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Oceani mai cos\u00ec caldi come in questi giorni: raggiunta la temperatura superficiale media pi\u00f9 alta da quando sono iniziate le osservazioni, battendo il record degli ultimi 41 anni. A met\u00e0 marzo, stando alle osservazioni di NOAA OISST V2.1, la temperatura globale degli oceani ha di poco superato la soglia dei 21 gradi, un nuovo triste primato che preoccupa la comunit\u00e0 scientifica perch\u00e9 arrivato proprio allo svanire della Ni\u00f1a.

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Oceani mai cos\u00ec caldi: nuovo record della temperatura superficiale. Si teme possa aumentare con l\u2019arrivo del Nino

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La Ni\u00f1a, che ci ha fatto compagnia negli ultimi 3 anni raffreddando in modo anomalo la superficie dell\u2019oceano Pacifico equatoriale, si \u00e8 appena dissipata, in favore di un ritorno a condizioni neutre del ciclo ENSO (El Ni\u00f1o Souther Oscillation). Stando per\u00f2 alle ultime proiezioni della NOAA nei prossimi mesi dovrebbe tornare Il Ni\u00f1o, il fenomeno opposto alla Ni\u00f1a, durante cui la superficie oceanica si surriscalda in modo anomalo sempre lungo il Pacifico equatoriale orientale.

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\"oceani
La temperature media globale. Dati NOAA OISST V2.1
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In fasi caratterizzate dalla presenza del Ni\u00f1o la temperatura globale \u00e8 facile che aumenti ulteriormente, proprio per il contributo che questo fenomeno ciclico ha sulla temperatura globale. Con buona probabilit\u00e0, infatti, secondo gli esperti del MetOffice il 2023 sar\u00e0 ancora pi\u00f9 caldo a livello globale rispetto al 2022: questo sar\u00e0 probabilmente il decimo anno consecutivo a registrare temperature medie globali di 1 grado e pi\u00f9 oltre la norma.

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La siccit\u00e0 \u00e8 solo l\u2019inizio: entro il 2030 la domanda di acqua dolce superer\u00e0 del 40% la disponibilit\u00e0

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Lo smart working fa bene all\u2019ambiente: diminuiscono emissioni e inquinamento. Lo studio ENEA

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Ciclone Freddy nella storia: tutti i record del ciclone pi\u00f9 longevo mai osservato

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\u00a9 Icona Meteo - Il presente contenuto \u00e8 riproducibile solo in parte, non integralmente, inserendo la citazione della fonte (Icona Meteo) e il link al contenuto originale (Oceani mai cos\u00ec caldi in 40 anni: nuovo record a met\u00e0 marzo, e ancora senza El Ni\u00f1o)

\n", "content_text": "Oceani mai cos\u00ec caldi come in questi giorni: raggiunta la temperatura superficiale media pi\u00f9 alta da quando sono iniziate le osservazioni, battendo il record degli ultimi 41 anni. A met\u00e0 marzo, stando alle osservazioni di NOAA OISST V2.1, la temperatura globale degli oceani ha di poco superato la soglia dei 21 gradi, un nuovo triste primato che preoccupa la comunit\u00e0 scientifica perch\u00e9 arrivato proprio allo svanire della Ni\u00f1a.\nOceani mai cos\u00ec caldi: nuovo record della temperatura superficiale. Si teme possa aumentare con l\u2019arrivo del Nino\nLa Ni\u00f1a, che ci ha fatto compagnia negli ultimi 3 anni raffreddando in modo anomalo la superficie dell\u2019oceano Pacifico equatoriale, si \u00e8 appena dissipata, in favore di un ritorno a condizioni neutre del ciclo ENSO (El Ni\u00f1o Souther Oscillation). Stando per\u00f2 alle ultime proiezioni della NOAA nei prossimi mesi dovrebbe tornare Il Ni\u00f1o, il fenomeno opposto alla Ni\u00f1a, durante cui la superficie oceanica si surriscalda in modo anomalo sempre lungo il Pacifico equatoriale orientale.\nLa temperature media globale. Dati NOAA OISST V2.1\nIn fasi caratterizzate dalla presenza del Ni\u00f1o la temperatura globale \u00e8 facile che aumenti ulteriormente, proprio per il contributo che questo fenomeno ciclico ha sulla temperatura globale. Con buona probabilit\u00e0, infatti, secondo gli esperti del MetOffice il 2023 sar\u00e0 ancora pi\u00f9 caldo a livello globale rispetto al 2022: questo sar\u00e0 probabilmente il decimo anno consecutivo a registrare temperature medie globali di 1 grado e pi\u00f9 oltre la norma.\n\n\n\nLeggi anche:\nLa siccit\u00e0 \u00e8 solo l\u2019inizio: entro il 2030 la domanda di acqua dolce superer\u00e0 del 40% la disponibilit\u00e0\nLo smart working fa bene all\u2019ambiente: diminuiscono emissioni e inquinamento. Lo studio ENEA\nCiclone Freddy nella storia: tutti i record del ciclone pi\u00f9 longevo mai osservato\n\n\n\n\n\n\u00a9 Icona Meteo - Il presente contenuto \u00e8 riproducibile solo in parte, non integralmente, inserendo la citazione della fonte (Icona Meteo) e il link al contenuto originale (Oceani mai cos\u00ec caldi in 40 anni: nuovo record a met\u00e0 marzo, e ancora senza El Ni\u00f1o)", "date_published": "2023-03-20T09:02:39+01:00", "date_modified": "2023-03-20T10:06:13+01:00", "authors": [ { "name": "Redazione Icona", "url": "https://www.iconameteo.it/author/matrixgd/", "avatar": "https://secure.gravatar.com/avatar/a855f4e4634a02a31db748b04c322685246c6aa18fd5b85ad7e2eaab6889fedb?s=512&d=wp_user_avatar&r=g" } ], "author": { "name": "Redazione Icona", "url": "https://www.iconameteo.it/author/matrixgd/", "avatar": "https://secure.gravatar.com/avatar/a855f4e4634a02a31db748b04c322685246c6aa18fd5b85ad7e2eaab6889fedb?s=512&d=wp_user_avatar&r=g" }, "image": "https://www.iconameteo.it/contents/uploads/2023/03/anomalie-oceani.jpg", "tags": [ "oceani", "Notizie mondo", "Primo piano" ] }, { "id": "https://www.iconameteo.it/news/notizie-mondo/il-mare-e-a-rischio-ma-possiamo-ancora-salvarlo-il-piano-in-10-fasi-del-world-economic-forum/", "url": "https://www.iconameteo.it/news/notizie-mondo/il-mare-e-a-rischio-ma-possiamo-ancora-salvarlo-il-piano-in-10-fasi-del-world-economic-forum/", "title": "MARE a rischio, ma possiamo ancora salvarlo: il piano in 10 fasi del World Economic Forum", "content_html": "\"\"
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Le prospettive per il mare sono tutt\u2019altro che rosee, e probabilmente non ce ne stiamo preoccupando abbastanza.

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Secondo gli esperti nel 2050 raggiungeremo un punto di non ritorno: \u00e8 probabile che per quell\u2019anno in mare ci siano pi\u00f9 rifiuti plastici che pesce e che il 90 per cento delle nostre preziosissime barriere coralline sia morto, in oceani surriscaldati, acidificati e privi di ossigeno che rischiano di andare incontro a terrificanti estinzioni di massa.
\nNon sembra vicino, il 2050, ed \u00e8 facile cadere nella tentazione di pensare che abbiamo cose pi\u00f9 urgenti di cui occuparci. Ma sarebbe sbagliato: la salute degli oceani \u00e8 una priorit\u00e0 per il nostro pianeta e anche per la nostra stessa sopravvivenza.
\nOceani caldi e inquinati, privi di pesce, avrebbero conseguenze disastrose sotto molteplici aspetti, provocando danni enormi dal punto di vista economico ma anche contribuendo a fenomeni meteo sempre pi\u00f9 estremi e a un livello del mare sempre pi\u00f9 alto. A rischio non c\u2019\u00e8 \u201csolo\u201d l\u2019economia: \u00e8 questione di vita o di morte, e il 2050 \u00e8 estremamente vicino.
\nCome fa notare il World Economic Forum, per quella data i bambini che oggi stringiamo in braccio saranno ancora giovani, intenti a costruire la propria carriera e la propria famiglia: non si pu\u00f2 accettare che i nostri figli ereditino da noi una situazione cos\u00ec catastrofica.
\nLa buona notizia \u00e8 che per il momento non \u00e8 ancora impossibile opporci a questo destino: siamo ancora in tempo per consegnare loro un mare sano, forse perfino pi\u00f9 redditizio del nostro. Ma bisogna agire subito.

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Unsplash/Fab Lentz
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Per farlo, il World Economic Forum ha delineato 10 passi fondamentali.

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1. Fermare i cambiamenti climatici
\n\u00c8 il passo pi\u00f9 difficile ma pi\u00f9 importante che possiamo compiere per la salute degli oceani. Il rientro degli Stati Uniti tra i firmatari dell\u2019Accordo di Parigi \u00e8 un\u2019ottima notizia, ma non basta: servono impegni nazionali ambiziosi per ridurre e azzerare le emissioni di gas serra.

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Clima, non ci stiamo impegnando abbastanza. L\u2019Onu avverte: \u00e8 \u00aballarme rosso\u00bb

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2. Passare ai fatti
\nAbbiamo bisogno che la neutralit\u00e0 carbonica diventi realt\u00e0. Questo richieder\u00e0 investimenti enormi nelle fonti di energie rinnovabili, incluse anche soluzioni ancora sperimentali, e servir\u00e0 avere una mentalit\u00e0 aperta per adattare e rendere pi\u00f9 praticabili e sicure le soluzioni energetiche a basse emissioni di carbonio di cui disponiamo attualmente. Bisogna accelerare lo sviluppo di batterie sostenibili e creare nuove infrastrutture energetiche, comprese quelle marine: porti elettrificati e navi a basse emissioni, per esempio, contribuirebbero anche a ridurre i rischi di sversamenti di petrolio e a contrastare i rumori oceanici e l\u2019inquinamento dei porti.

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Petrolio in Israele, WWF: \u00abIl traffico nel Mediterraneo andr\u00e0 a peggiorare\u00bb

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3. Studiare lo sfruttamento delle risorse
\nAbbiamo sfruttato il mare senza freni, con conseguenze gravissime come l\u2019inquinamento e la distruzione di interi habitat, ma non \u00e8 ancora tardi per rimediare. L\u2019acquacoltura gestita con pi\u00f9 razionalit\u00e0, solo nei posti giusti, con le specie giuste e adottando le pratiche giuste, sarebbe una vittoria per la salute dell\u2019ambiente ma anche per quella umana. Investire nella ricerca, per esempio con progetti che permettano di ottenere alimenti vegetali dal mare, potrebbe aiutarci anche a soddisfare in modo sostenibile la crescente domanda di prodotti ittici.

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4. Proteggere l\u2019oceano: obiettivo 30\u00d730
\nCos\u00ec come i parchi proteggono parte della natura sulla terraferma servono aree protette anche in mare. L\u2019obiettivo ora \u00e8 quello di proteggere il 30 per cento dei nostri oceani entro il 2030, monitorando e proteggendo la biodiversit\u00e0 che contraddistinguer\u00e0 le aree che selezioneremo. Non \u00e8 facile, e finora abbiamo mancato il primo obiettivo di proteggere il 10 per cento dell\u2019oceano entro il 2020:

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Crediti: Protected Planet, via World Economic Forum
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5. Salvaguardare anche il restante 70%
\nL\u2019industria continua a crescere a tassi esponenziali nel mare, quindi anche se riuscissimo a proteggerne il 30 per cento sarebbe fondamentale gestire in modo intelligente anche lo sfruttamento delle aree non protette.
\nServe quella che il World Economic Forum descrive come una \u00abrivoluzione industriale dell\u2019oceano\u00bb, che includa la gestione responsabile della pesca, l\u2019attenta suddivisione in zone per l\u2019industria del mare, l\u2019eliminazione dei sussidi alla pesca dannosa e la selezione delle industrie nascenti. Per esempio, sottolineano gli esperti, la nuova industria dell\u2019estrazione mineraria oceanica \u00e8 semplicemente troppo pericolosa perch\u00e9 si possa lasciare che si diffonda nell\u2019oceano.

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6. Colmare i vuoti normativi
\nIl mare appartiene a tutti, compresi quei due terzi di oceano che si trovano al largo, al di l\u00e0 dei confini. Ma in questi spazi internazionali la protezione della biodiversit\u00e0 e delle risorse \u00e8 venuta meno.
\nUn passo in avanti per colmare questo gap potrebbe essere la proposta di un nuovo Trattato delle Nazioni Unite per la biodiversit\u00e0 in alto mare.

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7. Fermare l\u2019inquinamento da plastica
\nLa plastica \u00e8 ovunque, e l\u2019allarme risuona ormai da anni, ma senza che si prendano provvedimenti seri per cambiare la situazione. Dobbiamo vietare la plastica che non \u00e8 necessaria e tassare quella monouso, avverte il World Economic Forum. Dobbiamo investire nella ricerca e nella tecnologia per evitare che la plastica finisca in mare, per revisionare i sistemi di riciclaggio e per progettare alternative ecologiche alla plastica che siano valide anche dal punto di vista economico.
\nSecondo gli esperti servirebbe un trattato internazionale per affrontare l\u2019emergenza plastica come l\u2019Accordo di Parigi cerca di rimediare al problema delle emissioni e del conseguente riscaldamento globale.

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Le microplastiche soffocano gli oceani: solo sui fondali sono oltre 14 milioni di tonnellate

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8. Prenderci cura della terra
\nQuello che succede sulla terraferma influenza anche la salute del mare. Per esempio, la distruzione delle foreste determina una mole pi\u00f9 massiccia di CO2 che raggiunge gli oceani e l\u2019utilizzo di sostanze tossiche e nocive nell\u2019agricoltura contamina l\u2019acqua dei fiumi, e di conseguenza anche quella del mare.

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9. Monitorare
\nDobbiamo avere pi\u00f9 dati per tenere d\u2019occhio la salute dell\u2019oceano: servono nuove tecnologie che permettano, per esempio, di rilevare la pesca illegale e di aiutare le specie a rischio a coesistere con l\u2019industria.

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10. Garantire equit\u00e0
\nLa salute degli oceani passa anche dall\u2019equit\u00e0 tra le persone: un mare pi\u00f9 sano deve essere nell\u2019interesse di tutti, e nessuno dev\u2019essere danneggiato in modo diseguale dai rischi legati alle cattive condizioni in cui lo stiamo riducendo.

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\u00c8 il momento di agire con coraggio: se continuiamo a perseguire la strada pi\u00f9 facile le previsioni apocalittiche relative al 2050 si avvereranno. Riscrivere il destino del mare, avvertono gli esperti, potrebbe essere una delle cose pi\u00f9 difficile che dovremo fare come collettivit\u00e0, ma \u00e8 necessario tenere a mente che le conseguenze della nostra inazione di oggi saranno estremamente difficili da sopportare, domani.

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\u00a9 Icona Meteo - Il presente contenuto \u00e8 riproducibile solo in parte, non integralmente, inserendo la citazione della fonte (Icona Meteo) e il link al contenuto originale (MARE a rischio, ma possiamo ancora salvarlo: il piano in 10 fasi del World Economic Forum)

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Ma sarebbe sbagliato: la salute degli oceani \u00e8 una priorit\u00e0 per il nostro pianeta e anche per la nostra stessa sopravvivenza.\nOceani caldi e inquinati, privi di pesce, avrebbero conseguenze disastrose sotto molteplici aspetti, provocando danni enormi dal punto di vista economico ma anche contribuendo a fenomeni meteo sempre pi\u00f9 estremi e a un livello del mare sempre pi\u00f9 alto. A rischio non c\u2019\u00e8 \u201csolo\u201d l\u2019economia: \u00e8 questione di vita o di morte, e il 2050 \u00e8 estremamente vicino.\nCome fa notare il World Economic Forum, per quella data i bambini che oggi stringiamo in braccio saranno ancora giovani, intenti a costruire la propria carriera e la propria famiglia: non si pu\u00f2 accettare che i nostri figli ereditino da noi una situazione cos\u00ec catastrofica.\nLa buona notizia \u00e8 che per il momento non \u00e8 ancora impossibile opporci a questo destino: siamo ancora in tempo per consegnare loro un mare sano, forse perfino pi\u00f9 redditizio del nostro. Ma bisogna agire subito.\nUnsplash/Fab Lentz\nPer farlo, il World Economic Forum ha delineato 10 passi fondamentali.\n1. Fermare i cambiamenti climatici\n\u00c8 il passo pi\u00f9 difficile ma pi\u00f9 importante che possiamo compiere per la salute degli oceani. Il rientro degli Stati Uniti tra i firmatari dell\u2019Accordo di Parigi \u00e8 un\u2019ottima notizia, ma non basta: servono impegni nazionali ambiziosi per ridurre e azzerare le emissioni di gas serra.\n\n\n\n\nClima, non ci stiamo impegnando abbastanza. L\u2019Onu avverte: \u00e8 \u00aballarme rosso\u00bb\n\n\n\n\n2. Passare ai fatti\nAbbiamo bisogno che la neutralit\u00e0 carbonica diventi realt\u00e0. Questo richieder\u00e0 investimenti enormi nelle fonti di energie rinnovabili, incluse anche soluzioni ancora sperimentali, e servir\u00e0 avere una mentalit\u00e0 aperta per adattare e rendere pi\u00f9 praticabili e sicure le soluzioni energetiche a basse emissioni di carbonio di cui disponiamo attualmente. Bisogna accelerare lo sviluppo di batterie sostenibili e creare nuove infrastrutture energetiche, comprese quelle marine: porti elettrificati e navi a basse emissioni, per esempio, contribuirebbero anche a ridurre i rischi di sversamenti di petrolio e a contrastare i rumori oceanici e l\u2019inquinamento dei porti.\n\n\n\n\nPetrolio in Israele, WWF: \u00abIl traffico nel Mediterraneo andr\u00e0 a peggiorare\u00bb\n\n\n\n\n3. Studiare lo sfruttamento delle risorse\nAbbiamo sfruttato il mare senza freni, con conseguenze gravissime come l\u2019inquinamento e la distruzione di interi habitat, ma non \u00e8 ancora tardi per rimediare. L\u2019acquacoltura gestita con pi\u00f9 razionalit\u00e0, solo nei posti giusti, con le specie giuste e adottando le pratiche giuste, sarebbe una vittoria per la salute dell\u2019ambiente ma anche per quella umana. Investire nella ricerca, per esempio con progetti che permettano di ottenere alimenti vegetali dal mare, potrebbe aiutarci anche a soddisfare in modo sostenibile la crescente domanda di prodotti ittici.\n4. Proteggere l\u2019oceano: obiettivo 30\u00d730\nCos\u00ec come i parchi proteggono parte della natura sulla terraferma servono aree protette anche in mare. L\u2019obiettivo ora \u00e8 quello di proteggere il 30 per cento dei nostri oceani entro il 2030, monitorando e proteggendo la biodiversit\u00e0 che contraddistinguer\u00e0 le aree che selezioneremo. Non \u00e8 facile, e finora abbiamo mancato il primo obiettivo di proteggere il 10 per cento dell\u2019oceano entro il 2020:\nCrediti: Protected Planet, via World Economic Forum\n5. Salvaguardare anche il restante 70%\nL\u2019industria continua a crescere a tassi esponenziali nel mare, quindi anche se riuscissimo a proteggerne il 30 per cento sarebbe fondamentale gestire in modo intelligente anche lo sfruttamento delle aree non protette.\nServe quella che il World Economic Forum descrive come una \u00abrivoluzione industriale dell\u2019oceano\u00bb, che includa la gestione responsabile della pesca, l\u2019attenta suddivisione in zone per l\u2019industria del mare, l\u2019eliminazione dei sussidi alla pesca dannosa e la selezione delle industrie nascenti. Per esempio, sottolineano gli esperti, la nuova industria dell\u2019estrazione mineraria oceanica \u00e8 semplicemente troppo pericolosa perch\u00e9 si possa lasciare che si diffonda nell\u2019oceano.\n6. Colmare i vuoti normativi\nIl mare appartiene a tutti, compresi quei due terzi di oceano che si trovano al largo, al di l\u00e0 dei confini. Ma in questi spazi internazionali la protezione della biodiversit\u00e0 e delle risorse \u00e8 venuta meno.\nUn passo in avanti per colmare questo gap potrebbe essere la proposta di un nuovo Trattato delle Nazioni Unite per la biodiversit\u00e0 in alto mare.\n7. Fermare l\u2019inquinamento da plastica\nLa plastica \u00e8 ovunque, e l\u2019allarme risuona ormai da anni, ma senza che si prendano provvedimenti seri per cambiare la situazione. Dobbiamo vietare la plastica che non \u00e8 necessaria e tassare quella monouso, avverte il World Economic Forum. Dobbiamo investire nella ricerca e nella tecnologia per evitare che la plastica finisca in mare, per revisionare i sistemi di riciclaggio e per progettare alternative ecologiche alla plastica che siano valide anche dal punto di vista economico.\nSecondo gli esperti servirebbe un trattato internazionale per affrontare l\u2019emergenza plastica come l\u2019Accordo di Parigi cerca di rimediare al problema delle emissioni e del conseguente riscaldamento globale.\n\n\n\n\nLe microplastiche soffocano gli oceani: solo sui fondali sono oltre 14 milioni di tonnellate\n\n\n\n\n8. Prenderci cura della terra\nQuello che succede sulla terraferma influenza anche la salute del mare. Per esempio, la distruzione delle foreste determina una mole pi\u00f9 massiccia di CO2 che raggiunge gli oceani e l\u2019utilizzo di sostanze tossiche e nocive nell\u2019agricoltura contamina l\u2019acqua dei fiumi, e di conseguenza anche quella del mare.\n9. Monitorare\nDobbiamo avere pi\u00f9 dati per tenere d\u2019occhio la salute dell\u2019oceano: servono nuove tecnologie che permettano, per esempio, di rilevare la pesca illegale e di aiutare le specie a rischio a coesistere con l\u2019industria.\n10. Garantire equit\u00e0\nLa salute degli oceani passa anche dall\u2019equit\u00e0 tra le persone: un mare pi\u00f9 sano deve essere nell\u2019interesse di tutti, e nessuno dev\u2019essere danneggiato in modo diseguale dai rischi legati alle cattive condizioni in cui lo stiamo riducendo.\n\u00c8 il momento di agire con coraggio: se continuiamo a perseguire la strada pi\u00f9 facile le previsioni apocalittiche relative al 2050 si avvereranno. Riscrivere il destino del mare, avvertono gli esperti, potrebbe essere una delle cose pi\u00f9 difficile che dovremo fare come collettivit\u00e0, ma \u00e8 necessario tenere a mente che le conseguenze della nostra inazione di oggi saranno estremamente difficili da sopportare, domani.\n\n\n\nLe ultime notizie di\u00a0IconaClima:\nAmazzonia vendesi: scoperto un traffico illegale su Facebook\nClima e ambiente in crisi, l\u2019Onu: \u00abpossiamo ancora fare pace con la natura\u00bb\nCorrente del Golfo al suo minimo da mille anni: gravi effetti a catena\n\n\n\n\n \n\n\u00a9 Icona Meteo - Il presente contenuto \u00e8 riproducibile solo in parte, non integralmente, inserendo la citazione della fonte (Icona Meteo) e il link al contenuto originale (MARE a rischio, ma possiamo ancora salvarlo: il piano in 10 fasi del World Economic Forum)", "date_published": "2021-02-28T15:23:34+01:00", "date_modified": "2021-02-28T15:37:19+01:00", "authors": [ { "name": "Redazione Icona", "url": "https://www.iconameteo.it/author/matrixgd/", "avatar": "https://secure.gravatar.com/avatar/a855f4e4634a02a31db748b04c322685246c6aa18fd5b85ad7e2eaab6889fedb?s=512&d=wp_user_avatar&r=g" } ], "author": { "name": "Redazione Icona", "url": "https://www.iconameteo.it/author/matrixgd/", "avatar": "https://secure.gravatar.com/avatar/a855f4e4634a02a31db748b04c322685246c6aa18fd5b85ad7e2eaab6889fedb?s=512&d=wp_user_avatar&r=g" }, "image": "https://www.iconameteo.it/contents/uploads/2021/02/flavio-gasperini-gCpr7F7TU7s-unsplash-scaled.jpg", "tags": [ "ambiente", "mare", "oceani", "Notizie mondo" ] }, { "id": "https://www.iconameteo.it/?p=46335", "url": "https://www.iconameteo.it/news/notizie-mondo/oceani-caldi-ed-eventi-estremi-un-legame-strettissimo/", "title": "OCEANI CALDI ed EVENTI ESTREMI: un legame strettissimo", "content_html": "\"Oceani

Oceani sempre pi\u00f9 caldi causano eventi estremi con maggiore frequenza e pericolosit\u00e0. Ad affermarlo sono i risultati di alcune recenti ricerche. Risultati pubblicati in questi giorni sulla piattaforma di news Bloomberg.com. La paura per l\u2019emergenza coronavirus dilaga. Ma non dobbiamo per questo dimenticare che incombe anche un altro, gravissimo problema. Il riscaldamento globale. E gli oceani sono la miglior cartina di tornasole a tale scopo. L\u2019acqua del mare, infatti, immagazzina e trattiene il calore in quantit\u00e0 di gran lunga maggiore rispetto all\u2019atmosfera.

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Negli ultimi sei anni si sono registrate le temperature oceaniche pi\u00f9 elevate

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Che l\u2019acqua degli oceani sia sempre pi\u00f9 calda lo dimostra un dato preciso. Il fatto, cio\u00e8, che i cinque anni con le temperature dell\u2019acqua marina pi\u00f9 calda della storia siano collocati proprio tra il 2014 e il 2020. \u201cQuesto fatto \u00e8 correlato ai cambiamenti climatici\u201d, dice Jennifer Francis, ricercatore presso il Woods Hole Research Center del Massachusetts. Marzo 2020 ha registrato il secondo livello pi\u00f9 alto per quanto riguarda le temperature del mare dal 1880.

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\"Oceani
Temperatura delle acque oceaniche registrata il 18 aprile 2020 (Fonte: NOAA)
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Oceani molto caldi sono alla base degli eventi estremi degli ultimi mesi

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Il riscaldamento continuo delle acque del mare rappresenta una grande preoccupazione per tutta la comunit\u00e0 scientifica. La maggior parte degli studiosi sostiene infatti che esso sar\u00e0 alla base di un numero sempre maggiore di eventi estremi. Secondo i Centri nazionali statunitensi per le informazioni ambientali (U.S. National Centers for Environmental Information) nel mese scorso molte zonw dell\u2019Atlantico, del Pacifico e dell\u2019Oceano Indiano hanno toccato temperature da record. Proprio queste temperature da record, in base a quanto affermano gli scienziati, sono alla base degli eventi estremi registrati negli ultimi mesi. A partire dagli uragani in Atlantico, gli incendi in Australia e in Amazzonia, i tornado negli Stati Uniti.

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Nel Golfo del Messico il record di temperatura delle acque oceaniche si \u00e8 poi tradotto in record di temperatura a terra

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\u201cTutta la fascia tropicale oceanica ha temperature sopra le medie\u201d, afferma Michelle L’Heureux, meteorologo dello U.S. Climate Prediction Center. \u201cE c’\u00e8 una forte componente di riscaldamento globale in tutto questo. \u00c8 davvero sorprendente vedere quanto sia calda la fascia tropicale degli oceani\u201d. Il record di temperatura nelle acque del Golfo del Messico, per esempio, si \u00e8 tradotto in temperature decisamente elevate anche sulla Terra. Lo dice Deke Arndt, capo della sezione di monitoraggio presso i National Centers for Environmental Informatioad Asheville, nella Carolina del Nord. \u201cLa Florida ha registrato il suo marzo pi\u00f9 caldo mai registrato, e Miami, la scorsa settimana, ha raggiunto i 33 gradi\u201d. Una temperatura-record, secondo il National Weather Service. Un valore di ben 10 gradi sopra la norma stagionale.

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\u00a9 Icona Meteo - Il presente contenuto \u00e8 riproducibile solo in parte, non integralmente, inserendo la citazione della fonte (Icona Meteo) e il link al contenuto originale (OCEANI CALDI ed EVENTI ESTREMI: un legame strettissimo)

\n", "content_text": "Oceani sempre pi\u00f9 caldi causano eventi estremi con maggiore frequenza e pericolosit\u00e0. Ad affermarlo sono i risultati di alcune recenti ricerche. Risultati pubblicati in questi giorni sulla piattaforma di news Bloomberg.com. La paura per l\u2019emergenza coronavirus dilaga. Ma non dobbiamo per questo dimenticare che incombe anche un altro, gravissimo problema. Il riscaldamento globale. E gli oceani sono la miglior cartina di tornasole a tale scopo. L\u2019acqua del mare, infatti, immagazzina e trattiene il calore in quantit\u00e0 di gran lunga maggiore rispetto all\u2019atmosfera.\nNegli ultimi sei anni si sono registrate le temperature oceaniche pi\u00f9 elevate\nChe l\u2019acqua degli oceani sia sempre pi\u00f9 calda lo dimostra un dato preciso. Il fatto, cio\u00e8, che i cinque anni con le temperature dell\u2019acqua marina pi\u00f9 calda della storia siano collocati proprio tra il 2014 e il 2020. \u201cQuesto fatto \u00e8 correlato ai cambiamenti climatici\u201d, dice Jennifer Francis, ricercatore presso il Woods Hole Research Center del Massachusetts. Marzo 2020 ha registrato il secondo livello pi\u00f9 alto per quanto riguarda le temperature del mare dal 1880.\nTemperatura delle acque oceaniche registrata il 18 aprile 2020 (Fonte: NOAA)\nOceani molto caldi sono alla base degli eventi estremi degli ultimi mesi\nIl riscaldamento continuo delle acque del mare rappresenta una grande preoccupazione per tutta la comunit\u00e0 scientifica. La maggior parte degli studiosi sostiene infatti che esso sar\u00e0 alla base di un numero sempre maggiore di eventi estremi. Secondo i Centri nazionali statunitensi per le informazioni ambientali (U.S. National Centers for Environmental Information) nel mese scorso molte zonw dell\u2019Atlantico, del Pacifico e dell\u2019Oceano Indiano hanno toccato temperature da record. Proprio queste temperature da record, in base a quanto affermano gli scienziati, sono alla base degli eventi estremi registrati negli ultimi mesi. A partire dagli uragani in Atlantico, gli incendi in Australia e in Amazzonia, i tornado negli Stati Uniti.\nNel Golfo del Messico il record di temperatura delle acque oceaniche si \u00e8 poi tradotto in record di temperatura a terra\n\u201cTutta la fascia tropicale oceanica ha temperature sopra le medie\u201d, afferma Michelle L’Heureux, meteorologo dello U.S. Climate Prediction Center. \u201cE c’\u00e8 una forte componente di riscaldamento globale in tutto questo. \u00c8 davvero sorprendente vedere quanto sia calda la fascia tropicale degli oceani\u201d. Il record di temperatura nelle acque del Golfo del Messico, per esempio, si \u00e8 tradotto in temperature decisamente elevate anche sulla Terra. Lo dice Deke Arndt, capo della sezione di monitoraggio presso i National Centers for Environmental Informatioad Asheville, nella Carolina del Nord. \u201cLa Florida ha registrato il suo marzo pi\u00f9 caldo mai registrato, e Miami, la scorsa settimana, ha raggiunto i 33 gradi\u201d. Una temperatura-record, secondo il National Weather Service. Un valore di ben 10 gradi sopra la norma stagionale.\n\u00a9 Icona Meteo - Il presente contenuto \u00e8 riproducibile solo in parte, non integralmente, inserendo la citazione della fonte (Icona Meteo) e il link al contenuto originale (OCEANI CALDI ed EVENTI ESTREMI: un legame strettissimo)", "date_published": "2020-04-20T16:57:38+02:00", "date_modified": "2020-04-20T17:07:30+02:00", "authors": [ { "name": "Redazione", "url": "https://www.iconameteo.it/author/amgconsolaro/", "avatar": "https://secure.gravatar.com/avatar/23e2c8d57b0973f0b437e6c633ea12cc2e25537c86224be5e259401eb705968f?s=512&d=wp_user_avatar&r=g" } ], "author": { "name": "Redazione", "url": "https://www.iconameteo.it/author/amgconsolaro/", "avatar": "https://secure.gravatar.com/avatar/23e2c8d57b0973f0b437e6c633ea12cc2e25537c86224be5e259401eb705968f?s=512&d=wp_user_avatar&r=g" }, "image": "https://www.iconameteo.it/contents/uploads/2020/04/Pixabay_Jarmoluk-scaled.jpg", "tags": [ "eventi estremi", "oceani", "temperatura", "Approfondimenti", "Notizie mondo", "Primo piano" ] } ] }