Video - Icona Meteo https://www.iconameteo.it/news/video/ IconaMeteo.it - Sempre un Meteo avanti Sat, 17 Oct 2026 06:28:12 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=7.1.3 https://www.iconameteo.it/contents/uploads/2019/12/Favicon-150x150.png Video - Icona Meteo https://www.iconameteo.it/news/video/ 32 32 Istanbul travolta dal maltempo: alluvioni lampo, strade sommerse e scuole chiuse – VIDEO https://www.iconameteo.it/news/video/istanbul-travolta-dal-maltempo-alluvioni-lampo-strade-sommerse-e-scuole-chiuse-video/ Fri, 16 Oct 2026 07:58:12 +0000 https://www.iconameteo.it/?p=96602 Una violenta ondata di maltempo ha colpito Istanbul, in Turchia, provocando alluvioni lampo, gravi disagi alla circolazione e danni in diversi quartieri della metropoli. Le piogge intense, iniziate nella serata di martedì 13 ottobre e proseguite mercoledì 14, hanno sommerso strade e sottopassi, invaso abitazioni e attività commerciali e lasciato numerosi veicoli bloccati o trascinati …

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Una violenta ondata di maltempo ha colpito Istanbul, in Turchia, provocando alluvioni lampo, gravi disagi alla circolazione e danni in diversi quartieri della metropoli. Le piogge intense, iniziate nella serata di martedì 13 ottobre e proseguite mercoledì 14, hanno sommerso strade e sottopassi, invaso abitazioni e attività commerciali e lasciato numerosi veicoli bloccati o trascinati dalla corrente.

La situazione ha costretto le autorità a sospendere le attività scolastiche per giovedì 15 ottobre e a invitare i residenti a evitare gli spostamenti non indispensabili. Il bilancio comprende anche una vittima: un ragazzo di 14 anni è morto dopo essere rimasto folgorato in una strada allagata.

Alluvioni a Istanbul, un ragazzo di 14 anni è morto folgorato

Tra le conseguenze più gravi delle piogge c’è la morte di un adolescente nel quartiere di Fatih, nella zona di Balat. Secondo quanto riportato da Al Jazeera, il ragazzo è stato colpito da una scarica elettrica dopo aver messo piede in una pozzanghera durante il nubifragio. Le immagini di una telecamera di sorveglianza mostrano il momento in cui si accascia a terra.

Il giovane è stato trasportato in ospedale in stato di incoscienza, ma i tentativi di soccorso non sono riusciti a salvarlo. Le autorità hanno aperto un’indagine per chiarire le circostanze dell’incidente.

Il caso mette in evidenza uno dei pericoli meno immediati, ma potenzialmente letali, delle alluvioni urbane: l’acqua che si accumula sulle strade può entrare in contatto con impianti elettrici o cavi danneggiati, creando condizioni estremamente rischiose anche lontano dai corsi d’acqua.

Strade allagate, automobili trascinate dalla corrente e traffico in tilt

L’emergenza alluvioni ha interessato diversi quartieri di Istanbul. Le precipitazioni hanno sommerso strade e sottopassi, intrappolando automobilisti e provocando pesanti rallentamenti. In alcune zone l’acqua ha invaso abitazioni, negozi e scantinati, mentre le immagini diffuse dai media mostrano automobili trascinate dalle correnti.

In un quartiere, alcuni passanti sono intervenuti per soccorrere una donna che veniva trascinata dall’acqua lungo la strada. I vigili del fuoco hanno inoltre salvato una persona rimasta intrappolata in un seminterrato allagato.

Le conseguenze hanno raggiunto anche alcune infrastrutture: secondo le ricostruzioni di Al Jazeera, l’acqua è entrata in due ospedali e ha raggiunto la stazione della metropolitana di Haciosman, dove si sono verificate infiltrazioni dal soffitto. In un altro quartiere, il muro di contenimento di una scuola primaria è crollato mentre gli studenti si trovavano all’interno delle aule. Non sono stati segnalati feriti tra gli alunni.

La situazione del traffico è diventata particolarmente difficile durante l’ora di punta serale, quando la congestione ha raggiunto livelli prossimi al 90%, secondo quanto riportato dai media locali. Le autorità hanno registrato oltre 2.500 segnalazioni legate al maltempo, tra allagamenti, frane e altri incidenti.

Scuole chiuse e appello delle autorità: «Restate in casa»

Per limitare i rischi, il governatorato di Istanbul ha disposto la sospensione delle lezioni in tutte le scuole per giovedì 15 ottobre. Sono state previste misure di congedo anche per alcune categorie di dipendenti pubblici, tra cui le persone con disabilità e le madri con figli piccoli.

È stato inoltre vietato temporaneamente l’utilizzo di motocicli sulle strade. Il governatore Davut Gül ha invitato la popolazione a non uscire di casa se non in caso di effettiva necessità, raccomandando particolare prudenza a chi vive nei piani seminterrati, con l’invito a trascorrere la notte in luoghi più sicuri e a quote più elevate.

Le autorità hanno chiesto anche di evitare sottopassi, alvei dei torrenti e altre aree esposte al rischio di allagamento. Si tratta di precauzioni importanti durante le cosiddette alluvioni lampo, fenomeni in cui l’acqua può accumularsi e scorrere con grande rapidità, lasciando poco tempo per mettersi al riparo.

Secondo le informazioni diffuse dai media turchi e riprese da Al Jazeera, per affrontare l’emergenza sono stati mobilitati circa 8.000 operatori e 2.000 mezzi e macchinari.

Piogge eccezionali, in alcune zone caduti quasi 200 millimetri

Le precipitazioni hanno raggiunto intensità particolarmente elevate in alcuni settori della città. Nell’area di Ömerli, nel distretto di Beykoz, sulla sponda asiatica di Istanbul, sarebbero caduti quasi 194 millimetri di pioggia, secondo i dati riportati da Al Jazeera sulla base delle informazioni diffuse dai media locali. In alcune zone della metropoli sono stati segnalati accumuli vicini ai 100 millimetri nell’arco di 12 ore.

Quantità di questo tipo, concentrate in un intervallo temporale breve, possono mettere sotto pressione i sistemi di drenaggio urbano e favorire allagamenti rapidi, soprattutto nelle aree più basse e nei punti in cui l’acqua tende a confluire.

L’episodio conferma quanto le precipitazioni intense possano avere conseguenze rilevanti nelle grandi città, dove strade, edifici e superfici impermeabili limitano l’assorbimento dell’acqua nel terreno. Quando la pioggia cade con grande intensità, il deflusso può aumentare rapidamente e trasformare vie e sottopassi in punti pericolosi.

Le autorità hanno invitato la popolazione a mantenere alta la prudenza mentre proseguono gli interventi e le verifiche nelle aree colpite.

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Grecia, violenta ondata di maltempo: alluvioni e strade sommerse, un uomo morto a Rodi – VIDEO https://www.iconameteo.it/news/notizie-mondo/maltempo-grecia-alluvioni-e-strade-sommerse-un-uomo-morto-a-rodi/ Thu, 15 Oct 2026 07:39:28 +0000 https://www.iconameteo.it/?p=96596 La Grecia è stata investita da una violenta ondata di maltempo che ha provocato allagamenti, strade interrotte e danni in diverse zone del Paese. La situazione è particolarmente critica sull’isola di Rodi, nel Dodecaneso, dove un uomo di 62 anni è morto dopo essere stato travolto dalla piena mentre si trovava in auto. Le forti …

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La Grecia è stata investita da una violenta ondata di maltempo che ha provocato allagamenti, strade interrotte e danni in diverse zone del Paese. La situazione è particolarmente critica sull’isola di Rodi, nel Dodecaneso, dove un uomo di 62 anni è morto dopo essere stato travolto dalla piena mentre si trovava in auto. Le forti piogge hanno causato l’esondazione di corsi d’acqua e trascinato diversi veicoli, mentre le autorità hanno invitato la popolazione a limitare gli spostamenti.
Le condizioni meteorologiche avverse si sono protratte per il secondo giorno consecutivo, interessando soprattutto le regioni orientali e meridionali del Paese.

Maltempo in Grecia, la situazione più grave a Rodi

Sull’isola di Rodi le conseguenze delle precipitazioni sono state particolarmente pesanti. Il 14 ottobre un uomo di 62 anni è morto dopo che la sua automobile è stata trascinata dalla forza dell’acqua fino alla spiaggia, nella zona di Stegna, vicino al villaggio di Archangelos, sulla costa orientale dell’isola. Il corpo è stato ritrovato lungo la costa, a circa 30 chilometri dalla città di Rodi.

Secondo le informazioni diffuse dalla Guardia costiera, quattro automobili sono state trascinate via dalle acque impetuose. Le immagini circolate sui social media hanno mostrato veicoli trasportati da correnti cariche di fango, mentre le strade venivano rapidamente sommerse.

L’emergenza ha richiesto un intervento massiccio dei soccorritori. Come riferito dal giornale greco eKathimerini, i vigili del fuoco hanno ricevuto 113 richieste di assistenza sull’isola, effettuando 13 operazioni per mettere in salvo persone in difficoltà e 64 interventi per rimuovere l’acqua dagli edifici e dalle aree allagate. Le autorità hanno inoltre disposto la chiusura delle scuole per giovedì 15 ottobre, così da consentire le verifiche e la valutazione dei danni. Rodi è stata posta in stato di emergenza.

Allagamenti e danni anche a Evia, nelle Sporadi e ad Atene

L’ondata di maltempo non ha risparmiato altre aree della Grecia. A Evia, l’esondazione del fiume Kireas ha costretto a interrompere la circolazione su una strada importante in direzione di Halkida, il capoluogo dell’isola. Nei pressi di Politika, inoltre, un ponte secondario è crollato, rendendo necessaria una deviazione del traffico.

Gravi disagi sono stati segnalati anche a Skiathos, nelle Sporadi, dove le acque alluvionali hanno trascinato via due automobili, invaso abitazioni e abbattuto alberi. Nell’area di Atene i vigili del fuoco sono intervenuti per liberare le strade dagli alberi caduti e aspirare l’acqua accumulata negli spazi allagati.

Le autorità hanno invitato i cittadini a evitare gli spostamenti non indispensabili e, soprattutto, a non tentare di attraversare strade sommerse o corsi d’acqua in piena, né in auto né a piedi. In queste situazioni, infatti, anche un livello d’acqua apparentemente contenuto può nascondere correnti molto forti e rendere impossibile mantenere il controllo del veicolo.

Piogge intense e venti forti, la situazione meteo

A determinare le criticità sono state le precipitazioni intense, accompagnate da temporali e venti sostenuti. Le condizioni più difficili hanno interessato soprattutto le aree orientali e meridionali della Grecia, comprese le isole dell’Egeo.

Secondo le informazioni riportate da eKathimerini, sul mar Egeo erano attesi venti settentrionali molto forti, con intensità di 8-9 sulla scala Beaufort. Un elemento che ha contribuito a rendere più difficili le condizioni nelle isole e lungo le coste.

Nel corso di mercoledì 14 ottobre le condizioni meteorologiche hanno iniziato a migliorare in buona parte del Paese, ma le piogge e i temporali erano ancora attesi sulle regioni orientali e meridionali. Per seguire l’evoluzione del quadro meteorologico è possibile consultare le previsioni e gli avvisi ufficiali del Servizio meteorologico nazionale greco (EMY).

L’episodio conferma quanto possano essere pericolosi i fenomeni temporaleschi intensi quando le precipitazioni si concentrano in poche ore: strade e sottopassi possono allagarsi rapidamente, mentre torrenti e fiumi possono ingrossarsi fino a superare gli argini. In presenza di allerte e piogge intense, evitare gli spostamenti non necessari e non attraversare aree invase dall’acqua resta una delle precauzioni più importanti.

Controlla le previsioni meteo per l’Italia

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Nepal, nuove alluvioni dopo la catastrofe di agosto: l’Himalaya è sempre più vulnerabile – VIDEO https://www.iconameteo.it/news/notizie-mondo/nepal-nuove-alluvioni-dopo-la-catastrofe-di-agosto-lhimalaya-e-sempre-piu-vulnerabile-video/ Tue, 13 Oct 2026 07:44:15 +0000 https://www.iconameteo.it/?p=96573 Il Nepal deve di nuovo fare i conti con un’alluvione improvvisa. Domenica 11 ottobre una frana ha bloccato il corso del fiume Budhi Gandaki, nel distretto di Gorkha, nel Nepal centrale. Quando lo sbarramento naturale ha ceduto, l’acqua si è riversata a valle con violenza, trascinando fango e detriti e investendo le aree abitate lungo …

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Il Nepal deve di nuovo fare i conti con un’alluvione improvvisa. Domenica 11 ottobre una frana ha bloccato il corso del fiume Budhi Gandaki, nel distretto di Gorkha, nel Nepal centrale. Quando lo sbarramento naturale ha ceduto, l’acqua si è riversata a valle con violenza, trascinando fango e detriti e investendo le aree abitate lungo le sponde.

Secondo le informazioni diffuse dalle autorità locali, lunedì almeno cinque abitanti risultavano ancora irreperibili. Non erano state segnalate vittime, mentre le operazioni di soccorso proseguivano anche dopo il calo del livello del fiume.

La piena ha spazzato via abitazioni e danneggiato infrastrutture essenziali, tra cui ponti, sentieri e tre impianti idroelettrici. Anche le vie di comunicazione sono state compromesse, rendendo più difficile raggiungere alcune comunità isolate. L’esercito nepalese è intervenuto per soccorrere le persone in difficoltà e distribuire gli aiuti nelle aree colpite.

L’alluvione ha interessato anche la regione del Manaslu, frequentata dagli appassionati di trekking: oltre 100 escursionisti stranieri sono rimasti bloccati in diverse località dopo la distruzione di alcuni sentieri e ponti.

La nuova emergenza si inserisce in una stagione già segnata da una catastrofe di proporzioni enormi. Il Nepal sta ancora affrontando le conseguenze delle alluvioni di agosto, che hanno devastato vaste aree del Paese e lasciato migliaia di famiglie senza casa.

Nepal, la catastrofe di agosto ha causato oltre 1.400 morti

Il 26 agosto un’alluvione catastrofica ha colpito la zona di confine tra il Nepal e la regione cinese del Tibet, interessando in particolare il distretto nepalese di Rasuwa. La piena, innescata da una massa di fango e rocce precipitata nel fiume, ha distrutto abitazioni, strade, ponti e impianti idroelettrici, travolgendo anche persone che si trovavano nelle aree interessate.

Il bilancio è stato drammatico. Secondo quanto riferisce l’agenzia Reuters, il 5 ottobre le autorità nepalesi avevano confermato almeno 1.455 morti, mentre 5.285 persone risultavano ancora disperse. Altre 13.795 persone erano state tratte in salvo.

Il governo ha concluso le operazioni sistematiche di ricerca e soccorso, passando alla fase di recupero e ricostruzione. Le conseguenze della catastrofe restano però pesanti: migliaia di persone hanno perso la propria abitazione e numerose infrastrutture, comprese 12 strutture idroelettriche, sono state distrutte o danneggiate.

Per la ripresa e la riabilitazione delle aree colpite, le autorità hanno stimato un fabbisogno vicino ai 5 miliardi di dollari, una cifra che restituisce la dimensione dei danni economici e sociali.

La nuova alluvione di ottobre non è direttamente la prosecuzione dello stesso evento, ma mostra quanto sia difficile per un territorio già fragile affrontare emergenze ravvicinate. La distruzione di ponti e strade, oltre a compromettere la vita quotidiana delle comunità, può ostacolare i soccorsi e rallentare la ricostruzione.

Perché l’Himalaya è così esposto a frane e alluvioni improvvise

La vulnerabilità del Nepal è legata innanzitutto alla conformazione del territorio. L’Himalaya è una regione montuosa caratterizzata da versanti ripidi, valli strette e corsi d’acqua che possono aumentare rapidamente la propria portata quando ricevono grandi quantità di pioggia o acqua proveniente dalle aree più elevate.

In queste condizioni, una frana può trasformarsi in un pericolo che va ben oltre il punto in cui si verifica. Se i detriti o la massa di terreno ostruiscono un fiume, l’acqua può accumularsi formando uno sbarramento temporaneo. Quando la barriera cede, il rilascio improvviso dell’acqua genera un’onda di piena capace di raggiungere gli insediamenti a valle in tempi molto brevi.

È la dinamica che, secondo le prime ricostruzioni, potrebbe aver provocato l’alluvione dell’11 ottobre lungo il Budhi Gandaki. Non si tratta quindi soltanto del rischio legato alle precipitazioni, ma di una sequenza di fenomeni che possono innescarsi l’uno dopo l’altro, amplificando le conseguenze dell’evento iniziale.

Anche la geologia contribuisce a questa fragilità. L’Himalaya è una catena montuosa relativamente giovane, nata dalla collisione tra la placca indiana e quella eurasiatica e tuttora caratterizzata da un’intensa attività tettonica. L’erosione e la forte pendenza dei versanti rendono molte aree predisposte a frane e smottamenti, soprattutto quando i terreni sono saturi d’acqua.

A questi fattori si aggiunge il cambiamento climatico, che sta modificando le condizioni ambientali delle alte montagne. L’aumento delle temperature influenza la distribuzione di neve e ghiaccio, la stabilità dei versanti e il ciclo dell’acqua, mentre le variazioni delle precipitazioni possono accentuare i rischi in determinate aree.

Un monsone meno piovoso può comunque provocare eventi estremi

Un altro elemento da considerare è la distribuzione delle precipitazioni nel corso della stagione. Nel giugno 2026, l’International Centre for Integrated Mountain Development (ICIMOD), organizzazione intergovernativa che studia la regione dell’Hindu Kush Himalaya, aveva avvertito che un monsone complessivamente meno piovoso non avrebbe necessariamente ridotto il rischio di disastri.

Le previsioni indicavano precipitazioni inferiori alla media in diverse aree della regione, ma gli esperti avevano sottolineato la possibilità di episodi brevi e molto intensi, alternati a periodi più asciutti. Una distribuzione irregolare della pioggia può aumentare il rischio di alluvioni improvvise e frane, anche quando il totale stagionale delle precipitazioni è relativamente contenuto.

Il pericolo, infatti, dipende non soltanto dalla quantità complessiva di pioggia, ma anche dalla sua intensità, dalla durata e dalle caratteristiche del bacino interessato. Un episodio molto intenso concentrato in poche ore può avere conseguenze gravi, soprattutto in una valle montana attraversata da un fiume e circondata da versanti instabili.

Gli esperti dell’ICIMOD hanno inoltre richiamato l’attenzione sull’aumento delle temperature e sulla necessità di rafforzare i sistemi di allerta e la preparazione delle comunità. Fenomeni estremi e condizioni meteorologiche sempre più variabili rendono infatti difficile basare la prevenzione soltanto sulle medie stagionali.

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Uragano Isaias sugli Stati Uniti: almeno quattro morti e centinaia di migliaia di persone senza elettricità https://www.iconameteo.it/news/notizie-mondo/uragano-isaias-sugli-stati-uniti-almeno-quattro-morti-e-centinaia-di-migliaia-di-persone-senza-elettricita/ Sun, 11 Oct 2026 12:46:40 +0000 https://www.iconameteo.it/?p=96547 L’uragano Isaias ha raggiunto la costa della Florida, nel sud degli Stati Uniti, venerdì 9 ottobre come uragano di categoria 2, portando venti violentissimi, mareggiate e piogge torrenziali. Dopo aver toccato terra nei pressi di Destin, nel Panhandle della Florida, il sistema si è spostato verso l’interno degli Stati Uniti, perdendo gradualmente forza ma continuando …

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L’uragano Isaias ha raggiunto la costa della Florida, nel sud degli Stati Uniti, venerdì 9 ottobre come uragano di categoria 2, portando venti violentissimi, mareggiate e piogge torrenziali. Dopo aver toccato terra nei pressi di Destin, nel Panhandle della Florida, il sistema si è spostato verso l’interno degli Stati Uniti, perdendo gradualmente forza ma continuando a rappresentare un pericolo per il rischio di alluvioni improvvise e tornado. L’ultimo bilancio provvisorio condiviso dalle autorità locali era di almeno quattro vittime accertate, mentre le interruzioni di corrente hanno coinvolto centinaia di migliaia di utenze.

Uragano Isaias, la Florida colpita da una tempesta violenta

L’arrivo dell’uragano Isaias sulla costa settentrionale del Golfo del Messico ha provocato danni a edifici e infrastrutture, abbattuto alberi e interrotto la fornitura di energia elettrica in diverse aree del sud-est degli Stati Uniti. La tempesta ha raggiunto la costa venerdì sera, con il suo centro nei pressi di Destin, lungo il tratto costiero del Panhandle della Florida.

Prima dell’impatto, Isaias aveva raggiunto la categoria 2 della scala Saffir-Simpson, che classifica gli uragani in base alla velocità dei venti sostenuti. Durante la fase più intensa, le raffiche hanno superato i 170 km/h, con valori localmente ancora più elevati. Secondo le ricostruzioni diffuse dalla CNN, la tempesta ha inoltre provocato un innalzamento del livello del mare lungo la costa, con una mareggiata di circa un metro e mezzo in alcune aree.

Il passaggio dell’uragano ha lasciato dietro di sé una situazione difficile, soprattutto nelle zone costiere della Florida e dell’Alabama. Le forti raffiche hanno danneggiato edifici, divelto coperture e provocato la caduta di alberi e linee elettriche. Le conseguenze non si sono limitate alla fascia costiera: anche nelle aree più interne, la pioggia intensa e i venti hanno continuato a creare condizioni pericolose.

Da tempesta tropicale a uragano: l’intensificazione di Isaias

Uno degli aspetti più rilevanti dell’evoluzione di Isaias è stata la sua intensificazione nel Golfo del Messico. Il sistema tropicale ha raggiunto lo status di uragano nella prima parte della settimana, per poi rafforzarsi ulteriormente in vista dell’impatto sulla costa statunitense.

Venerdì 9 ottobre, il National Hurricane Center (NHC), il centro meteorologico statunitense specializzato nel monitoraggio dei cicloni tropicali, ha aggiornato la classificazione di Isaias a uragano maggiore, sulla base delle osservazioni effettuate da un aereo Hurricane Hunter. I dati raccolti durante il volo indicavano venti massimi sostenuti stimati in circa 105 nodi, equivalenti a 195 km/h, e una pressione centrale intorno a 959 millibar.

Questi valori corrispondono alla categoria 3 della scala Saffir-Simpson, che identifica gli uragani con venti sostenuti compresi tra 178 e 208 km/h. In seguito, prima dell’approdo la tempesta si è indebolita, raggiungendo la costa come uragano di categoria 2.

L’intensificazione ha mostrato quanto rapidamente possa cambiare la pericolosità di un ciclone tropicale quando le condizioni atmosferiche e oceaniche ne favoriscono lo sviluppo. La velocità dei venti, tuttavia, non è l’unico parametro utile per valutare i danni potenziali: la quantità di pioggia, la traiettoria, la velocità di spostamento e l’innalzamento del mare possono determinare conseguenze molto gravi anche quando il sistema perde forza.

Piogge torrenziali e rischio di alluvioni anche dopo l’impatto

Il fatto che Isaias abbia perso intensità dopo aver raggiunto la terraferma non significa che il pericolo sia terminato. I cicloni tropicali possono continuare a produrre precipitazioni molto abbondanti anche quando non possiedono più le caratteristiche di un uragano.

Nel caso di Isaias, il rischio principale nelle ore successive all’approdo è diventato quello delle alluvioni improvvise, degli allagamenti urbani e delle esondazioni dei corsi d’acqua. Alcune località della Florida hanno registrato accumuli di pioggia eccezionali: una stazione meteorologica nella contea di Walton ha misurato quasi 25 centimetri in appena tre ore, secondo quanto riportato dalla CNN.

Il National Hurricane Center ha segnalato la possibilità di accumuli complessivi di circa 100-200 millimetri in diverse aree interessate dal passaggio della tempesta, con quantitativi localmente superiori e picchi che potrebbero raggiungere circa 380 millimetri nelle zone più esposte.

Si tratta di quantitativi in grado di mettere sotto pressione le reti di drenaggio e di provocare rapidi innalzamenti del livello dell’acqua, soprattutto dove il terreno è già saturo o la conformazione del territorio favorisce il deflusso verso le aree più basse. Le strade allagate possono diventare pericolose anche quando l’acqua non sembra particolarmente profonda, perché la corrente può trascinare veicoli e persone.

Oltre alle precipitazioni, le autorità hanno mantenuto alta l’attenzione sulla possibilità di tornado isolati, che possono svilupparsi all’interno delle bande temporalesche associate ai cicloni tropicali. Il rischio ha riguardato anche alcune aree della Georgia, della Carolina del Nord e in quella del Sud, mentre Isaias proseguiva il suo movimento verso nord.

Perché un uragano può restare pericoloso anche quando si indebolisce

Quando un uragano raggiunge la terraferma, viene progressivamente privato di una delle sue principali fonti di energia: il calore e l’umidità forniti dalle acque oceaniche. L’attrito con il suolo e i cambiamenti nella struttura atmosferica contribuiscono inoltre a indebolire la circolazione.

Questo processo, però, non cancella immediatamente gli effetti della tempesta. Il sistema può continuare a trasportare grandi quantità di umidità, alimentando precipitazioni persistenti anche a centinaia di chilometri dalla costa. In alcune circostanze, inoltre, l’interazione con le perturbazioni delle medie latitudini può favorire una transizione extratropicale, durante la quale il ciclone perde le caratteristiche tipiche di un sistema tropicale ma continua a generare vento e pioggia.

È per questo che la fine dell’allerta per venti da uragano non coincide necessariamente con la fine dell’emergenza. Nel caso di Isaias, le autorità hanno invitato la popolazione a prestare attenzione alle inondazioni, agli alberi caduti, ai cavi elettrici danneggiati e alle condizioni delle strade anche dopo il passaggio del centro della tempesta.

Isaias, un uragano tardivo nella stagione atlantica

Isaias ha attirato l’attenzione anche per la sua comparsa relativamente tardiva nella stagione degli uragani atlantici del 2026. Secondo le ricostruzioni diffuse dalla stampa statunitense, è stato il primo uragano della stagione nell’Atlantico, dopo una serie di tempeste tropicali che non avevano raggiunto questa intensità.

La stagione atlantica degli uragani si estende ufficialmente dal primo giugno al 30 novembre, con una maggiore concentrazione dell’attività in genere tra agosto e ottobre. La formazione di un uragano a ottobre non è quindi anomala in sé, ma la tempistica di Isaias è risultata significativa nel contesto di una stagione che fino a quel momento aveva prodotto diversi sistemi tropicali senza trasformarli in uragani.

L’attività ciclonica atlantica dipende da numerosi fattori, tra cui la temperatura superficiale del mare, il contenuto di calore degli strati oceanici, l’umidità atmosferica, la presenza di aria secca e il wind shear, cioè la variazione della velocità e della direzione del vento con la quota. Anche fenomeni climatici su scala globale, come El Niño, possono influenzare le condizioni favorevoli o sfavorevoli allo sviluppo dei cicloni, ma non determinano da soli l’evoluzione di una singola tempesta.

L’episodio ricorda quindi che le previsioni stagionali descrivono tendenze statistiche e non escludono la possibilità che si sviluppino sistemi particolarmente intensi. Anche una stagione considerata relativamente tranquilla può riservare eventi pericolosi, soprattutto quando un ciclone si intensifica rapidamente e raggiunge aree densamente abitate.

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Tempesta Leonardo: piogge estreme su Penisola Iberica e Marocco, c’è almeno una vittima https://www.iconameteo.it/news/notizie-mondo/tempesta-leonardo-piogge-estreme-su-penisola-iberica-e-marocco-ce-almeno-una-vittima/ Thu, 05 Feb 2026 08:27:15 +0000 https://www.iconameteo.it/?p=91549 La tempesta Leonardo, sesta perturbazione di questo inizio 2026, sta mettendo in ginocchio la Spagna e il Portogallo, confermando come la regione sia ormai in prima linea nell’affrontare eventi meteorologici estremi sempre più frequenti. Il bilancio attuale è drammatico: si registra una vittima nel distretto portoghese di Beja e una donna dispersa in Andalusia, mentre …

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La tempesta Leonardo, sesta perturbazione di questo inizio 2026, sta mettendo in ginocchio la Spagna e il Portogallo, confermando come la regione sia ormai in prima linea nell’affrontare eventi meteorologici estremi sempre più frequenti. Il bilancio attuale è drammatico: si registra una vittima nel distretto portoghese di Beja e una donna dispersa in Andalusia, mentre migliaia di persone sono state costrette ad abbandonare le proprie abitazioni a causa dell’instabilità idrogeologica.

Emergenza in Spagna: l’Andalusia sotto un muro d’acqua

In Spagna, la situazione più critica si concentra nel sud del Paese. La comunità autonoma dell’Andalusia è stata investita da precipitazioni definite “straordinarie” dai meteorologi. A Grazalema, nella provincia di Cadice, sono caduti oltre 520 millimetri di pioggia in poche ore: una quantità d’acqua che normalmente si registra nell’arco di un intero anno. L’agenzia meteorologica statale Aemet ha mantenuto i massimi livelli di allerta, poiché il rischio di esondazioni è amplificato da un terreno già saturo dopo le piogge delle scorse settimane. Oltre 3.500 persone sono state allontanate preventivamente, mentre la rete ferroviaria andalusa è paralizzata, con la sospensione dei treni ad alta velocità e dei collegamenti locali. In Estremadura, la preoccupazione è rivolta alle dighe: la possibile esondazione del fiume Ardila ha spinto le autorità a evacuare centinaia di cittadini nella provincia di Badajoz.

Portogallo: fiumi in piena e black-out

Non meno grave è il quadro in Portogallo. A Serpa, un uomo di circa 60 anni ha perso la vita travolto dalla forza di un torrente mentre cercava di attraversare una zona allagata. La protezione civile portoghese ha gestito migliaia di interventi dall’inizio della settimana, concentrati soprattutto nelle regioni centrali e meridionali. Ad Alcácer do Sal, l’esondazione del fiume Sado ha sommerso il centro storico, con testimonianze locali che descrivono una violenza dell’acqua mai vista a memoria d’uomo. Oltre ai danni strutturali, il Portogallo deve fare i conti con pesanti disservizi energetici: decine di migliaia di utenze sono rimaste senza elettricità a causa dei danni provocati dal vento e dalle inondazioni.

Emergenza anche in Marocco

L’ondata di maltempo non si ferma ai confini europei, ma sta colpendo con durezza anche il Nord Africa. In Marocco la situazione è estremamente seria, in particolare nelle aree nord-occidentali. Nella provincia di Larache, le autorità hanno dovuto evacuare oltre 100.000 persone in via preventiva per limitare l’impatto di inondazioni che hanno assunto proporzioni storiche. Sebbene l’allerta più estrema sia stata emessa all’inizio della settimana, il Paese resta oggi in stato di vigilanza arancione: i volumi di pioggia previsti, che potrebbero toccare i 150 millimetri in aree già sature, mantengono altissima la pressione sui servizi di soccorso e sulle infrastrutture locali.

La tempesta Leonardo coinvolgerà anche l’Italia?

La perturbazione che ha dato origine alla tempesta Leonardo si sta ora dirigendo verso il sud della Francia e colpirà anche l’Italia nelle prossime ore. I primi effetti si faranno sentire nella notte, quando investirà Nord-Ovest e regioni tirreniche con forti piogge e temporali. Gli accumuli di pioggia maggiori sono attesi in Liguria, in Toscana e sull’Appennino settentrionale (specie quello emiliano). Locali forti temporali anche su Lazio, Campania e Calabria tirrenica.

I venti saranno molto forti: secondo i modelli stanotte un intenso vortice potrebbe formarsi nel mar ligure. Sui mari di ponente i venti in prevalenza occidentali raggiungeranno raffiche di 80/100 km/h. Raffiche simili anche in Sardegna e sui settori appennini del Centro.
Saranno agitati il mar Ligure e il Tirreno, e ci sarà il rischio di mareggiate sulle coste occidentali di Sardegna e Corsica, dove le onde potrebbero superare i 5 metri tra stanotte e domani mattina. Mare molto agitato anche nel canale di Sardegna e domani, in giornata, anche sul mare a ovest della Sicilia.

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Incendi Australia: caldo record, città evacuate e koala in pericolo https://www.iconameteo.it/news/notizie-mondo/incendi-australia-caldo-record-citta-evacuate-e-koala-in-pericolo/ Fri, 30 Jan 2026 14:14:02 +0000 https://www.iconameteo.it/?p=91281 incendi australiaL’Australia è di nuovo alle prese con incendi fuori controllo, alimentati da una delle ondate di calore più intense degli ultimi anni. Nel sud-est del Paese, soprattutto nello stato di Victoria, le fiamme hanno già bruciato centinaia di migliaia di ettari, colpendo comunità rurali, aziende agricole e aree naturali cruciali per la biodiversità. Secondo il …

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L’Australia è di nuovo alle prese con incendi fuori controllo, alimentati da una delle ondate di calore più intense degli ultimi anni. Nel sud-est del Paese, soprattutto nello stato di Victoria, le fiamme hanno già bruciato centinaia di migliaia di ettari, colpendo comunità rurali, aziende agricole e aree naturali cruciali per la biodiversità.

Secondo il Copernicus Atmosphere Monitoring Service (CAMS), alla fine di gennaio 2026 gli incendi hanno provocato emissioni superiori alla media stagionale, in un contesto di temperature estreme e condizioni meteo particolarmente favorevoli alla propagazione del fuoco.

Temperature estreme e città in emergenza

L’ondata di caldo che sta colpendo il sud-est australiano ha portato i termometri vicino ai 50 °C in diverse località di Victoria, con record superati in città come Hopetoun e Walpeup. Anche Melbourne ha registrato temperature eccezionali, spingendo le autorità a diffondere avvisi sanitari e raccomandazioni per le persone più vulnerabili: anziani, bambini e persone con patologie.

In molte aree rurali, residenti e agricoltori stanno cercando di difendere case, fattorie e bestiame, mentre i vigili del fuoco combattono diversi fronti attivi. In alcune comunità, migliaia di abitazioni sono rimaste senza elettricità, a causa dei danni alla rete e dello stress imposto dal caldo estremo al sistema energetico.

Le evacuazioni sono scattate in più zone, con famiglie costrette a lasciare le proprie case e rifugiarsi in centri di emergenza o in strutture pubbliche aperte per offrire refrigerio durante i giorni più critici.

Foreste in fiamme e koala a rischio

Gli incendi in Australia stanno colpendo anche le foreste di eucalipto, habitat fondamentale per i koala, specie simbolo del Paese. Le fiamme hanno raggiunto aree già vulnerabili, riaccendendo l’allarme per la sopravvivenza di una popolazione in difficoltà da anni a causa di deforestazione, urbanizzazione e cambiamenti climatici.

Negli ultimi decenni, i koala hanno subito un forte declino, e gli incendi degli anni passati avevano già causato perdite drammatiche di esemplari e habitat. Nonostante gli sforzi di conservazione e i programmi di ripristino ambientale avviati dal governo australiano, le nuove emergenze rischiano di vanificare parte dei progressi fatti.

In diverse aree colpite, sono stati segnalati animali selvatici feriti o stremati dal fumo e dal calore, con interventi di recupero da parte di volontari e associazioni locali.

Fumo, aria irrespirabile e impatti sulla salute

Il fumo degli incendi australiani non sta colpendo solo le aree bruciate. A inizio gennaio, la qualità dell’aria a Melbourne e dintorni è peggiorata sensibilmente, con concentrazioni elevate di particolato.

Copernicus ha osservato un grande pennacchio di fumo che ha attraversato il Mar di Tasmania e il Pacifico meridionale, arrivando in parte fino al Sud America. Mark Parrington, scienziato senior del CAMS, ha dichiarato: «I nostri dati forniscono una chiara indicazione del peggioramento della qualità dell’aria dovuto al fumo, con potenziali ripercussioni sulla salute, e dell’intensità degli incendi, dato che alcuni pennacchi di fumo hanno percorso migliaia di chilometri attraverso il Pacifico».

Il caldo estremo, combinato con l’inquinamento da fumo, rappresenta un rischio serio per la salute pubblica, con un aumento di colpi di calore, disidratazione e problemi respiratori.

Crisi climatica e incendi in Australia: un legame sempre più chiaro

Gli incendi in Australia non sono solo un’emergenza locale, ma un segno evidente di un clima che cambia. Temperature più alte, siccità prolungate e venti intensi creano le condizioni ideali per stagioni degli incendi più lunghe, più distruttive e più difficili da controllare.

Copernicus continua a monitorare la situazione e avverte che condizioni climatiche più calde e secche stanno diventando una costante in molte regioni dell’emisfero australe.
Mentre le fiamme continuano a bruciare, il Paese si trova ancora una volta davanti alla stessa domanda: quanto peggiorerà questa crisi se le emissioni e il riscaldamento globale non verranno fermati in tempo?

 

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Ciclone Harry: come si è formato e cosa c’entra il cambiamento climatico https://www.iconameteo.it/news/notizie-italia/ciclone-harry-come-si-e-formato-e-cosa-centra-il-cambiamento-climatico/ Sat, 24 Jan 2026 08:10:39 +0000 https://www.iconameteo.it/?p=91092 ciclone harry cambiamento climatico causeIl ciclone Harry ha colpito duramente il Sud Italia, provocando una delle peggiori ondate di maltempo degli ultimi decenni tra Sicilia, Calabria e Sardegna. Piogge torrenziali, venti tempestosi e mareggiate eccezionali hanno causato allagamenti, evacuazioni e danni stimati nell’ordine di centinaia di milioni di euro – con un bilancio destinato probabilmente a crescere. In alcune …

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Il ciclone Harry ha colpito duramente il Sud Italia, provocando una delle peggiori ondate di maltempo degli ultimi decenni tra Sicilia, Calabria e Sardegna. Piogge torrenziali, venti tempestosi e mareggiate eccezionali hanno causato allagamenti, evacuazioni e danni stimati nell’ordine di centinaia di milioni di euro – con un bilancio destinato probabilmente a crescere.

In alcune stazioni meteorologiche si sono registrati oltre 500 millimetri di pioggia in 72 ore, mentre le raffiche di vento hanno superato i 100 km/h e le onde hanno raggiunto altezze prossime ai 10 metri lungo le coste. Non si è trattato di un semplice episodio di maltempo, ma di una tempesta mediterranea di intensità straordinaria.

Come si è formato il ciclone Harry

A rendere il ciclone Harry particolarmente distruttivo non è stata solo la forza delle raffiche, ma soprattutto la durata dell’evento e la vastità delle aree coinvolte. I dati regionali mostrano che diverse stazioni meteorologiche hanno superato i precedenti record di vento medio giornaliero, un parametro chiave per valutare l’impatto reale di una tempesta.

Harry era un ciclone extratropicale, nato da un vortice di bassa pressione di origine atlantica che si è isolato nel Mediterraneo occidentale. Una particolare configurazione atmosferica – con alte pressioni che hanno agito come un “blocco” – ha rallentato il suo movimento verso est.

Questo spostamento molto lento ha avuto un effetto cruciale: ha concentrato per giorni piogge intense, venti fortissimi e mareggiate sulla stessa area geografica. Il risultato è stato un accumulo di energia e precipitazioni su scala locale, con effetti amplificati su territorio, infrastrutture e comunità.

Pur non essendo un uragano tropicale, il ciclone Harry ha raggiunto un livello di intensità che, nel Mediterraneo meridionale, si osserva raramente: in alcuni casi non si registravano eventi comparabili da 40 o 50 anni. In Sicilia, ad esempio, l’evento ha superato per estensione e persistenza cicloni che in passato avevano già causato danni gravi. Questo ha contribuito a moltiplicare gli effetti sull’agricoltura, le reti elettriche, la viabilità e i centri abitati.

Il legame con il cambiamento climatico

Il cambiamento climatico, provocato dalle attività umane e in particolare dall’utilizzo di combustibili fossili, ha giocato un ruolo centrale nell’intensificazione del ciclone Harry. Il Mediterraneo è oggi significativamente più caldo rispetto alle medie storiche, con anomalie che in alcune zone superano i +2,5 °C. Un mare più caldo significa più energia disponibile per i sistemi temporaleschi e ciclonici, che possono così diventare più intensi e violenti.

Come ha sottolineato in una nota Greenpeace Italia, «il nostro Paese è esposto con sempre maggiore intensità e frequenza agli effetti del surriscaldamento globale». L’organizzazione ricorda inoltre che l’aumento delle temperature marine amplifica la forza dei fenomeni estremi, rendendo tempeste come il ciclone Harry più probabili e più distruttive.

Secondo il Climate Risk Index, negli ultimi decenni centinaia di migliaia di persone nel mondo hanno perso la vita a causa di eventi meteorologici estremi, con perdite economiche di migliaia di miliardi di dollari. L’Italia risulta tra i Paesi più colpiti, un segnale chiaro della vulnerabilità del nostro territorio.

Un campanello d’allarme per il futuro

Il ciclone Harry non è un caso isolato, ma parte di una tendenza più ampia: eventi estremi più frequenti, più intensi e più costosi. Senza interventi strutturali per ridurre le emissioni e rafforzare l’adattamento ai cambiamenti climatici, il rischio è che tempeste di questa portata diventino sempre meno eccezionali.

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Meteotsunami, un morto in Argentina: cos’è l’onda anomala che ha colpito Mar del Plata https://www.iconameteo.it/news/notizie-mondo/meteotsunami-argentina-onda-anomala-mar-del-plata/ Tue, 13 Jan 2026 08:42:34 +0000 https://www.iconameteo.it/?p=90756 meteotsunami argentina tsunami ondaUn evento raro e violento ha colpito la costa atlantica dell’Argentina, trasformando una giornata di mare in una tragedia. Nel pomeriggio di lunedì 12 gennaio, un meteotsunami ha investito diverse località balneari della provincia di Buenos Aires, causando la morte di un giovane e il ferimento di almeno 35 persone. L’episodio si è verificato tra …

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Un evento raro e violento ha colpito la costa atlantica dell’Argentina, trasformando una giornata di mare in una tragedia. Nel pomeriggio di lunedì 12 gennaio, un meteotsunami ha investito diverse località balneari della provincia di Buenos Aires, causando la morte di un giovane e il ferimento di almeno 35 persone.

L’episodio si è verificato tra Santa Clara del Mar, Mar Chiquita e Mar del Plata, in un contesto di caldo eccezionale e spiagge affollate. In pochi minuti il mare si è ritirato in modo anomalo, per poi tornare improvvisamente verso riva con una forte ondata che ha sorpreso bagnanti e turisti.

La vittima e i feriti

A perdere la vita è stato un uomo di 29 anni, colpito con violenza contro le rocce dopo essere stato trascinato dalla risacca. Anche il bilancio dei feriti è pesante dopo il meteotsunami che ha colpito la spiaggia argentina: decine di persone hanno riportato traumi e contusioni, mentre almeno una è stata ricoverata per un malore legato allo spavento. Le autorità locali hanno disposto l’evacuazione immediata delle spiagge e l’attivazione dei protocolli di emergenza.

Secondo i soccorritori, la rapidità del fenomeno ha reso difficile qualsiasi reazione. Molte persone si trovavano in acqua o sulla battigia quando il livello del mare ha iniziato a salire nel giro di pochi secondi, trascinando con sé ombrelloni, sedie e oggetti lasciati sulla sabbia.

Meteotsunami in Argentina: di cosa si tratta

Il meteotsunami è un’onda anomala di origine meteorologica, diversa dagli tsunami classici generati da terremoti o frane sottomarine. In questi casi, a innescare l’evento sono bruschi cambiamenti della pressione atmosferica, raffiche di vento molto intense o il rapido passaggio di sistemi temporaleschi.

Quando queste perturbazioni si muovono alla giusta velocità sopra il mare, possono trasferire energia all’acqua e amplificare l’onda man mano che si avvicina alla costa. Il risultato è un innalzamento improvviso del livello del mare, spesso preceduto da un ritiro anomalo, un segnale che può trarre in inganno chi si trova in spiaggia.

Perché è successo proprio ora

Gli esperti spiegano che l’evento è avvenuto durante una fase di forte instabilità atmosferica, con un rapido cambio nella direzione del vento lungo la costa. In particolare, la rotazione dei venti e le variazioni di pressione hanno favorito l’aumento improvviso del livello del mare, senza che vi fosse alcuna attività sismica nell’Atlantico meridionale.

A rendere la situazione più pericolosa ha contribuito anche l’ondata di caldo in corso: a Mar del Plata si sono superati i 37 ℃, un valore molto elevato per la zona, che ha portato molte persone a cercare refrigerio in mare nelle ore più calde.

Un fenomeno raro, ma non impossibile

I meteotsunami sono eventi poco frequenti, ma documentati in diverse parti del mondo, dal Mediterraneo ai Grandi Laghi nordamericani. Proprio la loro rarità e la difficoltà di previsone li rendono particolarmente insidiosi: possono svilupparsi in pochi minuti e colpire senza segnali evidenti.

Le autorità argentine hanno avviato verifiche e monitoraggi lungo la costa, mentre la protezione civile invita alla massima prudenza in caso di improvvisi ritiri del mare o cambi repentini delle condizioni meteo. In situazioni del genere, allontanarsi subito dalla riva può fare la differenza.

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Neve in Emilia Romagna: Bologna imbiancata, fiocchi fino in spiaggia – VIDEO https://www.iconameteo.it/primo-piano/neve-in-pianura-in-emilia-romagna-bologna-imbiancata-fiocchi-fino-in-spiaggia-video/ Tue, 06 Jan 2026 08:39:46 +0000 https://www.iconameteo.it/?p=90577 La neve è arrivata dove non era affatto scontata: pianura e costa. Questa mattina fiocchi e accumuli hanno interessato Bologna, Cesena, Faenza, Forlì, Ravenna e Rimini, ma anche Sassuolo, Cesenatico, il Ferrarese e Cattolica. In diverse località della Romagna la neve ha raggiunto il litorale, imbiancando anche le spiagge e regalando uno scenario incantato. Perché …

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La neve è arrivata dove non era affatto scontata: pianura e costa. Questa mattina fiocchi e accumuli hanno interessato Bologna, Cesena, Faenza, Forlì, Ravenna e Rimini, ma anche Sassuolo, Cesenatico, il Ferrarese e Cattolica. In diverse località della Romagna la neve ha raggiunto il litorale, imbiancando anche le spiagge e regalando uno scenario incantato.

Perché la neve sta arrivando fino a quote così basse

Alla base di questa fase di maltempo c’è un afflusso di aria fredda di origine artica che da alcuni giorni interessa gran parte dell’Europa. Il flusso gelido continua a spingersi verso sud-ovest, coinvolgendo il settore franco-iberico e, con maggiore lentezza, anche  il Mediterraneo centrale.

Proprio questa evoluzione poco rapida ha favorito la persistenza dei fenomeni sull’Italia centrale, con precipitazioni abbondanti e anomale per il periodo. Ora la linea di maggiore contrasto atmosferico tende a spostarsi verso sud, ma senza un vero cambio di passo.

Nel frattempo, l’afflusso di aria fredda diretto verso il medio-alto Adriatico sta creando le condizioni ideali per nuove nevicate a bassa quota. Le aree più esposte restano la Romagna, le Marche, le zone interne della Toscana settentrionale e parte dell’Umbria, dove la neve è riuscita a spingersi fino in pianura.

Maltempo in graduale spostamento verso il Sud

Nei prossimi giorni l’instabilità tenderà a concentrarsi soprattutto su Campania, Molise e Puglia settentrionale, dove sono attese precipitazioni abbondanti, in prevalenza piovose ma localmente persistenti.

Al Centro-Nord e lungo il versante adriatico la situazione resta comunque da seguire con attenzione: quando aria fredda e precipitazioni coincidono, la neve può tornare a sorpresa anche a quote molto basse.

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Alluvioni in California: una vittima a Redding, piogge intense e rischio diffuso https://www.iconameteo.it/news/notizie-mondo/alluvioni-in-california-una-vittima-a-redding-piogge-intense-e-rischio-diffuso/ Mon, 22 Dec 2025 09:57:29 +0000 https://www.iconameteo.it/?p=90035 alluvioni californiaLe alluvioni in California tornano a fare vittime. A Redding, nel Nord dello Stato, una persona ha perso la vita a causa delle forti piogge che nelle ultime ore hanno sommerso strade e quartieri, rendendo necessari numerosi interventi di soccorso. Secondo le autorità locali, le precipitazioni intense hanno causato allagamenti improvvisi, con veicoli rimasti bloccati …

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Le alluvioni in California tornano a fare vittime. A Redding, nel Nord dello Stato, una persona ha perso la vita a causa delle forti piogge che nelle ultime ore hanno sommerso strade e quartieri, rendendo necessari numerosi interventi di soccorso.

Secondo le autorità locali, le precipitazioni intense hanno causato allagamenti improvvisi, con veicoli rimasti bloccati e persone costrette ad abbandonare l’auto. Squadre di polizia e vigili del fuoco sono intervenute per effettuare salvataggi in acqua, mentre i servizi comunali hanno lavorato per liberare le strade e ripristinare l’elettricità.

Piogge estreme e fiumi atmosferici sullo Stato

L’episodio è inserito in un quadro più ampio: una serie di fiumi atmosferici sta colpendo la costa occidentale degli Stati Uniti, portando piogge persistenti e accumuli molto elevati. In California, le autorità hanno attivato allerte per il rischio di alluvioni su un’area che coinvolge decine di milioni di persone.

Nel Nord dello Stato, comprese le aree di Redding e Sacramento, sono attesi quantitativi di pioggia tali da aumentare il rischio di esondazioni, frane e colate di detriti. In diverse città, le strade si sono trasformate in corsi d’acqua, bloccando il traffico e creando situazioni di pericolo.

Autostrade allagate e interventi di emergenza

A Redding, parte dell’autostrada I-5 è stata invasa dall’acqua, causando lunghe code in entrambe le direzioni. Alcune persone sono rimaste intrappolate nei veicoli e sono state soccorse dai servizi di emergenza. Le forze dell’ordine hanno invitato la popolazione a limitare gli spostamenti e a restare in casa, se possibile.

Attenzione anche nel Sud della California

Nei prossimi giorni, il maltempo si sposterà verso sud. Una nuova perturbazione è attesa lungo la costa e potrebbe colpire in modo significativo anche la California meridionale, dove cresce la preoccupazione per alluvioni lampo, smottamenti e flussi di detriti, soprattutto nelle aree già colpite da incendi negli ultimi mesi.

Le autorità raccomandano di seguire gli aggiornamenti meteo, evitare le zone a rischio e non attraversare strade allagate: anche pochi centimetri di acqua in movimento possono essere sufficienti per perdere l’equilibrio o trascinare un’auto. Le alluvioni in California restano quindi un’emergenza in evoluzione, con un bilancio che potrebbe aggravarsi nelle prossime ore.

 

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Neve nel deserto saudita: imbiancate le montagne, freddo fino a Riad https://www.iconameteo.it/news/notizie-mondo/neve-nel-deserto-saudita-imbiancate-le-montagne-freddo-fino-a-riad/ Fri, 19 Dec 2025 10:29:47 +0000 https://www.iconameteo.it/?p=89947 neve deserto riadLa neve è tornata a sorprendere l’Arabia Saudita, trasformando per qualche ora il deserto in un paesaggio invernale. A imbiancarsi è stata soprattutto l’area di Trojena, località montana votata allo sci e alle attività outdoor sul Jebel Al-Lawz, nella provincia di Tabuk, a circa 2.600 metri di quota. Qui le temperature sono scese sotto lo …

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La neve è tornata a sorprendere l’Arabia Saudita, trasformando per qualche ora il deserto in un paesaggio invernale. A imbiancarsi è stata soprattutto l’area di Trojena, località montana votata allo sci e alle attività outdoor sul Jebel Al-Lawz, nella provincia di Tabuk, a circa 2.600 metri di quota. Qui le temperature sono scese sotto lo zero e le precipitazioni, inizialmente piovose, si sono rapidamente trasformate in neve.

Perché nevica nel deserto

L’episodio è legato a un intenso sistema perturbato che ha interessato il nord e il nord-ovest del Paese, con aria fredda in quota e umidità sufficiente a innescare nevicate sulle aree più elevate. Non è un evento frequente, ma nemmeno un’anomalia assoluta: tra dicembre e febbraio il nord dell’Arabia Saudita può sperimentare ondate di freddo capaci di portare la neve, soprattutto nelle zone montuose esposte alle perturbazioni di origine mediterranea.

Maltempo e neve in estensione verso Riad

Secondo le indicazioni meteorologiche locali, le condizioni favorevoli alla neve potrebbero proseguire anche nelle prossime ore. Nuovi episodi sono possibili nelle aree settentrionali della regione di Riad e nella provincia di Al-Qassim. Il peggioramento non riguarda solo la neve: sono attesi venti forti, temporali intensi e locali grandinate, con un quadro meteo instabile su ampie zone del Paese.

Dune bianche e social in fermento

Le immagini di dune, strade e tetti ricoperti di neve hanno fatto rapidamente il giro dei social, alimentando stupore e commenti increduli. In realtà, come ricordano molti residenti, la neve in Arabia Saudita non è impossibile: Tabuk, Hail e le aree desertiche circostanti sono tra le più esposte a queste incursioni fredde, che negli ultimi anni si sono verificate più volte.

Le autorità intanto invitano alla prudenza.
Strade scivolose, visibilità ridotta e possibili allagamenti rendono rischiosi gli spostamenti, soprattutto nelle zone colpite dalle precipitazioni più intense. Il consiglio è evitare viaggi non necessari e seguire le indicazioni ufficiali.

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Stati Uniti, maltempo invernale: alluvioni nello stato di Washington e neve a New York https://www.iconameteo.it/news/notizie-mondo/stati-uniti-maltempo-invernale-alluvioni-nello-stato-di-washington-e-neve-a-new-york/ Tue, 16 Dec 2025 13:04:23 +0000 https://www.iconameteo.it/?p=89869 stati uniti neve alluvioni new yorkGli Stati Uniti stanno facendo i conti con un’ondata di maltempo invernale che colpisce il Paese da costa a costa, assumendo forme molto diverse ma ugualmente impattanti. Nel Nord-Ovest, lo stato di Washington è alle prese con nuove alluvioni causate da piogge persistenti, mentre sulla costa orientale New York vive la prima vera nevicata della …

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Gli Stati Uniti stanno facendo i conti con un’ondata di maltempo invernale che colpisce il Paese da costa a costa, assumendo forme molto diverse ma ugualmente impattanti. Nel Nord-Ovest, lo stato di Washington è alle prese con nuove alluvioni causate da piogge persistenti, mentre sulla costa orientale New York vive la prima vera nevicata della stagione, tra scenari da cartolina e inevitabili disagi.

Lo Stato di Washington sott’acqua: alluvioni e criticità

Nel western Washington, a est dell’aeroporto internazionale di Seattle-Tacoma, la situazione è tornata critica nelle scorse ore a causa dell’ennesimo atmospheric river, una lunga e intensa fascia di umidità che dal Pacifico convoglia piogge abbondanti verso la terraferma. Il livello del Green River è cresciuto rapidamente fino a provocare il cedimento di un argine nei pressi di Tukwila, mettendo sotto pressione un’area densamente popolata.

L’argine interessato ha una funzione chiave nella protezione di oltre 30 mila persone tra Tukwila, Kent e Renton. Dopo il cedimento, le autorità hanno emesso un’allerta per alluvioni improvvise che ha riguardato più di 45 mila residenti. Nel corso della serata, le squadre di emergenza sono riuscite a contenere il rischio immediato, realizzando una riparazione provvisoria e consentendo la revoca dell’allerta.

Il contesto resta però fragile. Il Green River è salito di circa 4,5 metri in una settimana, spinto da piogge torrenziali ripetute. Al momento del cedimento dell’argine, il livello dell’acqua era vicino ai 22 metri, un valore che non si registrava da oltre sessant’anni. Lo stato è ancora impegnato a gestire le conseguenze delle alluvioni storiche della scorsa settimana, che hanno portato diversi corsi d’acqua a livelli record.

Nuove perturbazioni sono attese tra martedì e mercoledì, con ulteriori piogge e venti più forti, capaci di rallentare le operazioni di ripristino e aumentare il rischio di frane nelle aree montuose. Un’ulteriore tempesta è probabile anche nella seconda parte della settimana, con altra pioggia alle basse quote e neve in montagna.

A New York la prima nevicata importante dell’inverno

Mentre a ovest domina l’acqua, sulla costa orientale è la neve a prendersi la scena. New York è stata investita dalla prima nevicata significativa della stagione, la più abbondante a inizio inverno dal 2018 secondo il National Weather Service. Dopo giorni di temperature rigide, una perturbazione ha ricoperto la città di una coltre bianca, trasformando il paesaggio urbano.

Il cuore simbolico della giornata è stato Central Park, diventato in poche ore un grande spazio di ritrovo: slittini improvvisati, passeggiate tra gli alberi innevati, foto e bambini sulle collinette. A Manhattan si sono accumulati in media circa 3 centimetri di neve, mentre nelle aree più periferiche, come Staten Island e Long Island, gli accumuli hanno superato localmente i 15–18 centimetri. Le temperature sono rimaste sotto zero, con minime notturne fino a -7 °C.

Neve diffusa nel Nord-Est e disagi nei trasporti

La perturbazione ha interessato gran parte del Nord-Est degli Stati Uniti, con nevicate anche su città come Filadelfia e Boston e accumuli rilevanti in alcune zone del New Jersey. Le autorità locali avevano attivato i piani invernali, ma i disagi non sono mancati, soprattutto nel traffico aereo. Gli aeroporti di JFK, LaGuardia e Newark hanno registrato ritardi prolungati e numerose cancellazioni, complicando gli spostamenti in vista delle festività.

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Washington sott’acqua, ma l’emergenza non è finita https://www.iconameteo.it/news/notizie-mondo/washington-sottacqua-ma-lemergenza-non-e-finita/ Sat, 13 Dec 2025 09:35:20 +0000 https://www.iconameteo.it/?p=89745 washington alluvioniDopo maltempo estremo e alluvioni senza precedenti la pioggia ha finalmente concesso una tregua a Washington e a gran parte del Pacific Northwest. Ma sarebbe un errore cantare vittoria: nuove ondate di pioggia intensa, alimentate da altri atmospheric rivers (“fiumi atmosferici”), sono attese già dalla prossima settimana e rischiano di riaccendere l’emergenza. Alluvioni record, evacuazioni …

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Dopo maltempo estremo e alluvioni senza precedenti la pioggia ha finalmente concesso una tregua a Washington e a gran parte del Pacific Northwest. Ma sarebbe un errore cantare vittoria: nuove ondate di pioggia intensa, alimentate da altri atmospheric rivers (“fiumi atmosferici”), sono attese già dalla prossima settimana e rischiano di riaccendere l’emergenza.

Alluvioni record, evacuazioni e salvataggi nello stato di Washington

Il bilancio degli ultimi giorni è pesante. Fiumi gonfi oltre ogni previsione hanno causato allagamenti diffusi, evacuazioni di massa e decine di interventi di soccorso. Secondo le autorità statali, si tratta di livelli di piena mai registrati prima in diverse aree dello stato di Washington.

In alcune zone l’acqua ha raggiunto l’altezza della vita, mentre nei punti più colpiti – come la cittadina di Sumas – le inondazioni hanno superato i 4 metri. La Guardia Costiera e i servizi di emergenza hanno evacuato persone intrappolate nelle abitazioni, sui tetti e perfino sugli alberi, usando elicotteri e imbarcazioni.

Trasporti bloccati e comunità isolate

Le conseguenze si sono fatte sentire anche sulla viabilità. Frane e allagamenti hanno paralizzato vaste aree dello Stato: più di 20 strade statali risultano chiuse in 11 contee. Tra queste c’è anche un lungo tratto della US 2, una delle principali arterie est-ovest dello stato, dove in molti punti non esistono percorsi alternativi praticabili. Le autorità insistono su un punto: ignorare le chiusure e i divieti mette a rischio non solo chi si sposta, ma anche il personale impegnato nei soccorsi.

Particolarmente delicata la situazione di Stehekin, una comunità remota sulle sponde del Lake Chelan, raggiungibile solo via acqua o in aereo. Qui le piogge hanno innescato colate di detriti che hanno distrutto strade, moli e linee di accesso, isolando parte degli abitanti.

A rendere il territorio così fragile è anche l’eredità degli incendi del 2024: le cicatrici lasciate dal grande rogo hanno reso i versanti più instabili e vulnerabili a frane e alluvioni. Alcuni gruppi di residenti riescono a resistere in autonomia, ma altri sono a corto di carburante e acqua potabile e attendono rifornimenti d’emergenza.

Cosa aspettarsi nei prossimi giorni

Nel breve termine è previsto un temporaneo calo delle precipitazioni, ma solo apparente. Nuovi fiumi atmosferici raggiungeranno lo stato di Washington all’inizio della settimana, con piogge intense soprattutto lunedì. I terreni, già saturi, assorbiranno poca acqua: questo aumenta il rischio di piene improvvise e di nuovi allagamenti.

Anche i fiumi che dovessero abbassarsi nel weekend potrebbero risalire rapidamente a livelli critici. E non è finita: un’altra perturbazione è attesa tra martedì sera e mercoledì, con piogge diffuse lungo tutta la costa occidentale, da Washington fino alla California settentrionale. In montagna, invece, sono previste nevicate alle quote più elevate delle Cascades.

Cos’è un fiume atmosferico

Un fiume atmosferico è una lunga e stretta banda di aria molto umida che si muove nell’atmosfera come un vero e proprio “nastro trasportatore” di vapore acqueo. Trasporta enormi quantità di umidità dai tropici verso le medie latitudini e, quando impatta contro una catena montuosa o entra in contatto con aria più fredda, scarica rapidamente tutta quest’acqua sotto forma di pioggia (o neve in quota). Il problema non è solo l’intensità delle precipitazioni, ma anche la loro persistenza: quando un fiume atmosferico resta bloccato sulla stessa area per molte ore o giorni, può provocare piogge eccezionali, piene improvvise dei fiumi, frane e alluvioni, come sta accadendo nello stato di Washington.

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Gelo e neve negli Stati Uniti, si sta formando un “ciclone bomba” https://www.iconameteo.it/news/notizie-mondo/gelo-negli-stati-uniti-si-sta-formando-un-ciclone-bomba/ Tue, 02 Dec 2025 09:32:04 +0000 https://www.iconameteo.it/?p=89458 gelo stati unitiUn’ondata di gelo sta colpendo gli Stati Uniti proprio mentre una nuova perturbazione – la terza in una settimana – si trasforma rapidamente in un vero e proprio ciclone bomba lungo la costa orientale. È il tipo di sistema che si intensifica a velocità impressionante e che, quando succede così presto nella stagione, manda in …

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Un’ondata di gelo sta colpendo gli Stati Uniti proprio mentre una nuova perturbazione – la terza in una settimana – si trasforma rapidamente in un vero e proprio ciclone bomba lungo la costa orientale. È il tipo di sistema che si intensifica a velocità impressionante e che, quando succede così presto nella stagione, manda in tilt mezza nazione.

Una tempesta che accelera e si rafforza

Il nucleo della perturbazione si sta spostando dal Midwest verso l’Atlantico. Nel suo tragitto ha già scaricato neve e ghiaccio su una lunga fascia centrale del Paese: dalle Grandi Pianure all’Ohio Valley, fino agli Appalachi. In diverse zone di Kentucky, Missouri e Illinois le strade sono diventate impraticabili nel giro di mezz’ora.

Ora, però, arriva la parte più delicata: la rapida caduta della pressione, il segno distintivo del bomb cyclone. Entro la giornata di oggi il sistema dovrebbe approfondirsi di decine di millibar, abbastanza da generare venti violenti e condizioni da tempesta invernale piena sul New England.

Coinvolte solo marginalmente le grandi città dell’est

Il paradosso: mentre la tempesta si “autoalimenta”, le principali città lungo la I-95 – Philadelphia, New York, Boston – vedranno al massimo qualche fiocco all’alba. Colpa dell’Atlantico ancora troppo caldo, che continua a spingere aria più mite verso la costa e impedisce alla neve di depositarsi.

Ma basterà spostarsi di poco verso l’interno per trovare un’altra storia: scuole chiuse in Vermont, New Hampshire, Pennsylvania e Massachusetts, e previsioni di accumuli importanti sulle zone collinari e montane.

Viaggi nel caos e ghiaccio diffuso

I primi segnali non sono incoraggianti: oltre 1.500 ritardi registrati all’aeroporto di Chicago O’Hare in 24 ore, strade bloccate da incidenti a catena in Missouri e Illinois, e tratte autostradali rese scivolose da un sottile ma pericolosissimo strato di ghiaccio.

Sugli Appalachi è attesa una crosta di gelicidio variabile da una lieve patina fino a oltre 6–7 millimetri, abbastanza per causare blackout diffusi.

Dopo la tempesta arriva un’ondata di gelo artico sugli Stati Uniti

Il passaggio del ciclone bomba non sarà la fine della storia. Dietro la tempesta si farà largo un blocco di aria artica: temperature percepite fino a -15 °C in città come Chicago, Minneapolis e Indianapolis.

Tra mercoledì e venerdì molte località nel Nord degli Stati Uniti rischiano di battere record di freddo, con minime che potrebbero scendere anche di 20-30 °C sotto la norma di inizio dicembre.

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Tempesta del Ringraziamento, USA in tilt nel rientro dalle feste https://www.iconameteo.it/news/tempesta-del-ringraziamento-usa-in-tilt-nel-rientro-dalle-feste/ Sun, 30 Nov 2025 14:54:44 +0000 https://www.iconameteo.it/?p=89361 Una potente tempesta invernale sta trasformando il rientro dalle feste legate al Ringraziamento in un percorso a ostacoli per milioni di persone negli Stati Uniti. Chi si è spostato per festeggiare il Ringraziamento in famiglia si ritrova a fare i conti con una perturbazione invernale estesa da un capo all’altro del Paese, capace di imbiancare città, …

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Una potente tempesta invernale sta trasformando il rientro dalle feste legate al Ringraziamento in un percorso a ostacoli per milioni di persone negli Stati Uniti. Chi si è spostato per festeggiare il Ringraziamento in famiglia si ritrova a fare i conti con una perturbazione invernale estesa da un capo all’altro del Paese, capace di imbiancare città, bloccare aeroporti e rendere difficili gli spostamenti su strada.

Voli cancellati e aeroporti in affanno

Il Midwest è la zona più colpita: Chicago, già nota per non scherzare col vento, sta facendo i conti con ore di nevicate continue e visibilità ridotta. All’aeroporto internazionale di O’Hare sono stati cancellati più di un migliaio di voli e centinaia hanno accumulato ritardi anche di diverse ore. In città si sono già depositati circa 12 centimetri di neve e non è ancora finita.

Il quadro nazionale non va meglio: negli Stati Uniti, tra cancellazioni e ritardi, oltre 1.800 voli sono saltati o hanno accumulato attese pesanti. E siamo solo all’inizio della fase più intensa.

Un sistema invernale esteso per oltre 1.000 miglia

La tempesta del Ringraziamento si è formata dopo aver attraversato le Montagne Rocciose e ora si sta rafforzando mentre scorre verso est. Le allerte meteo coinvolgono circa 49 milioni di persone: un corridoio di maltempo che va dal Nebraska ai Grandi Laghi, con piogge più a sud e neve compatta più a nord.

Nelle aree di transizione, dove la temperatura oscilla tra zero e qualche grado sopra, il problema è il mix di neve bagnata e ghiaccio, spesso più insidioso della neve vera e propria.

Neve abbondante e viabilità difficile

Le zone più colpite includono Iowa, Wisconsin, Illinois e Michigan, dove sono attesi più di 15 centimetri di neve entro fine weekend. In alcune località dell’Iowa e dell’Illinois nord-occidentale si potrebbe superare il mezzo metro.

Non è solo una questione di centimetri: anche i venti in rinforzo e le temperature in calo rapido stanno rendendo la viabilità molto complicata. In Iowa le pattuglie stradali hanno già segnalato decine di incidenti e quasi 200 automobiliste e automobilisti soccorsi dopo essere finiti fuori strada. In Indiana un maxi tamponamento ha bloccato l’interstatale 70 per ore.

Anche il Sud sotto la pioggia

Non solo neve: sul lato più caldo del sistema perturbato scorrono piogge intense e temporali che stanno colpendo Texas orientale e Louisiana, dove non si esclude il rischio di allagamenti lampo. Domenica il maltempo si sposterà verso la costa atlantica: meno rischio di alluvioni improvvise, ma abbastanza pioggia da rallentare il traffico durante il rientro.

Arriva anche l’aria artica

Dietro la perturbazione avanza una massa d’aria molto fredda di origine artica. Le temperature stanno già crollando nelle Plains e nelle Montagne Rocciose, con valori massimi che in alcune aree non superano i -7 °C. La notte tra domenica e lunedì porterà gelo diffuso, con minime sotto zero fin quasi al Texas settentrionale.

All’inizio della prossima settimana buona parte degli Stati Uniti vivrà valori di 15-20 gradi inferiori alla media, proprio nei giorni che segnano l’inizio dell’inverno meteorologico. Un antipasto deciso, che potrebbe essere solo l’avvio di un dicembre più freddo del solito.

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Alluvioni in Asia, è una strage: oltre 500 vittime tra Indonesia, Thailandia e Sri Lanka https://www.iconameteo.it/news/notizie-mondo/alluvioni-in-asia-e-una-strage-oltre-500-vittime-tra-indonesia-thailandia-e-sri-lanka/ Sun, 30 Nov 2025 07:58:31 +0000 https://www.iconameteo.it/?p=89341 Le alluvioni in Asia stanno lasciando un segno pesante in diverse aree sud-orientali del continente. Tra frane, piogge monsoniche eccezionali e gli effetti di una stagione tropicale anomala, il bilancio complessivo supera ormai i 500 morti, mentre centinaia di persone risultano disperse. Indonesia, Thailandia, Malesia e Sri Lanka sono tra i Paesi più colpiti. Indonesia: …

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Le alluvioni in Asia stanno lasciando un segno pesante in diverse aree sud-orientali del continente. Tra frane, piogge monsoniche eccezionali e gli effetti di una stagione tropicale anomala, il bilancio complessivo supera ormai i 500 morti, mentre centinaia di persone risultano disperse. Indonesia, Thailandia, Malesia e Sri Lanka sono tra i Paesi più colpiti.

Indonesia: migliaia di sfollati e intere comunità isolate

La situazione più drammatica arriva da Sumatra. Le piogge torrenziali hanno generato frane e inondazioni diffuse, causando almeno 350 vittime. Le persone di cui non si hanno notizie superano quota 270, mentre molte zone restano ancora difficili da raggiungere.

Le province di Nord Sumatra, Ovest Sumatra e Aceh contano i danni più gravi: interi centri abitati sono stati sepolti da colate di fango e acqua. Le autorità hanno mobilitato migliaia di agenti e volontari per le ricerche e la distribuzione degli aiuti.

Più di 80.000 persone hanno dovuto abbandonare le loro case. Nel tentativo di limitare ulteriori precipitazioni, è stata autorizzata un’operazione di inseminazione delle nuvole, mentre la fase più intensa delle piogge sembra essersi attenuata.

Thailandia: 1,4 milioni di case coinvolte e oltre 160 morti accertati

In Thailandia sono 3,8 milioni le persone coinvolte dalle inondazioni, in particolare nel Sud. La provincia di Songkhla ha registrato livelli d’acqua fino a tre metri e almeno 145 vittime, uno dei bilanci peggiori dell’ultimo decennio. A livello nazionale si contano 162 morti.

Nella città di Hat Yai, tra le più colpite, la situazione è stata così critica che il personale di un ospedale ha dovuto spostare le salme in camion refrigerati per mancanza di spazio in obitorio.

La risposta istituzionale è finita nel mirino di molte critiche: il primo ministro si è scusato pubblicamente per la gestione dell’emergenza, mentre due funzionari locali sono stati sospesi per presunte negligenze. Il governo ha annunciato indennizzi fino a 2 milioni di baht alle famiglie che hanno perso una persona cara.

Intanto, mentre l’acqua defluisce, riemergono danni enormi: negozi e abitazioni devastati, atti di vandalismo e furti che si sono aggiunti al disastro naturale.

La forte tempesta Koto, pur non toccando direttamente la Thailandia, sta influenzando il meteo del Paese. Le masse d’aria più fredde colpiscono il Nord e il Sud, con minime tra 5 e 10 °C sulle vette montane. Le autorità insistono sulla necessità di seguire gli aggiornamenti ufficiali del servizio meteorologico.

Sri Lanka: 159 morti e una crisi umanitaria in crescita

Anche lo Sri Lanka affronta una delle peggiori alluvioni in Asia degli ultimi anni. Il passaggio del ciclone Ditwah ha provocato piogge eccezionali e smottamenti diffusi. I morti sono almeno 159, mentre oltre 200 persone sono ancora disperse.

Più di 20.000 abitazioni sono state distrutte e circa 108.000 persone si trovano in rifugi temporanei. In vaste aree del Paese mancano elettricità e acqua potabile. Alcune località risultano completamente isolate, con strade bloccate da frane e infrastrutture impraticabili.
Il governo ha dichiarato lo stato d’emergenza e lanciato un appello alla comunità internazionale.

Un denominatore comune: piogge estreme e un clima che cambia

Dalla penisola indonesiana fino all’India meridionale, passando per l’Indocina, lo schema si ripete: piogge monsoniche più intense e stagioni tropicali sempre più irregolari. Eventi come quelli di questi giorni non sono inediti, ma la loro frequenza crescente è coerente con ciò che ci si aspetta in un clima che si scalda a causa delle attività umane, in particolare quelle legate all’utilizzo di combustibili fossili: precipitazioni più concentrate, fenomeni violenti e sistemi di drenaggio che cedono facilmente.

Le alluvioni in Asia di quest’anno mostrano in modo brutale quanto le regioni tropicali siano vulnerabili alla combinazione di monsoni alterati e cicloni sempre più imprevedibili.

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Ciclone Australia: Fina si rafforza al largo del Northern Territory https://www.iconameteo.it/news/notizie-mondo/ciclone-australia-fina-si-rafforza-al-largo-del-northern-territory/ Wed, 19 Nov 2025 09:27:54 +0000 https://www.iconameteo.it/?p=88974 ciclone australiaIl ciclone Fina continua a crescere di intensità al largo dell’Australia settentrionale e potrebbe colpire la costa del Northern Territory entro venerdì. A comunicarlo è il Bureau of Meteorology (BoM), che nelle prime ore di oggi ha confermato che la depressione tropicale 02U ha subito una rapida intensificazione, raggiungendo la soglia di ciclone di categoria …

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Il ciclone Fina continua a crescere di intensità al largo dell’Australia settentrionale e potrebbe colpire la costa del Northern Territory entro venerdì. A comunicarlo è il Bureau of Meteorology (BoM), che nelle prime ore di oggi ha confermato che la depressione tropicale 02U ha subito una rapida intensificazione, raggiungendo la soglia di ciclone di categoria 1 attorno alle 4:00 (CST).

Al momento il sistema si trova circa 370 km a nord-nordest di Darwin, ancora in mare aperto, anche se qualche effetto indiretto è già visibile nel Top End con piogge, rovesci e temporali sparsi. Le aree più vicine al nucleo del ciclone restano però quelle oceaniche a nord del territorio.

Un percorso tortuoso: prima rafforza, poi “U-turn”

Secondo le previsioni del BoM, Fina dovrebbe muoversi verso est-nordest durante la giornata, intensificandosi fino a categoria 2 entro la notte di mercoledì. Da domani è attesa una brusca inversione di traiettoria: il ciclone dovrebbe piegare verso sud e poi sudovest, dirigendosi nuovamente verso la costa del Northern Territory.

Le prime possibili ripercussioni dirette sono previste tra giovedì sera e venerdì, soprattutto lungo il litorale settentrionale e sulle Tiwi Islands.

ciclone australia traiettoria
Crediti: Bureau of Meteorology, Australia

Aree in allerta e venti fino a 135 km/h

La Tropical Cyclone Watch è attiva da Milingimbi verso ovest fino a Cape Fourcroy, includendo tutta la porzione più settentrionale del Northern Territory e le Tiwi Islands.
In queste zone i venti di burrasca potrebbero arrivare entro 48 ore, con tempistiche che variano: giovedì per alcune aree, venerdì mattina per altre.

Fra Cape Don e Warruwi non è esclusa la possibilità di raffiche distruttive fino a 135 km/h tra giovedì notte e venerdì.

Possibile impatto vicino a Darwin

Il BoM descrive diversi scenari ancora aperti: Fina potrebbe compiere un landfall nel settore più settentrionale del NT, attraversare il Cobourg Marine Park nella mattinata di sabato oppure rimanere leggermente più a ovest, mantenendosi sulle acque del Van Diemen Gulf.

In ogni caso, la tendenza attuale vede il sistema avvicinarsi a Darwin nel weekend, con la possibilità di:

  • venti forti o localmente distruttivi

  • mare molto mosso e rischio di storm surge

  • precipitazioni consistenti, concentrate sul Top End e sulle Tiwi Islands

Le proiezioni indicano i massimi accumuli di pioggia entro domenica sera proprio nelle zone in cui il ciclone transiterà più vicino – incluso il settore urbano di Darwin.

 

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Vietnam sott’acqua: piogge estreme, frane e alluvioni causano morti e devastazione https://www.iconameteo.it/news/notizie-mondo/maltempo-vietnam-piogge-torrenziali-frane-e-alluvioni/ Tue, 18 Nov 2025 14:56:27 +0000 https://www.iconameteo.it/?p=88955 maltempo vietnamUna violentissima ondata di maltempo sta colpendo il Vietnam centro-meridionale. Da giorni, piogge eccezionali stanno sferzando diverse province, con frane, alluvioni e infrastrutture al collasso. Il bilancio si aggrava di ora in ora: tra morti, dispersi e feriti, la regione è di nuovo in ginocchio. Prima di entrare nel dettaglio, facciamo un passo indietro: stiamo …

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Una violentissima ondata di maltempo sta colpendo il Vietnam centro-meridionale. Da giorni, piogge eccezionali stanno sferzando diverse province, con frane, alluvioni e infrastrutture al collasso. Il bilancio si aggrava di ora in ora: tra morti, dispersi e feriti, la regione è di nuovo in ginocchio.

Prima di entrare nel dettaglio, facciamo un passo indietro: stiamo parlando di precipitazioni che in molte aree hanno superato i 300-400 mm in poche ore. Non è solo maltempo: sono eventi estremi resi più intensi dalla crisi climatica, e ancora più pericolosi da un territorio fragile e da sistemi di allerta che non sempre reggono l’urto.

Piogge eccezionali e frane, 14 tra morti e dispersi

Nel cuore del Paese, la provincia di Khánh Hòa è quella che sta pagando il prezzo più alto di questo nuovo episodio di maltempo in Vietnam: in alcuni centri abitati, come Nhơn Hải e Khánh Phú, in meno di un giorno sono caduti oltre 300 mm di pioggia, con picchi vicini ai 400 mm.

L’accumulo d’acqua ha saturato il terreno e provocato frane devastanti, in particolare lungo il Khánh Lê Pass e in un cantiere nei pressi del Khánh Sơn Pass, dove un gruppo di lavoratori è stato travolto dal cedimento di una scarpata.

Secondo il ministero dell’Agricoltura e dell’Ambiente, gli episodi di maltempo in Vietnam degli ultimi giorni hanno provocato 14 vittime tra morti e dispersi. Le evacuazioni hanno coinvolto quasi 6.000 persone, mentre quasi 15.000 abitazioni risultano allagate o danneggiate.

I danni agricoli sono pesanti: migliaia di ettari di risaie compromessi, coltivazioni perenni distrutte, bestiame e pollame spazzati via dalle piene. Una situazione che, per un’area già esposta a rischio climatico, avrà conseguenze anche economiche e sociali nelle settimane che verranno.

Vie di comunicazione interrotte e migliaia di persone isolate

Il maltempo in Vietnam non si è limitato a colpire le zone montane. Le alluvioni hanno sommerso tratti di ferrovia tra Ngã Ba e Cam Thịnh Đông, bloccando oltre 800 passeggeri. Anche diversi tratti della strada principale che attraversa la zona industriale di Thuận Bắc sono finiti sott’acqua, con fabbriche invase dall’acqua fino a un metro e migliaia di lavoratrici e lavoratori costretti a interrompere le attività.

Le autorità hanno segnalato anche nuove frane su strade provinciali, ponti danneggiati e corsi d’acqua in piena, con livelli idrometrici oltre le soglie di allarme 2 e 3. Il quadro è, in sintesi, quello di un territorio frammentato e difficile da raggiungere.

Il primo ministro Phạm Minh Chính ha chiesto massima rapidità nei soccorsi e un intervento coordinato tra esercito, polizia e ministeri competenti. Il governo ha richiesto inoltre un rafforzamento dei sistemi di allerta, la manutenzione di ponti e strade, e un sostegno immediato alle comunità colpite. Un compito non semplice in un territorio come quello del Vietnam, dove tra monsoni e tifoni il maltempo colpisce sempre più spesso con intensità crescente.
E questo è il punto: quello che sta succedendo infatti non è una «sfortuna meteorologica». Il maltempo in Vietnam è ormai parte di un pattern più ampio di eventi estremi che si ripetono, ogni anno con un livello diverso di distruzione. Piogge concentrate, frane improvvise, alluvioni lampo: il segnale è evidente.

L’area centro-meridionale del Vietnam è una delle più vulnerabili dell’Asia sudorientale e affronta impatti che combinano orografia sfavorevole, urbanizzazione veloce e un clima che cambia velocemente. E questo episodio, l’ennesimo, non fa eccezione.

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Inondazioni in Friuli: frane, allagamenti e 2 vittime https://www.iconameteo.it/news/notizie-italia/inondazioni-friuli-frane-allagamenti-e-2-vittime/ Tue, 18 Nov 2025 07:48:16 +0000 https://www.iconameteo.it/?p=88948 inondazioni friuliLe inondazioni in Friuli delle ultime ore hanno messo in ginocchio un territorio già fragile. Tra frane, strade impraticabili, centinaia di evacuazioni e corsi d’acqua fuori controllo, il bilancio è pesante: le due persone disperse a Brazzano di Cormons sono state trovate senza vita. Il maltempo, che ha colpito soprattutto la parte orientale della regione, …

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Le inondazioni in Friuli delle ultime ore hanno messo in ginocchio un territorio già fragile. Tra frane, strade impraticabili, centinaia di evacuazioni e corsi d’acqua fuori controllo, il bilancio è pesante: le due persone disperse a Brazzano di Cormons sono state trovate senza vita.

Il maltempo, che ha colpito soprattutto la parte orientale della regione, si è esaurito nella notte. Ma i danni provocati dalle inondazioni in Friuli sono evidenti ovunque.

Frana a Brazzano di Cormons: trovate morte le due persone disperse

L’episodio più grave si è verificato a Brazzano di Cormons, nel Goriziano. Una colata di fango ha travolto alcune abitazioni, provocando il crollo di una casa e intrappolando tre persone.

Una è stata tratta in salvo lunedì con una frattura alla gamba. Le altre due – un giovane cittadino tedesco e un’anziana che secondo le ricostruzioni l’uomo avrebbe tentato di soccorrere – sono state trovate senza vita nelle ore successive.

Questa frana è diventata purtroppo il simbolo delle inondazioni in Friuli, aggravate dalle precipitazioni eccezionali cadute in poche ore.

Piogge record e allagamenti diffusi: oltre 200 mm in poche ore

Tra Palmanova, Manzano, il Collio e il Cormonese sono caduti oltre 200 millimetri di pioggia, una quantità che ha saturato il terreno e fatto straripare diversi corsi d’acqua.

Le inondazioni in Friuli hanno colpito anche infrastrutture cruciali: a Palmanova gli scantinati dell’ospedale sono stati allagati, mentre i vigili del fuoco hanno gestito oltre duecento interventi, dal salvataggio di automobilistə bloccati fino al pompaggio dell’acqua nelle abitazioni.

Situazioni critiche anche a: Gonars, Trivignano Udinese, Corno di Rosazzo, Dolegna del Collio, San Vito al Torre, Torviscosa, Cervignano e altri centri minori.

inondazioni friuli
Le piogge cadute in 72 ore, da sabato 15 a lunedì 17. Mappa: Meteo Expert

Romans d’Isonzo e Versa: 300 persone evacuate

A Romans d’Isonzo, nella frazione Versa, l’esondazione del fiume Torre ha costretto circa 300 persone a lasciare le proprie case. L’acqua ha sommerso auto, scantinati e piani terra, in alcuni punti raggiungendo il primo piano delle abitazioni.

I vigili del fuoco sono intervenuti con gommoni, mezzi anfibi ed elicotteri per evacuare residenti bloccati sui tetti. Le immagini delle strade trasformate in canali sono ormai la fotografia più chiara delle inondazioni in Friuli delle ultime ore.

Stato di emergenza e nuova allerta meteo

La Regione Friuli Venezia Giulia ha dichiarato ufficialmente lo stato di emergenza, chiedendo la mobilitazione nazionale dei soccorsi. L’assessore regionale alla Protezione civile ha confermato il prolungamento dell’allerta e il coordinamento con altre regioni per ottenere supporto logistico e operativo.

Intanto, mentre l’ondata di maltempo si sposta verso altre aree del Paese (Toscana e Liguria sono in allerta), il Friuli resta sotto osservazione per il rischio di nuove criticità idrogeologiche.

 

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Alluvioni in Indonesia: almeno 15 morti e diversi dispersi https://www.iconameteo.it/news/notizie-mondo/alluvioni-in-indonesia-almeno-15-morti-e-diversi-dispersi/ Thu, 13 Nov 2025 09:32:30 +0000 https://www.iconameteo.it/?p=88733 alluvioni indonesiaAlmeno 15 persone sono morte e altre otto risultano disperse a causa delle alluvioni in Indonesia, che nel fine settimana hanno colpito aree remote della provincia orientale di Papua Pegunungan. Le alluvioni improvvise, innescate da piogge torrenziali, hanno travolto due zone del distretto di Nduga, causando danni ingenti e ostacolando le operazioni di soccorso. Secondo …

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Almeno 15 persone sono morte e altre otto risultano disperse a causa delle alluvioni in Indonesia, che nel fine settimana hanno colpito aree remote della provincia orientale di Papua Pegunungan. Le alluvioni improvvise, innescate da piogge torrenziali, hanno travolto due zone del distretto di Nduga, causando danni ingenti e ostacolando le operazioni di soccorso.

Secondo l’Agenzia nazionale per la gestione dei disastri, le piogge intense di sabato hanno provocato frane e alluvioni di grande portata. I soccorritori stanno ancora cercando gli otto dispersi, ma le frane massicce che hanno interessato la zona rendono gli interventi estremamente difficili. Molte delle vittime sono state travolte mentre tentavano di attraversare un fiume in piena, ha spiegato il portavoce dell’agenzia Abdul Muhari.

Il Paese, soggetto ogni anno a gravi alluvioni durante la stagione monsonica, affronta fenomeni meteorologici sempre più estremi. Tra novembre e aprile, la combinazione di piogge persistenti, terreni instabili e deforestazione aumenta il rischio di inondazioni e frane. Ma secondo gli esperti, è anche il cambiamento climatico ad amplificare la frequenza e l’intensità delle alluvioni in Indonesia, modificando i modelli delle tempeste e prolungando i periodi di maltempo.

Negli ultimi mesi il bilancio dei disastri legati alle alluvioni in Indonesia è stato pesante. A settembre, una piena improvvisa a Bali ha ucciso 18 persone, il peggior evento sull’isola in dieci anni. E a gennaio, un’altra ondata di alluvioni e frane nella provincia di Giava Centrale ha causato almeno 25 vittime.

Le autorità indonesiane invitano ora alla massima prudenza, soprattutto nelle aree montuose e rurali, dove le infrastrutture sono fragili e il rischio di alluvioni improvvise resta elevato. Intanto, il governo valuta misure di prevenzione più efficaci, consapevole che il Paese dovrà affrontare sempre più spesso le conseguenze di un clima che cambia.

 

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Tempesta solare eccezionale: l’aurora boreale visibile anche in Italia https://www.iconameteo.it/primo-piano/tempesta-solare-aurora-boreale-visibile-anche-in-italia/ Wed, 12 Nov 2025 09:26:44 +0000 https://www.iconameteo.it/?p=88696 tempesta solare aurora boreale italiaUna forte tempesta solare ha illuminato i cieli di mezza Europa e degli Stati Uniti con lo spettacolo dell’aurora boreale visibile in modo eccezionale anche dall’Italia. Nella notte tra l’11 e il 12 novembre, l’aurora boreale ha colorato di rosa, viola e verde il cielo sopra diverse zone del Nord Italia, dal Piemonte al Friuli …

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Una forte tempesta solare ha illuminato i cieli di mezza Europa e degli Stati Uniti con lo spettacolo dell’aurora boreale visibile in modo eccezionale anche dall’Italia. Nella notte tra l’11 e il 12 novembre, l’aurora boreale ha colorato di rosa, viola e verde il cielo sopra diverse zone del Nord Italia, dal Piemonte al Friuli Venezia Giulia.

L’evento, osservato anche in Svizzera, Germania e Francia, è stato provocato da una tempesta geomagnetica di classe X5.1, la più intensa del 2025. Secondo la NOAA (National Oceanic and Atmospheric Administration), si tratta di una delle eruzioni solari più forti dell’attuale ciclo solare, capace di spingere le luci polari fino a latitudini insolitamente basse, dove normalmente l’aurora boreale non è visibile.

Cos’è una tempesta solare e perché fa nascere l’aurora boreale

Una tempesta solare si verifica quando il Sole rilascia grandi quantità di energia sotto forma di espulsioni di massa coronale (CME) e brillamenti solari. Queste ondate di particelle cariche — protoni ed elettroni — viaggiano nello spazio e, quando raggiungono la Terra, interagiscono con il campo magnetico del pianeta.

Questa interazione genera una tempesta geomagnetica che disturba le alte atmosfere e può dare origine all’aurora boreale, un fenomeno ottico straordinario in cui il cielo si illumina di fasce colorate. Quando le particelle solari colpiscono ossigeno e azoto nell’atmosfera, gli atomi si eccitano e rilasciano luce: verde e rossa per l’ossigeno, blu e viola per l’azoto.

Perché l’aurora boreale si è vista anche in Italia

Di solito l’aurora boreale si manifesta nelle regioni polari, ma una tempesta solare molto intensa può ampliare la zona di visibilità verso sud. È ciò che è accaduto in questi giorni: l’attività solare eccezionale ha compresso la magnetosfera terrestre, consentendo all’aurora di spingersi fino alle latitudini mediterranee, dove il fenomeno è estremamente raro.

Anche in Italia molte persone hanno immortalato l’aurora boreale, con foto che mostrano cieli color fucsia e viola perfino in pianura. Gli esperti segnalano che nuove aurore potrebbero verificarsi nelle prossime notti, se le condizioni meteo e solari lo permetteranno.

Effetti e curiosità legati alla tempesta solare

Le tempeste solari più forti possono causare anche disturbi tecnologici: interferenze nelle comunicazioni radio, errori di localizzazione GPS, problemi ai satelliti e tensioni sulle reti elettriche. Tuttavia, nella maggior parte dei casi, gli effetti più evidenti restano quelli visivi, con spettacoli naturali di rara bellezza.

Dove e quando osservare l’aurora boreale

Per provare a vedere l’aurora boreale in Italia, gli esperti consigliano di recarsi in luoghi bui e lontani dall’inquinamento luminoso, meglio se in montagna o in collina, e guardare verso nord nelle ore più buie.

Questa tempesta solare dimostra ancora una volta quanto l’attività del Sole influenzi la Terra, regalandoci non solo sfide tecnologiche ma anche emozioni irripetibili: un’aurora boreale che attraversa i cieli italiani è un evento che resterà nella memoria di chi l’ha visto.

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Ondata di freddo negli Stati Uniti: neve e gelo, possibili nuovi record https://www.iconameteo.it/news/notizie-mondo/ondata-di-freddo-negli-stati-uniti-neve-e-gelo-possibili-nuovi-record/ Tue, 11 Nov 2025 11:31:47 +0000 https://www.iconameteo.it/?p=88678 ondata di freddo usaUn’intensa ondata di freddo di origine artica ha investito la parte orientale degli Stati Uniti, portando con sé temperature da pieno inverno e nevicate eccezionali sui Grandi Laghi. In alcune zone tra Illinois, Wisconsin e Michigan si sono accumulati più di 30 centimetri di neve, trasformando intere aree in paesaggi da fiaba ma causando forti …

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Un’intensa ondata di freddo di origine artica ha investito la parte orientale degli Stati Uniti, portando con sé temperature da pieno inverno e nevicate eccezionali sui Grandi Laghi. In alcune zone tra Illinois, Wisconsin e Michigan si sono accumulati più di 30 centimetri di neve, trasformando intere aree in paesaggi da fiaba ma causando forti disagi alla circolazione.

L’aria gelida, in arrivo direttamente dal Canada, ha dato origine al classico lake-effect snow, la “neve effetto-lago”: si tratta di un fenomeno per cui le masse d’aria molto fredde scorrono su acque relativamente più miti, caricandosi di umidità e scaricandola poi in forma di neve intensa sulle regioni limitrofe ai laghi. A sud di Chicago si sono misurati fino a 30 centimetri di accumulo, mentre nel nord dell’Illinois e nel sud-est del Wisconsin le coltri bianche hanno superato i 25 centimetri.

Le condizioni di viaggio sono diventate pericolose già da lunedì, con visibilità ridotta e forti raffiche di vento lungo le principali arterie autostradali, come la Interstate 57 a sud di Chicago.

Ma la neve non si è limitata al Midwest: accumuli significativi si segnalano anche nell’Ohio, in Pennsylvania e nello stato di New York, in particolare nelle aree di Cleveland, Erie e Buffalo, dove i fiocchi continueranno a cadere fino a martedì mattina.

Temperature ai minimi da decenni

L’ondata di freddo si è estesa rapidamente verso sud e ha fatto registrare temperature record anche in regioni che solitamente a novembre restano miti. In città come Birmingham (Alabama), Baton Rouge (Louisiana), Savannah (Georgia) e perfino Tampa e Fort Myers (Florida) i termometri sono scesi a valori che non si toccavano da decenni.

A Jacksonville, in Florida, la minima prevista di 0 °C rappresenta la più precoce ondata di gelo autunnale dal 1976. Anche Savannah potrebbe scendere fino a –2 °C, mentre a Melbourne, sempre in Florida, il pomeriggio di martedì rischia di essere il più freddo mai registrato in novembre.

Washington e New York non sono da meno: la capitale potrebbe svegliarsi intorno ai –1 °C, con una sensazione termica vicina ai –5 °C a causa del vento.

Fiocchi fino agli Appalachi e oltre

La neve ha imbiancato anche zone più a sud, come la Virginia Occidentale e le aree montuose tra il Tennessee e la Carolina del Nord, con accumuli di diversi centimetri. Perfino ad Atlanta, in Georgia, lunedì pomeriggio si sono visti cadere alcuni fiocchi, evento rarissimo per la stagione.

Una parentesi invernale di breve durata

Nonostante la portata eccezionale dell’ondata di freddo, gli esperti confermano che si tratterà di un episodio breve. Già da martedì le temperature inizieranno a risalire nel Midwest, e mercoledì gran parte della costa orientale tornerà su valori più tipici di novembre.

Nel frattempo, la neve continuerà a dominare il paesaggio dei Grandi Laghi e a creare disagi alla circolazione, offrendo però anche uno spettacolo insolito per un autunno che, solo pochi giorni fa, sembrava ancora lontano dall’inverno.

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Tifone Fung-wong, 18 morti nelle Filippine: ora punta su Taiwan https://www.iconameteo.it/news/notizie-mondo/tifone-fung-wong-18-morti-nelle-filippine-ora-punta-su-taiwan/ Tue, 11 Nov 2025 09:32:44 +0000 https://www.iconameteo.it/?p=88671 Il tifone Fung-wong ha lasciato il nord delle Filippine dopo aver provocato inondazioni, frane e almeno 18 vittime, oltre a pesanti danni alle infrastrutture e diffuse interruzioni di corrente. La tempesta, che al momento dell’impatto aveva venti fino a 185 km/h, è stata classificata come super tifone, ma ha perso forza trasformandosi in tempesta tropicale …

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Il tifone Fung-wong ha lasciato il nord delle Filippine dopo aver provocato inondazioni, frane e almeno 18 vittime, oltre a pesanti danni alle infrastrutture e diffuse interruzioni di corrente. La tempesta, che al momento dell’impatto aveva venti fino a 185 km/h, è stata classificata come super tifone, ma ha perso forza trasformandosi in tempesta tropicale mentre si spostava verso il Mar Cinese Meridionale e in direzione di Taiwan.

Frane, evacuazioni e blackout nel nord delle Filippine

Fung-wong, noto localmente anche come Uwan, ha colpito le province montuose del nord dopo aver attraversato la regione di Aurora nella giornata di domenica. Le forti piogge hanno provocato frane e allagamenti in oltre 130 villaggi, costringendo più di 1,4 milioni di persone a lasciare le proprie abitazioni.
Secondo le autorità locali, oltre 240.000 persone si trovano ancora nei centri di evacuazione. Le vittime sono state segnalate nelle province di Catanduanes, Eastern Samar, Nueva Vizcaya, Mountain Province e Ifugao, dove diverse famiglie sono rimaste intrappolate a causa delle frane.

Il presidente Ferdinand Marcos Jr. ha dichiarato lo stato di emergenza nazionale, già in vigore dopo il passaggio del tifone Kalmaegi della scorsa settimana, che aveva causato più di 230 morti.

Le scuole e la maggior parte degli uffici pubblici sono rimasti chiusi lunedì e martedì, mentre decine di voli interni e internazionali sono stati cancellati e oltre 6.000 passeggeri e lavoratori portuali sono rimasti bloccati nei porti.

Taiwan si prepara all’impatto

Dopo aver lasciato le Filippine, il tifone Fung-wong si dirige ora verso Taiwan, dove le autorità hanno disposto l’evacuazione di oltre 3.000 persone nelle zone orientali e montuose più esposte. Il centro meteorologico di Taipei prevede piogge torrenziali tra mercoledì e giovedì, in particolare lungo la costa orientale e nella città portuale di Kaohsiung, dove è atteso l’impatto principale.

Il presidente Lai Ching-te ha invitato la popolazione a non avvicinarsi alle montagne e alle aree costiere. Le autorità hanno chiuso scuole e uffici in diverse contee, tra cui Hualien e Yilan, già colpite da gravi alluvioni lo scorso settembre.

Una stagione di tifoni devastante

Il tifone Fung-wong arriva a pochi giorni dal passaggio di Kalmaegi, che ha devastato le Filippine centrali e il Vietnam, aggravando una stagione dei tifoni tra le più distruttive degli ultimi anni.
Ogni anno il Paese viene colpito da circa 20 tempeste tropicali o tifoni, oltre a frequenti terremoti ed eruzioni vulcaniche, che ne fanno una delle nazioni più vulnerabili del pianeta ai disastri naturali.

Con Fung-wong ora in avvicinamento a Taiwan, le autorità restano in allerta per i rischi di nuove inondazioni e frane lungo l’isola e nel Mar Cinese Meridionale, dove la tempesta continuerà a muoversi nei prossimi giorni.

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Kalmaegi fa strage nelle Filippine, e si sta preparando un nuovo tifone https://www.iconameteo.it/news/notizie-mondo/kalmaegi-fa-strage-nelle-filippine-e-si-sta-preparando-un-nuovo-tifone/ Fri, 07 Nov 2025 09:35:11 +0000 https://www.iconameteo.it/?p=88561 Almeno 193 vittime tra Filippine e Vietnam: è il bilancio provvisorio del tifone Kalmaegi, che dopo aver colpito duramente i due Paesi si sta ora dirigendo verso Cambogia e Laos. Nel frattempo, un altro sistema tropicale, la tempesta Fung-Wong, si sta rapidamente intensificando a est delle Filippine e potrebbe trasformarsi in super tifone entro le …

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Almeno 193 vittime tra Filippine e Vietnam: è il bilancio provvisorio del tifone Kalmaegi, che dopo aver colpito duramente i due Paesi si sta ora dirigendo verso Cambogia e Laos. Nel frattempo, un altro sistema tropicale, la tempesta Fung-Wong, si sta rapidamente intensificando a est delle Filippine e potrebbe trasformarsi in super tifone entro le prossime 48 ore.

Tifone Kalmaegi, è strage nelle Filippine

Dopo aver toccato terra nelle Filippine centrali, Kalmaegi – chiamato localmente Tino – ha provocato piogge torrenziali e frane che hanno travolto interi villaggi. Le inondazioni improvvise hanno distrutto centinaia di abitazioni, in particolare nelle zone più povere dove le costruzioni sono più fragili.

Nella provincia di Cebu, tra le aree più colpite, auto e autobus sono stati trascinati via dall’acqua, mentre i soccorritori lavorano ancora tra il fango alla ricerca dei dispersi. Sono almeno 188 le vittime accertate del tifone nelle Filippine, ma secondo le autorità oltre 130 persone risultano ancora disperse, mentre decine di migliaia di sfollati hanno trovato riparo in scuole e centri pubblici.

Il presidente Ferdinand Marcos Jr ha dichiarato lo stato di calamità nazionale, sottolineando la necessità di accelerare i soccorsi e la ricostruzione. Il governo teme inoltre un nuovo impatto imminente: nel Pacifico, infatti, un’altra tempesta tropicale sta guadagnando forza e potrebbe colpire il Paese già all’inizio della prossima settimana.

Anche il Vietnam in emergenza

Attraversato dal tifone con raffiche fino a 150 km/h e piogge estreme, anche il Vietnam ha registrato danni estesi. Le autorità hanno evacuato centinaia di migliaia di persone e mobilitato oltre 260.000 militari e operatori per gestire i soccorsi. Almeno 5 persone hanno perso la vita.
A Gia Lai e Dak Lak, nel centro del Paese, i forti venti hanno abbattuto alberi e linee elettriche, scoperchiato tetti e reso inaccessibili molte strade.

In arrivo un nuovo tifone: Fung-Wong minaccia le Filippine

Secondo il servizio meteorologico nazionale PAGASA, la tempesta tropicale Fung-Wong — che sarà rinominata Uwan una volta entrata nell’area di responsabilità filippina — si trova attualmente a circa 1.500 chilometri a est di Mindanao.
Con venti sostenuti fino a 95 km/h e raffiche di 115 km/h, il sistema si sta spostando verso nord-ovest e potrebbe raggiungere la categoria di tifone già entro sabato sera, con una traiettoria che punta verso Luzon settentrionale o centrale.

fifone filippine traiettoria pagasa
Crediti: PAGASA

Le autorità avvertono che le condizioni meteo peggioreranno soprattutto da domenica, con mari molto agitati lungo le coste orientali e possibili allagamenti diffusi tra lunedì e martedì. I residenti sono stati invitati a prepararsi in anticipo e a seguire le fonti ufficiali per gli aggiornamenti.

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Kenya, frane e alluvioni nella Rift Valley: oltre 20 vittime e decine di dispersi https://www.iconameteo.it/news/notizie-mondo/kenya-frane-e-alluvioni-nella-rift-valley-oltre-20-vittime-e-decine-di-dispersi/ Sun, 02 Nov 2025 11:04:27 +0000 https://www.iconameteo.it/?p=88352 kenya frane e alluvioniLe piogge torrenziali che da giorni colpiscono il Kenya occidentale hanno provocato una serie di frane e inondazioni nella regione della Rift Valley, causando la morte di almeno 21 persone e la distruzione di oltre mille abitazioni. Le autorità parlano di una situazione ancora in evoluzione, con una trentina di dispersi e diverse aree isolate. …

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Le piogge torrenziali che da giorni colpiscono il Kenya occidentale hanno provocato una serie di frane e inondazioni nella regione della Rift Valley, causando la morte di almeno 21 persone e la distruzione di oltre mille abitazioni. Le autorità parlano di una situazione ancora in evoluzione, con una trentina di dispersi e diverse aree isolate.

Secondo quanto riferito dal ministro dell’Interno Kipchumba Murkomen, i soccorsi sono in corso nel territorio di Elgeyo-Marakwet, una zona collinare già nota in Kenya per la sua vulnerabilità a frane e smottamenti. Venticinque persone in gravi condizioni sono state trasferite in elicottero a Eldoret per ricevere cure mediche, mentre le ricerche dei dispersi continuano con l’aiuto dell’esercito e della polizia.

La Croce Rossa keniota ha diffuso immagini aeree che mostrano colate di fango e allagamenti estesi per chilometri. Le squadre di emergenza stanno lavorando per evacuare i feriti e distribuire aiuti alimentari e beni di prima necessità, ma l’accesso a molte aree resta complicato per via delle strade interrotte e dei ponti danneggiati.

Le precipitazioni che stanno colpendo il Kenya coincidono con la stagione delle short rains, le piogge brevi ma intense che ogni anno tra ottobre e dicembre possono causare gravi emergenze idrogeologiche. Nella stessa zona di Chesongoch, negli anni scorsi si erano già verificati episodi simili: nel 2010 e nel 2012 decine di persone avevano perso la vita in frane analoghe, mentre nel 2020 un centro commerciale era stato travolto dalle acque.

Le autorità hanno invitato la popolazione delle aree montuose a spostarsi temporaneamente in zone più sicure, mentre prosegue la distribuzione degli aiuti e il monitoraggio del rischio.

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Alluvioni in Vietnam: almeno 13 morti e migliaia di case sott’acqua https://www.iconameteo.it/news/notizie-mondo/alluvioni-in-vietnam-almeno-13-morti-e-migliaia-di-case-sottacqua/ Sat, 01 Nov 2025 09:58:23 +0000 https://www.iconameteo.it/?p=88325 alluvioni vietnamLe alluvioni in Vietnam continuano a causare devastazione: secondo gli ultimi aggiornamenti ufficiali, almeno 13 persone hanno perso la vita e 11 risultano ancora disperse dopo giorni di piogge torrenziali che hanno colpito la parte centrale del Paese. Le precipitazioni eccezionali, tra le più intense mai registrate nella regione, hanno inondato vaste aree delle province …

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Le alluvioni in Vietnam continuano a causare devastazione: secondo gli ultimi aggiornamenti ufficiali, almeno 13 persone hanno perso la vita e 11 risultano ancora disperse dopo giorni di piogge torrenziali che hanno colpito la parte centrale del Paese.

Le precipitazioni eccezionali, tra le più intense mai registrate nella regione, hanno inondato vaste aree delle province centrali, sommergendo interi quartieri nelle città di Hue e Hoi An, patrimonio mondiale dell’UNESCO. In alcune zone l’acqua ha raggiunto i tetti delle abitazioni, costringendo migliaia di persone a lasciare le proprie case.

Le autorità vietnamite hanno stimato oltre 116.000 abitazioni allagate e danni significativi alle infrastrutture: strade e linee ferroviarie interrotte, campi agricoli distrutti su una superficie di circa 5.000 ettari, e blackout diffusi.

A Hoi An, celebre per il suo centro storico e per il turismo internazionale, il livello dell’acqua ha iniziato lentamente a diminuire, ma la città resta paralizzata. Le operazioni di pulizia sono appena iniziate, mentre molte strutture ricettive restano chiuse e il settore turistico – vitale per l’economia locale – è in ginocchio.

Il governo ha avvertito che le condizioni meteorologiche restano critiche: nuove piogge intense, fino a 500 millimetri al giorno, sono previste su gran parte della regione centrale fino a sabato.

Il Vietnam, colpito ogni anno da tempeste tropicali e tifoni tra giugno e ottobre, è uno dei Paesi del Sud-Est asiatico più esposti ai rischi legati al clima, come alluvioni sempre più intense e frequenti. Gli esperti ricordano che l’aumento della temperatura globale sta rendendo questi episodi più estremi e frequenti, con conseguenze sempre più pesanti per la popolazione e per l’economia.

 

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Uragano Melissa: bilancio drammatico nei Caraibi, oltre 50 morti https://www.iconameteo.it/news/notizie-mondo/uragano-melissa-bilancio-drammatico-nei-caraibi-oltre-50-morti/ Sat, 01 Nov 2025 07:43:36 +0000 https://www.iconameteo.it/?p=88316 uragano melissa - foto Dominican Red CrossL’uragano Melissa, tra i più potenti mai registrati nei Caraibi, si è ormai dissipato, lasciando dietro di sé una scia di devastazione che ha colpito Giamaica, Haiti, Cuba e altre isole dell’area. Secondo le stime più recenti, le vittime sono almeno 50, ma il bilancio è destinato a salire. I danni economici superano i 52 …

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L’uragano Melissa, tra i più potenti mai registrati nei Caraibi, si è ormai dissipato, lasciando dietro di sé una scia di devastazione che ha colpito Giamaica, Haiti, Cuba e altre isole dell’area. Secondo le stime più recenti, le vittime sono almeno 50, ma il bilancio è destinato a salire. I danni economici superano i 52 miliardi di dollari, con centinaia di migliaia di persone sfollate o senza casa.

Una tempesta storica

Melissa ha raggiunto la categoria 5 al momento dell’impatto con la Giamaica, con venti oltre i 250 km/h, diventando la tempesta più intensa che abbia colpito direttamente l’isola dal 1988. In molte aree, i venti e le piogge torrenziali si sono protratti per più di 48 ore, amplificando gli effetti distruttivi.

Il governo giamaicano stima che più del 60% del Paese sia rimasto senza elettricità, mentre circa il 77% della popolazione risulta ancora senza luce secondo i dati aggiornati della Croce Rossa Internazionale (IFRC). Oltre 6.000 persone si trovano nei rifugi di emergenza, molte delle quali hanno perso la casa o il lavoro.

La Croce Rossa giamaicana ha mobilitato 400 volontari, impegnati nella distribuzione di coperte, kit per l’igiene, utensili da cucina, taniche per l’acqua e teloni di emergenza. Dall’hub logistico dell’IFRC a Panama sono partiti ulteriori aiuti con kit di pulizia, coperte e forniture sanitarie.

Il segretario generale dell’IFRC, Jagan Chapagain, ha dichiarato che la situazione è «oltre il catastrofico»: le squadre sul campo segnalano una massiccia necessità di alloggi temporanei, acqua potabile, assistenza sanitaria e sostegno psicologico.

Haiti tra inondazioni e paura del colera

Ad Haiti, nonostante il passaggio del cuore della tempesta sia avvenuto più a ovest, le piogge torrenziali hanno provocato gravi alluvioni. Si contano almeno 31 vittime e 21 dispersi, con oltre 15.000 persone ospitate nei rifugi di emergenza.

I volontari della Croce Rossa haitiana e della Protezione Civile hanno evacuato interi villaggi, come quello di Anse-à-Veau, nella regione di Nippes, dove i fiumi in piena hanno travolto case e campi. Il Centro operativo di emergenza della Croce Rossa a Jérémie è attivo per coordinare i soccorsi con le autorità locali, in un contesto già reso critico dal rischio di nuove epidemie di colera.

Cuba: un milione di case danneggiate, ma nessuna vittima

In Cuba orientale, Melissa è arrivato come uragano di categoria 3, portando piogge superiori a 380 millimetri in poche ore. Il fiume Cauto ha esondato, sommergendo interi quartieri. Le evacuazioni preventive hanno salvato molte vite: oltre 735.000 persone erano state fatte allontanare prima dell’impatto. Si stima che più di un milione di abitazioni siano danneggiate o distrutte.

Clima e uragani sempre più estremi

Secondo un’analisi dell’Imperial College di Londra, il cambiamento climatico ha reso l’uragano Melissa quattro volte più probabile e molto più intenso. L’aumento della temperatura degli oceani alimenta infatti cicloni tropicali più violenti e più lenti, capaci di scaricare enormi quantità di pioggia su aree ristrette.

Per molti governi caraibici, Melissa rappresenta l’ennesima prova dell’urgenza di un sostegno internazionale concreto in materia di finanza climatica, prevenzione e resilienza.

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Ciclone Montha: danni per 603 milioni di dollari, quasi 2 milioni di persone colpite in India https://www.iconameteo.it/news/notizie-mondo/ciclone-montha-danni-per-603-milioni-di-dollari-quasi-2-milioni-di-persone-colpite-in-india/ Fri, 31 Oct 2025 12:19:38 +0000 https://www.iconameteo.it/?p=88296 ciclone montha indiaIl ciclone Montha, che ha investito la costa orientale dell’India all’inizio della settimana, ha causato danni stimati in circa 603 milioni di dollari (quasi 53 miliardi di rupie) nello Stato di Andhra Pradesh, secondo le stime diffuse dal governo locale. La tempesta, accompagnata da piogge torrenziali e venti molto forti, ha colpito in modo esteso …

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Il ciclone Montha, che ha investito la costa orientale dell’India all’inizio della settimana, ha causato danni stimati in circa 603 milioni di dollari (quasi 53 miliardi di rupie) nello Stato di Andhra Pradesh, secondo le stime diffuse dal governo locale.

La tempesta, accompagnata da piogge torrenziali e venti molto forti, ha colpito in modo esteso le zone agricole e costiere, sommergendo interi villaggi e danneggiando infrastrutture, strade e reti elettriche. Almeno tre persone hanno perso la vita, mentre 1,8 milioni di persone risultano colpite in quasi 1.500 villaggi e 48 città.

Le autorità hanno allestito oltre 1.200 centri di accoglienza per ospitare temporaneamente le decine di migliaia di sfollati e avviato le prime operazioni di ripristino. In molte aree rurali si registrano interruzioni della corrente elettrica, strade impraticabili e campi agricoli devastati: le prime stime parlano di oltre 87.000 ettari di coltivazioni danneggiate e migliaia di agricoltori colpiti.

Anche il settore zootecnico ha subito pesanti perdite, con la morte di oltre un centinaio di capi di bestiame, mentre il sistema idrico e quello di irrigazione hanno riportato danni per decine di milioni di rupie.

Il ciclone, dopo aver toccato terra nella notte tra martedì e mercoledì, si è progressivamente indebolito spostandosi verso l’interno, fino a trasformarsi in una depressione sul vicino Stato di Telangana, dove persistono ancora allagamenti e disagi.

Le autorità indiane hanno assicurato l’avvio dei lavori di riparazione e bonifica, ma la conta dei danni è destinata a crescere. Il ciclone Montha si aggiunge alla lunga serie di eventi estremi che ogni anno colpiscono la costa orientale dell’India tra aprile e dicembre, una regione tra le più vulnerabili del subcontinente agli effetti del cambiamento climatico.

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Nevicata storica a Reykjavik: record di neve infranto dopo oltre un secolo https://www.iconameteo.it/news/notizie-mondo/nevicata-storica-a-reykjavik-record-infranto-dopo-oltre-un-secolo/ Wed, 29 Oct 2025 12:00:52 +0000 https://www.iconameteo.it/?p=88229 nevicata ReykjavikLa nevicata del 28 ottobre a Reykjavik ha segnato un evento senza precedenti nella storia meteorologica dell’Islanda. In sole dodici ore sono caduti 27 cm di neve, superando il record di 25,5 cm stabilito nell’ottobre del 1921. Questo evento climatico eccezionale ha trasformato la capitale in un vero e proprio paesaggio invernale, mettendo in difficoltà …

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La nevicata del 28 ottobre a Reykjavik ha segnato un evento senza precedenti nella storia meteorologica dell’Islanda. In sole dodici ore sono caduti 27 cm di neve, superando il record di 25,5 cm stabilito nell’ottobre del 1921. Questo evento climatico eccezionale ha trasformato la capitale in un vero e proprio paesaggio invernale, mettendo in difficoltà la mobilità urbana, i servizi essenziali e il traffico aereo.

Nevicata a Reykjavik: record di neve e condizioni meteorologiche estreme

La nevicata record ha avuto origine da una profonda depressione atlantica centrata sullo Stretto di Danimarca, accompagnata da un fronte freddo e forti venti provenienti da nord-ovest. Il rapido abbassamento della temperatura ha favorito la trasformazione della pioggia mista in neve asciutta, con un accumulo che ha raggiunto livelli storici. Il Servizio Meteorologico Islandese ha diramato un’allerta arancione, poi declassata a gialla, invitando la popolazione alla massima prudenza e a limitare gli spostamenti.

Disagi e conseguenze sulla città di Reykjavik

L’intensità della nevicata ha causato la sospensione parziale dei servizi urbani e il blocco della circolazione stradale, con decine di veicoli abbandonati e difficoltà per i mezzi di sgombero neve. Il traffico aereo all’aeroporto di Keflavík è stato condizionato da accumuli di neve e vento, mentre la Protezione Civile ha invitato i cittadini a rientrare nelle proprie abitazioni. L’evento ha dimostrato come le condizioni meteorologiche estreme possano mettere a dura prova l’organizzazione urbana, con la città costretta a fermarsi di fronte alla forza della natura.

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Alluvioni in Romania: almeno tre morti e centinaia di evacuati. Video e aggiornamenti https://www.iconameteo.it/news/notizie-mondo/alluvioni-romania-almeno-tre-morti-gli-aggiornamenti/ Tue, 29 Jul 2025 10:04:14 +0000 https://www.iconameteo.it/?p=84648 Violente alluvioni hanno colpito l’est della Romania tra domenica 27 e lunedì 28 luglio, provocando la morte di tre persone anziane, lo sfollamento di centinaia di residenti e gravi danni a case, strade e infrastrutture. A essere travolte dall’ondata di maltempo sono state 25 località in nove diverse contee, soprattutto Neamț e Suceava, dove due …

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Violente alluvioni hanno colpito l’est della Romania tra domenica 27 e lunedì 28 luglio, provocando la morte di tre persone anziane, lo sfollamento di centinaia di residenti e gravi danni a case, strade e infrastrutture. A essere travolte dall’ondata di maltempo sono state 25 località in nove diverse contee, soprattutto Neamț e Suceava, dove due fiumi sono esondati.

La Protezione civile romena ha diffuso video e immagini drammatiche: case in legno e automobili trascinate via dall’acqua, alberi sradicati, tetti divelti e ponti crollati. Le strade di accesso al comune di Broșteni, nella contea di Suceava, risultavano completamente bloccate.
Nella stessa zona, un uomo di 66 anni ha perso la vita. Più tardi le autorità hanno confermato altri due decessi: due donne di 83 e 85 anni, una delle quali è stata recuperata dal letto di un fiume con l’aiuto di un escavatore.

L’agenzia nazionale per la gestione delle acque ha registrato livelli record in alcuni corsi d’acqua, segnalando che sono in corso interventi urgenti per riparare ponti crollati e ristabilire le vie di comunicazione. Quattro elicotteri hanno sorvolato le aree più colpite alla ricerca di eventuali dispersi.

Secondo i servizi meteorologici romeni, le piogge intense e i venti forti che hanno accompagnato questa perturbazione non sono eventi isolati, ma parte di una crescente instabilità climatica che colpisce anche i Paesi dell’Europa orientale.

Alluvioni in Romania, una crisi che si ripete

Non è la prima volta che la Romania affronta alluvioni di tale portata. Negli ultimi anni, l’aumento delle piogge estreme e la scarsa manutenzione delle infrastrutture idrauliche stanno esponendo sempre più spesso vaste aree del Paese al rischio di inondazioni. A preoccupare, oltre ai danni materiali, è la vulnerabilità delle fasce più deboli della popolazione, come gli anziani che rappresentano la maggioranza delle vittime anche in questa occasione.

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New York sott’acqua, due vittime in New Jersey: cosa sta succedendo negli Stati Uniti https://www.iconameteo.it/news/notizie-mondo/new-york-sottacqua-due-vittime-in-new-jersey/ Wed, 16 Jul 2025 06:53:06 +0000 https://www.iconameteo.it/?p=84127 new york allagamentiMentre in Texas non si fermano le ricerche delle persone disperse dopo la tragica alluvione che ha ucciso più di 130 persone, gli Stati Uniti continuano a essere bersagliati da violentissime ondate di maltempo che hanno colpito duramente anche la città di New York. Strade allagate, treni fermi, piogge da record e un sistema urbano …

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Mentre in Texas non si fermano le ricerche delle persone disperse dopo la tragica alluvione che ha ucciso più di 130 persone, gli Stati Uniti continuano a essere bersagliati da violentissime ondate di maltempo che hanno colpito duramente anche la città di New York.

Strade allagate, treni fermi, piogge da record e un sistema urbano messo in ginocchio in poche ore. New York si è trovata sommersa dall’acqua, vittima di una pioggia torrenziale che ha trasformato lunedì 14 luglio in una data da ricordare. In un’ora sola sono caduti oltre 5 cm di pioggia, segnando il secondo valore orario più alto mai registrato in città: andò peggio solo nel 2021, quando la città fu colpita dai resti dell’uragano Ida.

La situazione è precipitata nel tardo pomeriggio, proprio all’ora di punta. Video e immagini circolati sui social mostrano l’acqua scrosciare dai tornelli della metropolitana della 28th Street, sommergendo banchine e vagoni. Almeno una stazione è stata chiusa, e numerose linee sospese o deviate. Non è andata meglio nei cieli: i tre principali aeroporti dell’area di New York hanno imposto stop temporanei ai decolli.

Ma non è solo New York: tutta la costa orientale degli Stati Uniti è alle prese con piogge eccezionali. In 24 ore, il National Weather Service ha emesso quasi 100 allerte per alluvioni lampo, un record per un giorno di luglio. Dalla Virginia al New Jersey, le piogge hanno provocato almeno due morti, decine di salvataggi e danni ingenti.

Secondo Climate Central, dal 1970 a oggi quasi il 90% delle grandi città statunitensi ha visto aumentare l’intensità delle piogge orarie. E a New York, dove asfalto e cemento impediscono all’acqua di infiltrarsi nel suolo, le piogge intense significano allagamenti quasi garantiti.

Il motivo? Il cambiamento climatico sta rendendo le piogge estive più estreme e frequenti. Con ogni grado in più, l’atmosfera trattiene circa il 7% di umidità in più. Tradotto: più carburante per i temporali. A peggiorare il quadro, il rallentamento dei venti in quota nei mesi estivi fa sì che le perturbazioni si muovano lentamente, scaricando tutta la loro potenza nello stesso punto per ore.

New York, come molte altre città americane e non solo, è impreparata a gestire questo nuovo regime climatico. Le infrastrutture idriche e di drenaggio, progettate in un altro secolo, non reggono più.

Finché non si investirà davvero in adattamento urbano e non si affronteranno le cause profonde – in primis le emissioni climalteranti generate dalle attività umane e dall’utilizzo dei combustibili fossili -, episodi come quello del 14 luglio rischiano di diventare sempre più la regola, non l’eccezione.


NOTE: questo articolo è stato generato con il supporto dell’intelligenza artificiale.

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Caldo estremo: l’Italia sta diventando un Paese Tropicale? https://www.iconameteo.it/news/video/caldo-estremo-litalia-sta-diventando-un-paese-tropicale/ Tue, 18 Jul 2023 12:52:11 +0000 https://www.iconameteo.it/?p=76116 caldo italiaPiogge torrenziali, venti tempestosi, ma anche caldo intenso e siccità estreme: negli ultimi 15 anni gli scienziati hanno osservato un’espansione della fascia climatica tropicale verso i Poli, così da arrivare a toccare nell’emisfero nord una parte del Mediterraneo e della California e in quello sud una parte dell’Australia. Dunque il clima del nostro Paese si …

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Piogge torrenziali, venti tempestosi, ma anche caldo intenso e siccità estreme: negli ultimi 15 anni gli scienziati hanno osservato un’espansione della fascia climatica tropicale verso i Poli, così da arrivare a toccare nell’emisfero nord una parte del Mediterraneo e della California e in quello sud una parte dell’Australia.

Dunque il clima del nostro Paese si sta davvero tropicalizzando? Per rispondere a questa domanda bisognerebbe innanzitutto spiegare cosa si intende per “clima tropicale” e, di conseguenza, cosa significa la parola “tropicalizzazione”.

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Luglio, il mese più rovente dell’anno: caldo protagonista https://www.iconameteo.it/news/video/luglio-il-mese-piu-rovente-dellanno-caldo-protagonista/ Mon, 10 Jul 2023 10:23:28 +0000 https://www.iconameteo.it/?p=76065 caldo luglioLa seconda ondata di caldo dell’estate 2023 si preannuncia molto intensa e duratura, specie per le regioni del Centro-Sud. Luglio è il mese storicamente più rovente dell’anno per l’Italia e per l’emisfero nord: alcuni proverbi meteo sottolineano proprio le elevate temperature che tipicamente si registrano in questo mese. La terza decade del mese è statisticamente …

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La seconda ondata di caldo dell’estate 2023 si preannuncia molto intensa e duratura, specie per le regioni del Centro-Sud. Luglio è il mese storicamente più rovente dell’anno per l’Italia e per l’emisfero nord: alcuni proverbi meteo sottolineano proprio le elevate temperature che tipicamente si registrano in questo mese. La terza decade del mese è statisticamente la più calda in media a livello nazionale, e il cambiamento climatico sta spingendo i valori medi, ormai verso i 40 gradi, con ondate di caldo sempre più intense.

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Come fanno le nuvole a non cadere? https://www.iconameteo.it/news/video/come-fanno-le-nuvole-a-non-cadere/ Thu, 06 Jul 2023 10:23:11 +0000 https://www.iconameteo.it/?p=76037 perchè le nuvole non cadonoVi siete mai domandati come facciano le nuvole a non cadere a terra…a non schiantarsi al suolo? Soprattutto quelle più grandi e grosse come i cumulonembi? La prima cosa da fare è stabilire di cosa sono fatte le nuvole. Dopodichè, per aiutarvi, posso aggiungere che c’entra sicuramente il vento, ma non quello che siamo abituati …

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Vi siete mai domandati come facciano le nuvole a non cadere a terra…a non schiantarsi al suolo? Soprattutto quelle più grandi e grosse come i cumulonembi? La prima cosa da fare è stabilire di cosa sono fatte le nuvole. Dopodichè, per aiutarvi, posso aggiungere che c’entra sicuramente il vento, ma non quello che siamo abituati normalmente a sentire sulla nostra pelle e a vedere dallo scuotimento degli alberi.

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Scirocco, Mare e Appennino: tutti i segreti meteo della Calabria https://www.iconameteo.it/news/video/scirocco-mare-e-appennino-tutti-i-segreti-meteo-della-calabria/ Sat, 01 Jul 2023 10:12:47 +0000 https://www.iconameteo.it/?p=76034 meteo calabriaProtagonisti delle condizioni meteo della Calabria sono i venti di Scirocco e di Levante, in grado di generare condizioni meteorologiche molto perturbate sulla regione, specialmente sul lato esposto a queste correnti, ovvero quello ionico. A complicare le cose, poi, ci pensa il vicino Appennino, in grado di esaltare gli episodi di maltempo. Ma la Calabria …

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Protagonisti delle condizioni meteo della Calabria sono i venti di Scirocco e di Levante, in grado di generare condizioni meteorologiche molto perturbate sulla regione, specialmente sul lato esposto a queste correnti, ovvero quello ionico. A complicare le cose, poi, ci pensa il vicino Appennino, in grado di esaltare gli episodi di maltempo. Ma la Calabria è anche sinonimo di sole e caldo intenso.

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Estate 6 mesi l’anno: ecco come cambierà la stagione estiva https://www.iconameteo.it/news/video/estate-6-mesi-lanno-ecco-come-cambiera-la-stagione-estiva/ Fri, 30 Jun 2023 10:12:08 +0000 https://www.iconameteo.it/?p=76030 estate 6 mesi l'annoChi sogna un’estate che duri per sempre? Quanti vanno già in depressione a settembre, immaginando il declino inesorabile della stagione estiva? Ebbene, entro la fine del 2100, le nostre estati, che già adesso sono il 20 % più lunghe rispetto al passato, potrebbero durare addirittura fino a 6 mesi! E tra le regioni che rischiano …

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Chi sogna un’estate che duri per sempre? Quanti vanno già in depressione a settembre, immaginando il declino inesorabile della stagione estiva? Ebbene, entro la fine del 2100, le nostre estati, che già adesso sono il 20 % più lunghe rispetto al passato, potrebbero durare addirittura fino a 6 mesi! E tra le regioni che rischiano di raggiungere prima questo record negativo vi è naturalmente il Mediterraneo! Ma, se pensiamo alle conseguenze in termini di crisi climatica, la notizia è tutt’altro che positiva.

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Cambia il clima e l’allergia peggiora: la stagione del polline diventerà più intensa e duratura https://www.iconameteo.it/news/video/cambia-il-clima-e-lallergia-peggiora-la-stagione-del-polline-diventera-piu-intensa-e-duratura/ Wed, 26 Apr 2023 12:22:07 +0000 https://www.iconameteo.it/?p=75652 allergia pollini climaRaffreddore, occhi arrossati, lacrimazione, starnuti, tosse, mal di testa e difficoltà respiratorie: tutti effetti della classica allergia primaverile, con cui devono fare i conti, ogni anno in questo periodo, almeno 15 milioni di italiani. E con il riscaldamento globale in atto questo numero aumenterà, a causa di una stagione dei pollini sempre più intensa e …

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Raffreddore, occhi arrossati, lacrimazione, starnuti, tosse, mal di testa e difficoltà respiratorie: tutti effetti della classica allergia primaverile, con cui devono fare i conti, ogni anno in questo periodo, almeno 15 milioni di italiani. E con il riscaldamento globale in atto questo numero aumenterà, a causa di una stagione dei pollini sempre più intensa e duratura.

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Meteo di Aprile, tra pioggia e gli ultimi episodi di freddo invernale https://www.iconameteo.it/news/video/meteo-aprile-tra-pioggia-e-gli-ultimi-episodi-di-freddo-invernale/ Wed, 12 Apr 2023 08:19:08 +0000 https://www.iconameteo.it/?p=75648 meteo aprile“Aprile, ogni goccia un barile”: l’antico proverbio meteo ha un fondo di verità, ma con il riscaldamento globale, qualcosa sta cambiando. Aprile è il primo vero mese della primavera, in cui l’aria tiepida, dai mille colori e profumi, esplode in tutta la sua potenza, e sebbene sia uno dei mesi statisticamente più piovosi per alcune …

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“Aprile, ogni goccia un barile”: l’antico proverbio meteo ha un fondo di verità, ma con il riscaldamento globale, qualcosa sta cambiando. Aprile è il primo vero mese della primavera, in cui l’aria tiepida, dai mille colori e profumi, esplode in tutta la sua potenza, e sebbene sia uno dei mesi statisticamente più piovosi per alcune zone d’Italia, spesso ultimamente si rivela secco ed insolitamente mite.

Scopriamo allora il tempo di aprile, un mese che sebbene pienamente primaverile, potrebbe anche vedere fasi di freddo tardive, con aria artica e neve

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Perché fare le previsioni meteo in Italia è complesso? https://www.iconameteo.it/news/video/perche-fare-le-previsioni-meteo-in-italia-e-complesso/ Mon, 03 Apr 2023 16:45:31 +0000 https://www.iconameteo.it/?p=75502 meteo in italia previsioniFare le previsioni meteo in Italia è un mestiere complicato. Sono pochi i Paesi al mondo con un livello di complessità geografica paragonabile al nostro: l’estensione latitudinale, la posizione al centro del mar Mediterraneo e una morfologia del territorio così eterogenea da mettere letteralmente in crisi i più potenti dei calcolatori e i più esperti …

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Fare le previsioni meteo in Italia è un mestiere complicato. Sono pochi i Paesi al mondo con un livello di complessità geografica paragonabile al nostro: l’estensione latitudinale, la posizione al centro del mar Mediterraneo e una morfologia del territorio così eterogenea da mettere letteralmente in crisi i più potenti dei calcolatori e i più esperti dei meteorologi! Ricordatevi di queste variabili la prossima volta che consultate il vostro sito o APP preferite, e fidatevi solo dei meteorologi professionisti

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Che colore ha la pioggia? https://www.iconameteo.it/news/video/che-colore-ha-la-pioggia/ Mon, 06 Mar 2023 12:32:13 +0000 https://www.iconameteo.it/?p=75178 colore pioggiaPotrebbe sembrare strano, ma la pioggia non ha un solo colore: l’atmosfera terrestre è un fluido in continuo movimento, in rotazione con la Terra stessa, e i venti, soprattutto quelli che agiscono alle quote superiori trasportano una quantità enorme di micro-particelle di diversa origine e genere. Queste micro-particelle, trasportate verso l’alto dai moti ascensionali dell’aria, …

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Potrebbe sembrare strano, ma la pioggia non ha un solo colore: l’atmosfera terrestre è un fluido in continuo movimento, in rotazione con la Terra stessa, e i venti, soprattutto quelli che agiscono alle quote superiori trasportano una quantità enorme di micro-particelle di diversa origine e genere.

Queste micro-particelle, trasportate verso l’alto dai moti ascensionali dell’aria, interagiscono nella formazione delle nubi, in quanto fungono da ottimi nuclei igroscopici di condensazione, agevolando la formazione delle gocce di pioggia…in questo caso colorate.

In meteorologia queste minutissime particelle sono chiamate “nuclei di Aitken”, dal nome dello scienziato che le scoprì. Nel lontano 1880, infatti, Aitken dimostrò che, il vapore acqueo per dare vita alle microscopiche goccioline di acqua liquida che compongono le nubi, da cui poi prenderanno vita le neonate gocce di pioggia, ha bisogno di un substrato, ovvero di un “appoggio” su cui condensare, detto anche pulviscolo atmosferico. Dall’origine di questo substrato dipenderà anche il colore che assumerà la gocciolina primordiale in formazione: ecco, dunque, spiegato perché possiamo osservare piogge variopinte.

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Quando il Monviso “prevede” il tempo: scopriamo la carta d’identità meteo del Piemonte https://www.iconameteo.it/news/video/monviso-prevede-il-tempo-carta-identita-meteo-piemonte/ Fri, 24 Feb 2023 06:24:46 +0000 https://www.iconameteo.it/?p=75083 meteo piemonte monvisoIl Monviso ci racconta davvero il tempo previsto? Scopriamo insieme la carta d’identità meteo del Piemonte: le temperature più estreme, la piovosità e la zona statisticamente più nevosa. Osservando il Monviso è possibile capire che tempo farà? Le curiosità meteo del Piemonte Il Monviso è la montagna più alta delle Alpi Cozie, una delle cime …

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Il Monviso ci racconta davvero il tempo previsto? Scopriamo insieme la carta d’identità meteo del Piemonte: le temperature più estreme, la piovosità e la zona statisticamente più nevosa.

Osservando il Monviso è possibile capire che tempo farà? Le curiosità meteo del Piemonte

Il Monviso è la montagna più alta delle Alpi Cozie, una delle cime più importanti di questa regione e conosciuta in tutta Italia perché ai suoi piedi si trova la sorgente del fiume Po. Guardandolo dal versante piemontese, la forma piramidale di questo rilievo imponente si erge quasi dal nulla, rendendolo visibile e riconoscibile anche da grandi distanze, specialmente all’alba o al tramonto quando l’atmosfera è particolarmente tersa e limpida. Per questo motivo il Monviso diventa strumento di analisi e previsione del tempo a brevissimo termine, soprattutto da parte dei piemontesi che ad esso si trovano più vicini

La presenza di un certo tipo di nubi sulla cima del Monviso è generalmente indice di atmosfera instabile, specialmente nelle ore calde pomeridiane o serali, soprattutto in estate, ma spesso anche nelle stagioni di mezzo: in queste condizioni, capita di frequente che la giornata inizi bene, con il sole, ma si concluda con uno o più temporali, che possono andare a sconfinare verso le aree pianeggianti adiacenti la montagna.

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Sos smog: perché la Pianura Padana è la zona più inquinata d’Europa? https://www.iconameteo.it/news/video/sos-smog-perche-la-pianura-padana-e-la-zona-piu-inquinata-deuropa/ Thu, 16 Feb 2023 08:00:33 +0000 https://www.iconameteo.it/?p=74987 smog pianura padanaLa Pianura Padana è la zona in cui si respira più smog in Europa: nel 2022 le città di Torino, Milano e Venezia sono rimaste sotto una cappa di smog due volte più a lungo di quanto stabilito dalle norme per la salute. E non sono le sole, purtroppo. L’inquinamento dell’aria è un grave problema, …

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La Pianura Padana è la zona in cui si respira più smog in Europa: nel 2022 le città di Torino, Milano e Venezia sono rimaste sotto una cappa di smog due volte più a lungo di quanto stabilito dalle norme per la salute. E non sono le sole, purtroppo. L’inquinamento dell’aria è un grave problema, e sembra che nonostante le misure messe in campo non si riesca proprio a debellarlo.

La normativa in vigore prevede un massimo di 35 superamenti l’anno della soglia media di PM10, fissata a 50 microgrammi/metro cubo (µg/m3). Torino, Milano, Modena, Asti, Padova e Venezia hanno tutte registrato più del doppio degli sforamenti consentiti nel corso del 2022. Nel rapporto di Legambiente emerge che sulle 95 città prese in esame, 29 hanno superato il limite di giorni con PM10 oltre la soglia. La città di Torino è in assoluto la peggiore, soffocata per ben 98 giorni da valori di smog oltre il limite tollerabile per la salute umana. Segue Milano con 84 giorni, poi Asti (79 giorni), Modena (75), Padova e Venezia (70).

Ma perché l’aria in Pianura Padana è così inquinata?

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Quali sono i Comuni “Rifiuti Zero”? https://www.iconameteo.it/news/notizie-italia/quali-sono-i-comuni-rifiuti-zero/ Wed, 08 Feb 2023 12:53:45 +0000 https://www.iconameteo.it/?p=74917 rifiuti zeroA che punto siamo con la raccolta differenziata? Quali sono i comuni e capoluoghi più virtuosi da potersi vantare di essere “Rifiuti Free” o “Rifiuti Zero”? Attualmente in Italia, degli oltre 7.900 Comuni, solamente 590 sono quelli Rifiuti Free, ovvero quei comuni con una produzione pro-capite di rifiuto indifferenziato destinato allo smaltimento inferiore ai 75 …

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A che punto siamo con la raccolta differenziata? Quali sono i comuni e capoluoghi più virtuosi da potersi vantare di essere “Rifiuti Free” o “Rifiuti Zero”?

Attualmente in Italia, degli oltre 7.900 Comuni, solamente 590 sono quelli Rifiuti Free, ovvero quei comuni con una produzione pro-capite di rifiuto indifferenziato destinato allo smaltimento inferiore ai 75 Kg.

Al Sud non si arresta il trend di crescita, mentre il Centro resta fermo al 5.4 %. In testa abbiamo sempre il Nord, in particolare il Nordest, con la provincia di Treviso in pole position.

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La verità sulla Candelora: l’antico proverbio svela davvero come sarà il resto dell’inverno? https://www.iconameteo.it/news/video/candelora-antico-proverbio-svela-davvero-come-sara-il-resto-inverno/ Wed, 01 Feb 2023 08:53:29 +0000 https://www.iconameteo.it/?p=74849 candelora invernoNel giorno della Candelora, secondo il noto proverbio meteo, si può capire la sorte dell’inverno in Italia: se c’è il sole, l’inverno può considerarsi finito, ma se piove e c’è vento, la stagione fredda durerà ancora un po’. Febbraio è il mese più corto dell’anno, certamente, ma capace di rivelarsi molto “cattivo” dal punto di …

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Nel giorno della Candelora, secondo il noto proverbio meteo, si può capire la sorte dell’inverno in Italia: se c’è il sole, l’inverno può considerarsi finito, ma se piove e c’è vento, la stagione fredda durerà ancora un po’.

Febbraio è il mese più corto dell’anno, certamente, ma capace di rivelarsi molto “cattivo” dal punto di vista meteorologico, con ondate di maltempo di stampo ancora pienamente invernale. Ma febbraio è stra-noto anche per le infinite varianti locali del celebre proverbio legato all’altrettanto celebre festa della Candelora: “se c’è sole a Candelora dell’inverno sèmo fora, ma se piove o tira vento, nell’inverno sèmo dentro”.

Cerchiamo di capire se l’antico proverbio ha una base di verità nella puntata di A Tempo di Clima dedicata ai proverbi meteo:

La tradizione contadina ha sempre fatto molta attenzione al tempo di questo mese, in quanto determinante per quelli successivi. Infatti, per una buona riuscita del raccolto, febbraio dovrebbe essere freddo e nevoso. Tra le credenze più famose vi è quella legata alla Candelora.

Il detto in realtà moltissime varianti in giro per l’Italia, che assumono significato inverso. Una tra tutte: “se nevica o se plora dell’inverno semo fora; se c’è sole o solicello siamo ancora a mezzo inverno; se c’è sole o sole tutto dell’inverno resta il brutto”. A conferma di ciò che si diceva all’inizio e cioè che un febbraio “brutto” e freddo è poi preludio della fine dell’inverno e di una buona stagione agricola.

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Il buco dell’ozono si sta chiudendo: la prova che le azioni dell’uomo possono salvare il Pianeta https://www.iconameteo.it/news/video/buco-ozono-si-sta-chiudendo/ Tue, 24 Jan 2023 14:16:25 +0000 https://www.iconameteo.it/?p=74775 buco ozono a tempo di climaIl buco dell’ozono si sta chiudendo: la notizia positiva arriva dopo decenni di decisioni e azioni internazionali. Gli impegni internazionali hanno fatto la differenza: l’eliminazione delle sostanze chimiche (CFC e HFC) nell’arco degli ultimi 40 anni, ha permesso di arrivare ad una inversione di tendenza dell’assottigliamento dello strato di ozono presente a 25-50 Km dalla …

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Il buco dell’ozono si sta chiudendo: la notizia positiva arriva dopo decenni di decisioni e azioni internazionali. Gli impegni internazionali hanno fatto la differenza: l’eliminazione delle sostanze chimiche (CFC e HFC) nell’arco degli ultimi 40 anni, ha permesso di arrivare ad una inversione di tendenza dell’assottigliamento dello strato di ozono presente a 25-50 Km dalla superficie terrestre sopra i Poli. Gli impegni internazionali assunti attraverso il Protocollo di Montréal nel 1987, oggi stanno dando i loro frutti: in diverse aree della Terra il buco dell’ozono potrebbe chiudersi entro il 2040

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Neve, nevischio o graupel: che differenza c’è? Risponde l’esperto https://www.iconameteo.it/news/video/neve-nevischio-o-graupel-che-differenza-ce-risponde-lesperto/ Mon, 16 Jan 2023 11:28:21 +0000 https://www.iconameteo.it/?p=74674 nevischio graupel cosa sonoIn inverno le precipitazioni non si distinguono solo in pioggia o neve: tra questi esistono molte sfumature come il nevischio o il graupel. Ma che cosa sono e cosa cambia tra loro? Ne ha parlato nel canale A Tempo di Clima il meteorologo e divulgatore Rino Cutuli: Leggi anche: Il buco dell’ozono potrebbe sparire in …

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In inverno le precipitazioni non si distinguono solo in pioggia o neve: tra questi esistono molte sfumature come il nevischio o il graupel. Ma che cosa sono e cosa cambia tra loro? Ne ha parlato nel canale A Tempo di Clima il meteorologo e divulgatore Rino Cutuli:

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Finalmente neve sulle Alpi, ma un inverno nevoso non basterà per salvare i ghiacciai https://www.iconameteo.it/news/video/neve-alpi-inverno-nevoso-non-bastera-per-salvare-i-ghiacciai/ Thu, 01 Dec 2022 12:45:59 +0000 https://www.iconameteo.it/?p=74157 ghiacciai neve alpiLe prime nevicate significative hanno finalmente interessato Alpi e Appennini, portando accumuli di neve preziosi sulle nostre montagne. Ma il 2022 resta segnato da un bilancio decisamente negativo per quanto riguarda i ghiacciai, duramente colpiti da un’estate di caldo eccezionale e da una siccità in molti casi ancora non completamente risolta, e che si trascina …

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Le prime nevicate significative hanno finalmente interessato Alpi e Appennini, portando accumuli di neve preziosi sulle nostre montagne. Ma il 2022 resta segnato da un bilancio decisamente negativo per quanto riguarda i ghiacciai, duramente colpiti da un’estate di caldo eccezionale e da una siccità in molti casi ancora non completamente risolta, e che si trascina da ormai un anno.

Neve in Piemonte, Limone Piemonte CN
Neve in Piemonte, Limone Piemonte CN

Sebbene l’avvio della stagione invernale sembra essere positivo per le nostre montagne, non è detto che l’inverno meteorologico, al via il 1 dicembre, sarà nevoso e freddo.

Inoltre, come spiegano gli esperti, per quanto riguarda la vita dei ghiacciai, una stagione invernale fredda e nevosa non può fare niente (o quasi) contro il declino osservato negli ultimi decenni. Abbiamo fatto il punto della situazione in un episodio del canale A Tempo di Clima:

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Tempesta di neve a Buffalo: caduti metri di neve in poche ore. Il fenomeno spiegato https://www.iconameteo.it/news/notizie-mondo/tempesta-di-neve-a-buffalo-caduti-metri-di-neve-in-poche-ore-il-fenomeno-spiegato/ Sat, 19 Nov 2022 10:57:04 +0000 https://www.iconameteo.it/news/notizie-mondo/tempesta-di-neve-a-buffalo-caduti-metri-di-neve-in-poche-ore-il-fenomeno-spiegato/ neve buffaloUna impressionante e violenta tempesta di neve sta interessando l’area di Buffalo, città sulle rive del Lago Erie a nord dello stato di New York. In poche ore è caduto più di un metro di neve, con picchi anche di un metro e mezzo. Tutta colpa di un fenomeno noto nell’area come “lake effect snow” …

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Una impressionante e violenta tempesta di neve sta interessando l’area di Buffalo, città sulle rive del Lago Erie a nord dello stato di New York. In poche ore è caduto più di un metro di neve, con picchi anche di un metro e mezzo. Tutta colpa di un fenomeno noto nell’area come “lake effect snow” (o effetto lago) che spesso dà vita a nevicate molto abbondanti.

All’aeroporto di Buffalo circa il 70% dei voli in partenza è stato cancellato. Il Governatore di New York Kathy Hochul ha implorato i residenti di prestare attenzione questo fine settimana e ha descritto la tempesta come un evento nevoso davvero importante che potrebbe mettere in pericolo la vita delle persone, come la tempesta di neve che colpì Buffalo nel novembre 2014 e che causò la morte di 20 persone.

Oltre a Buffalo, sono previsti diversi accumuli di neve importanti anche per l’area di Watertown a New York e nel nord-ovest della Pennsylvania.

Tempesta di neve: all’origine dell’evento c’è il fenomeno dell’effetto lago

All’origine delle nevicate abbondanti e incessanti c’è il fenomeno chiamato “effetto lago”. Si tratta di fenomeno tipico della zona dei Grandi Laghi e che nei mesi più freddi causa tempeste di neve talvolta molto intense. Alla base del fenomeno c’è l’interazione tra la massa d’aria in scorrimento da nord e la superficie del lago. Il fenomeno non si verifica solo qui: è raro ma è stato osservato anche in Italia, con l’arrivo di masse di aria gelide da nord-est in scorrimento sull’Adriatico.

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Ottobrata infinita: l’estate nel cuore dell’autunno https://www.iconameteo.it/news/video/ottobrata-infinita-estate-nel-cuore-autunno/ Wed, 19 Oct 2022 08:48:40 +0000 https://www.iconameteo.it/?p=73699 L’Italia sta attraversando la seconda potente ottobrata della stagione, con temperature praticamente estive nel cuore dell’autunno. Negli ultimi giorni le temperature massime hanno abbondantemente superato i 25 gradi, con punte di 27-28 gradi sulle Isole e tra Toscana, Lazio e Campania. A Roma, ad esempio sono stati raggiunti i 28 gradi, praticamente valore tipico dell’inizio …

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L’Italia sta attraversando la seconda potente ottobrata della stagione, con temperature praticamente estive nel cuore dell’autunno. Negli ultimi giorni le temperature massime hanno abbondantemente superato i 25 gradi, con punte di 27-28 gradi sulle Isole e tra Toscana, Lazio e Campania. A Roma, ad esempio sono stati raggiunti i 28 gradi, praticamente valore tipico dell’inizio di settembre.

Nella puntata di A Tempo di Clima, nuova rubrica di IconaClima – Meteo Expert, realizzata da Rino Cutuli, parliamo di cosa significa “ottobrata” e di come è cambiata questa tradizione negli ultimi decenni:

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Perché è importante la biodiversità? https://www.iconameteo.it/news/video/perche-e-importante-la-biodiversita/ Fri, 20 May 2022 10:40:08 +0000 https://www.iconameteo.it/news/video/perche-e-importante-la-biodiversita/ Perché è così importante salvaguardare la biodiversità del Pianeta? Secondo l’UE la metà del prodotto interno lordo (PIL) mondiale – 40.000 miliardi di euro – dipende proprio dalla natura. Dall’ambiente l’uomo ricava materie prime, alimenti, acqua, medicine: senza un ecosistema sano, l’uomo in effetti non potrebbe sopravvivere. Il suolo ospita più un quarto della biodiversità …

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Perché è così importante salvaguardare la biodiversità del Pianeta? Secondo l’UE la metà del prodotto interno lordo (PIL) mondiale – 40.000 miliardi di euro – dipende proprio dalla natura. Dall’ambiente l’uomo ricava materie prime, alimenti, acqua, medicine: senza un ecosistema sano, l’uomo in effetti non potrebbe sopravvivere.

Il suolo ospita più un quarto della biodiversità presente sulla Terra, ma purtroppo circa il 20-30% degli ecosistemi terrestri sono degradati. Molte specie animali vengono allevate per scopi alimentari, ma la maggior parte della produzione di cibo arriva da poche decine o centinaia di specie animali o vegetali. Quasi un terzo degli stock ittici è sovra-sfruttato e più della metà ha raggiunto il limite sostenibile.

Dobbiamo impegnarci per salvaguardare la biodiversità del Pianeta, per evitare di sbilanciare quel delicato equilibrio che ci governa.

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ONU, Guterres accusa duramente i leader: il discorso https://www.iconameteo.it/news/video/onu-guterres-accusa-duramente-i-leader-il-discorso/ Fri, 08 Apr 2022 09:45:53 +0000 https://www.iconameteo.it/news/video/onu-guterres-accusa-duramente-i-leader-il-discorso/ “La giuria ha raggiunto un verdetto. Ed è una condanna. L’ultimo rapporto IPCC è una litania di promesse climatiche non mantenute” Così inizia il discorso durissimo del Segretario Generale delle Nazioni Unite, António Guterres sulla crisi climatica e l’inazione politica.    Per approfondire: Il segretario generale dell’Onu Guterres: “stiamo viaggiando ad alta velocità verso un …

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“La giuria ha raggiunto un verdetto. Ed è una condanna. L’ultimo rapporto IPCC è una litania di promesse climatiche non mantenute” Così inizia il discorso durissimo del Segretario Generale delle Nazioni Unite, António Guterres sulla crisi climatica e l’inazione politica. 

 

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Tornado in Italia: stagione dei temporali al via https://www.iconameteo.it/news/video/tornado-in-italia-stagione-dei-temporali-al-via/ Mon, 28 Mar 2022 13:40:38 +0000 https://www.iconameteo.it/news/video/tornado-in-italia-stagione-dei-temporali-al-via/ La stagione dei temporali sta per cominciare: facciamo il punto sugli eventi che hanno segnato il 2021 insieme a Tornado in Italia.

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La stagione dei temporali sta per cominciare: facciamo il punto sugli eventi che hanno segnato il 2021 insieme a Tornado in Italia.

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Siccità, inverno secco in Italia. Tra le cause anche la NAO: di che cosa si tratta? https://www.iconameteo.it/news/video/siccita-inverno-secco-in-italia-tra-le-cause-anche-la-nao-di-che-cosa-si-tratta/ Wed, 09 Mar 2022 13:11:22 +0000 https://www.iconameteo.it/news/video/siccita-inverno-secco-in-italia-tra-le-cause-anche-la-nao-di-che-cosa-si-tratta/ Il fenomeno della NAO (Oscillazione Nord Atlantica) sta influenzando le condizioni meteo-climatiche in Europa e in Italia, contribuendo alla siccità che ha contraddistinto il nostro inverno. L’ultima stagione è stata segnata da una fase NAO positiva prolungata. «La NAO è un fenomeno di teleconnessione della pressione atmosferica – spiega Daniele Izzo, meteorologo di Meteo Expert …

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Il fenomeno della NAO (Oscillazione Nord Atlantica) sta influenzando le condizioni meteo-climatiche in Europa e in Italia, contribuendo alla siccità che ha contraddistinto il nostro inverno.

L’ultima stagione è stata segnata da una fase NAO positiva prolungata. «La NAO è un fenomeno di teleconnessione della pressione atmosferica – spiega Daniele Izzo, meteorologo di Meteo Expert e autore per IconaClima.it -. Quando la pressione atmosferica aumenta più del normale sulle Azzorre, si nota contemporaneamente una diminuzione ulteriore della pressione alle latitudini dell’Islanda, dove invece troviamo il ciclone islandese». In fase positiva la NAO provoca un aumento del flusso occidentale e l’arrivo di perturbazioni e tempeste extra-tropicali sul Nord Europa. Allo stesso tempo l’anticiclone si estende verso il Mediterraneo e l’Italia, impedendo l’arrivo di perturbazioni atlantiche».

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CICLONE BOMBA sugli USA: PIOVONO IGUANE in Florida, metropoli in tilt https://www.iconameteo.it/news/notizie-mondo/neve-e-gelo-sugli-usa-metropoli-in-tilt-in-florida-piovono-iguane/ Sun, 30 Jan 2022 13:11:29 +0000 https://www.iconameteo.it/?p=70845 Un’ondata di gelo e neve si è scagliata sulla costa orientale degli Stati Uniti: il responsabile è un fenomeno noto con il termine giornalistico di “ciclone bomba“, un potente ciclone che nella giornata di ieri ha attraversato tutta l’East Coast da sud verso nord e oggi insisterà soprattutto sul Canada orientale. In meteorologia, il fenomeno …

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Un’ondata di gelo e neve si è scagliata sulla costa orientale degli Stati Uniti: il responsabile è un fenomeno noto con il termine giornalistico di “ciclone bomba“, un potente ciclone che nella giornata di ieri ha attraversato tutta l’East Coast da sud verso nord e oggi insisterà soprattutto sul Canada orientale.

In meteorologia, il fenomeno è conosciuto come ciclogenesi esplosiva e identifica una situazione in cui la pressione atmosferica nel centro di un ciclone precipita di almeno 24 hectopascal nel giro di 24 ore rendendo la tempesta molto più violenta, con un estremo rinforzo dei venti. Secondo gli scienziati, il cosiddetto ciclone bomba che ha colpito il Nord America ha fatto registrare un crollo di pressione di almeno 30 hectopascal in 24 ore.

Nella giornata di sabato venti potenti come quelli di un uragano hanno sferzato con forza la costa orientale degli USA: le raffiche più intense sono state registrate nei settori est del Massachussetts, dove localmente sono stati superati i 150 km orari.

75 milioni gli americani coinvolti dalla tempesta, con molte situazioni critiche legate soprattutto alla fornitura di energia elettrica e ai trasporti: muoversi su strada può essere molto pericoloso per i venti estremi, per la presenza di neve abbondante e per i rischi legati al gelicidio, ossia la formazione al suolo di estese lastre di ghiaccio trasparenti a causa della pioggia congelante che potrebbe cadere a temperature inferiori allo zero. Diversi stati hanno dichiarato lo stato d’emergenza e in tutta l’East Coast sono stati cancellati almeno 6 mila voli.

Tanta la neve, ovunque: sommerse anche alcune delle principali metropoli statunitensi come Boston e New York, dove il ciclone non ha provocato solo gravi disagi: molti newyorkesi si sono riuniti a Central Park per godere dell’eccezionale nevicata, che ha ricoperto la Grande Mela con più di dieci centimetri di neve fresca.


Le temperature sono precipitate in tutti gli stati orientali degli USA. Tra questi anche la Florida, ben nota per il suo clima mite: spinta da venti gelidi la colonnina di mercurio è precipitata anche qui ben al di sotto delle medie stagionali. In quasi tutto lo stato è stata diramata l’allerta gelo e non è escluso che nelle prossime ore arrivino notizie relative a nuovi record di freddo.

Per il freddo della Florida, dal Centro Statunitense delle previsioni meteo è arrivata un’allerta davvero singolare: c’è il rischio che alcune iguane cadano dagli alberi!
Si tratta di un fenomeno che alcuni descrivono come una vera e propria pioggia di iguane e si verifica proprio a causa di temperature insolitamente rigide: i rettili cadono a terra e sembrano morti, ma in realtà sono solo paralizzati e il più delle volte si riprendono quando il termometro torna a salire.

Nelle ultime ore, sui social network si sono già viste le prime segnalazioni di iguane “congelate”:

Gli aggiornamenti meteo dall’Italia:

PERTURBAZIONE in arrivo: raffiche oltre 100 km orari e onde di 6 METRI. Ecco dove

Le notizie di IconaClima:

Fracking: dimostrato per la prima volta il legame con morti precoci e tumori

Perdite da un oleodotto in Thailandia: 50 mila litri di petrolio in mare. È disastro ambientale

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THAILANDIA, 50 mila litri di PETROLIO in mare: è disastro ambientale https://www.iconameteo.it/news/notizie-mondo/perdite-da-un-oleodotto-in-thailandia-50-mila-litri-di-petrolio-in-mare-e-disastro-ambientale/ Sun, 30 Jan 2022 07:54:55 +0000 https://www.iconameteo.it/news/notizie-mondo/perdite-da-un-oleodotto-in-thailandia-50-mila-litri-di-petrolio-in-mare-e-disastro-ambientale/ A pochi giorni dal gravissimo sversamento di petrolio registrato in Perù dopo lo tsunami provocato dall’eruzione di Tonga, anche dalla Thailandia arrivano le immagini di un disastro ambientale. Secondo quanto hanno riferito le fonti locali, il petrolio sarebbe fuoriuscito per delle perdite in un oleodotto sottomarino nel Golfo della Thailandia che si sono verificate tra …

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A pochi giorni dal gravissimo sversamento di petrolio registrato in Perù dopo lo tsunami provocato dall’eruzione di Tonga, anche dalla Thailandia arrivano le immagini di un disastro ambientale.

Secondo quanto hanno riferito le fonti locali, il petrolio sarebbe fuoriuscito per delle perdite in un oleodotto sottomarino nel Golfo della Thailandia che si sono verificate tra martedì 25 e mercoledì 26 gennaio. Sabato, la spiaggia di Mae Ram Phueng, nella provincia di Rayong – nell’est del Paese – è stata dichiarata zona disastrata.

La perdita di petrolio si è verificata a circa 20 km dalla costa orientale del Paese nell’oleodotto di proprietà della Star Petroleum Refining Public Company Limited (SPRC), con sede in Thailandia, ed è stata messa sotto controllo solo dopo diverse ore, quando secondo quanto riferisce l’agenzia Reuters nell’oceano erano già stati riversati circa 50 mila litri di greggio.
Si stima che il petrolio si sia sparso per circa 74 km quadri nel mare del golfo e una parte ha raggiunto la costa sulla spiaggia di Mae Ram Phueng.

Il personale della SPRC sta lavorando insieme alla Marina per contenere la diffusione del petrolio che si trova ancora al largo e per ripulire quello che è già arrivato in spiaggia.

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L’eruzione a Tonga potrebbe danneggiare l’ambiente per anni: il punto della situazione https://www.iconameteo.it/news/notizie-mondo/leruzione-a-tonga-potrebbe-danneggiare-lambiente-per-anni-il-punto-della-situazione/ Tue, 18 Jan 2022 13:57:28 +0000 https://www.iconameteo.it/news/notizie-mondo/leruzione-a-tonga-potrebbe-danneggiare-lambiente-per-anni-il-punto-della-situazione/ Sabato 15 gennaio le immagini dell’eruzione di un vulcano sottomarino nelle isole Tonga hanno fatto il giro del mondo. L’esplosione ha fatto sparire quasi del tutto l’isola Hunga Tonga-Hunga Ha’apai, e l’onda d’urto ha percorso tutto il nostro Pianeta a una velocità 3 volte superiore a quella del suono. The pressure wave generated by the …

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Sabato 15 gennaio le immagini dell’eruzione di un vulcano sottomarino nelle isole Tonga hanno fatto il giro del mondo. L’esplosione ha fatto sparire quasi del tutto l’isola Hunga Tonga-Hunga Ha’apai, e l’onda d’urto ha percorso tutto il nostro Pianeta a una velocità 3 volte superiore a quella del suono.

Anche in Europa i barometri hanno registrato l’arrivo dell’onda d’urto, con un improvviso picco di pressione che, come ha sottolineato l’Organizzazione Meteorologica Mondiale, ci ha ricordato «che condividiamo tutti la stessa atmosfera, in tutto il mondo».

Le conseguenze più immediate e spaventose dell’eruzione si sono osservate sugli oceani, con lo tsunami che ha colpito le isole di Tonga e onde anomale che si sono riversate su diverse coste affacciate sul Pacifico, come in California e in Perù.
Ma gli effetti di quello che è successo sabato riguardano numerosi altri aspetti, e potrebbero protrarsi per anni: sono legati soprattutto alla grande quantità di cenere e ai gas che sono stati sprigionati dall’esplosione, che secondo gli esperti è stata la più violenta che sia stata registrata in tutto il Pianeta negli ultimi 30 anni.

Preoccupano le conseguenze dell’eruzione sull’ambiente: minacciata anche la sicurezza alimentare degli abitanti di Tonga

Le immagini catturate dallo spazio mostrano bene l’enorme colonna che si è innalzata nell’atmosfera al momento dell’eruzione: un’esplosione di fumo, cenere, gas e vapore è schizzata fino a 20 chilometri di altezza. Le conseguenze minacciano l’ambiente e gli abitanti della regione sotto numerosi aspetti.

Una delle prime criticità evidenziate dagli scienziati riguarda il rischio di piogge acide. Il vulcano ha liberato nell’atmosfera grandi quantità di anidride solforosa e ossido di azoto, dei gas che quando interagiscono con l’acqua e l’ossigeno presenti nell’atmosfera danno origine al fenomeno che conosciamo come pioggia acida. Come riferisce l’agenzie Reuters, il vulcanologo Shane Cronin dell’Università di Auckland ha spiegato che, con il clima tropicale dell’arcipelago, «è probabile che intorno a Tonga ci saranno piogge acide per un po’» e, a seconda di quanto si protrarranno le eruzioni, «la sicurezza alimentare potrebbe essere compromessa». Le piogge acide provocano infatti gravi danni alle coltivazioni, e analizzando come il pennacchio emerso dall’eruzione si estenda verso ovest nelle immagini satellitari, gli esperti avvertono che anche le Fiji potrebbero essere interessate dal fenomeno.
L’Ufficio delle Nazioni Unite per gli affari umanitari ha fatto sapere che sono in corso monitoraggi della qualità dell’aria e ha consigliato agli abitanti delle Fiji di coprire i serbatoi dell’acqua domestici e di rimanere al chiuso in caso di pioggia.

L’impatto dell’eruzione minaccia anche il mare, in un arcipelago in cui cibo e sussistenza, per la maggior parte degli abitanti, dipendono proprio dall’oceano. In questo caso, i rischi sono legati soprattutto alla cenere.

Una coltre di cenere ha ricoperto le zone interessate dall’eruzione, cadendo in abbondanza anche nell’oceano, dove rischia di provocare gravi danni alla vita marina.
L’attività vulcanica che ha preceduto l’esplosione del 15 gennaio aveva già allarmato gli esperti, e all’inizio di gennaio il servizio geologico di Tonga aveva avvertito che l’acqua di mare della zona era stata «contaminata da scariche vulcaniche tossiche» e che i pesci pescati nelle acque vicino al vulcano avrebbero potuto essere «velenosi».
Con la cenere che ora si è riversata nell’oceano la situazione non può che peggiorare: secondo gli esperti molti pesci moriranno, e i sopravvissuti saranno costretti a spostarsi in altre zone. Può cambiare anche al struttura stessa del fondale marino, con la creazione di ostacoli inediti per le barche.

Grave la minaccia anche per le barriere coralline, già colpite duramente dagli effetti della crisi climatica, che rischiano di essere soffocate dalla cenere.
Oltre a comportare danni enormi per l’economia, in particolare per l’importanza che le barriere coralline hanno per il turismo, perderle può compromettere anche la capacità delle isole di Tonga di far fronte alle mareggiate e all’innalzamento del livello del mare, che qui avanza a un ritmo doppio rispetto alla media globale, con un innalzamento medio di circa 6 millimetri all’anno.

Per quanto riguarda il clima globale, secondo gli scienziati l’eruzione non è stata abbastanza potente da avere un’influenza diretta. In particolare, secondo le stime l’esplosione avrebbe liberato nell’aria 400 milioni di chilogrammi di anidride solforosa: una quantità enorme, che tuttavia non basta ad alterare significativamente le temperature del pianeta.
Lo scenario potrebbe cambiare però, avvertono, se il vulcano farà registrare altre esplosioni con l’emissione di altro gas.

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Tornado: nel 2021 registrate 69 trombe d’aria in Italia

Anche l’Italia ha un inviato speciale per il cambiamento climatico

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TORNADO toccano terra in FLORIDA: 90 case distrutte e 40 mila persone senza elettricità https://www.iconameteo.it/news/notizie-mondo/tornado-toccano-terra-in-florida-90-case-distrutte-e-40-mila-persone-senza-elettricita/ Mon, 17 Jan 2022 07:55:04 +0000 https://www.iconameteo.it/primo-piano/tornado-toccano-terra-in-florida-90-case-distrutte-e-40-mila-persone-senza-elettricita/ tornado-floridaL’intensa tempesta invernale che sta interessando gli stati nord-orientali degli Stati Uniti ha dato vita ad un intenso sistema temporalesco che nella mattinata di domenica 16 gennaio ha generato diversi tornado: uno di questi ha toccato terra a Fort Myers, in Florida. https://twitter.com/Worldsource24/status/1482753047503773704?s=20 Si stima che il tornado abbia distrutto completamente almeno 28 abitazioni e …

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L’intensa tempesta invernale che sta interessando gli stati nord-orientali degli Stati Uniti ha dato vita ad un intenso sistema temporalesco che nella mattinata di domenica 16 gennaio ha generato diversi tornado: uno di questi ha toccato terra a Fort Myers, in Florida.

https://twitter.com/Worldsource24/status/1482753047503773704?s=20

Si stima che il tornado abbia distrutto completamente almeno 28 abitazioni e fatto danni ingenti ad altre 62 case. Circa 200 persone sono state costrette ad evacuare.

Alcune trombe marine hanno raggiunto la terraferma provocando molti danni in altri punti della Florida, come Naples e Iona.

Almeno 4 le persone rimaste ferite nella Contea di Lee, dove il tornado è stato classificato come EF2 nella scala Enhanced Fujita (ossia un tornado con venti a 180-250 km/h e danni considerevoli). Ferito anche un camionista nella Contea di Collier: il suo veicolo è stato travolto e ribaltato dal tornado, bloccando il traffico per ore.

A causa dei temporali e dei tornado che hanno toccato terra in Florida circa 40 mila persone sono rimaste senza elettricità.

https://twitter.com/NashWX/status/1482775294369013767?s=20

I tornado sono un evento comune nei settori centro-meridionali degli Stati Uniti, ma non a gennaio: secondo le statistiche degli ultimi 20 anni, in media a gennaio in Florida cadono circa 2 tornado. E prima di quello di domenica a Lee County, l’ultimo EF2 di gennaio si è verificato nel 2016.

https://twitter.com/Worldsource24/status/1482718651031732224?s=20

 

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BRASILE, dopo le forti piogge si stacca la roccia sul lago di FURNAS: 7 vittime [VIDEO] https://www.iconameteo.it/news/notizie-mondo/brasile-cede-la-roccia-sul-lago-di-furnas-7-vittime-incidono-le-forti-piogge/ Sun, 09 Jan 2022 09:24:51 +0000 https://www.iconameteo.it/news/notizie-mondo/brasile-cede-la-roccia-sul-lago-di-furnas-7-vittime-incidono-le-forti-piogge/ Brutto incidente in Brasile, nello stato di Minas Gerais, dove un’imponente lastra di roccia si è staccata da una scogliera sul lago di Furnas finendo su alcune imbarcazioni da diporto. Attualmente il bilancio conta 7 vittime, tre dispersi e almeno 9 feriti gravi. La tragedia è avvenuta tra le città di Sao Jose da Barra …

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Brutto incidente in Brasile, nello stato di Minas Gerais, dove un’imponente lastra di roccia si è staccata da una scogliera sul lago di Furnas finendo su alcune imbarcazioni da diporto. Attualmente il bilancio conta 7 vittime, tre dispersi e almeno 9 feriti gravi. La tragedia è avvenuta tra le città di Sao Jose da Barra e Capitolio, da cui erano partite le barche. Secondo i funzionari statali, le forti piogge che hanno colpito la zona nell’ultimo periodo potrebbero aver contribuito all’allentamento del muro.

Brasile, lo stato di Minas Gerais devastato dalle piogge: oltre 17mila persone costrette ad evacuare

Lo stato di Minas Gerais, dove si è appunto consumata la tragedia, è stato devastato da un periodo di piogge intense e incessanti che hanno causato inondazioni e danni ingenti. Oltre 17mila persone hanno dovuto abbandonare le proprie abitazioni. Sono state gravemente danneggiate anche scuole, ospedali e altre infrastrutture. Secondo le ultime stime dell’UNICEF, la popolazione totale finora colpita dalle piogge è pari a 815.597 persone di cui 101.256 bisognosi. Ammontano a 28.224 gli sfollati che soggiornano in rifugi ed a 73.032 le persone ospitate da familiari e amici. I morti sono 26, con 2 dispersi e 520 feriti.

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TOKYO imbiancata dalla prima NEVE della stagione: le immagini https://www.iconameteo.it/news/notizie-mondo/neve-tokyo-2022/ Thu, 06 Jan 2022 08:47:15 +0000 https://www.iconameteo.it/?p=70194 neve tokyoA Tokyo è arrivata la prima neve della stagione invernale: i primi fiocchi sono arrivati in mattinata nelle strade della città, e in tutto si prevedono dai 5 ai 7 cm di neve. Non si esclude che questa ondata di maltempo invernale possa provocare disagi: la neve e il ghiaccio potrebbero infatti causare incidenti stradali, …

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A Tokyo è arrivata la prima neve della stagione invernale: i primi fiocchi sono arrivati in mattinata nelle strade della città, e in tutto si prevedono dai 5 ai 7 cm di neve. Non si esclude che questa ondata di maltempo invernale possa provocare disagi: la neve e il ghiaccio potrebbero infatti causare incidenti stradali, caduta di alberi e interruzioni di elettricità. Al suolo si sono già accumulati alcuni centimetri di neve.

https://twitter.com/mayusupidog/status/1478969512607514627?s=20

Nella città e prefettura di Chiba e Tokyo è stata diramata un’allerta arancione per rischio di nevicate abbondanti. E’ la prima volta dal 2018 che è stata diramata l’allerta per nevicate abbondanti per la città di Tokyo: in città sono attesi in tutto 5-7 cm di neve. Sui monti della regione di Kanto sono previsti circa 10 centimetri di neve, mentre in pianura sono attesi circa 5 centimetri.

 

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MALTEMPO ESTREMO in Sud America: ALLUVIONI e VITTIME in Brasile e Bolivia [VIDEO] https://www.iconameteo.it/news/notizie-mondo/maltempo-estremo-in-sud-america-alluvioni-e-vittime-in-brasile-e-bolivia/ Mon, 27 Dec 2021 08:50:02 +0000 https://www.iconameteo.it/news/notizie-mondo/maltempo-estremo-in-sud-america-alluvioni-e-vittime-in-brasile-e-bolivia/ Ondate di maltempo estremo hanno sferzato diverse zone del Sud America nel mese di dicembre. La situazione al momento risulta tragica soprattutto in Brasile, dove una lunga fase di maltempo ha raggiunto l’apice tra la Vigilia di Natale e il giorno di Santo Stefano colpendo con violenza in particolare la regione di Bahia. Nella regione …

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Ondate di maltempo estremo hanno sferzato diverse zone del Sud America nel mese di dicembre. La situazione al momento risulta tragica soprattutto in Brasile, dove una lunga fase di maltempo ha raggiunto l’apice tra la Vigilia di Natale e il giorno di Santo Stefano colpendo con violenza in particolare la regione di Bahia. Nella regione si sono verificate decine di frane e gravi alluvioni. Le forti piogge hanno provocato anche il crollo di due dighe: la prima ha ceduto sabato notte nel sud di Bahia, la seconda è crollata domenica mattina a Jussiape, un centinaio di chilometri più a nord.

Decine di migliaia di persone sono state costrette ad abbandonare le proprie case e il bilancio delle vittime si aggrava di ora in ora: secondo gli ultimi aggiornamenti sarebbero almeno 18 i morti accertati e ci sarebbero oltre 280 feriti.

Il governatore di Bahia Rui Costa ha detto che si tratta di «una tragedia enorme». «Non ricordo di aver visto niente di simile nella storia recente di Bahia», ha commentato: «È davvero terrificante».

In tutto sono 72 le città per le quali è stato dichiarato lo stato d’emergenza. Secondo quanto ha riferito Rui, che domenica ha sorvolato le aree colpite, i fiumi esondati hanno fatto finire letteralmente sott’acqua soprattutto 37 città della regione. L’Istituto nazionale di meteorologia e il Centro Nazionale di monitoraggio e allerta sui disastri naturali avvertono che ci sarà il rischio di maltempo anche tra oggi e domani: resta alta l’allerta per il rischio di nuove alluvioni e frane.

La regione sta facendo i conti con fasi di maltempo molto intenso da novembre, e si stima che solo nella prima parte di dicembre abbiano perso la vita almeno 10 persone.

Tra novembre e dicembre piogge eccezionali si sono accanite anche sulla Bolivia, dove secondo gli ultimi aggiornamenti le diverse fasi di maltempo estremo hanno provocato gravi danni alle infrastrutture e ai raccolti. Fonti locali riferiscono che almeno 13 persone sono morte, nella maggior parte dei casi travolte da fiumi in piena, e migliaia di persone hanno dovuto abbandonare le proprie case.

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