all\u2019anno.

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Dovremmo istituire una \u201cJust Water Partnership\u201d (JWP) per sbloccare investimenti nell\u2019accesso all\u2019acqua, nella resilienza e nella sostenibilit\u00e0 nei paesi a basso e medio reddito, utilizzando approcci che contribuiscano sia agli obiettivi di sviluppo nazionale che al bene comune globale. Il ritorno economico di questi investimenti superer\u00e0 di gran lunga i costi.

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Dobbiamo accelerare in questo decennio: dobbiamo fortificare i sistemi di stoccaggio di acqua, e soprattutto quelli naturali, come le paludi e la acque sotterranee. Dobbiamo sviluppare maggiormente l\u2019economia circolare dell\u2019acqua, specie attraverso il riciclo delle acque di scarico provenienti da impianti industriali e citt\u00e0. Dobbiamo prediligere l\u2019irrigazione di precisione in agricoltura, le coltivazioni che richiedono meno acqua e una agricoltura pi\u00f9 resistente a periodi siccitosi.

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Dobbiamo infine rimodellare la governance multilaterale dell\u2019acqua, attualmente frammentata e non adatta allo scopo. La politica deve essere utilizzata come strumento per un uso pi\u00f9 sostenibile dell\u2019acqua, incorporando gli standard di conservazione dell\u2019acqua negli accordi commerciali, evidenziando gli sprechi di sussidi per l\u2019acqua e garantendo che le politiche commerciali non aggravino la scarsit\u00e0 d\u2019acqua nelle regioni a rischio idrico.

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Per approfondire, guarda anche la nostra intervista a Marirosa Iannelli, Water Grabbing Observatory:

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Siccit\u00e0 e piogge intense, negli ultimi 20 anni eventi nettamente pi\u00f9 intensi e frequenti

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Abbiamo un problema con il fosforo

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\u00a9 Icona Meteo - Il presente contenuto \u00e8 riproducibile solo in parte, non integralmente, inserendo la citazione della fonte (Icona Meteo) e il link al contenuto originale (La siccit\u00e0 \u00e8 solo l\u2019inizio: entro il 2030 la domanda di acqua dolce superer\u00e0 del 40% la disponibilit\u00e0)

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Questa \u00e8 la condizione in cui celebreremo, il 22 marzo, la Giornata Mondiale dell\u2019Acqua, il cui tema quest\u2019anno sar\u00e0 \u201cAccelerare il cambiamento per risolvere la crisi idrica e igienico-sanitaria\u201d, giorno in cui si terr\u00e0 anche la prima Conferenza sull\u2019Acqua delle Nazioni Unite.\u00a0\nSecondo gli esperti, senza un intervento urgente, entro la fine di questo decennio potremo trovarci in grave difficolt\u00e0: andiamo infatti incontro ad una profonda crisi idrica che ci porter\u00e0 tra appena qualche anno ad avere una domanda di acqua dolce del 40% pi\u00f9 alta rispetto alla disponibilit\u00e0 dell\u2019oro blu.\nSiccit\u00e0: la condizione delle acque sotterranee a livello delle radici in Europa. Fonte Global Drought Information System NASA/DLR\nOltre la siccit\u00e0: l\u2019acqua dolce presto potrebbe non bastare pi\u00f9. Senza un intervento dovremo affrontare una crisi idrica senza precedenti\nIl problema della disponibilit\u00e0 di acqua dolce, secondo gli esperti \u00e8 di primaria importanza nell\u2019azione di adattamento e mitigazione dei cambiamenti climatici.\u00a0Si tratta di una crisi, quella dell\u2019acqua, che non possiamo pi\u00f9 ignorare. \u201cFalliremo sul fronte della lotta al cambiamento climatico se non riusciamo a risolvere il problema acqua. E se cos\u00ec fosse, falliremo anche per ogni Obiettivo di Sviluppo Sostenibile (SDG)\u201c. Cos\u00ec si legge nel rapporto Turning the Tide \u2013 A Call to Collective Action. \u201cNessuno di noi, nessun luogo, nessuna economia o ecosistema verr\u00e0 risparmiato\u201c.\nArriviamo da decenni e decenni di mala gestione della risorsa idrica. Nel frattempo per\u00f2 la popolazione \u00e8 aumentata e l\u2019economia \u00e8 cresciuta. La scienza ora ci sta mostrando qual \u00e8 la gravit\u00e0 della situazione, e non possiamo pi\u00f9 rimandare il problema: adesso ci troviamo di fronte ad una crisi sistemica, locale e globale.\n\u201cLe nostre azioni \u2013 si legge nel report \u2013 hanno spinto il ciclo globale dell\u2019acqua fuori dal suo naturale equilibrio per la prima volta nella storia dell\u2019uomo, causando danni crescenti alle comunit\u00e0 di tutto il mondo. Inoltre, i paesi sono interconnessi non solo attraverso fiumi o corsi d\u2019acqua sotterranei, ma anche attraverso flussi atmosferici di vapore acqueo. E pericolosamente, affrontiamo la connessione sempre pi\u00f9 profonda dell\u2019acqua con il cambiamento climatico e la perdita di biodiversit\u00e0, con l\u2019una che rafforza l\u2019altra. Possiamo risolverlo solo collettivamente. E solo se ci muoviamo con urgenza\u201c.\nL\u2019indice di stress evaporativo (ESI) in Europa, colpita dalla siccit\u00e0. Descrive le anomalie temporali nell\u2019evapotraspirazione, evidenziando le aree con tassi di utilizzo dell\u2019acqua insolitamente alti o bassi sulla superficie terrestre. Fonte Global Drought Information System NASA\nDopo la siccit\u00e0 arriver\u00e0 la crisi idrica, bisogna agire ora per evitare il collasso: ogni goccia d\u2019acqua conta\nSecondo quanto evidenziato dagli esperti, i governi devono smettere di sovvenzionare l\u2019estrazione e l\u2019uso eccessivo dell\u2019acqua attraverso sussidi agricoli mal indirizzati e le industrie, dall\u2019estrazione mineraria alla produzione.\nBisogna gestire l\u2019acqua come un \u201cbene comune\u201c, un bene di tutti, di ogni Paese e comunit\u00e0: per la risorsa acqua, la maggior parte dei Paesi dipende in qualche modo dai propri vicini, dal modo in cui prelevano questa risorsa, da quanta ne prelevano, da cosa immettono nelle falde.\nDobbiamo garantire l\u2019accesso all\u2019acqua come diritto, dobbiamo garantire l\u2019accesso a fonti di acqua sicure, dobbiamo fare di tutto per stabilizzare il ciclo dell\u2019acqua globale. Dobbiamo assicurarci che gli effetti positivi di un progresso in questa direzione, siano equamente disponibili.\n\nDobbiamo smettere di sottovalutare l\u2019acqua: attribuire un prezzo adeguato all\u2019acqua ci permetterebbe di dare un maggiore sostegno ai poveri e di usare l\u2019acqua in modo pi\u00f9 efficiente in ogni settore, in modo pi\u00f9 equo per ogni popolo, e in modo pi\u00f9 sostenibile sia a livello locale che globale. Ma il suo valore non pu\u00f2 e non deve essere solo economico: bisogna proteggere la natura, la base della vita sulla Terra.\nDobbiamo eliminare i circa 700 miliardi di dollari l\u2019anno di sussidi all\u2019agricoltura e all\u2019acqua, che tendono a generare un consumo eccessivo di acqua e altre pratiche dannose per l\u2019ambiente. Dobbiamo ridurre drasticamente le perdite nei sistemi idrici: ci costano miliardi all\u2019anno.\nDovremmo istituire una \u201cJust Water Partnership\u201d (JWP) per sbloccare investimenti nell\u2019accesso all\u2019acqua, nella resilienza e nella sostenibilit\u00e0 nei paesi a basso e medio reddito, utilizzando approcci che contribuiscano sia agli obiettivi di sviluppo nazionale che al bene comune globale. Il ritorno economico di questi investimenti superer\u00e0 di gran lunga i costi.\nDobbiamo accelerare in questo decennio: dobbiamo fortificare i sistemi di stoccaggio di acqua, e soprattutto quelli naturali, come le paludi e la acque sotterranee. Dobbiamo sviluppare maggiormente l\u2019economia circolare dell\u2019acqua, specie attraverso il riciclo delle acque di scarico provenienti da impianti industriali e citt\u00e0. Dobbiamo prediligere l\u2019irrigazione di precisione in agricoltura, le coltivazioni che richiedono meno acqua e una agricoltura pi\u00f9 resistente a periodi siccitosi.\nDobbiamo infine rimodellare la governance multilaterale dell\u2019acqua, attualmente frammentata e non adatta allo scopo. La politica deve essere utilizzata come strumento per un uso pi\u00f9 sostenibile dell\u2019acqua, incorporando gli standard di conservazione dell\u2019acqua negli accordi commerciali, evidenziando gli sprechi di sussidi per l\u2019acqua e garantendo che le politiche commerciali non aggravino la scarsit\u00e0 d\u2019acqua nelle regioni a rischio idrico.\n\n\n\nPer approfondire, guarda anche la nostra intervista a Marirosa Iannelli, Water Grabbing Observatory:\n\n\n\n\n\n\n\nLeggi anche:\nSiccit\u00e0 e piogge intense, negli ultimi 20 anni eventi nettamente pi\u00f9 intensi e frequenti\nPlasticosi, la malattia dell\u2019inquinamento scoperta negli uccelli marini\nAbbiamo un problema con il fosforo\n\n\n\n\n\n\u00a9 Icona Meteo - Il presente contenuto \u00e8 riproducibile solo in parte, non integralmente, inserendo la citazione della fonte (Icona Meteo) e il link al contenuto originale (La siccit\u00e0 \u00e8 solo l\u2019inizio: entro il 2030 la domanda di acqua dolce superer\u00e0 del 40% la disponibilit\u00e0)", "date_published": "2023-03-17T13:02:48+01:00", "date_modified": "2023-03-17T14:34:03+01:00", "authors": [ { "name": "Redazione Icona", "url": "https://www.iconameteo.it/author/matrixgd/", "avatar": "https://secure.gravatar.com/avatar/a855f4e4634a02a31db748b04c322685246c6aa18fd5b85ad7e2eaab6889fedb?s=512&d=wp_user_avatar&r=g" } ], "author": { "name": "Redazione Icona", "url": "https://www.iconameteo.it/author/matrixgd/", "avatar": "https://secure.gravatar.com/avatar/a855f4e4634a02a31db748b04c322685246c6aa18fd5b85ad7e2eaab6889fedb?s=512&d=wp_user_avatar&r=g" }, "image": "https://www.iconameteo.it/contents/uploads/2023/03/acque-sotterranee-europa-siccita.jpg", "tags": [ "siccit\u00e0", "Notizie mondo", "Primo piano" ] }, { "id": "https://www.iconameteo.it/news/notizie-italia/siamo-a-430-giorni-di-siccita-al-nord-ovest-non-ce-piu-spazio-per-la-politica-di-emergenza/", "url": "https://www.iconameteo.it/news/notizie-italia/siamo-a-430-giorni-di-siccita-al-nord-ovest-non-ce-piu-spazio-per-la-politica-di-emergenza/", "title": "Siamo a 430 giorni di siccit\u00e0 al Nord-Ovest: non c\u2019\u00e8 pi\u00f9 spazio per la politica di emergenza", "content_html": "\"Siccit\u00e0:

Sono ormai trascorsi 430 giorni di grave siccit\u00e0 per il Nord-Ovest: da inizio dicembre 2021 ad oggi le piogge hanno spesso saltato le regioni nord-occidentali, lasciandole a bocca asciutta. Gli effetti sono visibili: la vegetazione appare secca, e fiumi e laghi tutti al di sotto dei livelli normali. La poca neve caduta sulle Alpi, inoltre, non ci permette di restare tranquilli.

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Siamo alle prese con un episodio eccezionale? No. Questa \u00e8 la \u201cnuova normalit\u00e0\u201d, il \u201cnuovo clima\u201d a cui dobbiamo adattarci. La politica dell\u2019emergenza pu\u00f2 mettere la toppa una o due volte. Quando il problema diventa sistematico bisogna agire alla radice, con largo anticipo, e arrivare all\u2019estate con un piano d\u2019attacco strategico per non arrivare sempre con l\u2019acqua alla gola.

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Superati i 430 giorni di siccit\u00e0 al Nord-Ovest: la situazione

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Nonostante il bilancio appena positivo delle piogge di gennaio nel Nord-Ovest, ci sono grandi differenze tra zona e zona: i settori pi\u00f9 a ovest infatti chiudono il mese abbondantemente in negativo. Parliamo innanzitutto di Torino, che ha ricevuto il 65% della pioggia in meno rispetto al normale, o della zona di Milano Malpensa che ne ha ricevuta il 52% in meno, o di Genova che chiude il mese con un -11% sui valori normali. Pi\u00f9 a est la situazione \u00e8 stata decisamente diversa: Brescia ha ricevuto il +130% della pioggia normale, Bergamo il +38% e Milano Linate il +51%.

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La mancanza di precipitazioni si traduce in un livello di fiumi e laghi davvero ridotto. Il Lago di Garda ha uno riempimento del 35% ed \u00e8 a 13 centimetri dal record minimo del periodo (che risale al 1989). L\u2019Isola dei Conigli (Isola di San Biagio), di solito raggiungibile solo a nuoto o in barca, \u00e8 ora accessibile a piedi, percorrendo una sottile lingua di terra lunga 200 metri che la collega alla terraferma. Il Lago di Como ha una percentuale di riempimento pari al 20% e un livello di -5,8 cm: sebbene lontano dal record minimo \u00e8 un valore di circa 20 cm al di sotto dei livelli normali. Il Lago Maggiore \u00e8 cresciuto rispetto ad inizio anno, ma il livello \u00e8 comunque sotto la norma, con uno riempimento del 38%.

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Il Fiume Po a Ponte della Becca (Pavia) si trova a -3,2 metri rispetto allo zero idrometrico, con le rive ridotte a spiagge di sabbia come in estate. La situazione del pi\u00f9 grande fiume italiano \u00e8 rappresentativa delle difficolt\u00e0 in cui si trovano tutti gli altri corsi d\u2019acqua del settentrione.

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Nonostante quindi le piogge arrivate, il bilancio complessivo per l\u2019ultimo periodo \u00e8 negativo per il Nord-Ovest. Inoltre le scarse precipitazioni nevose sulle Alpi aggiungono una ulteriore preoccupazione per la disponibilit\u00e0 d\u2019acqua in vista della prossima stagione calda.

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Sul fronte delle previsioni, inoltre, ancora nessuna pioggia in vista: l\u2019ennesima fase calda e secca che si \u00e8 aperta in questi giorni sta infatti ulteriormente aggravando la situazione.

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\"Il
Il Nord-Ovest dal satellite NASA
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Siccit\u00e0, una sfida costante per il Nord-Ovest: riusciremo a fare meglio del 2022?

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L\u2019anno scorso abbiamo sperato a lungo nelle piogge primaverili, che \u2013 come sappiamo \u2013 non sono mai arrivate. Con oltre 400 giorni di siccit\u00e0 sulle spalle, le amministrazioni locali e il governo dovrebbero iniziare gi\u00e0 ora ad attuare strategie di risparmio, riutilizzo e accumulo efficaci per poterci garantire acqua quando pi\u00f9 ne avremo bisogno, durante l\u2019estate.

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Sappiamo benissimo quali rischi corriamo: durante la stagione estiva, specie in corrispondenza di ondate di caldo intense, aumenter\u00e0 la domanda irrigua e allo stesso tempo vedremo una riduzione della disponibilit\u00e0 idrica. Esattamente come l\u2019anno scorso, potremmo ritrovarci ad assistere all\u2019intrusione del cuneo salino causato dall\u2019effetto combinato della minore disponibilit\u00e0 idrica e innalzamento del livello del mare. Potremo ancora trovarci alle prese con un aumento della competizione tra vari utilizzi idrici, o tra regioni.

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Serve un intervento urgente: non possiamo andare avanti facendo la danza della pioggia. Dobbiamo adeguare le infrastrutture a questo nuovo clima, fatto di lunghi periodi di siccit\u00e0 e alluvioni lampo, di ghiacciai in ritirata e nevicate sempre pi\u00f9 rare.

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\"Lago
Lago di Garda dal satellite NASA
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Lo stato di emergenza per siccit\u00e0, durato fino al 31 dicembre 2022 per le regioni Emilia-Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lombardia, Piemonte e Veneto, era volto a fronteggiare la situazione, con mezzi e poteri straordinari, quindi con interventi di soccorso e assistenza alla popolazione interessata, il ripristino della funzionalit\u00e0 dei servizi pubblici e delle infrastrutture strategiche.

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Ma non possiamo basarci ancora\u00a0sulla politica dell\u2019emergenza. Le perdite del nostro sistema idrico corrispondono ancora al 36,2% (Istat 2020). In alcuni capoluoghi la perdita \u00e8 addirittura superiore, con punte che sfiorano il 70%. Inaccettabile. Serve una strategia chiara e un intervento urgente per evitare di trovarci ogni anno al punto di partenza. Oltre al rinnovamento della rete, serve un aumento della capacit\u00e0 di stoccaggio, ammodernando gli invasi esistenti e realizzandone nuove a livello territoriale e aziendale. Servono dissalatori. Serve una nuova consapevolezza d\u2019uso, non solo per i singoli cittadini, ma anche per il settore agricolo e industriale.

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L\u2019area del Mediterraneo \u00e8 una delle pi\u00f9 fragili rispetto al cambiamento climatico. Gli scienziati hanno lanciato l\u2019allarme tempo fa. Quello che sta succedendo non \u00e8 eccezionale: \u00e8 la nuova normalit\u00e0. Nel nostro prossimo futuro rientreranno con frequenza e intensit\u00e0 sempre maggiore periodi di siccit\u00e0 come questi, cos\u00ec come eventi estremi, nubifragi, ondate di caldo intense e una progressiva riduzione della disponibilit\u00e0 idrica. Questo \u00e8 il nuovo clima. Servono strategie di adattamento adeguate.

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\u00a9 Icona Meteo - Il presente contenuto \u00e8 riproducibile solo in parte, non integralmente, inserendo la citazione della fonte (Icona Meteo) e il link al contenuto originale (Siamo a 430 giorni di siccit\u00e0 al Nord-Ovest: non c\u2019\u00e8 pi\u00f9 spazio per la politica di emergenza)

\n", "content_text": "Sono ormai trascorsi 430 giorni di grave siccit\u00e0 per il Nord-Ovest: da inizio dicembre 2021 ad oggi le piogge hanno spesso saltato le regioni nord-occidentali, lasciandole a bocca asciutta. Gli effetti sono visibili: la vegetazione appare secca, e fiumi e laghi tutti al di sotto dei livelli normali. La poca neve caduta sulle Alpi, inoltre, non ci permette di restare tranquilli.\nSiamo alle prese con un episodio eccezionale? No. Questa \u00e8 la \u201cnuova normalit\u00e0\u201d, il \u201cnuovo clima\u201d a cui dobbiamo adattarci. La politica dell\u2019emergenza pu\u00f2 mettere la toppa una o due volte. Quando il problema diventa sistematico bisogna agire alla radice, con largo anticipo, e arrivare all\u2019estate con un piano d\u2019attacco strategico per non arrivare sempre con l\u2019acqua alla gola.\nSuperati i 430 giorni di siccit\u00e0 al Nord-Ovest: la situazione\nNonostante il bilancio appena positivo delle piogge di gennaio nel Nord-Ovest, ci sono grandi differenze tra zona e zona: i settori pi\u00f9 a ovest infatti chiudono il mese abbondantemente in negativo. Parliamo innanzitutto di Torino, che ha ricevuto il 65% della pioggia in meno rispetto al normale, o della zona di Milano Malpensa che ne ha ricevuta il 52% in meno, o di Genova che chiude il mese con un -11% sui valori normali. Pi\u00f9 a est la situazione \u00e8 stata decisamente diversa: Brescia ha ricevuto il +130% della pioggia normale, Bergamo il +38% e Milano Linate il +51%.\nLa mancanza di precipitazioni si traduce in un livello di fiumi e laghi davvero ridotto. Il Lago di Garda ha uno riempimento del 35% ed \u00e8 a 13 centimetri dal record minimo del periodo (che risale al 1989). L\u2019Isola dei Conigli (Isola di San Biagio), di solito raggiungibile solo a nuoto o in barca, \u00e8 ora accessibile a piedi, percorrendo una sottile lingua di terra lunga 200 metri che la collega alla terraferma. Il Lago di Como ha una percentuale di riempimento pari al 20% e un livello di -5,8 cm: sebbene lontano dal record minimo \u00e8 un valore di circa 20 cm al di sotto dei livelli normali. Il Lago Maggiore \u00e8 cresciuto rispetto ad inizio anno, ma il livello \u00e8 comunque sotto la norma, con uno riempimento del 38%.\nIl Fiume Po a Ponte della Becca (Pavia) si trova a -3,2 metri rispetto allo zero idrometrico, con le rive ridotte a spiagge di sabbia come in estate. La situazione del pi\u00f9 grande fiume italiano \u00e8 rappresentativa delle difficolt\u00e0 in cui si trovano tutti gli altri corsi d\u2019acqua del settentrione.\nNonostante quindi le piogge arrivate, il bilancio complessivo per l\u2019ultimo periodo \u00e8 negativo per il Nord-Ovest. Inoltre le scarse precipitazioni nevose sulle Alpi aggiungono una ulteriore preoccupazione per la disponibilit\u00e0 d\u2019acqua in vista della prossima stagione calda.\nSul fronte delle previsioni, inoltre, ancora nessuna pioggia in vista: l\u2019ennesima fase calda e secca che si \u00e8 aperta in questi giorni sta infatti ulteriormente aggravando la situazione.\n\nIl Nord-Ovest dal satellite NASA\nSiccit\u00e0, una sfida costante per il Nord-Ovest: riusciremo a fare meglio del 2022?\nL\u2019anno scorso abbiamo sperato a lungo nelle piogge primaverili, che \u2013 come sappiamo \u2013 non sono mai arrivate. Con oltre 400 giorni di siccit\u00e0 sulle spalle, le amministrazioni locali e il governo dovrebbero iniziare gi\u00e0 ora ad attuare strategie di risparmio, riutilizzo e accumulo efficaci per poterci garantire acqua quando pi\u00f9 ne avremo bisogno, durante l\u2019estate.\nSappiamo benissimo quali rischi corriamo: durante la stagione estiva, specie in corrispondenza di ondate di caldo intense, aumenter\u00e0 la domanda irrigua e allo stesso tempo vedremo una riduzione della disponibilit\u00e0 idrica. Esattamente come l\u2019anno scorso, potremmo ritrovarci ad assistere all\u2019intrusione del cuneo salino causato dall\u2019effetto combinato della minore disponibilit\u00e0 idrica e innalzamento del livello del mare. Potremo ancora trovarci alle prese con un aumento della competizione tra vari utilizzi idrici, o tra regioni.\nServe un intervento urgente: non possiamo andare avanti facendo la danza della pioggia. Dobbiamo adeguare le infrastrutture a questo nuovo clima, fatto di lunghi periodi di siccit\u00e0 e alluvioni lampo, di ghiacciai in ritirata e nevicate sempre pi\u00f9 rare.\nLago di Garda dal satellite NASA\nLo stato di emergenza per siccit\u00e0, durato fino al 31 dicembre 2022 per le regioni Emilia-Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lombardia, Piemonte e Veneto, era volto a fronteggiare la situazione, con mezzi e poteri straordinari, quindi con interventi di soccorso e assistenza alla popolazione interessata, il ripristino della funzionalit\u00e0 dei servizi pubblici e delle infrastrutture strategiche.\nMa non possiamo basarci ancora\u00a0sulla politica dell\u2019emergenza. Le perdite del nostro sistema idrico corrispondono ancora al 36,2% (Istat 2020). In alcuni capoluoghi la perdita \u00e8 addirittura superiore, con punte che sfiorano il 70%. Inaccettabile. Serve una strategia chiara e un intervento urgente per evitare di trovarci ogni anno al punto di partenza. Oltre al rinnovamento della rete, serve un aumento della capacit\u00e0 di stoccaggio, ammodernando gli invasi esistenti e realizzandone nuove a livello territoriale e aziendale. Servono dissalatori. Serve una nuova consapevolezza d\u2019uso, non solo per i singoli cittadini, ma anche per il settore agricolo e industriale.\nL\u2019area del Mediterraneo \u00e8 una delle pi\u00f9 fragili rispetto al cambiamento climatico. Gli scienziati hanno lanciato l\u2019allarme tempo fa. Quello che sta succedendo non \u00e8 eccezionale: \u00e8 la nuova normalit\u00e0. Nel nostro prossimo futuro rientreranno con frequenza e intensit\u00e0 sempre maggiore periodi di siccit\u00e0 come questi, cos\u00ec come eventi estremi, nubifragi, ondate di caldo intense e una progressiva riduzione della disponibilit\u00e0 idrica. Questo \u00e8 il nuovo clima. Servono strategie di adattamento adeguate.\n\n\n\nLeggi anche:\nCiclone Gabrielle sulla Nuova Zelanda: dopo aver chiuso il mese pi\u00f9 piovoso in 170 anni di storia, ad Auckland \u00e8 ancora allerta\nFridays For Future torna a riempire le piazze: lo sciopero a marzo\nDisastri climatici: negli Usa quasi 3.5 milioni di sfollati nel 2022\n\n\n\n\n\u00a9 Icona Meteo - Il presente contenuto \u00e8 riproducibile solo in parte, non integralmente, inserendo la citazione della fonte (Icona Meteo) e il link al contenuto originale (Siamo a 430 giorni di siccit\u00e0 al Nord-Ovest: non c\u2019\u00e8 pi\u00f9 spazio per la politica di emergenza)", "date_published": "2023-02-14T16:02:32+01:00", "date_modified": "2023-02-15T07:24:18+01:00", "authors": [ { "name": "Redazione Icona", "url": "https://www.iconameteo.it/author/matrixgd/", "avatar": "https://secure.gravatar.com/avatar/a855f4e4634a02a31db748b04c322685246c6aa18fd5b85ad7e2eaab6889fedb?s=512&d=wp_user_avatar&r=g" } ], "author": { "name": "Redazione Icona", "url": "https://www.iconameteo.it/author/matrixgd/", "avatar": "https://secure.gravatar.com/avatar/a855f4e4634a02a31db748b04c322685246c6aa18fd5b85ad7e2eaab6889fedb?s=512&d=wp_user_avatar&r=g" }, "image": "https://www.iconameteo.it/contents/uploads/2023/02/Immagine-2023-02-14-124010.jpg", "tags": [ "siccit\u00e0", "Notizie Italia", "Primo piano" ] }, { "id": "https://www.iconameteo.it/news/notizie-italia/siccita-e-caldo-estremo-lago-di-como-sceso-di-oltre-1-metro-in-50-giorni/", "url": "https://www.iconameteo.it/news/notizie-italia/siccita-e-caldo-estremo-lago-di-como-sceso-di-oltre-1-metro-in-50-giorni/", "title": "Siccit\u00e0 e caldo estremo, Lago di Como sceso di oltre 1 metro in 50 giorni", "content_html": "\"siccit\u00e0
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Le cicatrici della estrema siccit\u00e0 che stanno vivendo le regioni di Nord-Ovest sono visibili dal satellite Sentinel-2, transitato il 15 luglio sopra il Nord Italia.\u00a0Tra Torino, Vercelli, Alessandria, Milano e Piacenza si nota (nell\u2019immagine sotto) l\u2019estrema secchezza del territorio e dei campi coltivati, insieme ai letti dei fiumi, dove ormai il grandioso scorrere delle acque ha lasciato spazio alla desolazione.

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\"siccit\u00e0
Mappa Sentinel-2, edited by IconaClima.it
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L\u2019estrema ondata di caldo sta dando il colpo di grazia. Dopo mesi e mesi di siccit\u00e0, dopo mesi di caldo anomalo, questa seconda met\u00e0 di luglio ha preso il via nel peggiore dei modi. L\u2019aria rovente sta attraversando gran parte dell\u2019Europa occidentale, obbligando il Regno Unito a diramare l\u2019allerta rossa per la prima volta nella loro storia. In Italia abbiamo gi\u00e0 sfiorato i 40 gradi nella giornata di venerd\u00ec 15 luglio specie tra basso Piemonte e bassa Lombardia.

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Lo zero termico, ossia l\u2019altitudine in atmosfera in cui la temperatura raggiunge la soglia degli zero gradi, si assesta ben oltre i 4500 m in corrispondenza dell\u2019arco delle Alpi, con effetti notevoli sui nostri ghiacciai gi\u00e0 malconci. Al Pian Rosa ( 3480 m ) si sono registrati 12 gradi, alla Paganella ( 2125m ) 20 gradi.

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E l\u2019apice di questa ondata di calore deve ancora arrivare.

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Fiumi e laghi ai minimi storici: in 50 giorni il Lago di Como \u00e8 sceso di oltre 1 metro

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Tutto questo si riflette sullo stato di salute dei fiumi e dei grandi laghi del Nord. Il livello del Lago Maggiore \u00e8 di -10,3 cm, con un riempimento del 21%; il livello del Lago di Como \u00e8 a -38 cm con un riempimento dell\u20191,2%; il livello del Lago d\u2019Iseo \u00e8 di -21 cm con uno riempimento del 4,3%; il livello del Lago di Garda \u00e8 di 51,7 cm con uno riempimento del 40,7%.

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Nei giorni scorsi il Lago di Como ha raggiunto minimi storici per il periodo: dal 7 al 14 luglio il livello del lago ha raggiunto nuovi record negativi scendendo di oltre 5 centimetri in 7 giorni. Dal 27 maggio il livello del lago \u00e8 sceso in modo costante, perdendo in tutto 108 centimetri in 50 giorni. Dal 9 al 26 giugno anche i livelli del Lago Maggiore sono scesi ai minimi storici del periodo.

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E i grandi laghi alpini sono i serbatoi che alimentano i fiumi, piccoli e grandi che attraversano la Pianura Padana, primo fra tutti il Fiume Po. Secondo l\u2019ultimo bollettino dell\u2019Autorit\u00e0 di Bacino Distrettuale del Fiume Po \u201cnonostante i contributi temporaleschi, la situazione in tutte le sezioni di Po rimane di \u201cseverit\u00e0 estrema\u201d. La sezione di chiusura del bacino a Pontelagoscuro misura oggi una portata di 219 m3/s, in lieve aumento rispetto la settimana precedente, ma ancora al di sotto dei minimi storici e ridotta anche rispetto la media del periodo, analoga situazione si riscontra anche nelle altre sezioni\u201d.

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\u201cIn questo delicato equilibrio, destinato purtroppo a non mutare repentinamente a causa delle alte temperature e alla mancanza di precipitazioni a breve termine \u2013 ha spiegato l\u2019Autorit\u00e0 di Bacino Distrettuale del Fiume Po \u2013 rimangono dunque le incognite legate all\u2019avanzata del cuneo salino nell\u2019area del Delta del Po\u00a0e\u00a0la potenziale minaccia, non ancora scongiurata,\u00a0della\u00a0possibile intrusione delle acque salmastre,\u00a0non solo pericolo costante di danno irreversibile all\u2019habitat e alla biodiversit\u00e0 in quelle zone o causa di improduttivit\u00e0 colturale, ma anche minaccia costante al comparto idropotabile, vista la presenza operativa, a pochi chilometri, dell\u2019impianto che serve tutt\u2019ora oltre 750 mila persone nelle due province di Ferrara e Rovigo\u201d. Ad oggi si stima una risalita del cuneo salino con valori massimi di intrusione stimati fino a 30 km dalla foce con fenomeni di
\nalta marea.

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\u00a9 Icona Meteo - Il presente contenuto \u00e8 riproducibile solo in parte, non integralmente, inserendo la citazione della fonte (Icona Meteo) e il link al contenuto originale (Siccit\u00e0 e caldo estremo, Lago di Como sceso di oltre 1 metro in 50 giorni)

\n", "content_text": "Le cicatrici della estrema siccit\u00e0 che stanno vivendo le regioni di Nord-Ovest sono visibili dal satellite Sentinel-2, transitato il 15 luglio sopra il Nord Italia.\u00a0Tra Torino, Vercelli, Alessandria, Milano e Piacenza si nota (nell\u2019immagine sotto) l\u2019estrema secchezza del territorio e dei campi coltivati, insieme ai letti dei fiumi, dove ormai il grandioso scorrere delle acque ha lasciato spazio alla desolazione.\nMappa Sentinel-2, edited by IconaClima.it\nL\u2019estrema ondata di caldo sta dando il colpo di grazia. Dopo mesi e mesi di siccit\u00e0, dopo mesi di caldo anomalo, questa seconda met\u00e0 di luglio ha preso il via nel peggiore dei modi. L\u2019aria rovente sta attraversando gran parte dell\u2019Europa occidentale, obbligando il Regno Unito a diramare l\u2019allerta rossa per la prima volta nella loro storia. In Italia abbiamo gi\u00e0 sfiorato i 40 gradi nella giornata di venerd\u00ec 15 luglio specie tra basso Piemonte e bassa Lombardia.\nLo zero termico, ossia l\u2019altitudine in atmosfera in cui la temperatura raggiunge la soglia degli zero gradi, si assesta ben oltre i 4500 m in corrispondenza dell\u2019arco delle Alpi, con effetti notevoli sui nostri ghiacciai gi\u00e0 malconci. Al Pian Rosa ( 3480 m ) si sono registrati 12 gradi, alla Paganella ( 2125m ) 20 gradi.\nE l\u2019apice di questa ondata di calore deve ancora arrivare.\nFiumi e laghi ai minimi storici: in 50 giorni il Lago di Como \u00e8 sceso di oltre 1 metro\nTutto questo si riflette sullo stato di salute dei fiumi e dei grandi laghi del Nord. Il livello del Lago Maggiore \u00e8 di -10,3 cm, con un riempimento del 21%; il livello del Lago di Como \u00e8 a -38 cm con un riempimento dell\u20191,2%; il livello del Lago d\u2019Iseo \u00e8 di -21 cm con uno riempimento del 4,3%; il livello del Lago di Garda \u00e8 di 51,7 cm con uno riempimento del 40,7%.\nNei giorni scorsi il Lago di Como ha raggiunto minimi storici per il periodo: dal 7 al 14 luglio il livello del lago ha raggiunto nuovi record negativi scendendo di oltre 5 centimetri in 7 giorni. Dal 27 maggio il livello del lago \u00e8 sceso in modo costante, perdendo in tutto 108 centimetri in 50 giorni. Dal 9 al 26 giugno anche i livelli del Lago Maggiore sono scesi ai minimi storici del periodo.\nE i grandi laghi alpini sono i serbatoi che alimentano i fiumi, piccoli e grandi che attraversano la Pianura Padana, primo fra tutti il Fiume Po. Secondo l\u2019ultimo bollettino dell\u2019Autorit\u00e0 di Bacino Distrettuale del Fiume Po \u201cnonostante i contributi temporaleschi, la situazione in tutte le sezioni di Po rimane di \u201cseverit\u00e0 estrema\u201d. La sezione di chiusura del bacino a Pontelagoscuro misura oggi una portata di 219 m3/s, in lieve aumento rispetto la settimana precedente, ma ancora al di sotto dei minimi storici e ridotta anche rispetto la media del periodo, analoga situazione si riscontra anche nelle altre sezioni\u201d.\n\u201cIn questo delicato equilibrio, destinato purtroppo a non mutare repentinamente a causa delle alte temperature e alla mancanza di precipitazioni a breve termine \u2013 ha spiegato l\u2019Autorit\u00e0 di Bacino Distrettuale del Fiume Po \u2013 rimangono dunque le incognite legate all\u2019avanzata del cuneo salino nell\u2019area del Delta del Po\u00a0e\u00a0la potenziale minaccia, non ancora scongiurata,\u00a0della\u00a0possibile intrusione delle acque salmastre,\u00a0non solo pericolo costante di danno irreversibile all\u2019habitat e alla biodiversit\u00e0 in quelle zone o causa di improduttivit\u00e0 colturale, ma anche minaccia costante al comparto idropotabile, vista la presenza operativa, a pochi chilometri, dell\u2019impianto che serve tutt\u2019ora oltre 750 mila persone nelle due province di Ferrara e Rovigo\u201d. Ad oggi si stima una risalita del cuneo salino con valori massimi di intrusione stimati fino a 30 km dalla foce con fenomeni di\nalta marea.\n\n\n\nLeggi anche:\nSiccit\u00e0: in Lombardia l\u2019acqua per irrigare finisce il 25 luglio\nAllerta caldo su mezza Europa: ondata di calore eccezionale per oltre 200 milioni di persone\nAgricoltura allo stremo per la siccit\u00e0, l\u2019allarme Coldiretti: \u201cabbiamo gi\u00e0 perso un terzo delle produzioni nazionali\u201d\n\n\n\n\n\n\u00a9 Icona Meteo - Il presente contenuto \u00e8 riproducibile solo in parte, non integralmente, inserendo la citazione della fonte (Icona Meteo) e il link al contenuto originale (Siccit\u00e0 e caldo estremo, Lago di Como sceso di oltre 1 metro in 50 giorni)", "date_published": "2022-07-18T19:33:48+02:00", "date_modified": "2022-07-19T13:59:52+02:00", "authors": [ { "name": "Redazione Icona", "url": "https://www.iconameteo.it/author/matrixgd/", "avatar": "https://secure.gravatar.com/avatar/a855f4e4634a02a31db748b04c322685246c6aa18fd5b85ad7e2eaab6889fedb?s=512&d=wp_user_avatar&r=g" } ], "author": { "name": "Redazione Icona", "url": "https://www.iconameteo.it/author/matrixgd/", "avatar": "https://secure.gravatar.com/avatar/a855f4e4634a02a31db748b04c322685246c6aa18fd5b85ad7e2eaab6889fedb?s=512&d=wp_user_avatar&r=g" }, "image": "https://www.iconameteo.it/contents/uploads/2022/07/Foto-COPERTINA-Wordpress-64.jpg", "tags": [ "caldo", "siccit\u00e0", "Notizie Italia" ] }, { "id": "https://www.iconameteo.it/news/notizie-italia/siccita-la-magra-invernale-del-fiume-po-e-la-piu-grave-degli-ultimi-30-anni/", "url": "https://www.iconameteo.it/news/notizie-italia/siccita-la-magra-invernale-del-fiume-po-e-la-piu-grave-degli-ultimi-30-anni/", "title": "Siccit\u00e0, la magra invernale del Fiume Po \u00e8 la pi\u00f9 grave degli ultimi 30 anni", "content_html": "\"\"
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La siccit\u00e0 al Nord sta battendo ogni record negativo dopo un periodo di 60 giorni senza piogge e nevicate. La perturbazione atlantica giunta a San Valentino sull\u2019Italia ha riportato qualche precipitazione e nevicata consistente sulle regioni settentrionali, ma non sufficiente a colmare il grave deficit idrico accumulatosi. L\u2019Autorit\u00e0 di Bacino Distrettuale del Fiume Po, nel suo ultimo bollettino sullo stato idrologico, afferma chiaramente che per la \u00abmagra invernale pi\u00f9 grave degli ultimi 30 anni non pu\u00f2 bastare\u00bb.

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La siccit\u00e0 sta battendo tutti i record negativi al Nord: gli ultimi dati
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Siccit\u00e0, bollettino sullo stato idrologico del Fiume Po: la portata ha toccato punte di -40% in alcune sezioni

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La perturbazione atlantica che ha raggiunto l\u2019Italia luned\u00ec 14 febbraio ha contribuito a mitigare parzialmente l\u2019inverno con la minor quantit\u00e0 di neve degli ultimi 20 anni, ma non a colmare il grave deficit idrico che si \u00e8 accumulato negli ultimi 60 giorni sulle regioni del Nord. Secondo l\u2019ultimo bollettino dell\u2019Autorit\u00e0 distrettuale del Fiume Po-Ministero della Transizione Ecologica (AdbPo-Mite), la portata del Fiume \u00e8 slittata in pochi giorni a -34% \u2013 ora destinata a risalire leggermente -, toccando picchi di -40% in alcune sezioni.

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La situazione generale del Fiume Po \u2013 sottolinea AdbPo-Mite -, \u00e8 destinata a migliorare ma la grave crisi idrica e l\u2019aridit\u00e0 dei suoli, uniti a temperature decisamente al di sopra della media e all\u2019assenza di precipitazioni su Alpi e Appennini, hanno generato gravi criticit\u00e0 che rischiano di ripercuotersi nel lungo periodo andando a destabilizzare l\u2019habitat e l\u2019agricoltura. \u201cLe anomalie sono decisamente marcate per molti indici \u2013 ha commentato il Segretario Generale di ADBPo-MiTE, Meuccio Berselli \u2013\u00a0,\u00a0ora finalmente \u00e8 arrivata una perturbazione, ma sono 60 i giorni senza pioggia significativa in molte aree del distretto, le temperature massime sono state costantemente superiori alla media di 2-3\u00b0C ed i venti che hanno sferzato la pianura hanno ulteriormente asciugato i terreni e incidono nel medio lungo periodo\u201d. Dopo la perturbazione \u201cla situazione si ridimensiona parzialmente, ma sicuramente \u00e8 di allerta e non di allarme\u201c, ha aggiunto.

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Gennaio 2022 \u00e8 il sesto pi\u00f9 caldo a livello globale: il report Copernicus
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Situazione del Po aggiornata al 14 febbraio 2022: persiste la condizione di pesante magra invernale

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La portata del Fiume Po evidenzia ancora una condizione di pesante magra invernale, la pi\u00f9 grave degli ultimi 30 anni. I dati aggiornati al 14 febbraio evidenziano una diminuzione del -34% sulle portate mensili di gennaio/inizio febbraio. Anche i livelli idrometrici, rispetto a due settimane fa, si sono abbassati di circa 30cm. \u201cQuesta condizione di \u201csiccit\u00e0 idrologica invernale\u201d \u00e8 la pi\u00f9 grave degli ultimi 30 anni, non solo sul fiume Po, ma anche sui tributari con scarti di portata ridotta anche del 50%\u201d, si legge.

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Per quanto riguarda le precipitazioni, prendendo in considerazione l\u2019intero periodo dal 1\u00b0 ottobre 2021 ad oggi, i valori cumulati medi risultano sempre inferiori alle attese climatiche, con uno scostamento di 100 mm\u00a0corrispondenti in percentuale a un -25% rispetto al clima 2001-2020, risultando dunque mediamente il quarto anno pi\u00f9 secco dal 1961. Le precipitazioni, si legge sul bollettino, sono pi\u00f9 simili a quelle dei mesi estivi. L\u2019anomalia di pioggia \u00e8 marcata in diversi settori, in particolare nel tratto piemontese con picchi di -80%.

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L\u2019anomalia riguarda anche la temperature mensili che risultano quasi due gradi sopra la norma, con uno scarto di +1,8\u00b0 che fa del mese di gennaio il quinto pi\u00f9 caldo degli ultimi trent\u2019anni. Addirittura, prendendo in considerazione solo i valori massimi \u2013 che presentano uno scarto di ben +2,4\u00b0C rispetto alla norma -, risulta tra i pi\u00f9 caldi in assoluto.

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Soffrono anche i grandi laghi: la situazione del lago di Como e del lago Maggiore

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Sul lago di Como\u00a0l\u2019idrometro segna un -17cm sullo zero idrometrico\u00a0ed anche il\u00a0Lago Maggiore ha un livello di pochi centimetri superiore allo zero idrometrico. Non va meglio nei bacini montani dove la riserva da inizio anno \u00e8 in diminuzione in media del -35% a causa dell\u2019assenza di neve e pioggia. Per quanto riguarda l\u2019entit\u00e0 del manto nevoso, l\u2019anomalia pi\u00f9 marcata \u00e8 quella dell\u2019arco alpino, vicina ai minimi storici con picchi di -80% rispetto alla media, mentre sull\u2019Appennino resiste una scarsa quantit\u00e0 di neve. In Val d\u2019Aosta ed in Piemonte l\u2019entit\u00e0 del manto nevoso\u00a0\u00e8 la pi\u00f9 bassa degli ultimi 20 anni.

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\u00a9 Icona Meteo - Il presente contenuto \u00e8 riproducibile solo in parte, non integralmente, inserendo la citazione della fonte (Icona Meteo) e il link al contenuto originale (Siccit\u00e0, la magra invernale del Fiume Po \u00e8 la pi\u00f9 grave degli ultimi 30 anni)

\n", "content_text": "La siccit\u00e0 al Nord sta battendo ogni record negativo dopo un periodo di 60 giorni senza piogge e nevicate. La perturbazione atlantica giunta a San Valentino sull\u2019Italia ha riportato qualche precipitazione e nevicata consistente sulle regioni settentrionali, ma non sufficiente a colmare il grave deficit idrico accumulatosi. L\u2019Autorit\u00e0 di Bacino Distrettuale del Fiume Po, nel suo ultimo bollettino sullo stato idrologico, afferma chiaramente che per la \u00abmagra invernale pi\u00f9 grave degli ultimi 30 anni non pu\u00f2 bastare\u00bb.\n\n\n\nLa siccit\u00e0 sta battendo tutti i record negativi al Nord: gli ultimi dati\n\n\n\nSiccit\u00e0, bollettino sullo stato idrologico del Fiume Po: la portata ha toccato punte di -40% in alcune sezioni\nLa perturbazione atlantica che ha raggiunto l\u2019Italia luned\u00ec 14 febbraio ha contribuito a mitigare parzialmente l\u2019inverno con la minor quantit\u00e0 di neve degli ultimi 20 anni, ma non a colmare il grave deficit idrico che si \u00e8 accumulato negli ultimi 60 giorni sulle regioni del Nord. Secondo l\u2019ultimo bollettino dell\u2019Autorit\u00e0 distrettuale del Fiume Po-Ministero della Transizione Ecologica (AdbPo-Mite), la portata del Fiume \u00e8 slittata in pochi giorni a -34% \u2013 ora destinata a risalire leggermente -, toccando picchi di -40% in alcune sezioni.\nLa situazione generale del Fiume Po \u2013 sottolinea AdbPo-Mite -, \u00e8 destinata a migliorare ma la grave crisi idrica e l\u2019aridit\u00e0 dei suoli, uniti a temperature decisamente al di sopra della media e all\u2019assenza di precipitazioni su Alpi e Appennini, hanno generato gravi criticit\u00e0 che rischiano di ripercuotersi nel lungo periodo andando a destabilizzare l\u2019habitat e l\u2019agricoltura. \u201cLe anomalie sono decisamente marcate per molti indici \u2013 ha commentato il Segretario Generale di ADBPo-MiTE, Meuccio Berselli \u2013\u00a0,\u00a0ora finalmente \u00e8 arrivata una perturbazione, ma sono 60 i giorni senza pioggia significativa in molte aree del distretto, le temperature massime sono state costantemente superiori alla media di 2-3\u00b0C ed i venti che hanno sferzato la pianura hanno ulteriormente asciugato i terreni e incidono nel medio lungo periodo\u201d. Dopo la perturbazione \u201cla situazione si ridimensiona parzialmente, ma sicuramente \u00e8 di allerta e non di allarme\u201c, ha aggiunto.\n\n\n\nGennaio 2022 \u00e8 il sesto pi\u00f9 caldo a livello globale: il report Copernicus\n\n\n\nSituazione del Po aggiornata al 14 febbraio 2022: persiste la condizione di pesante magra invernale\nLa portata del Fiume Po evidenzia ancora una condizione di pesante magra invernale, la pi\u00f9 grave degli ultimi 30 anni. I dati aggiornati al 14 febbraio evidenziano una diminuzione del -34% sulle portate mensili di gennaio/inizio febbraio. Anche i livelli idrometrici, rispetto a due settimane fa, si sono abbassati di circa 30cm. \u201cQuesta condizione di \u201csiccit\u00e0 idrologica invernale\u201d \u00e8 la pi\u00f9 grave degli ultimi 30 anni, non solo sul fiume Po, ma anche sui tributari con scarti di portata ridotta anche del 50%\u201d, si legge.\nPer quanto riguarda le precipitazioni, prendendo in considerazione l\u2019intero periodo dal 1\u00b0 ottobre 2021 ad oggi, i valori cumulati medi risultano sempre inferiori alle attese climatiche, con uno scostamento di 100 mm\u00a0corrispondenti in percentuale a un -25% rispetto al clima 2001-2020, risultando dunque mediamente il quarto anno pi\u00f9 secco dal 1961. Le precipitazioni, si legge sul bollettino, sono pi\u00f9 simili a quelle dei mesi estivi. 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Per quanto riguarda l\u2019entit\u00e0 del manto nevoso, l\u2019anomalia pi\u00f9 marcata \u00e8 quella dell\u2019arco alpino, vicina ai minimi storici con picchi di -80% rispetto alla media, mentre sull\u2019Appennino resiste una scarsa quantit\u00e0 di neve. In Val d\u2019Aosta ed in Piemonte l\u2019entit\u00e0 del manto nevoso\u00a0\u00e8 la pi\u00f9 bassa degli ultimi 20 anni.\n\n\n\nLeggi anche:\nDeforestazione in Amazzonia, a gennaio 2022 distrutta un\u2019area grande 2 volte e mezzo Milano\nLa siccit\u00e0 nell\u2019ovest degli Stati Uniti \u00e8 la peggiore degli ultimi 1200 anni\nAntartide: le piante crescono pi\u00f9 in fretta a causa della crisi climatica, lo rivela uno studio italiano\n\n\n\n\n\n\u00a9 Icona Meteo - Il presente contenuto \u00e8 riproducibile solo in parte, non integralmente, inserendo la citazione della fonte (Icona Meteo) e il link al contenuto originale (Siccit\u00e0, la magra invernale del Fiume Po \u00e8 la pi\u00f9 grave degli ultimi 30 anni)", "date_published": "2022-02-16T10:59:52+01:00", "date_modified": "2022-02-16T11:58:13+01:00", "authors": [ { "name": "Redazione Icona", "url": "https://www.iconameteo.it/author/matrixgd/", "avatar": "https://secure.gravatar.com/avatar/a855f4e4634a02a31db748b04c322685246c6aa18fd5b85ad7e2eaab6889fedb?s=512&d=wp_user_avatar&r=g" } ], "author": { "name": "Redazione Icona", "url": "https://www.iconameteo.it/author/matrixgd/", "avatar": "https://secure.gravatar.com/avatar/a855f4e4634a02a31db748b04c322685246c6aa18fd5b85ad7e2eaab6889fedb?s=512&d=wp_user_avatar&r=g" }, "image": "https://www.iconameteo.it/contents/uploads/2022/02/andreas-patsalides-x9yoFCza-8Q-unsplash.jpg", "tags": [ "siccit\u00e0", "Notizie Italia" ] }, { "id": "https://www.iconameteo.it/primo-piano/siccita-pioggia-assente-al-nord-ancora-per-molto-colpa-dellanticiclone-di-blocco/", "url": "https://www.iconameteo.it/news/notizie-italia/siccita-pioggia-assente-al-nord-ancora-per-molto-colpa-dellanticiclone-di-blocco/", "title": "SICCIT\u00c0: pioggia assente al Nord ancora per molto, colpa dell\u2019ANTICICLONE di BLOCCO", "content_html": "\"siccit\u00e0\"
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Continua a mancare la pioggia soprattutto sulle regioni del Nord: la siccit\u00e0 si sta facendo sentire soprattutto al Nord-Ovest, dove nel mese di dicembre appena trascorso ha visto arrivare circa la met\u00e0 delle precipitazioni tipiche del periodo.

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Clima Italia: dicembre 2021 tra neve, siccit\u00e0 e caldo record. L\u2019analisi del meteorologo

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E sulle regioni settentrionali ci attende ancora un lungo periodo caratterizzato da sostanziale assenza di precipitazioni. Dopo la breve fase piovosa intorno al giorno 5 per il passaggio della prima perturbazione dell\u2019anno, e i fenomeni pi\u00f9 localizzati e deboli fra il 9 e il 10 sull\u2019Emilia Romagna (con neve anche in pianura) per il veloce transito di un\u2019altra perturbazione, sembra che il Nord Italia non verr\u00e0 interessato da passaggi perturbati per almeno 10 giorni.

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Anticiclone di blocco: per la pioggia le regioni del Nord dovranno attendere fino all\u2019ultima settimana di gennaio

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Le proiezioni dei principali modelli atmosferici non danno spazio a molti dubbi: la tendenza pi\u00f9 probabile \u00e8 per una persistenza fino almeno all\u2019inizio dell\u2019ultima settimana di gennaio di una circolazione atmosferica cosiddetta di \u201cblocco\u201d.

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Questo tipo di circolazione, abbastanza frequente nella stagione invernale, consiste nell\u2019espansione, per un periodo di tempo pi\u00f9 o meno prolungato, di una robusta area di alta pressione verso le alte latitudini con conseguente interruzione del normale flusso di correnti occidentali che normalmente caratterizzano le medie latitudini.

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Vi sono diversi tipi di configurazione di blocco a seconda del posizionamento del centro anticiclonico e dell\u2019orientazione del suo asse. In questo caso l\u2019alta pressione si trover\u00e0 posizionata mediamente fra il Nord Atlantico e l\u2019Europa centro-occidentale, costituendo un vero e proprio muro invalicabile nei confronti dei sistemi nuvolosi atlantici diretti verso il nostro continente e il Mediterraneo. In queste condizioni il tempo sull\u2019Italia (e su gran parte dell\u2019Europa occidentale) rester\u00e0 prevalentemente stabile, mentre sull\u2019Europa orientale prenderanno vita correnti settentrionali molto fredde e a tratti anche perturbate.

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Di tanto in tanto, a seconda dell\u2019entit\u00e0 dei temporanei spostamenti verso ovest dell\u2019asse dell\u2019anticiclone, queste correnti fredde andranno a interessare anche le nostre regioni, ma gli eventuali impulsi perturbati, a causa della presenza della barriera alpina, non potranno fare altro che saltare il Nord Italia finendo per interessare il Centro, specie il lato adriatico e le regioni meridionali. Cos\u00ec, a meno che la situazione non cambi radicalmente negli ultimi giorni del mese, questo gennaio rischia di chiudersi con un grosso deficit pluviometrico al settentrione, specialmente al Nord-Ovest, maggiormente protetto dalle cime pi\u00f9 elevate dell\u2019arco alpino.

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\u00a9 Icona Meteo - Il presente contenuto \u00e8 riproducibile solo in parte, non integralmente, inserendo la citazione della fonte (Icona Meteo) e il link al contenuto originale (SICCIT\u00c0: pioggia assente al Nord ancora per molto, colpa dell\u2019ANTICICLONE di BLOCCO)

\n", "content_text": "Continua a mancare la pioggia soprattutto sulle regioni del Nord: la siccit\u00e0 si sta facendo sentire soprattutto al Nord-Ovest, dove nel mese di dicembre appena trascorso ha visto arrivare circa la met\u00e0 delle precipitazioni tipiche del periodo.\n\n\n\n\nClima Italia: dicembre 2021 tra neve, siccit\u00e0 e caldo record. L\u2019analisi del meteorologo\n\n\n\n\nE sulle regioni settentrionali ci attende ancora un lungo periodo caratterizzato da sostanziale assenza di precipitazioni. Dopo la breve fase piovosa intorno al giorno 5 per il passaggio della prima perturbazione dell\u2019anno, e i fenomeni pi\u00f9 localizzati e deboli fra il 9 e il 10 sull\u2019Emilia Romagna (con neve anche in pianura) per il veloce transito di un\u2019altra perturbazione, sembra che il Nord Italia non verr\u00e0 interessato da passaggi perturbati per almeno 10 giorni.\nAnticiclone di blocco: per la pioggia le regioni del Nord dovranno attendere fino all\u2019ultima settimana di gennaio\nLe proiezioni dei principali modelli atmosferici non danno spazio a molti dubbi: la tendenza pi\u00f9 probabile \u00e8 per una persistenza fino almeno all\u2019inizio dell\u2019ultima settimana di gennaio di una circolazione atmosferica cosiddetta di \u201cblocco\u201d.\nQuesto tipo di circolazione, abbastanza frequente nella stagione invernale, consiste nell\u2019espansione, per un periodo di tempo pi\u00f9 o meno prolungato, di una robusta area di alta pressione verso le alte latitudini con conseguente interruzione del normale flusso di correnti occidentali che normalmente caratterizzano le medie latitudini.\nVi sono diversi tipi di configurazione di blocco a seconda del posizionamento del centro anticiclonico e dell\u2019orientazione del suo asse. In questo caso l\u2019alta pressione si trover\u00e0 posizionata mediamente fra il Nord Atlantico e l\u2019Europa centro-occidentale, costituendo un vero e proprio muro invalicabile nei confronti dei sistemi nuvolosi atlantici diretti verso il nostro continente e il Mediterraneo. In queste condizioni il tempo sull\u2019Italia (e su gran parte dell\u2019Europa occidentale) rester\u00e0 prevalentemente stabile, mentre sull\u2019Europa orientale prenderanno vita correnti settentrionali molto fredde e a tratti anche perturbate.\n\nDi tanto in tanto, a seconda dell\u2019entit\u00e0 dei temporanei spostamenti verso ovest dell\u2019asse dell\u2019anticiclone, queste correnti fredde andranno a interessare anche le nostre regioni, ma gli eventuali impulsi perturbati, a causa della presenza della barriera alpina, non potranno fare altro che saltare il Nord Italia finendo per interessare il Centro, specie il lato adriatico e le regioni meridionali. Cos\u00ec, a meno che la situazione non cambi radicalmente negli ultimi giorni del mese, questo gennaio rischia di chiudersi con un grosso deficit pluviometrico al settentrione, specialmente al Nord-Ovest, maggiormente protetto dalle cime pi\u00f9 elevate dell\u2019arco alpino.\n\n\n\nLeggi anche:\nAnche l\u2019Italia ha un inviato speciale per il cambiamento climatico\nCrisi energetica, in Europa prezzi quadruplicati rispetto al 2015-2020. Cosa aspettarsi da prossimo futuro?\nCrisi climatica, la Terra pi\u00f9 calda di 1,1\u00b0C nel 2021: record in 25 Paesi\n\n\n\n\n\n\u00a9 Icona Meteo - Il presente contenuto \u00e8 riproducibile solo in parte, non integralmente, inserendo la citazione della fonte (Icona Meteo) e il link al contenuto originale (SICCIT\u00c0: pioggia assente al Nord ancora per molto, colpa dell\u2019ANTICICLONE di BLOCCO)", "date_published": "2022-01-17T08:05:09+01:00", "date_modified": "2022-01-17T08:23:54+01:00", "authors": [ { "name": "Simone Abelli", "url": "https://www.iconameteo.it/author/sabelli/", "avatar": "https://secure.gravatar.com/avatar/301df32c6929517b717857f62e9738c3f0995fcfea9624226b6a7286fc4c601f?s=512&d=wp_user_avatar&r=g" } ], "author": { "name": "Simone Abelli", "url": "https://www.iconameteo.it/author/sabelli/", "avatar": "https://secure.gravatar.com/avatar/301df32c6929517b717857f62e9738c3f0995fcfea9624226b6a7286fc4c601f?s=512&d=wp_user_avatar&r=g" }, "image": "https://www.iconameteo.it/contents/uploads/2022/01/sunset-g1d007fdd0_1280.jpg", "tags": [ "meteo", "siccit\u00e0", "Notizie Italia", "Primo piano" ] }, { "id": "https://www.iconameteo.it/news/notizie-italia/siccita-al-nord-quanto-durera/", "url": "https://www.iconameteo.it/news/notizie-italia/siccita-al-nord-quanto-durera/", "title": "SICCIT\u00c0 al Nord, quanto durer\u00e0?", "content_html": "\"\"
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In questo inverno meteorologico (per definizione i mesi di dicembre, gennaio e febbraio) per le regioni settentrionali la protagonista assoluta \u00e8 finora la siccit\u00e0.

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L\u2019inverno meteorologico costituisce di regola la stagione pi\u00f9 asciutta per il Nord Italia e la regione alpina, dunque una lunga siccit\u00e0 in questo periodo non rappresenta un evento particolarmente inusuale (come spiega questa\u00a0analisi di Meteosvizzera relativa al versante svizzero sud alpino).
\nTuttavia la stagione in corso sta facendo registrare dati significativi: non piove e non nevica soprattutto sul Nord-Ovest, che nel mese di dicembre appena trascorso ha visto arrivare circa la met\u00e0 delle precipitazioni tipiche del periodo (si legga questo approfondimento a cura di Simone Abelli).

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Dopo un dicembre poco perturbato il nuovo anno ha esordito con cieli sereni e temperature eccezionalmente elevate in montagna (sono infatti caduti diversi record) e nelle prime due settimane in gran parte del Nord, specie a ridosso delle Alpi, non si sono verificate piogge o nevicate significative.

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Fatte queste premesse, la domanda che molte persone certamente si stanno ponendo \u00e8: quanto durer\u00e0 questa situazione di siccit\u00e0? Possiamo aspettarci entro il medio termine delle precipitazioni abbondanti (pioggia, ma anche neve) per ricostruire le riserve idriche a basse quote e il manto nevoso in montagna?

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Per rispondere occorre consultare i modelli meteorologici e in particolare le simulazioni che vanno sotto il nome di \u201cprevisioni di ensemble\u201d, di cui avevamo gi\u00e0 parlato in questo articolo.

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\"siccit\u00e0
Figura 1. La media ensemble dell\u2019altezza della superficie isobarica a 500 hPa prevista per la notte del 25 gennaio dal modello europeo ECMWF
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La figura 1 descrive la media dell\u2019altezza del geopotenziale sulla superficie di 500 hPa prevista dal modello europeo di ensemble dopo 240 ore (10 giorni). La mappa mostra la media dei valori prodotti dei diversi membri che costituiscono l\u2019ensemble, e almeno per quanto riguarda l\u2019Italia settentrionale, \u00e8 di facile interpretazione: il campo anticiclonico sull\u2019Europa occidentale (con massimi su Francia e Spagna) ricopre anche le regioni settentrionali italiane.

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Chi ha un minimo di familiarit\u00e0 con queste mappe inoltre noter\u00e0 che le correnti sull\u2019Italia sono settentrionali e noi sappiamo che con questo tipo di circolazione le Alpi tendono proteggere il versante meridionale da ogni eventuale \u201cperturbazione\u201d. Per la cronaca aggiungiamo che invece tra il mar Nero ed il mar Libico \u00e8 presente una circolazione ciclonica (saccatura) che coinvolge ancora marginalmente il sud della nostra penisola, la quale a sua volta \u00e8 il residuo di una circolazione di aria fredda che molto probabilmente coinvolger\u00e0 l\u2019Italia (il Sud in particolare) verso la fine della prossima settimana.

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Il succo di questa breve analisi, come certamente avrete intuito, \u00e8 che per almeno una decina di giorni \u00e8 altamente improbabile che al Nord si possa assistere a piogge o nevicate di rilievo.

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\"siccit\u00e0
Figura 2. Alcuni scenari a cluster prodotti dal modello europeo ECMWF EPS (Ensemble Prediction System) relativi agli ultimi giorni di gennaio.
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Volendo spingersi un poco pi\u00f9 avanti nel tempo \u00e8 possibile esplorare di nuovo le notevoli risorse del sito dell\u2019ECMWF e scegliere, tra le tante mappe disponibili, quella mostrata nella figura 2. I vari membri prodotti dal sistema di ensemble in questo caso vengono raggruppati in \u201cclusters\u201d, entro i quali le simulazioni si assomigliano fra loro.
\nI clusters pi\u00f9 popolati rappresentano l\u2019evoluzione in linea di principio pi\u00f9 probabile, mentre quelli con meno rappresentanti sono soluzioni meno probabili, bench\u00e9 possibili. Come si pu\u00f2 verificare nella maggior parte delle soluzioni il Nord Italia, e particolarmente il Nord-Ovest, resta in un modo o nell\u2019altro sotto l\u2019influsso di un\u2019anomalia anticiclonica fino alla fine del mese in corso, anche se per il giorno 30 alcuni membri (l\u2019ultima mappa in fondo a destra della figura 2) propongono uno scenario pi\u00f9 dinamico e una saccatura sopra l\u2019Italia.

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\"siccit\u00e0
Figura 3: Frequenza dei diversi regimi circolatori previsti dal modello ECMWF EPS nelle prossime settimane.
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Con riferimento alle figura 3 e 4, qui di seguito, mostriamo infine uno sguardo a lunga gittata (in questo caso arrivando fin quasi alla fine di febbraio), sempre con l\u2019aiuto delle elaborazioni del centro europeo.
\nPure con tutte le cautele del caso, (parliamo di previsioni a oltre un mese) sembra possibile affermare che anche febbraio, almeno secondo i modelli ECMWF, non sia intenzionato a proporre modalit\u00e0 di circolazione particolarmente favorevoli a precipitazioni rilevanti sul nostro Paese, e in particolare al Nord.

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Le barre blu indicano che da Febbraio lo schema circolatorio pi\u00f9 probabile sar\u00e0 del tipo NAO+ (fase positiva della North Atlantic Oscillation, si veda la figura 4 per maggiori dettagli), un \u201cpattern\u201d che sull\u2019Italia si traduce in clima asciutto e mite. La seconda modalit\u00e0 pi\u00f9 probabile (barre rosse) \u00e8 denominata \u201cScandinavian Blocking\u201d, un pattern che difficilmente pu\u00f2 condurre a piogge di rilievo sul nord del Paese.

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\"previsioni\"
Figura 4: La definizione dei principali regimi circolatori in Europa secondo ECMWF: BLO sta per \u201cBlocking\u201d,
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A conclusione di questo breve articolo, ci troviamo purtroppo a dover deludere le aspettative di chi si aspetta, almeno nel breve, abbondanti nevicate in montagna sulle Alpi, o di chi \u00e8 giustamente preoccupato per le scarse risorse idriche o per una primavera troppo precoce con conseguenti fioriture anticipate (in particolare agricoltori e produttori di energia idroelettrica).
\nQueste previsioni, naturalmente, potranno rivelarsi corrette solo in parte, ma paiono coerenti con lo stato attuale della stratosfera (vortice stratosferico polare molto intenso e compatto) che in inverno pu\u00f2 condizionare la troposfera sottostante.

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Non conosciamo ancora di preciso quale possa essere il ruolo esercitato dal cambiamento climatico nella fase di siccit\u00e0 in corso,\u00a0o meglio: sappiamo ormai con certezza che il riscaldamento globale rende le stagioni pi\u00f9 calde (pensiamo ai record di caldo registrati a capodanno), mentre \u00e8 assai pi\u00f9 arduo attribuire al cambiamento climatico un trend significativo nella frequenza dei diversi regimi circolatori, e questo a causa della grande variabilit\u00e0 interna che caratterizza l\u2019atmosfera anche su scale temporali decennali.

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Crisi energetica, in Europa prezzi quadruplicati rispetto al 2015-2020. Cosa aspettarsi da prossimo futuro?

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\u00a9 Icona Meteo - Il presente contenuto \u00e8 riproducibile solo in parte, non integralmente, inserendo la citazione della fonte (Icona Meteo) e il link al contenuto originale (SICCIT\u00c0 al Nord, quanto durer\u00e0?)

\n", "content_text": "In questo inverno meteorologico (per definizione i mesi di dicembre, gennaio e febbraio) per le regioni settentrionali la protagonista assoluta \u00e8 finora la siccit\u00e0.\nL\u2019inverno meteorologico costituisce di regola la stagione pi\u00f9 asciutta per il Nord Italia e la regione alpina, dunque una lunga siccit\u00e0 in questo periodo non rappresenta un evento particolarmente inusuale (come spiega questa\u00a0analisi di Meteosvizzera relativa al versante svizzero sud alpino).\nTuttavia la stagione in corso sta facendo registrare dati significativi: non piove e non nevica soprattutto sul Nord-Ovest, che nel mese di dicembre appena trascorso ha visto arrivare circa la met\u00e0 delle precipitazioni tipiche del periodo (si legga questo approfondimento a cura di Simone Abelli).\nDopo un dicembre poco perturbato il nuovo anno ha esordito con cieli sereni e temperature eccezionalmente elevate in montagna (sono infatti caduti diversi record) e nelle prime due settimane in gran parte del Nord, specie a ridosso delle Alpi, non si sono verificate piogge o nevicate significative.\nFatte queste premesse, la domanda che molte persone certamente si stanno ponendo \u00e8: quanto durer\u00e0 questa situazione di siccit\u00e0? Possiamo aspettarci entro il medio termine delle precipitazioni abbondanti (pioggia, ma anche neve) per ricostruire le riserve idriche a basse quote e il manto nevoso in montagna?\nPer rispondere occorre consultare i modelli meteorologici e in particolare le simulazioni che vanno sotto il nome di \u201cprevisioni di ensemble\u201d, di cui avevamo gi\u00e0 parlato in questo articolo.\nFigura 1. La media ensemble dell\u2019altezza della superficie isobarica a 500 hPa prevista per la notte del 25 gennaio dal modello europeo ECMWF\nLa figura 1 descrive la media dell\u2019altezza del geopotenziale sulla superficie di 500 hPa prevista dal modello europeo di ensemble dopo 240 ore (10 giorni). La mappa mostra la media dei valori prodotti dei diversi membri che costituiscono l\u2019ensemble, e almeno per quanto riguarda l\u2019Italia settentrionale, \u00e8 di facile interpretazione: il campo anticiclonico sull\u2019Europa occidentale (con massimi su Francia e Spagna) ricopre anche le regioni settentrionali italiane.\nChi ha un minimo di familiarit\u00e0 con queste mappe inoltre noter\u00e0 che le correnti sull\u2019Italia sono settentrionali e noi sappiamo che con questo tipo di circolazione le Alpi tendono proteggere il versante meridionale da ogni eventuale \u201cperturbazione\u201d. Per la cronaca aggiungiamo che invece tra il mar Nero ed il mar Libico \u00e8 presente una circolazione ciclonica (saccatura) che coinvolge ancora marginalmente il sud della nostra penisola, la quale a sua volta \u00e8 il residuo di una circolazione di aria fredda che molto probabilmente coinvolger\u00e0 l\u2019Italia (il Sud in particolare) verso la fine della prossima settimana.\nIl succo di questa breve analisi, come certamente avrete intuito, \u00e8 che per almeno una decina di giorni \u00e8 altamente improbabile che al Nord si possa assistere a piogge o nevicate di rilievo.\nFigura 2. Alcuni scenari a cluster prodotti dal modello europeo ECMWF EPS (Ensemble Prediction System) relativi agli ultimi giorni di gennaio.\nVolendo spingersi un poco pi\u00f9 avanti nel tempo \u00e8 possibile esplorare di nuovo le notevoli risorse del sito dell\u2019ECMWF e scegliere, tra le tante mappe disponibili, quella mostrata nella figura 2. I vari membri prodotti dal sistema di ensemble in questo caso vengono raggruppati in \u201cclusters\u201d, entro i quali le simulazioni si assomigliano fra loro.\nI clusters pi\u00f9 popolati rappresentano l\u2019evoluzione in linea di principio pi\u00f9 probabile, mentre quelli con meno rappresentanti sono soluzioni meno probabili, bench\u00e9 possibili. Come si pu\u00f2 verificare nella maggior parte delle soluzioni il Nord Italia, e particolarmente il Nord-Ovest, resta in un modo o nell\u2019altro sotto l\u2019influsso di un\u2019anomalia anticiclonica fino alla fine del mese in corso, anche se per il giorno 30 alcuni membri (l\u2019ultima mappa in fondo a destra della figura 2) propongono uno scenario pi\u00f9 dinamico e una saccatura sopra l\u2019Italia.\nFigura 3: Frequenza dei diversi regimi circolatori previsti dal modello ECMWF EPS nelle prossime settimane.\nCon riferimento alle figura 3 e 4, qui di seguito, mostriamo infine uno sguardo a lunga gittata (in questo caso arrivando fin quasi alla fine di febbraio), sempre con l\u2019aiuto delle elaborazioni del centro europeo.\nPure con tutte le cautele del caso, (parliamo di previsioni a oltre un mese) sembra possibile affermare che anche febbraio, almeno secondo i modelli ECMWF, non sia intenzionato a proporre modalit\u00e0 di circolazione particolarmente favorevoli a precipitazioni rilevanti sul nostro Paese, e in particolare al Nord.\nLe barre blu indicano che da Febbraio lo schema circolatorio pi\u00f9 probabile sar\u00e0 del tipo NAO+ (fase positiva della North Atlantic Oscillation, si veda la figura 4 per maggiori dettagli), un \u201cpattern\u201d che sull\u2019Italia si traduce in clima asciutto e mite. La seconda modalit\u00e0 pi\u00f9 probabile (barre rosse) \u00e8 denominata \u201cScandinavian Blocking\u201d, un pattern che difficilmente pu\u00f2 condurre a piogge di rilievo sul nord del Paese.\nFigura 4: La definizione dei principali regimi circolatori in Europa secondo ECMWF: BLO sta per \u201cBlocking\u201d,\nA conclusione di questo breve articolo, ci troviamo purtroppo a dover deludere le aspettative di chi si aspetta, almeno nel breve, abbondanti nevicate in montagna sulle Alpi, o di chi \u00e8 giustamente preoccupato per le scarse risorse idriche o per una primavera troppo precoce con conseguenti fioriture anticipate (in particolare agricoltori e produttori di energia idroelettrica).\nQueste previsioni, naturalmente, potranno rivelarsi corrette solo in parte, ma paiono coerenti con lo stato attuale della stratosfera (vortice stratosferico polare molto intenso e compatto) che in inverno pu\u00f2 condizionare la troposfera sottostante.\nNon conosciamo ancora di preciso quale possa essere il ruolo esercitato dal cambiamento climatico nella fase di siccit\u00e0 in corso,\u00a0o meglio: sappiamo ormai con certezza che il riscaldamento globale rende le stagioni pi\u00f9 calde (pensiamo ai record di caldo registrati a capodanno), mentre \u00e8 assai pi\u00f9 arduo attribuire al cambiamento climatico un trend significativo nella frequenza dei diversi regimi circolatori, e questo a causa della grande variabilit\u00e0 interna che caratterizza l\u2019atmosfera anche su scale temporali decennali.\n\n\n\nPu\u00f2 interessarti anche:\nClima, la Terra pi\u00f9 calda di 1,1\u00b0C nel 2021: record in 25 Paesi\nCrisi energetica, in Europa prezzi quadruplicati rispetto al 2015-2020. Cosa aspettarsi da prossimo futuro?\n\n\n\n\n\n\u00a9 Icona Meteo - Il presente contenuto \u00e8 riproducibile solo in parte, non integralmente, inserendo la citazione della fonte (Icona Meteo) e il link al contenuto originale (SICCIT\u00c0 al Nord, quanto durer\u00e0?)", "date_published": "2022-01-16T13:00:48+01:00", "date_modified": "2022-01-16T13:11:06+01:00", "authors": [ { "name": "Lorenzo Danieli", "url": "https://www.iconameteo.it/author/ldanieli/", "avatar": "https://secure.gravatar.com/avatar/6734efa2ffcc0958289be1186e70e3bd8a50e65fc233a8c36cdb64e801288ada?s=512&d=wp_user_avatar&r=g" } ], "author": { "name": "Lorenzo Danieli", "url": "https://www.iconameteo.it/author/ldanieli/", "avatar": "https://secure.gravatar.com/avatar/6734efa2ffcc0958289be1186e70e3bd8a50e65fc233a8c36cdb64e801288ada?s=512&d=wp_user_avatar&r=g" }, "image": "https://www.iconameteo.it/contents/uploads/2022/01/Foto-COPERTINA-Wordpress-7.png", "tags": [ "meteo", "siccit\u00e0", "Notizie Italia", "Previsioni", "Primo piano" ] }, { "id": "https://www.iconameteo.it/primo-piano/siccita-la-provincia-di-ferrara-entra-nella-zona-rossa-per-forte-criticita-idrica/", "url": "https://www.iconameteo.it/news/notizie-italia/siccita-la-provincia-di-ferrara-entra-nella-zona-rossa-per-forte-criticita-idrica/", "title": "SICCIT\u00c0, la provincia di Ferrara entra nella zona rossa per forte criticit\u00e0 idrica", "content_html": "\"\"
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Nel 2021 la siccit\u00e0 rischia di sfiorare i livelli record delle stagioni passate. La provincia di Ferrara \u00e8 l\u2019ultima ad essere entrata nella zona rossa delle zone maggiormente colpite dalla siccit\u00e0, prologo all\u2019emergenza desertificazione. Lo rivela l\u2019ANBI, Associazione Nazionale Consorzi di gestione e tutela del territorio e acque irrigue. A nord del fiume Reno, dopo il Po il pi\u00f9 lungo fiume dell\u2019Emilia-Romagna, sono caduti poco pi\u00f9 di 407 millimetri di pioggia dal 1 ottobre 2020, mentre a sud in quasi 12 mesi ne sono caduti circa 460. L\u2019area centro-orientale dell\u2019Emilia Romagna \u00e8 ormai caratterizzata da forte criticit\u00e0 idrica: il fiume Taro, il Trebbia e l\u2019Enza rimangono sotto i minimi storici.

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La siccit\u00e0 soffoca anche il Monviso: chiude in anticipo il Rifugio Quintino Sella. \u201cSiamo senz\u2019acqua\u201d

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La pioggia \u00e8 tornata solo ora, dopo settimane e mesi difficili.\u00a0L\u2019estate meteorologica \u00e8 stata particolarmente siccitosa: dai dati analizzati dal nostro meteorologo Simone Abelli, la stagione estiva si \u00e8 chiusa con un ammanco del 32% della pioggia a livello nazionale. \u00abLa carenza di pioggia ha interessato gran parte del territorio, ad eccezione di locali esuberi sulle Alpi, l\u2019alta pianura padana e poche aree del Centro-Sud fra cui spiccano la zona del Golfo di Taranto e i settori tirrenici di Calabria e Sicilia. Ancora pi\u00f9 significativo \u00e8 il dato rilevato sulle regioni nord-orientali: con -38% di anomalia l\u2019estate appena conclusa rappresenta per il Nord-Est la pi\u00f9 siccitosa\u00a0della serie storica soprattutto a causa degli scarsi accumuli in Emilia Romagna e sulla bassa pianura veneta\u00bb.\u00a0Da inizio anno manca all\u2019appello l\u20198% della pioggia, con picchi pi\u00f9 elevati al Nord-Est (-11%), al Centro (-17%) e in Sardegna (-15%).

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\u00abLa mancanza di precipitazioni significative da oltre tre mesi \u2013 precisa Francesco Vincenzi, imprenditore agricolo locale, nonch\u00e9 Presidente dell\u2019Associazione Nazionale dei Consorzi per la Gestione e la Tutela del Territorio e delle Acque Irrigue \u00a0\u2013 sta impedendo i secondi raccolti, pregiudicando le lavorazioni in campagna\u00bb. \u00abSolo l\u2019efficienza irrigua ha finora garantito i raccolti in una stagione siccitosa e che si sta ancora caratterizzando per temperature particolarmente alte \u2013 aggiunge Massimo Gargano, Direttore Generale di ANBI \u2013 Proprio l\u2019Emilia Romagna vanta nella ricerca per l\u2019irrigazione, un centro di eccellenza internazionale come Acqua Campus del Consorzio Canale Emiliano Romagnolo\u00bb.

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Il rapporto settimanale\u00a0dell\u2019Osservatorio ANBI sulle Risorse Idriche, segnala una diffusa diminuzione di disponibilit\u00e0 d\u2019acqua dal Nord al Sud della Penisola. La portata del Po, specie nei settori pi\u00f9 vicini alla foce, \u00e8 praticamente dimezzata rispetto alla media. Diminuite le portate anche dei fiumi Adda, Adige, Livenza e Brenta, e i livelli dei grandi laghi del Nord (ad esclusione del solo Lago di Garda). I fiumi toscani restano tutti sotto la media mensile ma, a differenza dell\u2019Ombrone, che permane al limite del Minimo Deflusso Vitale, il Serchio torna a rivedere un po\u2019 d\u2019acqua in alveo, mentre l\u2019Arno ha portate in calo.\u00a0Nelle Marche, una leggerissima ripresa di portata per i fiumi Tronto, Esino e Sentino (comunque ancora al minimo storico) fa sperare in un\u2019inversione di tendenza idrica, seppur gli\u00a0 invasi restino assai\u00a0 lontani dai livelli del recente passato.\u00a0In Campania, i fiumi Sele, Volturno e Garigliano sono in calo, mentre valori in aumento si registrano per l\u2019 Alento. Diminuiscono i volumi idrici nel lago di Conza, mentre gli invasi del Cilento sono in lieve ripresa.\u00a0Nel Lazio, in un mese, il lago di Bracciano si \u00e8 abbassato di 14 centimetri, mentre i bacini di Basilicata e Puglia, in una settimana, hanno ceduto 7 milioni di metri cubi d\u2019 acqua ad uso irriguo.

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\u00a9 Icona Meteo - Il presente contenuto \u00e8 riproducibile solo in parte, non integralmente, inserendo la citazione della fonte (Icona Meteo) e il link al contenuto originale (SICCIT\u00c0, la provincia di Ferrara entra nella zona rossa per forte criticit\u00e0 idrica)

\n", "content_text": "Nel 2021 la siccit\u00e0 rischia di sfiorare i livelli record delle stagioni passate. La provincia di Ferrara \u00e8 l\u2019ultima ad essere entrata nella zona rossa delle zone maggiormente colpite dalla siccit\u00e0, prologo all\u2019emergenza desertificazione. Lo rivela l\u2019ANBI, Associazione Nazionale Consorzi di gestione e tutela del territorio e acque irrigue. A nord del fiume Reno, dopo il Po il pi\u00f9 lungo fiume dell\u2019Emilia-Romagna, sono caduti poco pi\u00f9 di 407 millimetri di pioggia dal 1 ottobre 2020, mentre a sud in quasi 12 mesi ne sono caduti circa 460. L\u2019area centro-orientale dell\u2019Emilia Romagna \u00e8 ormai caratterizzata da forte criticit\u00e0 idrica: il fiume Taro, il Trebbia e l\u2019Enza rimangono sotto i minimi storici.\n\n\n\n\nLa siccit\u00e0 soffoca anche il Monviso: chiude in anticipo il Rifugio Quintino Sella. \u201cSiamo senz\u2019acqua\u201d\n\n\n\n\nLa pioggia \u00e8 tornata solo ora, dopo settimane e mesi difficili.\u00a0L\u2019estate meteorologica \u00e8 stata particolarmente siccitosa: dai dati analizzati dal nostro meteorologo Simone Abelli, la stagione estiva si \u00e8 chiusa con un ammanco del 32% della pioggia a livello nazionale. \u00abLa carenza di pioggia ha interessato gran parte del territorio, ad eccezione di locali esuberi sulle Alpi, l\u2019alta pianura padana e poche aree del Centro-Sud fra cui spiccano la zona del Golfo di Taranto e i settori tirrenici di Calabria e Sicilia. Ancora pi\u00f9 significativo \u00e8 il dato rilevato sulle regioni nord-orientali: con -38% di anomalia l\u2019estate appena conclusa rappresenta per il Nord-Est la pi\u00f9 siccitosa\u00a0della serie storica soprattutto a causa degli scarsi accumuli in Emilia Romagna e sulla bassa pianura veneta\u00bb.\u00a0Da inizio anno manca all\u2019appello l\u20198% della pioggia, con picchi pi\u00f9 elevati al Nord-Est (-11%), al Centro (-17%) e in Sardegna (-15%).\n\u00abLa mancanza di precipitazioni significative da oltre tre mesi \u2013 precisa Francesco Vincenzi, imprenditore agricolo locale, nonch\u00e9 Presidente dell\u2019Associazione Nazionale dei Consorzi per la Gestione e la Tutela del Territorio e delle Acque Irrigue \u00a0\u2013 sta impedendo i secondi raccolti, pregiudicando le lavorazioni in campagna\u00bb. \u00abSolo l\u2019efficienza irrigua ha finora garantito i raccolti in una stagione siccitosa e che si sta ancora caratterizzando per temperature particolarmente alte \u2013 aggiunge Massimo Gargano, Direttore Generale di ANBI \u2013 Proprio l\u2019Emilia Romagna vanta nella ricerca per l\u2019irrigazione, un centro di eccellenza internazionale come Acqua Campus del Consorzio Canale Emiliano Romagnolo\u00bb.\nIl rapporto settimanale\u00a0dell\u2019Osservatorio ANBI sulle Risorse Idriche, segnala una diffusa diminuzione di disponibilit\u00e0 d\u2019acqua dal Nord al Sud della Penisola. La portata del Po, specie nei settori pi\u00f9 vicini alla foce, \u00e8 praticamente dimezzata rispetto alla media. Diminuite le portate anche dei fiumi Adda, Adige, Livenza e Brenta, e i livelli dei grandi laghi del Nord (ad esclusione del solo Lago di Garda). I fiumi toscani restano tutti sotto la media mensile ma, a differenza dell\u2019Ombrone, che permane al limite del Minimo Deflusso Vitale, il Serchio torna a rivedere un po\u2019 d\u2019acqua in alveo, mentre l\u2019Arno ha portate in calo.\u00a0Nelle Marche, una leggerissima ripresa di portata per i fiumi Tronto, Esino e Sentino (comunque ancora al minimo storico) fa sperare in un\u2019inversione di tendenza idrica, seppur gli\u00a0 invasi restino assai\u00a0 lontani dai livelli del recente passato.\u00a0In Campania, i fiumi Sele, Volturno e Garigliano sono in calo, mentre valori in aumento si registrano per l\u2019 Alento. Diminuiscono i volumi idrici nel lago di Conza, mentre gli invasi del Cilento sono in lieve ripresa.\u00a0Nel Lazio, in un mese, il lago di Bracciano si \u00e8 abbassato di 14 centimetri, mentre i bacini di Basilicata e Puglia, in una settimana, hanno ceduto 7 milioni di metri cubi d\u2019 acqua ad uso irriguo.\n\n\n\nLeggi anche:\nEmissioni di gas serra, il 35% arriva dal nostro piatto: ecco quanto pesa la produzione di cibo\nSituazione critica per la biodiversit\u00e0 in Italia, fanalino di coda dell\u2019Europa\nEuropa, Von der Leyen: \u201c4 miliardi in pi\u00f9 per il clima fino al 2027\u201d\n\n\n\n\n\n\u00a9 Icona Meteo - Il presente contenuto \u00e8 riproducibile solo in parte, non integralmente, inserendo la citazione della fonte (Icona Meteo) e il link al contenuto originale (SICCIT\u00c0, la provincia di Ferrara entra nella zona rossa per forte criticit\u00e0 idrica)", "date_published": "2021-09-16T15:12:06+02:00", "date_modified": "2021-09-17T11:55:44+02:00", "authors": [ { "name": "Redazione Icona", "url": "https://www.iconameteo.it/author/matrixgd/", "avatar": "https://secure.gravatar.com/avatar/a855f4e4634a02a31db748b04c322685246c6aa18fd5b85ad7e2eaab6889fedb?s=512&d=wp_user_avatar&r=g" } ], "author": { "name": "Redazione Icona", "url": "https://www.iconameteo.it/author/matrixgd/", "avatar": "https://secure.gravatar.com/avatar/a855f4e4634a02a31db748b04c322685246c6aa18fd5b85ad7e2eaab6889fedb?s=512&d=wp_user_avatar&r=g" }, "image": "https://www.iconameteo.it/contents/uploads/2021/09/drought-4133538_1280.jpg", "tags": [ "siccit\u00e0", "Notizie Italia", "Primo piano" ] }, { "id": "https://www.iconameteo.it/news/notizie-italia/la-siccita-soffoca-anche-il-monviso-chiude-in-anticipo-il-rifugio-quintino-sella-siamo-senzacqua/", "url": "https://www.iconameteo.it/news/notizie-italia/la-siccita-soffoca-anche-il-monviso-chiude-in-anticipo-il-rifugio-quintino-sella-siamo-senzacqua/", "title": "SICCIT\u00c0: chiude in anticipo il Rifugio Quintino Sella. \u201cSiamo senz\u2019acqua\u201d", "content_html": "\"\"
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\u00abSiamo senz\u2019acqua\u00bb, annuncia la gestione del Rifugio Quintino Sella, che per la prima volta nella sua storia si trova costretta a chiudere in anticipo a causa della siccit\u00e0.

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Proprio la scarsit\u00e0 d\u2019acqua \u00e8 stata protagonista climatica di quest\u2019ultima estate italiana, accompagnata da temperature decisamente al di sopra della norma: la stagione 2021 si colloca nella top ten delle estati sia per il caldo anomalo che per la siccit\u00e0, e nel trimestre di giugno, luglio e agosto al Belpaese \u00e8 mancato all\u2019appello il 32 per cento delle precipitazioni tipiche.

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Qui tutti i dati sul clima dell\u2019estate 2021

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\u00abDi solito la tiriamo per le lunghe\u00bb, ha scritto la gestione del Rifugio in un comunicato condiviso anche sui social: \u00abnon ce ne vogliamo andare\u00bb.

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Di chiusure anticipate se n\u2019erano gi\u00e0 viste al Rifugio Quintino Sella, ma erano state provocate dalla neve arrivata a sorpresa. Con il clima che cambia il problema adesso \u00e8 esattamente l\u2019opposto, la siccit\u00e0: \u00abquest\u2019anno chiudiamo perch\u00e9 siamo senz\u2019acqua\u00bb, annunciano: \u00able risorse invernali si sono esaurite ben presto\u00bb e dopo aver combattuto per settimane con l\u2019insufficienza di acqua, \u00abingegnandoci per trovare soluzioni e garantire i servizi base\u00bb, non c\u2019\u00e8 pi\u00f9 scelta. \u00ab\u00c8 con rammarico che chiudiamo la stagione\u00bb.

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Le porte del Rifugio si chiuderanno ufficialmente luned\u00ec 13 settembre:

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Un post condiviso da Rifugio \u201cQuintino SELLA\u201d (@rifugiosella)

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\u00abIn 40 anni al rifugio molto \u00e8 cambiato \u2013 ha dichiarato il titolare Alessandro Tranchero a Repubblica. \u2013 e negli ultimi 25 abbiamo iniziato a porre attenzione all\u2019acqua come bene limitato e scarso. Cos\u00ec non era mai successo, sicuramente un occhio va al cambiamento climatico\u00bb.

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\u00a9 Icona Meteo - Il presente contenuto \u00e8 riproducibile solo in parte, non integralmente, inserendo la citazione della fonte (Icona Meteo) e il link al contenuto originale (SICCIT\u00c0: chiude in anticipo il Rifugio Quintino Sella. \u201cSiamo senz\u2019acqua\u201d)

\n", "content_text": "\u00abSiamo senz\u2019acqua\u00bb, annuncia la gestione del Rifugio Quintino Sella, che per la prima volta nella sua storia si trova costretta a chiudere in anticipo a causa della siccit\u00e0.\nProprio la scarsit\u00e0 d\u2019acqua \u00e8 stata protagonista climatica di quest\u2019ultima estate italiana, accompagnata da temperature decisamente al di sopra della norma: la stagione 2021 si colloca nella top ten delle estati sia per il caldo anomalo che per la siccit\u00e0, e nel trimestre di giugno, luglio e agosto al Belpaese \u00e8 mancato all\u2019appello il 32 per cento delle precipitazioni tipiche.\nQui tutti i dati sul clima dell\u2019estate 2021\n\u00abDi solito la tiriamo per le lunghe\u00bb, ha scritto la gestione del Rifugio in un comunicato condiviso anche sui social: \u00abnon ce ne vogliamo andare\u00bb.\nDi chiusure anticipate se n\u2019erano gi\u00e0 viste al Rifugio Quintino Sella, ma erano state provocate dalla neve arrivata a sorpresa. Con il clima che cambia il problema adesso \u00e8 esattamente l\u2019opposto, la siccit\u00e0: \u00abquest\u2019anno chiudiamo perch\u00e9 siamo senz\u2019acqua\u00bb, annunciano: \u00able risorse invernali si sono esaurite ben presto\u00bb e dopo aver combattuto per settimane con l\u2019insufficienza di acqua, \u00abingegnandoci per trovare soluzioni e garantire i servizi base\u00bb, non c\u2019\u00e8 pi\u00f9 scelta. \u00ab\u00c8 con rammarico che chiudiamo la stagione\u00bb.\nLe porte del Rifugio si chiuderanno ufficialmente luned\u00ec 13 settembre:\n\n\n\u00a0\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\nVisualizza questo post su Instagram\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\u00a0\nUn post condiviso da Rifugio \u201cQuintino SELLA\u201d (@rifugiosella)\n\n\n\n\u00abIn 40 anni al rifugio molto \u00e8 cambiato \u2013 ha dichiarato il titolare Alessandro Tranchero a Repubblica. \u2013 e negli ultimi 25 abbiamo iniziato a porre attenzione all\u2019acqua come bene limitato e scarso. Cos\u00ec non era mai successo, sicuramente un occhio va al cambiamento climatico\u00bb.\n\n\n\nLeggi anche:\nFridays For Future di nuovo in piazza: verso lo sciopero globale per chiedere azione per il clima e giustizia\nL\u2019appello di Papa Francesco per il clima: \u201cdobbiamo cambiare rotta\u201d [VIDEO]\nEuropa: l\u2019estate 2021 \u00e8 stata la pi\u00f9 calda di sempre: i dati Copernicus\n\n\n\n\n\n\u00a9 Icona Meteo - Il presente contenuto \u00e8 riproducibile solo in parte, non integralmente, inserendo la citazione della fonte (Icona Meteo) e il link al contenuto originale (SICCIT\u00c0: chiude in anticipo il Rifugio Quintino Sella. \u201cSiamo senz\u2019acqua\u201d)", "date_published": "2021-09-12T18:28:57+02:00", "date_modified": "2021-09-13T12:15:23+02:00", "authors": [ { "name": "Redazione Icona", "url": "https://www.iconameteo.it/author/matrixgd/", "avatar": "https://secure.gravatar.com/avatar/a855f4e4634a02a31db748b04c322685246c6aa18fd5b85ad7e2eaab6889fedb?s=512&d=wp_user_avatar&r=g" } ], "author": { "name": "Redazione Icona", "url": "https://www.iconameteo.it/author/matrixgd/", "avatar": "https://secure.gravatar.com/avatar/a855f4e4634a02a31db748b04c322685246c6aa18fd5b85ad7e2eaab6889fedb?s=512&d=wp_user_avatar&r=g" }, "image": "https://www.iconameteo.it/contents/uploads/2021/09/Foto-COPERTINA-Wordpress-8.png", "tags": [ "clima", "siccit\u00e0", "Notizie Italia", "Primo piano" ] }, { "id": "https://www.iconameteo.it/news/notizie-italia/siccita-a-secco-tutto-il-settore-adriatico-dallemilia-romagna-alla-puglia-la-situazione/", "url": "https://www.iconameteo.it/news/notizie-italia/siccita-a-secco-tutto-il-settore-adriatico-dallemilia-romagna-alla-puglia-la-situazione/", "title": "SICCIT\u00c0: a secco tutto il settore adriatico dall\u2019Emilia-Romagna alla Puglia. La situazione", "content_html": "\"\"
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La siccit\u00e0 si sta aggravando sul nostro Paese, dopo un mese di luglio estremamente caldo e secco. I dati del bollettino mensile a cura del Drought Observatory del CNR parlano chiaro:
\nl\u2019indice SPI preliminare calcolato sul breve periodo conferma nel periodo maggio-luglio 2021 un deficit molto intenso su buona parte dell\u2019Italia. Le situazioni pi\u00f9 gravi riguardano il settore adriatico, dall\u2019Emilia Romagna alla Puglia.

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Crediti Osservatorio siccit\u00e0 Cnr
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Il grafico elaborato dal Cnr mostra in rosso le zone che stanno soffrendo maggiormente la mancanza temporanea di acqua. Emergono anche situazioni particolari: il Piemonte ad esempio \u00e8 spaccato in due con il settore settentrionale della regione nella norma e la parte meridionale in siccit\u00e0 da moderata a severa. Siccit\u00e0 da moderata a severa anche su buona parte della Lombardia e del Trentino.

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Sul medio periodo la siccit\u00e0 insiste su diverse regioni del Nord, ma soprattutto su Emilia Romagna, Marche e Toscana con valori estremi. I valori sul lungo periodo indicano delle aree di siccit\u00e0 moderata in Piemonte, fra Emilia-Romagna e Aretino, Basilicata e Sicilia, mentre il settore alpino centro-orientale fa segnare un surplus anche intenso.

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Come spiegano gli esperti del Cnr la siccit\u00e0 \u00e8 \u201cuna caratteristica normale e ricorrente del clima e pu\u00f2 verificarsi quindi in tutte le regioni climatiche. \u00c8 legata al concetto di deficit idrico temporaneo.
\nGli impatti della siccit\u00e0 possono variare in base alle sue caratteristiche ed alla richiesta idrica per i diversi usi.
\nRedmond (2002), infatti, definisce la siccit\u00e0 come una \u201ccondizione di insufficienza idrica per soddisfare i bisogni\u201d. La Siccit\u00e0 differisce concettualmente dall\u2019Aridit\u00e0 essendo quest\u2019ultima una caratteristica permanente del clima che quindi si verifica in quelle aree in cui c\u2019\u00e8 un deficit idrico permanente dovuto alla scarsit\u00e0 di pioggia ed elevata evapotraspirazione\u201d.

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\u00a9 Icona Meteo - Il presente contenuto \u00e8 riproducibile solo in parte, non integralmente, inserendo la citazione della fonte (Icona Meteo) e il link al contenuto originale (SICCIT\u00c0: a secco tutto il settore adriatico dall\u2019Emilia-Romagna alla Puglia. La situazione)

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Un\u2019ondata di caldo estremo \u00e8 in atto diverse zone degli Stati Uniti. A Phoenix in Arizona per 5 giorni di fila si sono toccati i 42 gradi. Il caldo estremamente intenso sta colpendo anche la California e il Messico dove ieri si sono toccati addirittura 51.4 gradi. Questo caldo cos\u00ec estremo e prolungato sta esarcebando la gravissima siccit\u00e0 in corso su buona parte dei settori occidentali degli Usa.

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Il cambiamento climatico sta giocando un ruolo chiave in questa crisi: la siccit\u00e0 e il caldo estremo stanno alimentando gli incendi. La riduzione del manto nevoso e la mancanza di precipitazioni degne di nota stanno facendo aumentare la domanda di acqua per milioni di persone.

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Crediti Us Drought Monitor
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Oltre alle restrizioni idriche obbligatorie gi\u00e0 in vigore, in alcuni Stati si profilano tagli ancora pi\u00f9 severi a causa della siccit\u00e0, mentre i livelli dell\u2019acqua del fiume Colorado sono crollati.
\nSecondo il Drought Monitor\u00a0statunitense, pi\u00f9 del 25%\u00a0del territorio degli Stati occidentali si trova \u00a0in una situazione di siccit\u00e0 eccezionale, la categoria pi\u00f9 grave utilizzata dagli esperti in merito alla carenza di acqua.
\nPurtroppo siccit\u00e0 e caldo intenso si alimentano a vicenda. Le ondate di calore a causa dei cambiamenti climatici stanno diventando sempre pi\u00f9 precoci, intense e durature.

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Incredible yet sad before and after sliders of imagery taken via satellite of the southwestern US drought https://t.co/s1hsAaXGqT

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\u2014 Jackson Dill (@Jackson_Dill) June 18, 2021

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Nell\u2019ultimo anno questa vasta porzione degli Stati Uniti ha registrato piogge e nevicate estremamente scarse, aggravate da temperature molto elevate.
\nCon l\u2019accelerazione del cambiamento climatico e l\u2019aumento delle temperature invernali, le nevicate diminuiranno. Il manto nevoso d\u2019alta quota funge da riserva naturale che allevia la siccit\u00e0, immagazzinando acqua durante i mesi invernali e rilasciandola lentamente durante la stagione primaverile di scioglimento.

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\u00a9 Icona Meteo - Il presente contenuto \u00e8 riproducibile solo in parte, non integralmente, inserendo la citazione della fonte (Icona Meteo) e il link al contenuto originale (Usa: l\u2019ondata di caldo estremo sta aggravando la siccit\u00e0)

\n", "content_text": "Un\u2019ondata di caldo estremo \u00e8 in atto diverse zone degli Stati Uniti. A Phoenix in Arizona per 5 giorni di fila si sono toccati i 42 gradi. Il caldo estremamente intenso sta colpendo anche la California e il Messico dove ieri si sono toccati addirittura 51.4 gradi. Questo caldo cos\u00ec estremo e prolungato sta esarcebando la gravissima siccit\u00e0 in corso su buona parte dei settori occidentali degli Usa.\nIl cambiamento climatico sta giocando un ruolo chiave in questa crisi: la siccit\u00e0 e il caldo estremo stanno alimentando gli incendi. La riduzione del manto nevoso e la mancanza di precipitazioni degne di nota stanno facendo aumentare la domanda di acqua per milioni di persone.\nCrediti Us Drought Monitor\nOltre alle restrizioni idriche obbligatorie gi\u00e0 in vigore, in alcuni Stati si profilano tagli ancora pi\u00f9 severi a causa della siccit\u00e0, mentre i livelli dell\u2019acqua del fiume Colorado sono crollati.\nSecondo il Drought Monitor\u00a0statunitense, pi\u00f9 del 25%\u00a0del territorio degli Stati occidentali si trova \u00a0in una situazione di siccit\u00e0 eccezionale, la categoria pi\u00f9 grave utilizzata dagli esperti in merito alla carenza di acqua.\nPurtroppo siccit\u00e0 e caldo intenso si alimentano a vicenda. Le ondate di calore a causa dei cambiamenti climatici stanno diventando sempre pi\u00f9 precoci, intense e durature.\n\nIncredible yet sad before and after sliders of imagery taken via satellite of the southwestern US drought https://t.co/s1hsAaXGqT\n\u2014 Jackson Dill (@Jackson_Dill) June 18, 2021\n\n\nNell\u2019ultimo anno questa vasta porzione degli Stati Uniti ha registrato piogge e nevicate estremamente scarse, aggravate da temperature molto elevate.\nCon l\u2019accelerazione del cambiamento climatico e l\u2019aumento delle temperature invernali, le nevicate diminuiranno. Il manto nevoso d\u2019alta quota funge da riserva naturale che allevia la siccit\u00e0, immagazzinando acqua durante i mesi invernali e rilasciandola lentamente durante la stagione primaverile di scioglimento.\n\n\u00a9 Icona Meteo - Il presente contenuto \u00e8 riproducibile solo in parte, non integralmente, inserendo la citazione della fonte (Icona Meteo) e il link al contenuto originale (Usa: l\u2019ondata di caldo estremo sta aggravando la siccit\u00e0)", "date_published": "2021-06-22T10:02:39+02:00", "date_modified": "2021-06-22T15:54:01+02:00", "authors": [ { "name": "Redazione Icona", "url": "https://www.iconameteo.it/author/matrixgd/", "avatar": "https://secure.gravatar.com/avatar/a855f4e4634a02a31db748b04c322685246c6aa18fd5b85ad7e2eaab6889fedb?s=512&d=wp_user_avatar&r=g" } ], "author": { "name": "Redazione Icona", "url": "https://www.iconameteo.it/author/matrixgd/", "avatar": "https://secure.gravatar.com/avatar/a855f4e4634a02a31db748b04c322685246c6aa18fd5b85ad7e2eaab6889fedb?s=512&d=wp_user_avatar&r=g" }, "image": "https://www.iconameteo.it/contents/uploads/2021/06/dry-3905341_1920_bakedingroomsport.jpg", "tags": [ "siccit\u00e0", "Notizie mondo", "Primo piano" ] }, { "id": "https://www.iconameteo.it/news/notizie-mondo/la-siccita-e-sul-punto-di-diventare-la-prossima-pandemia-lallarme-onu/", "url": "https://www.iconameteo.it/news/notizie-mondo/la-siccita-e-sul-punto-di-diventare-la-prossima-pandemia-lallarme-onu/", "title": "La SICCIT\u00c0 \u00e8 sul punto di diventare la \u00abprossima pandemia\u00bb: l\u2019allarme ONU", "content_html": "\"siccit\u00e0\"
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La siccit\u00e0 colpisce pi\u00f9 persone di qualsiasi altro disastro a lenta insorgenza e nei prossimi anni determiner\u00e0 il corso dello sviluppo umano man mano che l\u2019emergenza climatica peggiora. A lanciare l\u2019allarme \u00e8 l\u2019agenzia delle Nazioni Unite responsabile della gestione globale del rischio di catastrofi nel \u201cRapporto speciale\u00a0GAR\u00a0sulla siccit\u00e0 2021\u201d, pubblicato ieri in occasione della Giornata Mondiale contro la desertificazione e la siccit\u00e0.

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Giornata contro la desertificazione e la siccit\u00e0, ONU: \u00abRipristinare i terreni degradati\u00bb

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\u00abLa siccit\u00e0 \u00e8 sul punto di diventare la prossima pandemia e non esiste un vaccino per curarla\u00bb

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Va dritto al punto Mami Mizutori, rappresentante speciale del Segretario generale delle Nazioni Unite per la riduzione del rischio di catastrofi, affermando che \u00abla siccit\u00e0 \u00e8 sul punto di diventare la prossima pandemia\u00bb. \u00abLa siccit\u00e0 ha colpito direttamente 1,5 miliardi di persone finora in questo secolo e questo numero crescer\u00e0 drammaticamente, a meno che il mondo non migliori nella gestione di questo rischio e ne comprenda le cause alla radice e agisca per fermarle\u00bb, ha aggiunto.

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Siccit\u00e0 e crisi climatica: stop a caff\u00e8 e cioccolato in Europa entro il 2050
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La siccit\u00e0 ha sempre fatto parte dell\u2019esperienza umana, ma i danni e i costi che ne derivano sono decisamente sottovalutati. Questo accade perch\u00e9 molti impatti diffusi e a cascata non vengono esplicitamente attribuiti agli effetti a catena della siccit\u00e0. Oltre ad aggravare le disuguaglianze sociali, colpendo i pi\u00f9 deboli, la siccit\u00e0 \u00e8 responsabile di ingenti perdite economiche. Come sottolinea il Rapporto dell\u2019ONU, le stime dei costi derivanti dagli impatti della siccit\u00e0 dal 1998 al 2017 mostrano come abbia colpito almeno 1,5 miliardi di persone portando a perdite economiche di almeno 124 miliardi di dollari in tutto il mondo. Nello specifico, oltre 6 miliardi di dollari all\u2019anno in impatti diretti negli Stati Uniti e circa 9 miliardi di euro nell\u2019UE.

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Non solo cambiamenti climatici: dalla cattiva gestione delle risorse idriche al degrado dei terreni

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Il fattore chiave della siccit\u00e0 \u00e8 ovviamente il cambiamento dei modelli delle precipitazioni a causa della crisi climatica, ma ci sono anche tanti altri fattori che incidono. Secondo il rapporto, anche l\u2019uso inefficiente delle risorse idriche, il degrado della terra a causa dell\u2019agricoltura intensiva e le cattive pratiche agricole giocano un ruolo fondamentale. E ancora: la deforestazione, l\u2019uso eccessivo di fertilizzanti e pesticidi, il pascolo eccessivo e la massiccia estrazione di acqua per l\u2019agricoltura.

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Buone pratiche per il clima in agricoltura

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L\u2019agricoltura italiana \u00e8 la pi\u00f9 green d\u2019Europa. Coldiretti: \u00ab-32% pesticidi\u00bb

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Il rapporto chiude con una serie di raccomandazioni, tra le quali la pi\u00f9 importante indica la necessit\u00e0 di una cooperazione nazionale e locale affinch\u00e9 si possa lottare contro la siccit\u00e0. In un mondo in via di riscaldamento, in cui le precipitazioni diventeranno sempre pi\u00f9 imprevedibili, saranno necessarie soluzioni pratiche per affrontare tutto ci\u00f2 che ne potrebbe conseguire.

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\u00a9 Icona Meteo - Il presente contenuto \u00e8 riproducibile solo in parte, non integralmente, inserendo la citazione della fonte (Icona Meteo) e il link al contenuto originale (La SICCIT\u00c0 \u00e8 sul punto di diventare la \u00abprossima pandemia\u00bb: l\u2019allarme ONU)

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A lanciare l\u2019allarme \u00e8 l\u2019agenzia delle Nazioni Unite responsabile della gestione globale del rischio di catastrofi nel \u201cRapporto speciale\u00a0GAR\u00a0sulla siccit\u00e0 2021\u201d, pubblicato ieri in occasione della Giornata Mondiale contro la desertificazione e la siccit\u00e0.\n\n\n\n\nGiornata contro la desertificazione e la siccit\u00e0, ONU: \u00abRipristinare i terreni degradati\u00bb\n\n\n\n\n\u00abLa siccit\u00e0 \u00e8 sul punto di diventare la prossima pandemia e non esiste un vaccino per curarla\u00bb\nVa dritto al punto Mami Mizutori, rappresentante speciale del Segretario generale delle Nazioni Unite per la riduzione del rischio di catastrofi, affermando che \u00abla siccit\u00e0 \u00e8 sul punto di diventare la prossima pandemia\u00bb. \u00abLa siccit\u00e0 ha colpito direttamente 1,5 miliardi di persone finora in questo secolo e questo numero crescer\u00e0 drammaticamente, a meno che il mondo non migliori nella gestione di questo rischio e ne comprenda le cause alla radice e agisca per fermarle\u00bb, ha aggiunto.\n\n\n\nSiccit\u00e0 e crisi climatica: stop a caff\u00e8 e cioccolato in Europa entro il 2050\n\n\n\nLa siccit\u00e0 ha sempre fatto parte dell\u2019esperienza umana, ma i danni e i costi che ne derivano sono decisamente sottovalutati. Questo accade perch\u00e9 molti impatti diffusi e a cascata non vengono esplicitamente attribuiti agli effetti a catena della siccit\u00e0. Oltre ad aggravare le disuguaglianze sociali, colpendo i pi\u00f9 deboli, la siccit\u00e0 \u00e8 responsabile di ingenti perdite economiche. Come sottolinea il Rapporto dell\u2019ONU, le stime dei costi derivanti dagli impatti della siccit\u00e0 dal 1998 al 2017 mostrano come abbia colpito almeno 1,5 miliardi di persone portando a perdite economiche di almeno 124 miliardi di dollari in tutto il mondo. Nello specifico, oltre 6 miliardi di dollari all\u2019anno in impatti diretti negli Stati Uniti e circa 9 miliardi di euro nell\u2019UE.\nNon solo cambiamenti climatici: dalla cattiva gestione delle risorse idriche al degrado dei terreni\nIl fattore chiave della siccit\u00e0 \u00e8 ovviamente il cambiamento dei modelli delle precipitazioni a causa della crisi climatica, ma ci sono anche tanti altri fattori che incidono. Secondo il rapporto, anche l\u2019uso inefficiente delle risorse idriche, il degrado della terra a causa dell\u2019agricoltura intensiva e le cattive pratiche agricole giocano un ruolo fondamentale. E ancora: la deforestazione, l\u2019uso eccessivo di fertilizzanti e pesticidi, il pascolo eccessivo e la massiccia estrazione di acqua per l\u2019agricoltura.\n\n\n\nBuone pratiche per il clima in agricoltura\nL\u2019agricoltura italiana \u00e8 la pi\u00f9 green d\u2019Europa. Coldiretti: \u00ab-32% pesticidi\u00bb\n\n\n\nIl rapporto chiude con una serie di raccomandazioni, tra le quali la pi\u00f9 importante indica la necessit\u00e0 di una cooperazione nazionale e locale affinch\u00e9 si possa lottare contro la siccit\u00e0. In un mondo in via di riscaldamento, in cui le precipitazioni diventeranno sempre pi\u00f9 imprevedibili, saranno necessarie soluzioni pratiche per affrontare tutto ci\u00f2 che ne potrebbe conseguire.\n\n\n\nLeggi anche:\nLo squilibrio energetico della Terra \u00e8 raddoppiato: lo studio congiunto Nasa-Noaa\nApi ricoperte dalle microplastiche\nZanzare attive anche in inverno a causa della crisi climatica: un rischio per la salute\n\n\n\n\n\n\u00a9 Icona Meteo - Il presente contenuto \u00e8 riproducibile solo in parte, non integralmente, inserendo la citazione della fonte (Icona Meteo) e il link al contenuto originale (La SICCIT\u00c0 \u00e8 sul punto di diventare la \u00abprossima pandemia\u00bb: l\u2019allarme ONU)", "date_published": "2021-06-18T09:20:48+02:00", "date_modified": "2021-06-18T10:39:16+02:00", "authors": [ { "name": "Redazione Icona", "url": "https://www.iconameteo.it/author/matrixgd/", "avatar": "https://secure.gravatar.com/avatar/a855f4e4634a02a31db748b04c322685246c6aa18fd5b85ad7e2eaab6889fedb?s=512&d=wp_user_avatar&r=g" } ], "author": { "name": "Redazione Icona", "url": "https://www.iconameteo.it/author/matrixgd/", "avatar": "https://secure.gravatar.com/avatar/a855f4e4634a02a31db748b04c322685246c6aa18fd5b85ad7e2eaab6889fedb?s=512&d=wp_user_avatar&r=g" }, "image": "https://www.iconameteo.it/contents/uploads/2021/06/mrjn-photography-YpZ2cj4s0oo-unsplash-scaled.jpg", "tags": [ "siccit\u00e0", "Notizie mondo", "Primo piano" ] }, { "id": "https://www.iconameteo.it/news/approfondimenti/clima-marzo-2021-tra-siccita-ed-esubero-di-piogge-in-sicilia-lanalisi-dellesperto/", "url": "https://www.iconameteo.it/news/approfondimenti/clima-marzo-2021-tra-siccita-ed-esubero-di-piogge-in-sicilia-lanalisi-dellesperto/", "title": "Clima, MARZO 2021 tra siccit\u00e0 ed esubero di piogge in Sicilia: l\u2019analisi dell\u2019esperto", "content_html": "\"\"
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Il clima di marzo 2021 \u00e8 stato caratterizzato da una notevole irruzione fredda sull\u2019Italia e sull\u2019Europa verso la met\u00e0 del mese. Questa colata artica, durata circa dieci giorni \u2013 spiega il meteorologo di Meteo Expert, Simone Abelli -, ha riportato condizioni pienamente invernali su molte zone del continente, con temperature rigide, gelate e nevicate fino a quote relativamente basse proprio nel periodo intorno all\u2019equinozio primaverile.

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A fine mese \u2013 prosegue l\u2019esperto -, la situazione si \u00e8 completamente ribaltata. Nell\u2019arco di una decina di giorni, infatti, si \u00e8 passati da un clima invernale a un clima estivo determinato da un\u2019espansione del promontorio anticiclonico nord africano che ha trascinato con s\u00e9 una massa d\u2019aria subtropicale, con conseguente impennata delle temperature.

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Il contrasto pi\u00f9 marcato si \u00e8 verificato sulle regioni centro-settentrionali: a Firenze e Pisa, dove pochi giorni prima i termometri segnavano minime di 0\u00b0C e -1\u00b0C, nell\u2019ultimo giorno del mese hanno ritoccato i record storici di temperatura massima di marzo con 28.2\u00b0C e 24.5\u00b0C rispettivamente.

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FREDDO in aumento, SOTTOZERO diverse citt\u00e0

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Nel calcolo della media mensile \u2013 spiega il meteorologo -, queste ampie oscillazioni termiche si sono pressoch\u00e9 annullate a vicenda con una leggera prevalenza dei periodi freddi. Ne scaturisce infatti un\u2019anomalia termica mensile pari a -0.2\u00b0C a livello nazionale per via soprattutto delle temperature minime (anomalia di -0.8\u00b0C), in quanto le massime sono state mediamente pi\u00f9 elevate (anomalia di +0.5\u00b0C).

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Scendendo pi\u00f9 in dettaglio, si riscontrano anomalie negative leggermente pi\u00f9 ampie al Sud e in Sicilia (-0.5\u00b0C e -0.6\u00b0C rispettivamente), valori in linea con il dato nazionale al Nord-Est e al Centro (-0.2\u00b0C) e valori, invece, leggermente positivi al Nord-Ovest e in Sardegna (+0.4\u00b0C e +0.1\u00b0C). Il dato di marzo ha decretato una flessione dell\u2019anomalia termica da inizio anno la quale, conseguentemente, scende a +0.8\u00b0C che resta comunque un valore per il momento decisamente ampio.

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Anomalia della circolazione atmosferica \u2013 dal 15 al 25 MARZO 2021
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Anomalia della circolazione atmosferica \u2013 dal 26 al 31 MARZO 2021
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Piogge, il mese di marzo \u00e8 stato piuttosto siccitoso: i dati

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Il mese di marzo, per quanto riguarda le piogge, \u00e8 risultato piuttosto siccitoso con un -31% sull\u2019Italia intera\u00a0per via delle scarse precipitazioni soprattutto al Centro-Nord e in Sardegna (-89% al Nord-Ovest, -78% al Nord-est, -25% al Centro, -44% in Sardegna). Al Sud, invece, il dato mensile non si scosta sensibilmente dalla media (+1%), mentre in Sicilia si \u00e8 avuto un notevole esubero di pioggia (+129%). Effettivamente \u2013 sottolinea l\u2019esperto \u2013 le undici perturbazioni transitate nel mese di marzo, seppur per buona parte deboli o marginali, sono risultate pi\u00f9 efficaci sulle regioni meridionali e quelle limitrofe del Centro.

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Grafico TEMPERATURA MEDIA e PIOGGE in Italia \u2013 MARZO 2021
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Siccit\u00e0, il mese di marzo al Nord al 2\u00b0 posto tra i meno piovosi dalla fine degli anni \u201950

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La siccit\u00e0 nel mese di marzo \u00e8 stata particolarmente pesante al Nord e sulla Toscana. Sulle regioni settentrionali, infatti, le ultime piogge significative risalivano al 10 febbraio dopodich\u00e9 si \u00e8 aperta una lunga fase sostanzialmente siccitosa che ha fatto precipitare il bilancio pluviometrico dopo quello che fino a quel momento era stato uno degli inverni pi\u00f9 piovosi con pi\u00f9 del doppio delle precipitazioni normali. Con un\u2019anomalia media pari a -83%, il mese di marzo al Nord si pone al secondo posto fra i meno piovosi dalla fine degli\u00a0 anni \u201950, a breve distanza dal record del marzo del 2003 (con -86%).

\n\n\n\n\n\n\n
Siccit\u00e0, al Nord a marzo mai cos\u00ec poca pioggia da oltre 60 anni
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A fronte di un numero di giorni piovosi, vale a dire giorni in cui nell\u2019arco delle 24 ore si accumula almeno 1 mm di pioggia, che a seconda della localit\u00e0 pu\u00f2 variare in media da 6 a 8, nel marzo di quest\u2019anno si \u00e8 rimasti quasi ovunque al di sotto dei 3-4 giorni. In diverse localit\u00e0 si \u00e8 visto un solo giorno di pioggia, per esempio a Milano, Brescia, Rimini e Verona. In altri casi, invece, neanche un giorno di pioggia, come a Torino e Bergamo. In Toscana le ultime precipitazioni rilevanti erano state osservate a met\u00e0 febbraio e in citt\u00e0 come Firenze, Pisa e Grosseto non si \u00e8 verificato pi\u00f9 di un giorno di pioggia, con un deficit complessivo della regione di poco superiore a -90%.

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Clima, marzo si piazza all\u2019ottavo posto fra i pi\u00f9 caldi a livello globale

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Per quanto riguarda la situazione a livello globale, il mese di marzo\u00a0si pone all\u2019ottavo posto fra i pi\u00f9 caldi, con uno scarto di +1.6\u00b0C rispetto alla media del XX secolo, secondo i dati NOAA. Nonch\u00e9 valore pi\u00f9 basso degli ultimi sette anni.

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Serie delle anomalie della temperatura media globale di MARZO
\n(fonte NOAA)
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Particolarmente evidenti \u2013 conclude l\u2019esperto -, le anomalie positive su parte del Nord America e fra il Medio Oriente e l\u2019Asia centro-meridionale, mentre spiccano la Siberia settentrionale e l\u2019Alaska per gli scarti negativi, e con queste anche una larga parte del Pacifico orientale equatoriale dove sono proseguite, sebbene in attenuazione, le condizioni di Ni\u00f1a.

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\u00a9 Icona Meteo - Il presente contenuto \u00e8 riproducibile solo in parte, non integralmente, inserendo la citazione della fonte (Icona Meteo) e il link al contenuto originale (Clima, MARZO 2021 tra siccit\u00e0 ed esubero di piogge in Sicilia: l\u2019analisi dell\u2019esperto)

\n", "content_text": "Il clima di marzo 2021 \u00e8 stato caratterizzato da una notevole irruzione fredda sull\u2019Italia e sull\u2019Europa verso la met\u00e0 del mese. Questa colata artica, durata circa dieci giorni \u2013 spiega il meteorologo di Meteo Expert, Simone Abelli -, ha riportato condizioni pienamente invernali su molte zone del continente, con temperature rigide, gelate e nevicate fino a quote relativamente basse proprio nel periodo intorno all\u2019equinozio primaverile.\nA fine mese \u2013 prosegue l\u2019esperto -, la situazione si \u00e8 completamente ribaltata. Nell\u2019arco di una decina di giorni, infatti, si \u00e8 passati da un clima invernale a un clima estivo determinato da un\u2019espansione del promontorio anticiclonico nord africano che ha trascinato con s\u00e9 una massa d\u2019aria subtropicale, con conseguente impennata delle temperature.\nIl contrasto pi\u00f9 marcato si \u00e8 verificato sulle regioni centro-settentrionali: a Firenze e Pisa, dove pochi giorni prima i termometri segnavano minime di 0\u00b0C e -1\u00b0C, nell\u2019ultimo giorno del mese hanno ritoccato i record storici di temperatura massima di marzo con 28.2\u00b0C e 24.5\u00b0C rispettivamente.\n\n\n\n\nFREDDO in aumento, SOTTOZERO diverse citt\u00e0\n\n\n\n\nNel calcolo della media mensile \u2013 spiega il meteorologo -, queste ampie oscillazioni termiche si sono pressoch\u00e9 annullate a vicenda con una leggera prevalenza dei periodi freddi. Ne scaturisce infatti un\u2019anomalia termica mensile pari a -0.2\u00b0C a livello nazionale per via soprattutto delle temperature minime (anomalia di -0.8\u00b0C), in quanto le massime sono state mediamente pi\u00f9 elevate (anomalia di +0.5\u00b0C).\nScendendo pi\u00f9 in dettaglio, si riscontrano anomalie negative leggermente pi\u00f9 ampie al Sud e in Sicilia (-0.5\u00b0C e -0.6\u00b0C rispettivamente), valori in linea con il dato nazionale al Nord-Est e al Centro (-0.2\u00b0C) e valori, invece, leggermente positivi al Nord-Ovest e in Sardegna (+0.4\u00b0C e +0.1\u00b0C). Il dato di marzo ha decretato una flessione dell\u2019anomalia termica da inizio anno la quale, conseguentemente, scende a +0.8\u00b0C che resta comunque un valore per il momento decisamente ampio. \nAnomalia della circolazione atmosferica \u2013 dal 15 al 25 MARZO 2021\nAnomalia della circolazione atmosferica \u2013 dal 26 al 31 MARZO 2021\nPiogge, il mese di marzo \u00e8 stato piuttosto siccitoso: i dati\nIl mese di marzo, per quanto riguarda le piogge, \u00e8 risultato piuttosto siccitoso con un -31% sull\u2019Italia intera\u00a0per via delle scarse precipitazioni soprattutto al Centro-Nord e in Sardegna (-89% al Nord-Ovest, -78% al Nord-est, -25% al Centro, -44% in Sardegna). Al Sud, invece, il dato mensile non si scosta sensibilmente dalla media (+1%), mentre in Sicilia si \u00e8 avuto un notevole esubero di pioggia (+129%). Effettivamente \u2013 sottolinea l\u2019esperto \u2013 le undici perturbazioni transitate nel mese di marzo, seppur per buona parte deboli o marginali, sono risultate pi\u00f9 efficaci sulle regioni meridionali e quelle limitrofe del Centro.\nGrafico TEMPERATURA MEDIA e PIOGGE in Italia \u2013 MARZO 2021\nSiccit\u00e0, il mese di marzo al Nord al 2\u00b0 posto tra i meno piovosi dalla fine degli anni \u201950\nLa siccit\u00e0 nel mese di marzo \u00e8 stata particolarmente pesante al Nord e sulla Toscana. Sulle regioni settentrionali, infatti, le ultime piogge significative risalivano al 10 febbraio dopodich\u00e9 si \u00e8 aperta una lunga fase sostanzialmente siccitosa che ha fatto precipitare il bilancio pluviometrico dopo quello che fino a quel momento era stato uno degli inverni pi\u00f9 piovosi con pi\u00f9 del doppio delle precipitazioni normali. Con un\u2019anomalia media pari a -83%, il mese di marzo al Nord si pone al secondo posto fra i meno piovosi dalla fine degli\u00a0 anni \u201950, a breve distanza dal record del marzo del 2003 (con -86%).\n\n\n\nSiccit\u00e0, al Nord a marzo mai cos\u00ec poca pioggia da oltre 60 anni\n\n\n\nA fronte di un numero di giorni piovosi, vale a dire giorni in cui nell\u2019arco delle 24 ore si accumula almeno 1 mm di pioggia, che a seconda della localit\u00e0 pu\u00f2 variare in media da 6 a 8, nel marzo di quest\u2019anno si \u00e8 rimasti quasi ovunque al di sotto dei 3-4 giorni. In diverse localit\u00e0 si \u00e8 visto un solo giorno di pioggia, per esempio a Milano, Brescia, Rimini e Verona. In altri casi, invece, neanche un giorno di pioggia, come a Torino e Bergamo. In Toscana le ultime precipitazioni rilevanti erano state osservate a met\u00e0 febbraio e in citt\u00e0 come Firenze, Pisa e Grosseto non si \u00e8 verificato pi\u00f9 di un giorno di pioggia, con un deficit complessivo della regione di poco superiore a -90%.\nClima, marzo si piazza all\u2019ottavo posto fra i pi\u00f9 caldi a livello globale\nPer quanto riguarda la situazione a livello globale, il mese di marzo\u00a0si pone all\u2019ottavo posto fra i pi\u00f9 caldi, con uno scarto di +1.6\u00b0C rispetto alla media del XX secolo, secondo i dati NOAA. Nonch\u00e9 valore pi\u00f9 basso degli ultimi sette anni.\nSerie delle anomalie della temperatura media globale di MARZO\n(fonte NOAA)\nParticolarmente evidenti \u2013 conclude l\u2019esperto -, le anomalie positive su parte del Nord America e fra il Medio Oriente e l\u2019Asia centro-meridionale, mentre spiccano la Siberia settentrionale e l\u2019Alaska per gli scarti negativi, e con queste anche una larga parte del Pacifico orientale equatoriale dove sono proseguite, sebbene in attenuazione, le condizioni di Ni\u00f1a.\n\n\n\nLeggi anche:\nClima, marzo 2021 tra i pi\u00f9 caldi degli ultimi 30 anni: i dati\nLa stagione degli uragani 2021 potrebbe essere pi\u00f9 intensa della norma\nClima, accordo raggiunto: la Ue ridurr\u00e0 le emissioni di almeno il 55% entro il 2030\n\n\n\n\n\n\u00a9 Icona Meteo - Il presente contenuto \u00e8 riproducibile solo in parte, non integralmente, inserendo la citazione della fonte (Icona Meteo) e il link al contenuto originale (Clima, MARZO 2021 tra siccit\u00e0 ed esubero di piogge in Sicilia: l\u2019analisi dell\u2019esperto)", "date_published": "2021-04-20T10:14:14+02:00", "date_modified": "2021-04-22T11:37:02+02:00", "authors": [ { "name": "Redazione Icona", "url": "https://www.iconameteo.it/author/matrixgd/", "avatar": "https://secure.gravatar.com/avatar/a855f4e4634a02a31db748b04c322685246c6aa18fd5b85ad7e2eaab6889fedb?s=512&d=wp_user_avatar&r=g" } ], "author": { "name": "Redazione Icona", "url": "https://www.iconameteo.it/author/matrixgd/", "avatar": "https://secure.gravatar.com/avatar/a855f4e4634a02a31db748b04c322685246c6aa18fd5b85ad7e2eaab6889fedb?s=512&d=wp_user_avatar&r=g" }, "image": "https://www.iconameteo.it/contents/uploads/2021/04/drop-of-water-3671613_1280.jpg", "tags": [ "clima", "marzo", "siccit\u00e0", "Approfondimenti" ] }, { "id": "https://www.iconameteo.it/primo-piano/siccita-al-nord-a-marzo-mai-cosi-poca-pioggia-da-oltre-60-anni/", "url": "https://www.iconameteo.it/news/notizie-italia/siccita-al-nord-a-marzo-mai-cosi-poca-pioggia-da-oltre-60-anni/", "title": "Siccit\u00e0, al Nord a marzo mai cos\u00ec poca pioggia da oltre 60 anni", "content_html": "\"\"
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La siccità al Nord e in Toscana, per il mese di marzo che si sta per concludere, è la peggiore da oltre 60 anni.  Sulle regioni settentrionali, infatti, le ultime piogge significative risalgono al 10 febbraio, dopodiché – secondo l’analisi del meteorologo Simone Abelli – si è aperta una lunga fase sostanzialmente siccitosa che si è prolungata per tutto il mese di marzo. Il bilancio pluviometrico è piombato così ai minimi storici dopo quello che fino a quel momento era stato uno degli inverni più piovosi con più del doppio delle precipitazioni normali.

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Siccità: al Nord deficit di marzo a -83%

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A conti fatti il deficit di pioggia misurato sulle regioni settentrionali nel mese di marzo ammonta a -83%. Si tratta del 2° valore più basso dalla fine degli anni ’50, a breve distanza dal record del marzo del 2003 (-86%). In effetti, a fronte di un numero di giorni piovosi (giorni in cui nell’arco delle 24 ore si accumula almeno 1 mm di pioggia) che a seconda della località può variare in media da 6 a 8, nel marzo di quest’anno si è rimasti quasi ovunque al di sotto dei 3-4 giorni. In diversi casi abbiamo visto un solo giorno di pioggia (come a Milano, Brescia, Rimini e Verona) e alcuni con neppure un giorno piovoso (come a Torino e Bergamo).

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A secco anche la Toscana

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Anche la Toscana condivide con il Nord questo preoccupante primato. Infatti, in questa regione le ultime precipitazioni rilevanti sono state osservate a metà febbraio e in città come Firenze, Pisa e Grosseto non si è verificato più di un giorno di pioggia. Il deficit complessivo della regione di poco superiore a -90%. La carenza di acqua in queste aree del Paese è ben evidente dallo stato del terreno che in molte zone si presenta secco e polveroso.

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In aggiunta, la quantità più scarsa di umidità nel suolo, che possa assorbire almeno una parte dell’energia sottoforma di calore latente, si ripercuote sicuramente sulle temperature. In giornate con presenza di una massa d’aria calda e con un prolungato periodo di irraggiamento solare, le temperature possono raggiungere valori mediamente più elevati rispetto a un’analoga situazione meteorologica associata a un suolo più umido. Di fatto, è ciò che sta accadendo in questi ultimi giorni di marzo caratterizzati dall’espansione del promontorio anticiclonico nord-africano. L’alta pressione, oltre a infliggere ulteriore stress idrico, ha anche favorito il nuovo record di temperatura massima di marzo a Firenze con 28°C.

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\u00a9 Icona Meteo - Il presente contenuto \u00e8 riproducibile solo in parte, non integralmente, inserendo la citazione della fonte (Icona Meteo) e il link al contenuto originale (Siccit\u00e0, al Nord a marzo mai cos\u00ec poca pioggia da oltre 60 anni)

\n", "content_text": "La siccità al Nord e in Toscana, per il mese di marzo che si sta per concludere, è la peggiore da oltre 60 anni.  Sulle regioni settentrionali, infatti, le ultime piogge significative risalgono al 10 febbraio, dopodiché – secondo l’analisi del meteorologo Simone Abelli – si è aperta una lunga fase sostanzialmente siccitosa che si è prolungata per tutto il mese di marzo. Il bilancio pluviometrico è piombato così ai minimi storici dopo quello che fino a quel momento era stato uno degli inverni più piovosi con più del doppio delle precipitazioni normali.\nSiccità: al Nord deficit di marzo a -83%\nA conti fatti il deficit di pioggia misurato sulle regioni settentrionali nel mese di marzo ammonta a -83%. Si tratta del 2° valore più basso dalla fine degli anni ’50, a breve distanza dal record del marzo del 2003 (-86%). In effetti, a fronte di un numero di giorni piovosi (giorni in cui nell’arco delle 24 ore si accumula almeno 1 mm di pioggia) che a seconda della località può variare in media da 6 a 8, nel marzo di quest’anno si è rimasti quasi ovunque al di sotto dei 3-4 giorni. In diversi casi abbiamo visto un solo giorno di pioggia (come a Milano, Brescia, Rimini e Verona) e alcuni con neppure un giorno piovoso (come a Torino e Bergamo).\nA secco anche la Toscana\nAnche la Toscana condivide con il Nord questo preoccupante primato. Infatti, in questa regione le ultime precipitazioni rilevanti sono state osservate a metà febbraio e in città come Firenze, Pisa e Grosseto non si è verificato più di un giorno di pioggia. Il deficit complessivo della regione di poco superiore a -90%. La carenza di acqua in queste aree del Paese è ben evidente dallo stato del terreno che in molte zone si presenta secco e polveroso.\nIn aggiunta, la quantità più scarsa di umidità nel suolo, che possa assorbire almeno una parte dell’energia sottoforma di calore latente, si ripercuote sicuramente sulle temperature. In giornate con presenza di una massa d’aria calda e con un prolungato periodo di irraggiamento solare, le temperature possono raggiungere valori mediamente più elevati rispetto a un’analoga situazione meteorologica associata a un suolo più umido. Di fatto, è ciò che sta accadendo in questi ultimi giorni di marzo caratterizzati dall’espansione del promontorio anticiclonico nord-africano. L’alta pressione, oltre a infliggere ulteriore stress idrico, ha anche favorito il nuovo record di temperatura massima di marzo a Firenze con 28°C.\n\n\u00a9 Icona Meteo - Il presente contenuto \u00e8 riproducibile solo in parte, non integralmente, inserendo la citazione della fonte (Icona Meteo) e il link al contenuto originale (Siccit\u00e0, al Nord a marzo mai cos\u00ec poca pioggia da oltre 60 anni)", "date_published": "2021-03-31T08:03:46+02:00", "date_modified": "2021-04-03T14:25:52+02:00", "authors": [ { "name": "Redazione Icona", "url": "https://www.iconameteo.it/author/matrixgd/", "avatar": "https://secure.gravatar.com/avatar/a855f4e4634a02a31db748b04c322685246c6aa18fd5b85ad7e2eaab6889fedb?s=512&d=wp_user_avatar&r=g" } ], "author": { "name": "Redazione Icona", "url": "https://www.iconameteo.it/author/matrixgd/", "avatar": "https://secure.gravatar.com/avatar/a855f4e4634a02a31db748b04c322685246c6aa18fd5b85ad7e2eaab6889fedb?s=512&d=wp_user_avatar&r=g" }, "image": "https://www.iconameteo.it/contents/uploads/2021/03/METEOPERITALIA_20200417102358691.jpg", "tags": [ "siccit\u00e0", "Notizie Italia", "Primo piano" ] }, { "id": "https://www.iconameteo.it/news/notizie-mondo/la-siccita-minaccia-la-california-ce-il-rischio-di-unaltra-stagione-degli-incendi-devastante/", "url": "https://www.iconameteo.it/news/notizie-mondo/la-siccita-minaccia-la-california-ce-il-rischio-di-unaltra-stagione-degli-incendi-devastante/", "title": "La SICCIT\u00c0 minaccia la CALIFORNIA: c\u2019\u00e8 il rischio di un\u2019altra stagione degli incendi devastante", "content_html": "\"\"
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Mentre porta ancora i segni della scorsa, devastante, stagione degli incendi, la California trema in vista della prossima. Anche quest’anno lo stato sta infatti registrando precipitazioni scarse rispetto alla norma, e perfino l’ondata di maltempo estremo che ha scaricato sulla California piogge abbondanti e nevicate record non basta a pareggiare i conti. E all’orizzonte, purtroppo, non si profilano altre tempeste significative.

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I funzionari statali della California hanno avvertito i cittadini che anche quest’anno sembra destinato a rivelarsi «molto secco», con i residenti che dovranno adattarsi rapidamente per far fronte alla siccità e a un clima più caldo e secco che contribuisce ad alimentare gli incendi.
\nSecondo i dati resi noti dal dipartimento delle risorse idriche, all’inizio di marzo complessivamente l’acqua che deriva dalla neve era inferiore alla media del 39%, e i principali serbatoi idrici dello stato immagazzinavano tra il 38 e il 68% della loro normale capacità.

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Come riporta il Los Angeles Times, il capo del dipartimento dello Snow Surveys and Water Supply Forecasting, Sean de Guzman, ha detto che sebbene i californiani abbiano compiuto importanti progressi nell’adottare abitudini più sagge in materia di risorse idriche, «il futuro dell’acqua nel nostro stato rimane incerto a causa della variabilità delle precipitazioni e del cambiamento climatico».
\n«È più importante che mai che i californiani adottino uno stile di vita sostenibile, adottino nuovi approcci e tecnologie emergenti, e lavorino insieme per risparmiare acqua per un futuro sicuro», ha aggiunto.

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\"incendi
Incendi in California. Foto: Instagram –
pleasantgrovefiredepartment
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La direttrice del Dipartimento delle Risorse Idriche Karla Nemeth ha detto che in assenza di forti tempeste tra marzo e aprile «finiremo con un anno estremamente secco, sulla scia delle condizioni di siccità che hanno già segnato l’anno scorso».
\nAnche lei ha sottolineato l’importanza di mettere in atto strategie di adattamento per far fronte agli effetti dei cambiamenti climatici che ormai non possono più essere evitati. «L’efficienza idrica e la preparazione alla siccità – ha detto – sono più importanti che mai per le nostre comunità, per l’agricoltura e per l’ambiente».

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Tra il 2021 e il 2016 la California aveva già sperimentato una lunghissima siccità, che secondo le stime riportate dal Guardian ha provocato danni per circa 2,7 miliardi di dollari all’industria agricola e la perdita di oltre 18mila posti di lavoro, contribuendo anche alla morte di circa 102 milioni di alberi nelle foreste.
\nTra gli effetti della siccità ci sono anche stagioni degli incendi sempre più devastanti, come quella che nel 2020 ha messo in ginocchio la California: tra i 6 incendi più grandi che siano mai stati registrati nello stato, 5 si sono sviluppati l’anno scorso.

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\u00a9 Icona Meteo - Il presente contenuto \u00e8 riproducibile solo in parte, non integralmente, inserendo la citazione della fonte (Icona Meteo) e il link al contenuto originale (La SICCIT\u00c0 minaccia la CALIFORNIA: c\u2019\u00e8 il rischio di un\u2019altra stagione degli incendi devastante)

\n", "content_text": "Mentre porta ancora i segni della scorsa, devastante, stagione degli incendi, la California trema in vista della prossima. Anche quest’anno lo stato sta infatti registrando precipitazioni scarse rispetto alla norma, e perfino l’ondata di maltempo estremo che ha scaricato sulla California piogge abbondanti e nevicate record non basta a pareggiare i conti. E all’orizzonte, purtroppo, non si profilano altre tempeste significative.\nI funzionari statali della California hanno avvertito i cittadini che anche quest’anno sembra destinato a rivelarsi «molto secco», con i residenti che dovranno adattarsi rapidamente per far fronte alla siccità e a un clima più caldo e secco che contribuisce ad alimentare gli incendi.\nSecondo i dati resi noti dal dipartimento delle risorse idriche, all’inizio di marzo complessivamente l’acqua che deriva dalla neve era inferiore alla media del 39%, e i principali serbatoi idrici dello stato immagazzinavano tra il 38 e il 68% della loro normale capacità.\nCome riporta il Los Angeles Times, il capo del dipartimento dello Snow Surveys and Water Supply Forecasting, Sean de Guzman, ha detto che sebbene i californiani abbiano compiuto importanti progressi nell’adottare abitudini più sagge in materia di risorse idriche, «il futuro dell’acqua nel nostro stato rimane incerto a causa della variabilità delle precipitazioni e del cambiamento climatico».\n«È più importante che mai che i californiani adottino uno stile di vita sostenibile, adottino nuovi approcci e tecnologie emergenti, e lavorino insieme per risparmiare acqua per un futuro sicuro», ha aggiunto.\nIncendi in California. Foto: Instagram –pleasantgrovefiredepartment\nLa direttrice del Dipartimento delle Risorse Idriche Karla Nemeth ha detto che in assenza di forti tempeste tra marzo e aprile «finiremo con un anno estremamente secco, sulla scia delle condizioni di siccità che hanno già segnato l’anno scorso».\nAnche lei ha sottolineato l’importanza di mettere in atto strategie di adattamento per far fronte agli effetti dei cambiamenti climatici che ormai non possono più essere evitati. «L’efficienza idrica e la preparazione alla siccità – ha detto – sono più importanti che mai per le nostre comunità, per l’agricoltura e per l’ambiente».\n\n\n\nPuò interessarti anche:\nC’è un nesso tra gli incendi in California e l’emergenza climatica?\nGli incendi stanno colpendo sempre più zone che prima erano inviolate: c’entra la crisi climatica. Ecco cosa sta succedendo\n\n\n\n\nTra il 2021 e il 2016 la California aveva già sperimentato una lunghissima siccità, che secondo le stime riportate dal Guardian ha provocato danni per circa 2,7 miliardi di dollari all’industria agricola e la perdita di oltre 18mila posti di lavoro, contribuendo anche alla morte di circa 102 milioni di alberi nelle foreste.\nTra gli effetti della siccità ci sono anche stagioni degli incendi sempre più devastanti, come quella che nel 2020 ha messo in ginocchio la California: tra i 6 incendi più grandi che siano mai stati registrati nello stato, 5 si sono sviluppati l’anno scorso.\n\n\n\nGli aggiornamenti meteo:\nFESTA DELLA DONNA con PIOGGE e ACQUAZZONI. Ecco dove\nRischio di FORTE MALTEMPO nei prossimi giorni: le zone coinvolte\nLe notizie di IconaClima:\nDalla Green School alla Green Society: la diffusione di buone pratiche inizia dalla condivisione\nEtna, la cenere soffoca fiori e piante. Coldiretti: «Danni anche alle colture»\nLa transizione ecologica passa anche per la diminuzione del consumo di carne. Il ministro Cingolani si schiera contro gli allevamenti intensivi\n\n\n\n\n\n\u00a9 Icona Meteo - Il presente contenuto \u00e8 riproducibile solo in parte, non integralmente, inserendo la citazione della fonte (Icona Meteo) e il link al contenuto originale (La SICCIT\u00c0 minaccia la CALIFORNIA: c\u2019\u00e8 il rischio di un\u2019altra stagione degli incendi devastante)", "date_published": "2021-03-08T09:58:39+01:00", "date_modified": "2021-03-08T14:29:08+01:00", "authors": [ { "name": "Redazione Icona", "url": "https://www.iconameteo.it/author/matrixgd/", "avatar": "https://secure.gravatar.com/avatar/a855f4e4634a02a31db748b04c322685246c6aa18fd5b85ad7e2eaab6889fedb?s=512&d=wp_user_avatar&r=g" } ], "author": { "name": "Redazione Icona", "url": "https://www.iconameteo.it/author/matrixgd/", "avatar": "https://secure.gravatar.com/avatar/a855f4e4634a02a31db748b04c322685246c6aa18fd5b85ad7e2eaab6889fedb?s=512&d=wp_user_avatar&r=g" }, "image": "https://www.iconameteo.it/contents/uploads/2021/03/golden-gate-bridge-388917_1280-scaled.jpg", "tags": [ "incendi", "siccit\u00e0", "Notizie mondo", "Primo piano" ] }, { "id": "https://www.iconameteo.it/?p=48246", "url": "https://www.iconameteo.it/news/notizie-mondo/australia-dati-autunno/", "title": "AUSTRALIA: dopo un\u2019estate record per SICCIT\u00c0 e INCENDI, pessime notizie anche sull\u2019AUTUNNO", "content_html": "\"Australia

Dopo un’estate d’inferno per gli incendi, originati da una siccit\u00e0 senza precedenti, l’autunno ha portato sull’Australia meno piogge di quanto si potesse sperare.

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Secondo il bollettino emesso dal\u00a0Bureau of Meteorology del Paese, infatti, l’Australia entra oggi nella stagione invernale lasciandosi alle spalle un autunno pi\u00f9 caldo e secco della norma.

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Temperature pi\u00f9 elevate della media

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A livello nazionale i mesi dell’autunno sono stati pi\u00f9 caldi del normale, con una temperatura\u00a0media di 0,56\u00b0C sopra la media. Nello specifico, la temperatura massima media nazionale \u00e8 stata di 0,61\u00b0C pi\u00f9 calda della norma, la minima oltre la media stagionale di 0,51\u00b0C.

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\"australia
Crediti: Bureau of Meteorology/ Australian Government
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Le temperature sono state pi\u00f9 elevate del normale soprattutto sui settori occidentali del Paese, dove l’autunno 2020 \u00e8 stato tra i dieci pi\u00f9 caldi dall’inizio delle registrazioni. Non sono mancate fasi pi\u00f9 fredde e perturbate: in particolare, la settimana scorsa la stagione si \u00e8 chiusa con un’ondata di forte maltempo che ha colpito l’Australia orientale. Tra il 20 e il 26 maggio numerose stazioni del Queensland hanno registrato il giorno pi\u00f9 freddo di tutto l’autunno. Nello stesso periodo un’intensa perturbazione ha investito il sud del Paese, provocando violenti temporali e venti intensi; \u00e8 stato segnalato almeno un tornado, che ha danneggiato pi\u00f9 di cento case.

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Per l’Australia un autunno pi\u00f9 secco del solito

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Le notizie peggiori sono probabilmente quelle che riguardano le piogge, che dopo un’estate destinata a passare alla storia per la gravissima siccit\u00e0 e la tragedia degli incendi non hanno dato all’Australia il sollievo sperato. Sull’insieme del Paese \u00e8 infatti arrivata meno pioggia del normale (il 19% in meno rispetto a quella tipica dell’autunno).

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Come per le temperature, anche le anomalie relative alle piogge sono state pi\u00f9 rilevanti in alcune zone del Paese, mentre localmente le precipitazioni sono state pi\u00f9 abbondanti del solito. In particolare – segnala il Bureau of Meteorology – ha piovuto pi\u00f9 della media nella fascia che attraversa l’Australia da nord-ovest a sud-est.

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Crediti: Bureau of Meteorology/ Australian Government
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Il sud-ovest degli Stati Uniti \u00e8 in preda ad una mega siccit\u00e0 che spiega anche i terribili incendi degli ultimi anni. A rivelarlo \u00e8 un recente studio pubblicato su Scienze, ripreso anche dal Guardian.

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Ken Pimlott, ex capo del dipartimento forestale e antincendio della California, prova a rendere l’idea: \u00abAbbiamo avuto incendi periodici negli anni ’80 – afferma ai microfoni del Guardian -, ma ci sono state delle interruzioni. Questo non succede pi\u00f9. Non puoi nemmeno battere ciglio tra un fuoco e l’altro. Stiamo vedendo incendi che non abbiamo mai visto prima\u00bb.

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Mega siccit\u00e0 negli Stati Uniti sud-occidentali: 20 anni di aridit\u00e0 con conseguenze disastrose

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Lo studio in questione analizza un periodo di aridit\u00e0 lungo 20 anni, che sta alimentando gli incendi, esaurendo i bacini idrici e mettendo a dura prova le riserve d’acqua degli stati americani del sud-ovest.

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I ricercatori hanno messo a confronto la siccit\u00e0 del periodo 2000-2019 con altri eventi verificatisi negli ultimi 1200 anni. L’attuale periodo \u00e8 risultato tra i peggiori mai registrati.\u00a0Inoltre, a differenza delle mega siccit\u00e0 del passato – causate dalle fluttuazioni naturali del clima terreste -, questa risulta pesantemente influenzata dai cambiamenti climatici causati dall’uomo.

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\u00abStimiamo che il 30-50% sia attribuito ai cambiamenti climatici\u00bb, afferma Benjamin Cook del Lamont Doherty Earth Observatory della Columbia University, co-autore dello studio. I cambiamenti climatici, se non controllati, influenzeranno particolarmente il sud-ovest americano.

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Approvvigionamento idrico e crescita della popolazione: due fenomeni in contrasto

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In condizioni normali la crescita della popolazione \u00e8 sempre una buona notizia, ma nel caso degli stati sud-occidentali crea qualche preoccupazione. Tra gli Stati che crescono in maniera pi\u00f9 rapida, infatti, ci sono proprio quelli del sud-ovest.

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Negli ultimi due decenni la siccit\u00e0 dei fiumi e l’esplosiva crescita della popolazione, hanno prodotto forti cali in due dei pi\u00f9 grandi bacini idrici della nazione: il Lago Mead e il Lago Powell, da cui dipendono decine di milioni di persone. In questo 2020, per la prima volta, anche l’acqua del fiume Colorado verr\u00e0 razionata.

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Stati Uniti tra TEMPESTE, CALDO e ALLERTA INCENDI

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\u00a9 Icona Meteo - Il presente contenuto \u00e8 riproducibile solo in parte, non integralmente, inserendo la citazione della fonte (Icona Meteo) e il link al contenuto originale (Stati Uniti, il sud-ovest preda di una mega siccit\u00e0 lunga 20 anni: i dettagli)

\n", "content_text": "Il sud-ovest degli Stati Uniti \u00e8 in preda ad una mega siccit\u00e0 che spiega anche i terribili incendi degli ultimi anni. A rivelarlo \u00e8 un recente studio pubblicato su Scienze, ripreso anche dal Guardian.\nKen Pimlott, ex capo del dipartimento forestale e antincendio della California, prova a rendere l’idea: \u00abAbbiamo avuto incendi periodici negli anni ’80 – afferma ai microfoni del Guardian -, ma ci sono state delle interruzioni. Questo non succede pi\u00f9. Non puoi nemmeno battere ciglio tra un fuoco e l’altro. Stiamo vedendo incendi che non abbiamo mai visto prima\u00bb.\nMega siccit\u00e0 negli Stati Uniti sud-occidentali: 20 anni di aridit\u00e0 con conseguenze disastrose\nLo studio in questione analizza un periodo di aridit\u00e0 lungo 20 anni, che sta alimentando gli incendi, esaurendo i bacini idrici e mettendo a dura prova le riserve d’acqua degli stati americani del sud-ovest.\nI ricercatori hanno messo a confronto la siccit\u00e0 del periodo 2000-2019 con altri eventi verificatisi negli ultimi 1200 anni. L’attuale periodo \u00e8 risultato tra i peggiori mai registrati.\u00a0Inoltre, a differenza delle mega siccit\u00e0 del passato – causate dalle fluttuazioni naturali del clima terreste -, questa risulta pesantemente influenzata dai cambiamenti climatici causati dall’uomo.\n\u00abStimiamo che il 30-50% sia attribuito ai cambiamenti climatici\u00bb, afferma Benjamin Cook del Lamont Doherty Earth Observatory della Columbia University, co-autore dello studio. I cambiamenti climatici, se non controllati, influenzeranno particolarmente il sud-ovest americano.\nApprovvigionamento idrico e crescita della popolazione: due fenomeni in contrasto\nIn condizioni normali la crescita della popolazione \u00e8 sempre una buona notizia, ma nel caso degli stati sud-occidentali crea qualche preoccupazione. Tra gli Stati che crescono in maniera pi\u00f9 rapida, infatti, ci sono proprio quelli del sud-ovest.\nNegli ultimi due decenni la siccit\u00e0 dei fiumi e l’esplosiva crescita della popolazione, hanno prodotto forti cali in due dei pi\u00f9 grandi bacini idrici della nazione: il Lago Mead e il Lago Powell, da cui dipendono decine di milioni di persone. In questo 2020, per la prima volta, anche l’acqua del fiume Colorado verr\u00e0 razionata.\nLeggi anche:\nStati Uniti tra TEMPESTE, CALDO e ALLERTA INCENDI\n\u00a9 Icona Meteo - Il presente contenuto \u00e8 riproducibile solo in parte, non integralmente, inserendo la citazione della fonte (Icona Meteo) e il link al contenuto originale (Stati Uniti, il sud-ovest preda di una mega siccit\u00e0 lunga 20 anni: i dettagli)", "date_published": "2020-05-29T13:19:08+02:00", "date_modified": "2020-05-29T13:19:08+02:00", "authors": [ { "name": "Viviana Campiti", "url": "https://www.iconameteo.it/author/vcampiti/", "avatar": "https://secure.gravatar.com/avatar/af6c0d505b8838307bfa02a6d4ee39015f0894dc4f428eb355c174d29a376ba7?s=512&d=wp_user_avatar&r=g" } ], "author": { "name": "Viviana Campiti", "url": "https://www.iconameteo.it/author/vcampiti/", "avatar": "https://secure.gravatar.com/avatar/af6c0d505b8838307bfa02a6d4ee39015f0894dc4f428eb355c174d29a376ba7?s=512&d=wp_user_avatar&r=g" }, "image": "https://www.iconameteo.it/contents/uploads/2020/05/CCvU6qiWMAEX6Ft-scaled.jpg", "tags": [ "siccit\u00e0", "Stati Uniti", "Notizie mondo", "Primo piano" ] }, { "id": "https://www.iconameteo.it/?p=46473", "url": "https://www.iconameteo.it/news/notizie-italia/siccita-quasi-a-secco-i-laghi-di-fusine-in-friuli-foto/", "title": "SICCIT\u00c0, quasi a secco i Laghi di Fusine in Friuli \u2013 FOTO", "content_html": "\"laghi

I laghi di Fusine in Friuli sono praticamente a secco: cos\u00ec li hanno fotografati degli operatori arrivati in zona per girare un documentario. I laghi di Fusine sono considerati fra i pi\u00f9 begli esempi di lago alpino, inseriti in una conca dalla dorsale del Picco di Mezzod\u00ec del Monte\u00a0Mangart, nelle Alpi Giulie settentrionali. Questi laghi di origine glaciale, facenti parte del territorio del comune di Tarvisio, oggi sono praticamente senz’acqua.

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Secondo i dati rilevati dalla stazione meteo di Cave del Predil (UD) a circa 9 chilometri in linea d’aria dai Laghi di Fusine, a gennaio sono caduti solo 15 mm di pioggia (il pi\u00f9 secco dal 2007), a febbraio 22 mm e a marzo 161 mm. Si tratta di quantitativi che per i primi due mesi dell’anno sono decisamente inferiori alla media 2007-2020 (rispettivamente 117 e 126 mm). Secondo le statistiche delle precipitazione cumulate del primo trimestre dell’anno\u00a0di questa singola stazione meteo, si tratta del secondo valore pi\u00f9 basso degli ultimi 13 anni.\u00a0

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SICCIT\u00c0 IN FVG: SENZA PAROLE!Oggi noi di IANUS siamo saliti ai Laghi di Fusine per effettuare delle riprese per un…

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Pubblicato da Meteoweekend by SP su Gioved\u00ec 23 aprile 2020

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\u00a9 Icona Meteo - Il presente contenuto \u00e8 riproducibile solo in parte, non integralmente, inserendo la citazione della fonte (Icona Meteo) e il link al contenuto originale (SICCIT\u00c0, quasi a secco i Laghi di Fusine in Friuli – FOTO)

\n", "content_text": "I laghi di Fusine in Friuli sono praticamente a secco: cos\u00ec li hanno fotografati degli operatori arrivati in zona per girare un documentario. I laghi di Fusine sono considerati fra i pi\u00f9 begli esempi di lago alpino, inseriti in una conca dalla dorsale del Picco di Mezzod\u00ec del Monte\u00a0Mangart, nelle Alpi Giulie settentrionali. Questi laghi di origine glaciale, facenti parte del territorio del comune di Tarvisio, oggi sono praticamente senz’acqua.\nSecondo i dati rilevati dalla stazione meteo di Cave del Predil (UD) a circa 9 chilometri in linea d’aria dai Laghi di Fusine, a gennaio sono caduti solo 15 mm di pioggia (il pi\u00f9 secco dal 2007), a febbraio 22 mm e a marzo 161 mm. Si tratta di quantitativi che per i primi due mesi dell’anno sono decisamente inferiori alla media 2007-2020 (rispettivamente 117 e 126 mm). Secondo le statistiche delle precipitazione cumulate del primo trimestre dell’anno\u00a0di questa singola stazione meteo, si tratta del secondo valore pi\u00f9 basso degli ultimi 13 anni.\u00a0\n\n\n\n\nSICCIT\u00c0 IN FVG: SENZA PAROLE!Oggi noi di IANUS siamo saliti ai Laghi di Fusine per effettuare delle riprese per un…\nPubblicato da Meteoweekend by SP su Gioved\u00ec 23 aprile 2020\n\n \n\u00a9 Icona Meteo - Il presente contenuto \u00e8 riproducibile solo in parte, non integralmente, inserendo la citazione della fonte (Icona Meteo) e il link al contenuto originale (SICCIT\u00c0, quasi a secco i Laghi di Fusine in Friuli – FOTO)", "date_published": "2020-04-24T12:51:10+02:00", "date_modified": "2020-04-24T13:14:57+02:00", "authors": [ { "name": "Redazione", "url": "https://www.iconameteo.it/author/sturci/", "avatar": "https://secure.gravatar.com/avatar/2692427d597ce389f422403b2219fe47e649b69d4d045b5eda6991d1740f6469?s=512&d=wp_user_avatar&r=g" } ], "author": { "name": "Redazione", "url": "https://www.iconameteo.it/author/sturci/", "avatar": "https://secure.gravatar.com/avatar/2692427d597ce389f422403b2219fe47e649b69d4d045b5eda6991d1740f6469?s=512&d=wp_user_avatar&r=g" }, "image": "https://www.iconameteo.it/contents/uploads/2020/04/94344918_1972488439551871_5221513332271349760_o-e1587725393233.jpg", "tags": [ "friuli", "siccit\u00e0", "Notizie Italia", "Primo piano" ] }, { "id": "https://www.iconameteo.it/?p=46371", "url": "https://www.iconameteo.it/news/siccita-negli-usa-la-peggiore-degli-ultimi-1200-anni/", "title": "SICCIT\u00c0 negli USA: la peggiore degli ultimi 1200 anni", "content_html": "\"Siccit\u00e0

La siccit\u00e0 in atto nel sud-ovest degli Usa potrebbe essere la peggiore degli ultimi 1200 anni. Ad affermarlo \u00e8 uno studio recentemente pubblicato sulla rivista scientifica Science. Un clima cos\u00ec arido non si sarebbe registrato dal IX secolo. Parliamo di un vero e proprio megadroughts, ossia di un periodo di siccit\u00e0 che si prolunga per pi\u00f9 di vent\u2019anni. La causa, secondo i ricercatori, \u00e8 rappresentata dall\u2019emergenza climatica. In particolare, il riscaldamento globale rappresenterebbe, da solo, oltre il 50% del problema. Il caldo anomalo, d’altra parte, \u00e8 un problema che attanaglia tutto il Pianeta. Proprio in questi giorni si registrano temperature record nei Balcani.

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La ricerca ha esaminato gli anelli degli alberi su migliaia di ettari di territorio

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Lo studio si \u00e8 basato sull\u2019analisi di centinaia di migliaia di ettari di territorio. A firmarlo, un gruppo di ricercatori della Columbia University. Una superficie che si estende attraverso nove Stati, dall\u2019Oregon e dal Montana fino a California, Arizona, New Mexico e parte del Messico settentrionale. In particolare, i ricercatori hanno studiato gli anelli degli alberi. Questo perch\u00e8 gli anelli degli alberi consentono di misurare la quantit\u00e0 di umidit\u00e0 presente nel suolo di secoli fa. Hanno poi fatto osservazioni meteorologiche sulla situazione in atto, confrontandola con i modelli climatici a disposizione. A dirlo \u00e8 CBS News.

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Secondo gli studiosi, il sud-ovest degli Usa sta vivendo la peggior siccit\u00e0 degli ultimi 1200 anni

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Il team di ricercatori ha evidenziato che la parte sud-occidentale degli Usa, negli ultimi 1200 anni, ha vissuto gi\u00e0 quattro megadroughts. La prima alla fine dell\u2019800, la seconda a met\u00e0 1100, la terza nel 1200, la quarta alla fine del 1500. La siccit\u00e0 attuale sarebbe proprio paragonabile a quella di fine 1500. Per la precisione, parliamo degli anni collocati tra il 1575 e il 1603, come riporta CBS News. Entrambi i periodi siccitosi, quello attuale e quello della fine del XVI secolo, sono i peggiori degli ultimi 1200 anni.

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La peggior siccit\u00e0 degli ultimi 1200 anni negli Usa \u00e8 la causa di gravissimi incendi

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Durante questi lunghi periodi siccitosi, l\u2019aria estremamente calda ha prosciugato i terreni dalla loro umidit\u00e0, rendendoli cos\u00ec estremamente aridi. “Questo sembra essere solo l’inizio di un inaridimento estremo del terreno. E intanto il riscaldamento globale continua“, affermano gli autori dello studio. E, intanto, la siccit\u00e0 causa gravissimi incendi. I roghi in California ne sono un esempio. Oltre a rappresentare una seria minaccia per l\u2019approvvigionamento idrico della popolazione e la possibilit\u00e0 di irrigare i campi.

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Il riscaldamento globale \u00e8 all’origine dei periodi siccitosi

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Sappiamo che questa siccit\u00e0 \u00e8 stata favorita dal riscaldamento globale\u201d, sottolinea l’autore principale dello studio, A. Park Williams. Bioclimatologo del Lamont-Doherty Earth Observatory presso la Columbia University, Williams dice al New York Times: “Man mano che passa il tempo, sar\u00e0 sempre pi\u00f9 difficile risolvere questo grave problema (\u2026). Stiamo vivendo la siccit\u00e0 peggiore dell\u2019epoca moderna. Una siccit\u00e0 paragonabile soltanto alle pi\u00f9 gravi megadroughts del periodo preistorico\u201d.

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La situazione \u00e8 destinata ad aggravarsi sempre pi\u00f9

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Se non vengono attuati rimedi, la situazione andr\u00e0 aggravandosi sempre pi\u00f9. E la siccit\u00e0 negli Usa non sar\u00e0 pi\u00f9 la peggiore degli ultimi 1200 anni. “Il riscaldamento globale causato dall\u2019uomo e le sue ripercussioni sono probabilmente ancora all\u2019inizio\u201d. Lo riferiscono i ricercatori alla CNN. \u201cL\u2019entit\u00e0 delle prossime siccit\u00e0 nel Nord America e in altre zone del pianeta dipender\u00e0 per buona parte dalla quantit\u00e0 di gas serra emesso in atmosfera\u201d. Un monito a porre sempre maggior attenzione all\u2019emergenza climatica. Anche negli Usa, dove questa sensibilit\u00e0 pare essere ancora assopita e diluita in mezzo a tanti altri problemi.

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\u00a9 Icona Meteo - Il presente contenuto \u00e8 riproducibile solo in parte, non integralmente, inserendo la citazione della fonte (Icona Meteo) e il link al contenuto originale (SICCIT\u00c0 negli USA: la peggiore degli ultimi 1200 anni)

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Una superficie che si estende attraverso nove Stati, dall\u2019Oregon e dal Montana fino a California, Arizona, New Mexico e parte del Messico settentrionale. In particolare, i ricercatori hanno studiato gli anelli degli alberi. Questo perch\u00e8 gli anelli degli alberi consentono di misurare la quantit\u00e0 di umidit\u00e0 presente nel suolo di secoli fa. Hanno poi fatto osservazioni meteorologiche sulla situazione in atto, confrontandola con i modelli climatici a disposizione. A dirlo \u00e8 CBS News.\nSecondo gli studiosi, il sud-ovest degli Usa sta vivendo la peggior siccit\u00e0 degli ultimi 1200 anni\nIl team di ricercatori ha evidenziato che la parte sud-occidentale degli Usa, negli ultimi 1200 anni, ha vissuto gi\u00e0 quattro megadroughts. La prima alla fine dell\u2019800, la seconda a met\u00e0 1100, la terza nel 1200, la quarta alla fine del 1500. La siccit\u00e0 attuale sarebbe proprio paragonabile a quella di fine 1500. Per la precisione, parliamo degli anni collocati tra il 1575 e il 1603, come riporta CBS News. Entrambi i periodi siccitosi, quello attuale e quello della fine del XVI secolo, sono i peggiori degli ultimi 1200 anni.\nLa peggior siccit\u00e0 degli ultimi 1200 anni negli Usa \u00e8 la causa di gravissimi incendi\nDurante questi lunghi periodi siccitosi, l\u2019aria estremamente calda ha prosciugato i terreni dalla loro umidit\u00e0, rendendoli cos\u00ec estremamente aridi. “Questo sembra essere solo l’inizio di un inaridimento estremo del terreno. E intanto il riscaldamento globale continua“, affermano gli autori dello studio. E, intanto, la siccit\u00e0 causa gravissimi incendi. I roghi in California ne sono un esempio. Oltre a rappresentare una seria minaccia per l\u2019approvvigionamento idrico della popolazione e la possibilit\u00e0 di irrigare i campi.\nIl riscaldamento globale \u00e8 all’origine dei periodi siccitosi\n“Sappiamo che questa siccit\u00e0 \u00e8 stata favorita dal riscaldamento globale\u201d, sottolinea l’autore principale dello studio, A. Park Williams. Bioclimatologo del Lamont-Doherty Earth Observatory presso la Columbia University, Williams dice al New York Times: “Man mano che passa il tempo, sar\u00e0 sempre pi\u00f9 difficile risolvere questo grave problema (\u2026). Stiamo vivendo la siccit\u00e0 peggiore dell\u2019epoca moderna. Una siccit\u00e0 paragonabile soltanto alle pi\u00f9 gravi megadroughts del periodo preistorico\u201d.\nLa situazione \u00e8 destinata ad aggravarsi sempre pi\u00f9\nSe non vengono attuati rimedi, la situazione andr\u00e0 aggravandosi sempre pi\u00f9. E la siccit\u00e0 negli Usa non sar\u00e0 pi\u00f9 la peggiore degli ultimi 1200 anni. “Il riscaldamento globale causato dall\u2019uomo e le sue ripercussioni sono probabilmente ancora all\u2019inizio\u201d. Lo riferiscono i ricercatori alla CNN. \u201cL\u2019entit\u00e0 delle prossime siccit\u00e0 nel Nord America e in altre zone del pianeta dipender\u00e0 per buona parte dalla quantit\u00e0 di gas serra emesso in atmosfera\u201d. Un monito a porre sempre maggior attenzione all\u2019emergenza climatica. 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Una grave emergenza siccit\u00e0 attanaglia il Cile centrale da circa dieci anni. Qualche anno di siccit\u00e0 \u00e8 normale in Paesi con un clima mediterraneo, ma la situazione che l’Osservatorio della Terra della NASA ha fotografato dal satellite \u00e8 qualcosa di ben diverso.

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Dal 2010 – spiega la NASA – le precipitazioni nelle zone centrali del Cile sono dal 20 al 45% in meno rispetto alla media storica. A Santiago, capitale e principale centro urbano del Cile, l’emergenza siccit\u00e0 \u00e8 particolarmente estrema con solo il 10-20% di pioggia negli ultimi anni. Nella moderna documentazione meteorologica del Cile (1915) – afferma la NASA -, non si rileva mai un periodo di siccit\u00e0 cos\u00ec lungo. Ren\u00e9 D. Garreaud, vicedirettore del Center for Research on Climate and Resilience e accademico all’Universit\u00e0 del Cile, sostiene che una \u00abmegasiccit\u00e0 di queste dimensioni si sia probabilmente verificata in questa regione pi\u00f9 di 1000 anni fa\u00bb.

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Le immagini del satellite NASA: bacini idrici sempre pi\u00f9 asciutti

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Per testimoniare la grave siccit\u00e0 che sta attraversando il Cile, l’Osservatorio della Terra della NASA ha fotografato El Yeso, vale a dire uno dei principali bacini idrici di Santiago. Le immagini in questione mettono a confronto il bacino di El Yeso nel marzo 2016 e nel marzo 2019.

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Nel 2016 El Yeso conteneva circa 219 milioni di metri cubi di acqua. A marzo 2020, invece, il volume \u00e8 sceso a 99 milioni di metri cubi, vale a dire circa il 40% della sua capacit\u00e0.

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NASA – El Yeso nel marzo 2016
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NASA – El Yeso nel marzo 2020
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Siccit\u00e0 e conseguenze su agricoltura e bestiame

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Una siccit\u00e0 cos\u00ec grave e prolungata ha ovviamente conseguenze di varia portata, soprattutto per quanto riguarda il settore agricolo. Nel 2019 il Ministero dell’Agricoltura del Cile ha dichiarato lo stato di emergenza agricola per oltre cinquanta comuni. Tantissimi animali da allevamento stanno morendo e tanti altri sono a rischio. I sistemi di approvvigionamento idrico sono carenti e i serbatoi asciutti. Tanto \u00e8 vero che molte persone nelle aree rurali, per ottenere acqua potabile, devono ricorrere alle consegne di camion cisterna. Questa straordinaria siccit\u00e0 non \u00e8 esclusiva del Cile, ma colpisce anche le Ande e l’Argentina occidentale, come la regione di Cuyo.

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Le cause di questa grave siccit\u00e0

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Gli studiosi che analizzano le cause di questa mega siccit\u00e0 attribuiscono circa il 25% della sua gravit\u00e0 al riscaldamento globale, il resto\u00a0ai cicli naturali della circolazione atmosferica, delle temperature degli oceani e dei modelli di pioggia, come quelli associati all’Oscillazione del Decadale nel Pacifico.

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Spiega ancora Garreaud alla BBC: \u00abTradizionalmente, la mancanza di precipitazioni \u00e8 associata ai cicli El Ni\u00f1o e La Ni\u00f1a, che sono fenomeni che si verificano nel Pacifico tropicale e controllano il clima in quasi tutto il mondo e in particolare nel Cile centrale. Tuttavia, questa straordinaria siccit\u00e0 per la sua durata si verifica in una condizione di neutralit\u00e0 nel Pacifico. Non \u00e8 che ci siano stati 10 anni di La Ni\u00f1a in modo ricorrente. Quindi, si inizia a sospettare che il fattore dietro la crisi sia il cambiamento climatico\u00bb.

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\u00a9 Icona Meteo - Il presente contenuto \u00e8 riproducibile solo in parte, non integralmente, inserendo la citazione della fonte (Icona Meteo) e il link al contenuto originale (Il Cile sta vivendo il peggior periodo di siccit\u00e0 della sua storia: i dettagli)

\n", "content_text": "Una grave emergenza siccit\u00e0 attanaglia il Cile centrale da circa dieci anni. Qualche anno di siccit\u00e0 \u00e8 normale in Paesi con un clima mediterraneo, ma la situazione che l’Osservatorio della Terra della NASA ha fotografato dal satellite \u00e8 qualcosa di ben diverso.\nDal 2010 – spiega la NASA – le precipitazioni nelle zone centrali del Cile sono dal 20 al 45% in meno rispetto alla media storica. A Santiago, capitale e principale centro urbano del Cile, l’emergenza siccit\u00e0 \u00e8 particolarmente estrema con solo il 10-20% di pioggia negli ultimi anni. Nella moderna documentazione meteorologica del Cile (1915) – afferma la NASA -, non si rileva mai un periodo di siccit\u00e0 cos\u00ec lungo. Ren\u00e9 D. Garreaud, vicedirettore del Center for Research on Climate and Resilience e accademico all’Universit\u00e0 del Cile, sostiene che una \u00abmegasiccit\u00e0 di queste dimensioni si sia probabilmente verificata in questa regione pi\u00f9 di 1000 anni fa\u00bb.\nLe immagini del satellite NASA: bacini idrici sempre pi\u00f9 asciutti\nPer testimoniare la grave siccit\u00e0 che sta attraversando il Cile, l’Osservatorio della Terra della NASA ha fotografato El Yeso, vale a dire uno dei principali bacini idrici di Santiago. Le immagini in questione mettono a confronto il bacino di El Yeso nel marzo 2016 e nel marzo 2019.\nNel 2016 El Yeso conteneva circa 219 milioni di metri cubi di acqua. A marzo 2020, invece, il volume \u00e8 sceso a 99 milioni di metri cubi, vale a dire circa il 40% della sua capacit\u00e0.\nNASA – El Yeso nel marzo 2016\nNASA – El Yeso nel marzo 2020\nSiccit\u00e0 e conseguenze su agricoltura e bestiame\nUna siccit\u00e0 cos\u00ec grave e prolungata ha ovviamente conseguenze di varia portata, soprattutto per quanto riguarda il settore agricolo. Nel 2019 il Ministero dell’Agricoltura del Cile ha dichiarato lo stato di emergenza agricola per oltre cinquanta comuni. Tantissimi animali da allevamento stanno morendo e tanti altri sono a rischio. I sistemi di approvvigionamento idrico sono carenti e i serbatoi asciutti. Tanto \u00e8 vero che molte persone nelle aree rurali, per ottenere acqua potabile, devono ricorrere alle consegne di camion cisterna. Questa straordinaria siccit\u00e0 non \u00e8 esclusiva del Cile, ma colpisce anche le Ande e l’Argentina occidentale, come la regione di Cuyo.\nLe cause di questa grave siccit\u00e0\nGli studiosi che analizzano le cause di questa mega siccit\u00e0 attribuiscono circa il 25% della sua gravit\u00e0 al riscaldamento globale, il resto\u00a0ai cicli naturali della circolazione atmosferica, delle temperature degli oceani e dei modelli di pioggia, come quelli associati all’Oscillazione del Decadale nel Pacifico.\nSpiega ancora Garreaud alla BBC: \u00abTradizionalmente, la mancanza di precipitazioni \u00e8 associata ai cicli El Ni\u00f1o e La Ni\u00f1a, che sono fenomeni che si verificano nel Pacifico tropicale e controllano il clima in quasi tutto il mondo e in particolare nel Cile centrale. Tuttavia, questa straordinaria siccit\u00e0 per la sua durata si verifica in una condizione di neutralit\u00e0 nel Pacifico. Non \u00e8 che ci siano stati 10 anni di La Ni\u00f1a in modo ricorrente. Quindi, si inizia a sospettare che il fattore dietro la crisi sia il cambiamento climatico\u00bb.\n\u00a9 Icona Meteo - Il presente contenuto \u00e8 riproducibile solo in parte, non integralmente, inserendo la citazione della fonte (Icona Meteo) e il link al contenuto originale (Il Cile sta vivendo il peggior periodo di siccit\u00e0 della sua storia: i dettagli)", "date_published": "2020-04-18T13:15:39+02:00", "date_modified": "2020-04-18T13:19:47+02:00", "authors": [ { "name": "Viviana Campiti", "url": "https://www.iconameteo.it/author/vcampiti/", "avatar": "https://secure.gravatar.com/avatar/af6c0d505b8838307bfa02a6d4ee39015f0894dc4f428eb355c174d29a376ba7?s=512&d=wp_user_avatar&r=g" } ], "author": { "name": "Viviana Campiti", "url": "https://www.iconameteo.it/author/vcampiti/", "avatar": "https://secure.gravatar.com/avatar/af6c0d505b8838307bfa02a6d4ee39015f0894dc4f428eb355c174d29a376ba7?s=512&d=wp_user_avatar&r=g" }, "image": "https://www.iconameteo.it/contents/uploads/2020/04/yeso_oli_202074.jpg", "tags": [ "Cile", "siccit\u00e0", "Notizie mondo" ] }, { "id": "https://www.iconameteo.it/?p=46213", "url": "https://www.iconameteo.it/news/notizie-italia/siccita-stiamo-vivendo-la-primavera-piu-secca-degli-ultimi-60-anni/", "title": "Siccit\u00e0, stiamo vivendo la Primavera pi\u00f9 secca degli ultimi 60 anni", "content_html": "\"siccit\u00e0

Stiamo vivendo la primavera pi\u00f9 secca degli ultimi 60 anni. L’assenza di piogge di queste ultime settimane sta inasprendo il problema della siccit\u00e0 che si trascina ormai da inizio anno: da gennaio ad oggi, infatti, il nostro Paese ha ricevuto poco pi\u00f9 della met\u00e0 della pioggia che dovrebbe cadere normalmente, con forti ripercussioni anche sulla portata di laghi e fiumi.

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La prima met\u00e0 della primavera meteorologica, ossia il periodo compreso tra l’inizio marzo e la met\u00e0 di aprile, \u00e8 stata decisamente avara di pioggia. A livello nazionale manca all’appello il 60% della pioggia. \u00abPer ora si tratta della pi\u00f9 elevata anomalia negativa primaverile degli ultimi 60 anni\u00bb, spiega il nostro meteorologo Simone Abelli. \u00abLe regioni del Nord Italia sono le pi\u00f9 provate, con una anomalia del -70%, ma sono in sofferenza anche le regioni del Centro e quelle del Sud, dove il deficit di pioggia \u00e8 rispettivamente del 59% e 41%\u00bb.

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Da inizio anno il volume delle piogge mancate \u00e8 pari a quello del Lago di Como

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\u00abLe anomalie pluviometriche di questa prima parte del 2020 sono ripartite in maniera abbastanza uniforme da Nord a Sud\u00bb, spiega Abelli. \u00abA livello nazionale l’anomalia \u00e8 del -44%, poco pi\u00f9 della met\u00e0 rispetto alla norma. In pratica da inizio anno sono mancati all’appello 23,4 miliardi di metri cubi di acqua, pari al volume del Lago di Como\u00bb.

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A soffrire di pi\u00f9 sono ancora una volta le regioni del Nord dove l’anomalia \u00e8 del -47%, per un totale di 8.9 miliardi di metri cubi di acqua in meno rispetto alla media. \u00abLa zona pi\u00f9 critica sembra essere il Piemonte – spiega Abelli-. A Torino da inizio anno sono caduti solo 24 mm, tutti nel mese di marzo, pari a un deficit di -85% nei primi tre mesi e mezzo del 2020\u00bb.
\nLa situazione non migliora molto al Centro e al Sud (-43%) dove, sono mancati all’appello rispettivamente 6.4 e 8.1 miliardi di metri cubi di acqua rispetto alla media.

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\u00a9 Icona Meteo - Il presente contenuto \u00e8 riproducibile solo in parte, non integralmente, inserendo la citazione della fonte (Icona Meteo) e il link al contenuto originale (Siccit\u00e0, stiamo vivendo la Primavera pi\u00f9 secca degli ultimi 60 anni)

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Una fase di maltempo molto pi\u00f9 incisiva potrebbe investire il Paese la prossima settimana, con l’arrivo di marzo. La lunga fase di siccit\u00e0, che attanaglia l’Italia da oltre due mesi, potrebbe dunque interrompersi. Questa intensa perturbazione in arrivo (numero 1 di marzo) riporter\u00e0 dunque precipitazioni significative su tutte le regioni.

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Meteo domenica: ancora piogge sparse

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Nel corso della giornata di domenica si avr\u00e0 un tempo soleggiato nelle regioni di Nord-Ovest e all’estremo Sud, tra Sicilia e Calabria. Nel resto del Paese il cielo sar\u00e0 parzialmente nuvoloso. Nell’estremo Nord-Est si avranno piogge sparse ad inizio giornata con fenomeni pi\u00f9 diffusi e intensi in Friuli Venezia Giulia; nevicate sui rilievi intorno ai 1000 metri. Piogge sparse coinvolgeranno\u00a0anche il Levante ligure, la Toscana, l\u2019Umbria, il Lazio e la Campania.

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Rapido miglioramento nel Nord-Est a partire dal pomeriggio, con tendenza ad ampie schiarite. Sulle regioni tirreniche e in Sardegna insisteranno un po’ di piogge, pi\u00f9 che altro nelle zone interne. In Campania a fine giornata non sono esclusi locali temporali. Temperature massime in aumento al Nord-Ovest, in modo pi\u00f9 sensibile sulle regioni centrali adriatiche, al Sud e in Sicilia con punte che localmente potranno sfiorare i 20 gradi. Venti moderati o tesi di Libeccio al Centro-Sud. Mari per lo pi\u00f9 mossi o molto mossi.

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Maltempo in arrivo: si interrompe la siccit\u00e0

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Una fase di maltempo molto pi\u00f9 incisiva ed organizzata sembra profilarsi per l’inizio della prossima settimana. Un’intensa perturbazione, la numero 1 di marzo, generer\u00e0 un profondo vortice di bassa pressione che al momento sembrerebbe allontanarsi dal nostro Paese solo entro gioved\u00ec. Questa fase di maltempo riporter\u00e0 dunque precipitazioni significative un po’ su tutta l’Italia, interrompendo la lunga fase siccitosa che va avanti ormai dal oltre due mesi, in particolare sulle regioni nord-occidentali.

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\u00a9 Icona Meteo - Il presente contenuto \u00e8 riproducibile solo in parte, non integralmente, inserendo la citazione della fonte (Icona Meteo) e il link al contenuto originale (Fase incisiva di MALTEMPO in arrivo: stop alla SICCIT\u00c0? La tendenza)

\n", "content_text": "Una fase di maltempo molto pi\u00f9 incisiva potrebbe investire il Paese la prossima settimana, con l’arrivo di marzo. La lunga fase di siccit\u00e0, che attanaglia l’Italia da oltre due mesi, potrebbe dunque interrompersi. Questa intensa perturbazione in arrivo (numero 1 di marzo) riporter\u00e0 dunque precipitazioni significative su tutte le regioni.\nMeteo domenica: ancora piogge sparse\nNel corso della giornata di domenica si avr\u00e0 un tempo soleggiato nelle regioni di Nord-Ovest e all’estremo Sud, tra Sicilia e Calabria. Nel resto del Paese il cielo sar\u00e0 parzialmente nuvoloso. Nell’estremo Nord-Est si avranno piogge sparse ad inizio giornata con fenomeni pi\u00f9 diffusi e intensi in Friuli Venezia Giulia; nevicate sui rilievi intorno ai 1000 metri. Piogge sparse coinvolgeranno\u00a0anche il Levante ligure, la Toscana, l\u2019Umbria, il Lazio e la Campania.\nRapido miglioramento nel Nord-Est a partire dal pomeriggio, con tendenza ad ampie schiarite. Sulle regioni tirreniche e in Sardegna insisteranno un po’ di piogge, pi\u00f9 che altro nelle zone interne. In Campania a fine giornata non sono esclusi locali temporali. Temperature massime in aumento al Nord-Ovest, in modo pi\u00f9 sensibile sulle regioni centrali adriatiche, al Sud e in Sicilia con punte che localmente potranno sfiorare i 20 gradi. Venti moderati o tesi di Libeccio al Centro-Sud. Mari per lo pi\u00f9 mossi o molto mossi.\nMaltempo in arrivo: si interrompe la siccit\u00e0\nUna fase di maltempo molto pi\u00f9 incisiva ed organizzata sembra profilarsi per l’inizio della prossima settimana. Un’intensa perturbazione, la numero 1 di marzo, generer\u00e0 un profondo vortice di bassa pressione che al momento sembrerebbe allontanarsi dal nostro Paese solo entro gioved\u00ec. Questa fase di maltempo riporter\u00e0 dunque precipitazioni significative un po’ su tutta l’Italia, interrompendo la lunga fase siccitosa che va avanti ormai dal oltre due mesi, in particolare sulle regioni nord-occidentali.\n\u00a9 Icona Meteo - Il presente contenuto \u00e8 riproducibile solo in parte, non integralmente, inserendo la citazione della fonte (Icona Meteo) e il link al contenuto originale (Fase incisiva di MALTEMPO in arrivo: stop alla SICCIT\u00c0? La tendenza)", "date_published": "2020-02-27T19:00:23+01:00", "date_modified": "2020-02-28T07:48:31+01:00", "authors": [ { "name": "Viviana Campiti", "url": "https://www.iconameteo.it/author/vcampiti/", "avatar": "https://secure.gravatar.com/avatar/af6c0d505b8838307bfa02a6d4ee39015f0894dc4f428eb355c174d29a376ba7?s=512&d=wp_user_avatar&r=g" } ], "author": { "name": "Viviana Campiti", "url": "https://www.iconameteo.it/author/vcampiti/", "avatar": "https://secure.gravatar.com/avatar/af6c0d505b8838307bfa02a6d4ee39015f0894dc4f428eb355c174d29a376ba7?s=512&d=wp_user_avatar&r=g" }, "image": "https://www.iconameteo.it/contents/uploads/2020/02/rain-4421893_1920-scaled.jpg", "tags": [ "maltempo", "siccit\u00e0", "Previsioni" ] }, { "id": "https://www.iconameteo.it/?p=44880", "url": "https://www.iconameteo.it/news/notizie-italia/siccita-rischio-emergenza-per-fiume-po-e-grandi-laghi-i-dati-nel-dettaglio/", "title": "Siccit\u00e0, rischio emergenza per fiume Po e grandi laghi: i dati nel dettaglio", "content_html": "\"Siccit\u00e0\"

La siccit\u00e0 continua a rappresentare un problema in Italia, dove ormai non piove in maniera significativa da diverse settimane. Nel mese di febbraio si \u00e8 raggiunto un record di siccit\u00e0, ma un po’ tutta la stagione invernale appare destinata a passare alla storia come una delle pi\u00f9 secche.

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L’Italia a febbraio \u00e8 stata raggiunta solo dal 25% della pioggia tipica di questo mese. Con un’anomalia del -75%, il mese di febbraio 2020 si candida a entrare nella storia come il pi\u00f9 secco almeno degli ultimi 60 anni, vale a dire da quando hanno avuto inizio le rilevazioni.

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Fiume Po, situazione critica

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La siccit\u00e0 \u00e8 ovviamente un grave problema anche riguardo al livello idrometrico dei fiumi. Il livello del Po \u00e8 basso come in piena estate, tanto da spingere l’Autorit\u00e0 distrettuale di bacino a convocare per il 6 marzo l’Osservatorio sulle crisi idriche per ottimizzare la gestione delle risorse e valutare le azioni da intraprendere.

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Il livello del fiume Po al Ponte della Becca \u00e8 di -2,5 metri.\u00a0Nelle prossime settimane non sono previste precipitazioni se non di scarsa rilevanza, dunque non tali da influenzare in maniera positiva i livelli idrometrici. La conseguenza potrebbe essere quella di un’ulteriore diminuzione dei livelli idrometrici, finora stimata del 20% secondo l’Autorit\u00e0 di Bacino Distrettuale del Fiume Po.

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La situazione dei grandi laghi\u00a0

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La siccit\u00e0 \u00e8 un problema anche per i grandi laghi, soprattutto il lago di Como e il lago d’Iseo che si trovano al di sotto dei valori stagionali. I due laghi attualmente presentano rispettivamente una percentuale di riempimento del 20.6% e 23.6%. Regge invece il Lago Maggiore con un percentuale di riempimento del 77.0%, meglio ancora il Lago di Garda con il 94.3%. Il livello idrometrico del Lago di Como e di quello d\u2019Iseo risulta sotto media a partire da inizio febbraio.

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Weekend con PERTURBAZIONE in transito. PIOGGE a inizio marzo?

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\u00a9 Icona Meteo - Il presente contenuto \u00e8 riproducibile solo in parte, non integralmente, inserendo la citazione della fonte (Icona Meteo) e il link al contenuto originale (Siccit\u00e0, rischio emergenza per fiume Po e grandi laghi: i dati nel dettaglio)

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Oggi sar\u00e0 una giornata all’insegna della nuvolosit\u00e0, in particolare su Nord e regioni tirreniche, come conseguenza dell’indebolimento dell’alta pressione. Tuttavia \u00e8 ancora da segnalare la carenza di piogge, che andr\u00e0 ad aggravare il problema siccit\u00e0 che si protrae ormai da due mesi.

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Nuvolosit\u00e0 in aumento, ma \u00e8 ancora allarme siccit\u00e0

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Nel corso della giornata di marted\u00ec avremo dunque un indebolimento dell’alta pressione che come conseguenza porter\u00e0 un aumento della nuvolosit\u00e0 soprattutto al Nord e sulle regioni tirreniche. Tuttavia le precipitazioni saranno ancora carenti, con qualche locale pioggia o pioviggine possibile\u00a0sul Levante Ligure, Lombardia occidentale e Friuli.

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Il clima sar\u00e0 ancora mite, con venti meridionali in graduale intensificazione. Temperature in calo nei valori massimi soprattutto al Nord ma in generale ancora al di sopra delle medie stagionali. Venti di Libeccio in graduale intensificazione.

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\u00a9 Icona Meteo - Il presente contenuto \u00e8 riproducibile solo in parte, non integralmente, inserendo la citazione della fonte (Icona Meteo) e il link al contenuto originale (NUVOLOSIT\u00c0 in aumento, ma \u00e8 ancora allarme SICCIT\u00c0: le previsioni)

\n", "content_text": "Oggi sar\u00e0 una giornata all’insegna della nuvolosit\u00e0, in particolare su Nord e regioni tirreniche, come conseguenza dell’indebolimento dell’alta pressione. Tuttavia \u00e8 ancora da segnalare la carenza di piogge, che andr\u00e0 ad aggravare il problema siccit\u00e0 che si protrae ormai da due mesi.\nNuvolosit\u00e0 in aumento, ma \u00e8 ancora allarme siccit\u00e0\nNel corso della giornata di marted\u00ec avremo dunque un indebolimento dell’alta pressione che come conseguenza porter\u00e0 un aumento della nuvolosit\u00e0 soprattutto al Nord e sulle regioni tirreniche. Tuttavia le precipitazioni saranno ancora carenti, con qualche locale pioggia o pioviggine possibile\u00a0sul Levante Ligure, Lombardia occidentale e Friuli.\nIl clima sar\u00e0 ancora mite, con venti meridionali in graduale intensificazione. Temperature in calo nei valori massimi soprattutto al Nord ma in generale ancora al di sopra delle medie stagionali. Venti di Libeccio in graduale intensificazione.\n\u00a9 Icona Meteo - Il presente contenuto \u00e8 riproducibile solo in parte, non integralmente, inserendo la citazione della fonte (Icona Meteo) e il link al contenuto originale (NUVOLOSIT\u00c0 in aumento, ma \u00e8 ancora allarme SICCIT\u00c0: le previsioni)", "date_published": "2020-02-25T06:00:39+01:00", "date_modified": "2020-02-24T12:32:39+01:00", "authors": [ { "name": "Viviana Campiti", "url": "https://www.iconameteo.it/author/vcampiti/", "avatar": "https://secure.gravatar.com/avatar/af6c0d505b8838307bfa02a6d4ee39015f0894dc4f428eb355c174d29a376ba7?s=512&d=wp_user_avatar&r=g" } ], "author": { "name": "Viviana Campiti", "url": "https://www.iconameteo.it/author/vcampiti/", "avatar": "https://secure.gravatar.com/avatar/af6c0d505b8838307bfa02a6d4ee39015f0894dc4f428eb355c174d29a376ba7?s=512&d=wp_user_avatar&r=g" }, "image": "https://www.iconameteo.it/contents/uploads/2019/04/drought-3618653_1920_seaq68.jpg", "tags": [ "alta pressione", "nuvolosit\u00e0", "piogge", "siccit\u00e0", "Previsioni" ] }, { "id": "https://www.iconameteo.it/?p=44872", "url": "https://www.iconameteo.it/news/previsioni/weekend-con-perturbazione-in-transito-piogge-a-inizio-marzo/", "title": "Weekend con PERTURBAZIONE in transito. PIOGGE a inizio marzo?", "content_html": "\"weekend

Nel weekend una nuova e veloce perturbazione, dopo quella che investir\u00e0 il nostro Paese tra mercoled\u00ec e gioved\u00ec, sfiorer\u00e0 le regioni del Nord con una nuova intensificazione dei venti meridionali. Il problema siccit\u00e0 trover\u00e0 soluzione a inizio marzo?

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Tendenza per il weekend: nuova e veloce perturbazione\u00a0

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Nel weekend un’altra rapida perturbazione in transito sull’Europa centrale sfiorer\u00e0 le regioni settentrionali, accompagnata da un nuovo deciso rinforzo dei venti meridionali. Nemmeno questa nuova perturbazione porter\u00e0 piogge significanti sulle pianure del Nord.

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Il problema siccit\u00e0, che va avanti ormai da diverse settimane, potrebbe trovare soluzione nei primi giorni di marzo (indicativamente dal 2-3). Perturbazioni pi\u00f9 intense dall’Atlantico, infatti, potrebbero portare delle precipitazioni significative soprattutto sulle regioni del Nord. Si tratta di una tendenza ancora da confermare.

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\u00a9 Icona Meteo - Il presente contenuto \u00e8 riproducibile solo in parte, non integralmente, inserendo la citazione della fonte (Icona Meteo) e il link al contenuto originale (Weekend con PERTURBAZIONE in transito. PIOGGE a inizio marzo?)

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Il vento sar\u00e0 protagonista oggi sull’Italia, dove torner\u00e0 il sole in seguito al passaggio di una rapida perturbazione (numero 5 del mese). La situazione dunque migliorer\u00e0 nettamente, ma i venti settentrionali continueranno a soffiare in modo intenso su alcune zone.

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Gioved\u00ec soleggiato e ventoso

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Oggi la situazione meteo tender\u00e0 a un netto miglioramento rispetto alla giornata di ieri. Al mattino da segnalare ancora un po’ di nuvolosit\u00e0 residua sulle regioni del Centro-Sud: Abruzzo, Molise, Sardegna occidentale, nord della Sicilia e Puglia, dove avranno luogo gli ultimi piovaschi, per lo pi\u00f9 nel Salento. Nel resto del Paese il tempo sar\u00e0 soleggiato e a partire dal pomeriggio le schiarite si estenderanno anche alle regioni meridionali.

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Temperature in calo nelle minime al Centro-Nord, con la possibilit\u00e0 di qualche debole e locale gelata anche in pianura al Nord; massime in calo su medio e basso versante adriatico e nelle vicine aree appenniniche, senza grandi variazioni nel resto d\u2019Italia. Sar\u00e0 una giornata ancora molto ventosa per effetto dei venti settentrionali che soffieranno ancora intensi sul medio Adriatico e al Sud.

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\u00a9 Icona Meteo - Il presente contenuto \u00e8 riproducibile solo in parte, non integralmente, inserendo la citazione della fonte (Icona Meteo) e il link al contenuto originale (VENTO forte sull’Italia, si aggrava la siccit\u00e0: le previsioni aggiornate)

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