Laura Bertolani Icona Meteo IconaMeteo.it - Sempre un Meteo avanti Mon, 10 Nov 2025 07:59:10 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=7.0 https://www.iconameteo.it/contents/uploads/2019/12/Favicon-150x150.png Laura Bertolani Icona Meteo 32 32 In ottobre clima fresco e secco in Italia, con importanti eccezioni https://www.iconameteo.it/news/approfondimenti/in-ottobre-clima-fresco-e-secco-in-italia-con-importanti-eccezioni/ Mon, 10 Nov 2025 09:57:23 +0000 https://www.iconameteo.it/?p=88618 clima italia ottobre meteoDopo quasi due anni e mezzo con temperature medie nazionali sempre al di sopra del valore climatico, con un’anomalia negativa estesa su gran parte del territorio italiano, ottobre 2025 ha aperto una parentesi fresca ad un passo dalla fine dell’anno, spingendo il 2025 dal secondo al quarto posto del ranking degli anni più caldi dal …

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Dopo quasi due anni e mezzo con temperature medie nazionali sempre al di sopra del valore climatico, con un’anomalia negativa estesa su gran parte del territorio italiano, ottobre 2025 ha aperto una parentesi fresca ad un passo dalla fine dell’anno, spingendo il 2025 dal secondo al quarto posto del ranking degli anni più caldi dal 1950, dietro a 2024, 2023 e 2022. Una situazione diversa da quanto il 2025 ci ha abituati ha riguardato anche le precipitazioni, in difetto su gran parte del Paese, tranne nelle regioni che fino a settembre hanno sofferto di carenza idrica cronica e condizioni si siccità severa: Puglia, Basilicata e Calabria.

Questo, e altro, è ciò che emerge dall’analisi dei dati storici di ERA5 ed ERA-Land, la rianalisi climatica sviluppata dal Copernicus Climate Change Service (C3S) del Centro Europeo per le Previsioni Meteorologiche a Medio Termine (ECMWF), disponibile attraverso il Climate Data Store di Copernicus.

Si tratta di dati globali uniformemente distribuiti su griglie 3D, derivati dai rilievi di stazioni meteorologiche, palloni sonda, boe, navi, aerei e satelliti: un prezioso strumento utilizzato dalla comunità scientifica internazionale per studiare il clima della Terra e i suoi cambiamenti.

Temperatura dell’aria a 2 metri dal suolo: anomalia -0,24°C

Secondo i dati ERA5-Land di Copernicus, la temperatura media dell’aria rilevata a due metri dal suolo nell’ottobre 2025 è stata di 12,36°C a livello nazionale: 0,24°C in meno rispetto al valore del trentennio 1991-2020. L’anomalia negativa, alla quale non siamo più abituati, giunge dopo ben ventotto mesi consecutivi di caldo anomalo e pone il decimo mese del 2025 al quarantacinquesimo posto della classifica dei mesi di ottobre più freddi dal 1950, al trentunesimo posto del ranking dei mesi più caldi. Si tratta, dunque, di un’anomalia piuttosto contenuta, ben lontana dal dato del gelido ottobre del 1974 (-5,04°C), ma anche da quello del caldissimo ottobre del 2023 (+3,54°C).

Anomalie della temperatura media dell’aria a 2 metri dalla superficie (°C) rispetto al trentennio 1991-2020, per il territorio italiano (solo terraferma), per ogni mese di ottobre dal 1950 al 2025. Dati ERA5-Land. Crediti C3S/ECMWF. Elaborazioni Meteo Expert.

A spingere la temperatura media mensile verso valori al di sotto della norma è stata soprattutto l’irruzione dai Balcani di aria polare continentale dei primi giorni del mese, responsabile di un’ondata di freddo storica per il periodo nei Paesi dell’Est, e del brusco abbassamento della temperatura in quasi tutta l’Italia, specie lungo le regioni adriatiche e al Sud: un evento estremo, coerente con la variabilità meteorologica associata al contesto climatico di progressivo riscaldamento. La cosiddetta “ottobrata” della settimana successiva, caratterizzata da caldo oltre la norma e bel tempo soprattutto al Centro Nord, non è riuscita a compensare il freddo della prima settimana e i contrasti termici della seconda, movimentata, parte del mese.

La distribuzione delle anomalie termiche sul territorio italiano evidenzia, così, valori leggermente positivi sui settori più occidentali del Paese, sulle Alpi centrali e in Trentino, valori negativi lungo il versante adriatico e al Sud, soprattutto in Puglia, Basilicata e Calabria, dove la temperatura si è mantenuta al di sotto della media anche di 1°C. Ottobre 2025 si è dunque chiuso con un’anomalia di -0,71°C al Sud, -0,37°C in Sicilia, -0,30°C nelle regioni centrali, -0,11°C al Nord, +0,38°C in Sardegna.

Anomalia della temperatura media dell’aria a 2 metri dalla superficie (°C) per ottobre 2025 rispetto alla media mensile del trentennio di riferimento 1991-2020. Dati ERA5-Land. Crediti C3S/ECMWF. Elaborazioni Meteo Expert.

Dove è posizionato il 2025 rispetto a tutti gli altri anni, a due mesi dalla sua conclusione? Con un’anomalia media gennaio – ottobre di +1,22°C, l’anno in corso attualmente si trova al quarto posto della classifica degli anni più caldi dal 1950, preceduto da 2024 (anomalia gennaio-ottobre +1,68°C), dal 2022 (+1,30°C) e dal 2023 (+1,23°C). Con il contributo di ottobre, il 2025 ha dunque perso due posizioni.

Anomalie progressive della temperatura media dell’aria a 2 metri dalla superficie (°C) rispetto alla media progressiva del trentennio 1991-2020, calcolate per il territorio italiano (solo terraferma) e per tutti i mesi dell’anno dal 1950 ad oggi. Esempio: il dato di ottobre 2025 corrisponde alla media delle anomalie dei 10 mesi gennaio 2025 –ottobre 2025. Dati ERA5-Land. Crediti C3S/ECMWF. Elaborazioni Meteo Expert.

Altezza dello zero termico: anomalie fino a -300 m

Per conoscere la situazione termica in quota, come di consueto possiamo affidarci all’analisi dell’altezza dello zero termico, cioè l’altezza sul livello del mare alla quale la temperatura dell’aria raggiunge il valore di 0°C. Troviamo, così, una situazione ben diversa rispetto a quella di tutti i mesi precedenti, che evidenzia l’importante contributo dell’ingresso di aria fredda dai Balcani nella prima parte del mese. Lo scorso ottobre, lo zero termico si è infatti posizionato al di sotto della quota media di riferimento 1991-2020 in quasi tutto il Paese, con anomalie comprese fra -200 e -300 metri lungo l’intero versante adriatico. Solo le Alpi occidentali hanno vissuto una condizione termica in linea con la media mensile del periodo, mentre il settore alpino centrale e, soprattutto, orientale, e la dorsale appenninica, hanno registrato una quota media dello zero termico inferiore alla norma: 2600-2700 metri le Alpi orientali, 2800-2900 metri le Alpi centrali, 3000-3100 metri l’Appennino settentrionale e centrale.

Altezza media dello zero termico nel mese di ottobre 2025 (metri dal livello del mare) e anomalia rispetto alla media mensile 1991-2020. Dati ERA5. Crediti C3S/ECMWF. Elaborazioni Meteo Expert.

Temperatura del mare: anomalia +0,41°C

Secondo i dati della rianalisi climatica ERA5 di Copernicus, la temperatura media delle acque superficiali dei mari che circondano l’Italia, compresi fra 36-47°N e 6-20°E, nell’ottobre 2025 è stata di 22,06°C: 0,41°C in più rispetto alla media climatica 1991-2020. Si tratta di un’anomalia non particolarmente elevata, se confrontata con i valori raggiunti negli ultimi 15 anni, che porta il mese di ottobre 2025 al diciassettesimo posto del ranking dei mesi di ottobre più caldi degli ultimi 76 anni, ben lontano dall’anomalia record di +1,9°C registrata nel 2023.

Anomalie della temperatura dello strato superficiale del mare (°C) rispetto al trentennio 1991-2020 per il dominio 36-47°N e 6-20°E, per ogni mese di ottobre dal 1950 al 2025. Dati ERA5. Crediti C3S/ECMWF. Elaborazioni Meteo Expert.

I mari che bagnano la Sardegna e la Corsica hanno accumulato, come quasi sempre accade, un notevole surplus di calore, presentando anomalie in alcuni punti superiori a +1,5°C. La temperatura delle acque superficiali degli altri mari si sono invece mantenute prossime ai valori climatici o leggermente al di sotto. In particolare, anomalie negative hanno interessato quasi tutti i bacini meridionali.

Anomalia della temperatura dello strato superficiale del mare (°C) per ottobre 2025 rispetto alla media mensile del trentennio di riferimento 1991-2020. Dati ERA5. Crediti C3S/ECMWF. Elaborazioni Meteo Expert.

Se calcoliamo l’anomalia della temperatura del mare dei primi 10 mesi del 2025 (anomalia gennaio-ottobre 2025) e la confrontiamo con l’anomalia gennaio-ottobre di tutti gli altri anni a partire dal 1950, con +1,14°C troviamo il 2025 di nuovo al secondo posto della classifica degli anni più caldi per il mare, preceduto, seppur per un centesimo di grado, dal 2024 e seguito dal 2022 (+0,90°C) e dal 2023 (+0,87°C).

Anomalie medie progressive della temperatura dello strato superficiale del mare (°C) rispetto alla media progressiva del trentennio 1991-2020, calcolate per l’area 36-47°N e 6-20°E (il dominio delle mappe) per tutti i mesi dell’anno dal 1950 ad oggi. Esempio: il dato di ottobre 2025 corrisponde alla media delle anomalie mensili dei 10 mesi gennaio –ottobre 2025. Dati ERA5. Crediti C3S/ECMWF. Elaborazioni Meteo Expert.

Precipitazioni: anomalia -27%

Secondo i dati ERA5-Land di Copernicus, con un’anomalia di -27,4% , ottobre 2025 è stato il ventitreesimo ottobre più secco dalla metà del secolo scorso: un deciso deficit a livello nazionale, tra tanti mesi con surplus di pioggia causato prevalentemente dall’eccesso di precipitazione al Nord non contro-bilanciato dal cronico difetto al Sud.

Anomalie delle precipitazioni (%) rispetto al trentennio 1991-2020, per il territorio italiano (solo terraferma), per ogni mese di ottobre dal 1950 al 2025. Dati ERA5-Land. Crediti C3S/ECMWF. Elaborazioni Meteo Expert.

L’anomalia così marcatamente negativa a livello nazionale cela al suo interno una situazione opposta a quella a cui ci siamo abituati quest’anno. È infatti il risultato del difetto di precipitazione registrato in quasi tutto il Centro Nord, in gran parte della Sardegna, della Sicilia e della Campania – aree in cui è caduto non più di un terzo della pioggia attesa – e del surplus proprio nelle regioni con grave carenza idrica e condizioni di siccità severa o estrema: Puglia, Basilicata e Calabria.

I dati elaborati per settore geografico riportano infatti un’anomalia media di -41% al Nord, -23% nelle regioni centrali, -22% in Sardegna, -14% in Sicilia e quasi +10% al Sud.

Anomalia delle precipitazioni (%) per ottobre 2025 e ottobre 1995 (mese di ottobre più secco dal 1950) rispetto alla media mensile del trentennio di riferimento 1991-2020. Dati ERA5-Land. Crediti C3S/ECMWF. Elaborazioni Meteo Expert.

Se alle piogge cadute da gennaio all’inizio dell’autunno aggiungiamo le precipitazioni portate dalle dieci perturbazioni che hanno raggiunto l’Italia in ottobre, scopriamo che a due mesi dalla fine dell’anno l’anomalia pluviometrica gennaio-ottobre 2025 continua a mantenersi positiva (+11%), ma ora leggermente inferiore a quella del 2024 (+15%). I due anni precedenti, al contrario, restano i più secchi mai sperimentati dall’Italia, in particolare il 2023 con l’anomalia gennaio-ottobre di -45%.

Anomalie medie progressive delle precipitazioni (%) rispetto alla media progressiva del trentennio 1991-2020, calcolate per il territorio italiano (solo terraferma) per tutti i mesi dell’anno dal 1950 ad oggi. Esempio: il dato di ottobre 2025 corrisponde alla media delle anomalie mensili dei 10 mesi gennaio –ottobre 2025. Dati ERA5-Land. Crediti C3S/ECMWF. Elaborazioni Meteo Expert.

 

 Articolo a cura di Laura Bertolani

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Settembre 2025 è stato per l’Italia il terzo più caldo per il mare, il nono per la terraferma. I dati Copernicus https://www.iconameteo.it/news/approfondimenti/settembre-2025-e-stato-per-litalia-il-terzo-piu-caldo-per-il-mare-il-nono-per-la-terraferma-i-dati-copernicus/ Sun, 12 Oct 2025 09:15:21 +0000 https://www.iconameteo.it/?p=87529 Con il contributo di settembre, il 2025 resta, per ora, l’anno più caldo dal 1950 per le acque superficiali dei mari che bagnano le coste italiane, il secondo più caldo, dopo il 2024, per l’aria a due metri dal suolo nazionale. Ecco cosa raccontano i dati mensili storici della rianalisi climatica ERA5 di Copernicus ritagliati …

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Con il contributo di settembre, il 2025 resta, per ora, l’anno più caldo dal 1950 per le acque superficiali dei mari che bagnano le coste italiane, il secondo più caldo, dopo il 2024, per l’aria a due metri dal suolo nazionale. Ecco cosa raccontano i dati mensili storici della rianalisi climatica ERA5 di Copernicus ritagliati lungo i confini dell’Italia.

In continuità con una delle estati italiane più calde dal 1950, l’autunno meteorologico si è aperto con temperature decisamente anomale sia per la terraferma sia, soprattutto, per i mari. Ormai giunti a pochi passi dalla fine dell’anno, il 2025 continua così a mantenere saldo, almeno per ora, il record di temperatura del mare, mentre resta al secondo posto per la temperatura dell’aria sulla terraferma, subito dopo il 2024.
E’ quanto emerge dall’analisi dei dati mensili storici di ERA5 ed ERA-Land, la rianalisi climatica sviluppata dal Copernicus Climate Change Service (C3S) del Centro Europeo per le Previsioni Meteorologiche a Medio Termine (ECMWF), resi disponibili attraverso il Climate Data Store di Copernicus.
Si tratta di dati globali uniformemente distribuiti su griglie 3D, derivati dai rilievi di stazioni meteorologiche, palloni sonda, boe, navi, aerei e satelliti: un prezioso strumento utilizzato dalla comunità scientifica per studiare il clima della Terra e i suoi cambiamenti.

Temperatura dell’aria a 2 metri dal suolo

Secondo i dati ERA5-Land di Copernicus, la temperatura media dell’aria a due metri dal suolo registrata a livello nazionale nel settembre 2025 è stata di 18,06°C, un valore molto elevato per il primo mese dell’autunno meteorologico, di poco inferiore alla media climatica di giugno. Con un’anomalia di +1,22°C rispetto alla media di riferimento 1991-2020, il mese da poco concluso è stato infatti il nono mese di settembre più caldo per l’Italia dal 1950, nonché il 28esimo mese consecutivo con un’anomalia positiva a livello nazionale. A spingere la temperatura ben oltre la norma sono stati i valori eccezionalmente elevati raggiunti nella prima e, soprattutto, nella terza settimana del mese: un colpo di coda dell’estate prima della brusca svolta autunnale associata all’arrivo, proprio il giorno dell’equinozio, della tempesta Alessio, così denominata dall’Aeronautica Militare nell’ambito del progetto europeo “Storm Naming”.

Anomalie della temperatura media dell’aria a 2 metri dalla superficie (°C) rispetto al trentennio 1991-2020, per il territorio italiano (solo terraferma), per ogni mese di settembre dal 1950 al 2025. Dati ERA5-Land. Crediti C3S/ECMWF. Elaborazioni Meteo Expert.

La distribuzione delle anomalie termiche sul territorio italiano evidenzia valori positivi particolarmente elevati sulle Alpi orientali, nelle regioni del Medio Adriatico, in gran parte del Sud e delle Isole: zone in cui l’anomalia ha superato +1,5°C, con picchi superiori a +2,5°C tra Basilicata e Calabria. Ampie porzioni del Nordovest e dell’Alta Toscana hanno invece sperimentato temperature medie mensili prossime alla media climatica. Nel settembre più anomalo degli ultimi 76 anni, due anni fa, la temperatura media nazionale raggiunse il valore record di 19,48°C: 2,64°C in più rispetto alla media climatica (come nel 1987), con anomalie superiori a +2°C in quasi tutto il Paese e picchi oltre +3°C su gran parte delle Alpi.

Anomalia della temperatura media dell’aria a 2 metri dalla superficie (°C) per settembre 2025 e settembre 2023 (mese di settembre più caldo dal 1950) rispetto alla media mensile del trentennio di riferimento 1991-2020. Dati ERA5-Land. Crediti C3S/ECMWF. Elaborazioni Meteo Expert.

Dove è posizionato il 2025 rispetto a tutti gli altri anni, a tre mesi dalla sua conclusione? Con un’anomalia media gennaio – settembre di +1,38°C, per il momento l’anno in corso si mantiene al secondo posto della classifica degli anni più caldi dal 1950, preceduto dal 2024 (anomalia media gennaio-settembre +1,66°C) e seguito dal 2022 (+1,16°C) e dal 2023 (+0,97°C), distanze enormi dall’anomalia media di -1,97°C registrata nei primi 9 mesi del 1984, il valore più basso dal 1950.

Anomalie medie progressive della temperatura media dell’aria a 2 metri dalla superficie (°C) rispetto alla media progressiva del trentennio 1991-2020, calcolate per il territorio italiano (solo terraferma) e per tutti i mesi dell’anno dal 1950 ad oggi. Esempio: il dato di settembre 2025 corrisponde alla media delle anomalie dei 9 mesi gennaio 2025 –settembre 2025. Dati ERA5-Land. Crediti C3S/ECMWF. Elaborazioni Meteo Expert.

Altezza dello zero termico

Per conoscere la situazione termica in quota, possiamo affidarci all’analisi dell’altezza dello zero termico, cioè l’altezza sul livello del mare alla quale la temperatura dell’aria raggiunge il valore di 0°C. Scopriamo, così, che all’inizio dell’autunno meteorologico lo zero termico ha raggiunto quote medie comprese fra 3500 e 3600 metri sulle Alpi: +100-200 metri rispetto alla media 1991-2020 sui settori occidentale e centrale, anche +300 metri sul settore orientale. In perfetta continuità con l’estate nera dei ghiacciai, il mese di settembre ha infatti visto condizioni favorevoli al proseguimento della fusione anche alle quote più elevate fino all’equinozio.

Altezza media dello zero termico nel mese di settembre 2025 (metri dal livello del mare) e anomalia rispetto alla media mensile 1991-2020. Dati ERA5. Crediti C3S/ECMWF. Elaborazioni Meteo Expert.

Poco dopo la prima metà del mese, le temperature in quota hanno raggiunto valori fortemente anomali e lo zero termico ha sfiorato i 5000 metri, soglia superata in più di una occasione durante l’estate. Il giorno 17, ad esempio, secondo il radiosondaggio di Cuneo Levaldigi lo zero termico ha toccato i 4982 metri, mentre il pallone sonda lanciato a Payerne (Svizzera) lo ha individuato a 4740 metri. Stando ai dati diffusi da Meteo Valle d’Aosta, il picco del caldo in quota sul settore alpino occidentale è stato raggiunto il 18 settembre, giorno in cui al Plateau Rosa (3500 m) la temperatura non è scesa al di sotto di +3.4°C ed ha raggiunto un valore massimo di +11.4°C, con conseguente “gran fusione del ghiacciaio”.

Temperatura del mare

Secondo i dati della rianalisi climatica ERA5 di Copernicus, la temperatura media delle acque superficiali dei mari che circondano l’Italia, compresi fra 36-47°N e 6-20°E, nel settembre 2025 è stata di 25,51°C: 1,30°C in più rispetto alla media climatica 1991-2020. Un’anomalia così elevata porta il primo mese dell’autunno meteorologico di quest’anno al terzo posto del ranking dei mesi di settembre più caldi degli ultimi 76 anni, a meno di un decimo di grado dal settembre record del 2022 e a solo un centesimo di grado dal settembre 2018.

Anomalie della temperatura dello strato superficiale del mare (°C) rispetto al trentennio 1991-2020 per il dominio 36-47°N e 6-20°E, per ogni mese di settembre dal 1950 al 2025. Dati ERA5. Crediti C3S/ECMWF. Elaborazioni Meteo Expert.

I bacini che circondano la Sardegna hanno accumulato, come spesso accade, un maggior surplus di calore rispetto agli altri mari, presentando anomalie in alcuni punti comprese fra +2 e +2,5 gradi. Anche gran parte dell’Adriatico, il Basso Ionio e il Basso Tirreno hanno registrato anomalie superiori a +1°C, mentre la temperatura delle acque superficiali dei restanti mari si è mantenuta su valori un po’ più vicini a quelli storici.
Nel settembre record del 2022, tutti i mari di Ponente e lo Stretto di Sicilia raggiunsero temperature eccezionalmente elevate per il periodo, con anomalie quasi ovunque superiori a +1,5°C e punte fino a +3°C nel Mar di Sardegna e Mar di Corsica. La temperatura del Basso Adriatico rimase invece entro i limiti della norma.

Anomalia della temperatura dello strato superficiale del mare (°C) per settembre 2025 e settembre 2022 (mese di settembre più caldo dal 1950) rispetto alla media mensile del trentennio di riferimento 1991-2020. Dati ERA5. Crediti C3S/ECMWF. Elaborazioni Meteo Expert.

Se calcoliamo l’anomalia media della temperatura del mare dei primi 9 mesi del 2025 (anomalia gennaio-settembre 2025) e la confrontiamo con l’anomalia gennaio-settembre di tutti gli altri anni a partire dal 1950, con +1,22°C troviamo il 2025 di nuovo al primo posto della classifica degli anni più caldi per il mare, seguito a brevissima distanza dal 2024 (+1,21°C), poi dal 2022 (+0,89°C) e dal 2023 (+0,76°C).

Anomalie medie progressive della temperatura dello strato superficiale del mare (°C) rispetto alla media progressiva del trentennio 1991-2020, calcolate per l’area 36-47°N e 6-20°E (il dominio delle mappe) per tutti i mesi dell’anno dal 1950 ad oggi. Esempio: il dato di settembre 2025 corrisponde alla media delle anomalie mensili dei 9 mesi gennaio 2025 –settembre 2025. Dati ERA5. Crediti C3S/ECMWF. Elaborazioni Meteo Expert.

Precipitazioni

Secondo i dati ERA5-Land di Copernicus, con un’anomalia di +1%, settembre 2025 è stato il trentesimo settembre più umido dalla metà del secolo scorso a livello nazionale: un nuovo valore positivo, seppur piccolissimo, che va ad aggiungersi alle anomalie positive di tutti i mesi del 2025 precedenti, se escludiamo febbraio e giugno. Anche l’anno scorso il mese di settembre fu più piovoso della norma, ma con un eccesso del 59%, che lo rese il secondo mese di settembre più umido dal 1950, dopo il record del 1965 (+100%). Il primo mese dell’autunno meteorologico del 2023, al contrario, sarà ricordato come il settembre più secco degli ultimi 40 anni: cadde, infatti, solo un terzo della pioggia attesa.

Anomalie delle precipitazioni (%) rispetto al trentennio 1991-2020, per il territorio italiano (solo terraferma), per ogni mese di settembre dal 1950 al 2025. Dati ERA5-Land. Crediti C3S/ECMWF. Elaborazioni Meteo Expert.

L’anomalia prossima a zero del settembre 2025 è il risultato di ben bilanciati contrasti distribuiti sul territorio italiano. Il dettaglio per settore geografico permette infatti di rilevare un eccesso di precipitazioni al Nord (+14 %) e un deciso difetto al Sud (-38%) e in Sicilia (-34%), come già frequentemente accaduto nel corso dell’anno. Anomalia leggermente negativa anche per le regioni centrali (-2%) e la Sardegna (-3%), che hanno ricevuto meno piogge del normale lungo il versante adriatico e sul settore meridionale, rispettivamente, e un eccesso sulle altre zone. Due anni fa, nel 2023, tutta l’Italia ricevette meno della metà delle piogge attese, con grave difetto soprattutto in Veneto, Emilia, Toscana, Lazio, Puglia, Sicilia e Sardegna.

Anomalia delle precipitazioni (%) per settembre 2025 e settembre 2023 rispetto alla media mensile del trentennio di riferimento 1991-2020. Dati ERA5-Land. Crediti C3S/ECMWF. Elaborazioni Meteo Expert.

Se alle piogge cadute da gennaio alla fine dell’estate meteorologica aggiungiamo le precipitazioni portate dalle nove perturbazioni che hanno attraversato l’Italia lo scorso settembre, tra cui la tempesta equinoziale Alessio con le sue enormi quantità d’acqua, scopriamo che, a tre mesi dalla fine dell’anno, l’anomalia pluviometrica media gennaio-settembre 2025 si mantiene positiva (+15%) e leggermente superiore a quella del 2024 (+10%). I due anni precedenti, al contrario, sono stati i più secchi mai sperimentati dall’Italia, in particolare il 2023 con l’anomalia gennaio-settembre record di -45%, poi mantenuta, e leggermente aggravata, fino alla fine dell’anno.

Anomalie medie progressive delle precipitazioni (%) rispetto alla media progressiva del trentennio 1991-2020, calcolate per il territorio italiano (solo terraferma) per tutti i mesi dell’anno dal 1950 ad oggi. Esempio: il dato di settembre 2025 corrisponde alla media delle anomalie mensili dei 9 mesi gennaio 2025 –settembre 2025. Dati ERA5-Land. Crediti C3S/ECMWF. Elaborazioni Meteo Expert.

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L’ex uragano Erin colpirà l’Europa! Italia in allerta: ecco chi rischia un maltempo intenso https://www.iconameteo.it/news/lex-uragano-erin-colpira-leuropa-italia-in-allerta-ecco-chi-rischia-un-maltempo-intenso/ Mon, 25 Aug 2025 07:31:19 +0000 https://www.iconameteo.it/?p=85714 Ex uragano ErinL’uragano Erin colpirà l’Europa? No, ma lo farà il suo “fantasma”, ossia l’ex-uragano Erin. Si tratta di ciò che resterà dell’uragano di categoria 5 nato alcuni giorni fa sulle calde acque dei Caraibi, avventuratosi in direzione nord-est dopo aver lambito le coste orientali degli Stati Uniti. Viaggiando sopra un Atlantico sempre meno ospitale, troppo freddo …

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L’uragano Erin colpirà l’Europa? No, ma lo farà il suo “fantasma”, ossia l’ex-uragano Erin. Si tratta di ciò che resterà dell’uragano di categoria 5 nato alcuni giorni fa sulle calde acque dei Caraibi, avventuratosi in direzione nord-est dopo aver lambito le coste orientali degli Stati Uniti.

Viaggiando sopra un Atlantico sempre meno ospitale, troppo freddo per continuare ad alimentarlo, il vortice ha perso energia e classi: catturato dalle correnti occidentali delle medie latitudini, a inizio settimana giungerà sul Vecchio Continente sotto forma di ciclone extra-tropicale. Non avrà più la forza di un uragano, certo, ma avrà tutte le carte in regola per creare problemi.

Ex uragano Erin – NHC

Ex uragano Erin: dove e quando colpirà. Quali sono i rischi per l’Italia?

L’ex uragano Erin farà sentire i suoi effetti soprattutto sui settori più occidentali dell’Europa, con burrasche, mareggiate e piogge intense tra Irlanda, Regno Unito, Francia e Spagna settentrionale, ma condizionerà il tempo anche sull’area mediterranea. L’Italia non sarà dunque risparmiata: tra mercoledì 27 e giovedì 28, il ciclone ex-Erin in avvicinamento attiverà intense correnti calde e umide di Scirocco che provocheranno un netto aumento delle temperature soprattutto al Sud e sulle Isole. Il contrasto con l’aria più fresca in arrivo dall’Atlantico creerà condizioni favorevoli allo sviluppo di fenomeni intensi a partire dalle regioni settentrionali.

Leggi anche: Meteo Italia: da mercoledì forti temporali al Nord e caldo intenso al Sud

Quante volte un ex uragano è riuscito a raggiungere l’Europa? Ecco i precedenti

Nessun uragano è mai riuscito a raggiungere l’Europa mantenendo intatte le sue caratteristiche, per fortuna, ma non è la prima volta che un uragano punta verso le medie latitudini, riesce ad attraversare tutto l’Atlantico e, seppur declassato a tempesta extra-tropicale, si presenta davanti alle coste europee. Negli ultimi 8 anni è già capitato quattro volte, con l’uragano Ophelia nel 2017, l’uragano Leslie nel 2018, l’uragano Lorenzo nel 2019 e l’uragano Kirk nel 2024, sempre nel mese di ottobre. Ora è la volta di Erin, anzi ex-Erin, che aspettiamo quasi in chiusura dell’estate meteorologica.

Articolo a cura di Laura Bertolani

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Clima, le anomalie in Italia nel 2024: la fotografia dei dati Copernicus https://www.iconameteo.it/news/notizie-italia/clima-le-anomalie-in-italia-nel-2024-la-fotografia-dei-dati-copernicus/ Wed, 18 Dec 2024 09:14:57 +0000 https://www.iconameteo.it/?p=79205 L’anno meteorologico 2024 (1 dicembre 2023 – 30 novembre 2024) è stato nel complesso più piovoso della norma su gran parte del Nord, con oltre il 30% di pioggia in più rispetto alla media del trentennio 1991-2020 su ampie porzioni della Pianura Padana, soprattutto tra Lombardia, Veneto ed Emilia. Al contrario, il Sud e le …

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L’anno meteorologico 2024 (1 dicembre 2023 – 30 novembre 2024) è stato nel complesso più piovoso della norma su gran parte del Nord, con oltre il 30% di pioggia in più rispetto alla media del trentennio 1991-2020 su ampie porzioni della Pianura Padana, soprattutto tra Lombardia, Veneto ed Emilia. Al contrario, il Sud e le Isole Maggiori hanno visto accumuli di pioggia inferiori alla norma, con un difetto rispetto alla media climatica anche superiore al 30%.

La temperatura media annua è stata più elevata della media climatica in tutto il Paese, specie al Centro – sud e sui settori occidentale e orientale delle Alpi, dove l’anomalia è risultata superiore a + 1.5 °C.

È quanto emerge dall’elaborazione dei dati ERA5-Land prodotti dall’ECMWF (European Centre for Medium-Range Weather Forecasts) nell’ambito del Copernicus Climate Change Service (C3S) della Commissione Europea.

Anomalie delle temperature (°C)  dell’anno meteorologico 2024 (1 dicembre 2023 – 30 novembre 2024) rispetto alla media del trentennio 1991-2020. Dati ECMWF/C3S (ERA5-Land). Elaborazioni Meteo Expert.
Anomalie delle precipitazioni (%) dell’anno meteorologico 2024 (1 dicembre 2023 – 30 novembre 2024) rispetto alla media del trentennio 1991-2020. Dati ECMWF/C3S (ERA5-Land). Elaborazioni Meteo Expert.

ERA5-Land  è un set di dati distribuiti su griglie uniformi nello spazio e nel tempo, globalmente completo e coerente con la realtà, ottenuto combinando le osservazioni provenienti da tutto il mondo con i dati di un modello che simula le dinamiche dell’atmosfera. Con una risoluzione relativamente elevata (0.1° lat/lon), fornisce una descrizione accurata dell’evoluzione della temperatura, delle precipitazioni e di tante altre variabili terrestri dal 1950 ad oggi.  Il suo impiego ci consente quindi di scattare una fotografia del clima dell’Italia nel trentennio 1991-2020, e di calcolare le anomalie della temperatura e delle precipitazioni sull’intero territorio.

Come è andata nell’anno meteorologico 2024 secondo i dati ECMWF/C3S? Vediamo i dettagli su base mensile e stagionale.

Anomalie delle precipitazioni, l’Italia divisa in due

Malgrado il mese di novembre particolarmente secco, l’autunno meteorologico 2024 (1 settembre – 30 novembre) si è chiuso con un’anomalia delle precipitazioni positiva sulle regioni settentrionali, la Toscana, l’Umbria e le Marche, grazie al contributo dei piovosi mesi di settembre e ottobre, durante i quali su ampie zone è caduta più del doppio della pioggia rispetto alla media del trentennio di riferimento.

Anomalie delle precipitazioni mensili (%) rispetto alla media del trentennio 1991-2020. Dati ECMWF/C3S (ERA5-Land). Elaborazioni Meteo Expert.

Situazione, quella autunnale, meno anomala di quella primaverile (1 marzo  – 31 maggio), che ha visto grandi accumuli sulle regioni settentrionali per il notevole contributo di maggio e, soprattutto, di marzo, quest’ultimo con oltre il 200% di piogge in più rispetto alla media climatica su Piemonte e Lombardia occidentale.  Con gli eccessi anche di febbraio e giugno, quasi tutto il Nord Italia può contare ben 6 mesi con piogge più abbondanti della norma da dicembre 2023 a novembre 2024.

L’inverno 2023/24 è stato invece estremamente avaro di precipitazioni in quasi tutto il Paese, soprattutto al Centro – sud, e in  particolare nelle regioni meridionali e nelle Isole Maggiori, dove nel mese di dicembre è caduto oltre il 75% di pioggia in meno rispetto alla norma.

 

Anomalie delle precipitazioni mensili (%) rispetto alla media del trentennio 1991-2020. Dati ECMWF/C3S (ERA5-Land). Elaborazioni Meteo Expert.

La pesante siccità che ha colpito precocemente molte zone del Sud e delle Isole nei mesi invernali si è protratta indisturbata fino ad aprile, per ripresentarsi, di nuovo in modo importante, in giugno e luglio e, ancora, a fine autunno. Secondo i dati ERA5-Land,  l’anno meteorologico si è così chiuso con un’anomalia negativa superiore al 40% in Puglia, sul settore ionico della Calabria, sulla Sicilia orientale e sulla Sardegna meridionale, aree in cui è cioè caduta poco più della metà della pioggia attesa.

Anomalie della temperatura media, l’Italia oltre +1 °C

Il 2024 sarà l’anno più caldo a livello globale dal 1950, non stupiscono quindi le mappe delle anomalie termiche mensili riportate di seguito. Se escludiamo le regioni settentrionali e la Toscana, dove in maggio, giugno, settembre e novembre la temperatura si è mantenuta quasi ovunque prossima alla media 1991-2020, o leggermente al di sotto, nel resto del Paese le anomalie sono risultate diffusamente positive nel corso dell’intero anno meteorologico, soprattutto durante l’inverno e l’estate.

Anomalie delle temperature medie mensili (°C) rispetto alla media del trentennio 1991-2020. Dati ECMWF/C3S (ERA5-Land). Elaborazioni Meteo Expert.

Tra tutti i mesi dell’anno meteorologico 2024, febbraio è stato il più anomalo, con temperature ovunque di 2 gradi oltre la norma,  fino a  4 gradi sulle zone interne del Centro e in buona parte del Nord, oltre 6 gradi sulle Alpi occidentali, particolarmente esposte, insieme alle Dolomiti, a temperature molto elevate durante tutto l’inverno. Roventi anche i mesi di giugno al Sud e in Sicilia, luglio al Centro – sud, agosto in tutta l’Italia peninsulare, con anomalie diffusamente superiori a +2.5 gradi.

In conclusione, secondo i dati ECMWF/C3S, se escludiamo parte della Pianura Padana e delle Alpi Centrali, in tutta l’Italia la temperatura media annua dell’anno meteorologico 2024 ha superato almeno di un grado la media annua del trentennio 1991-2020.

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L’uragano Kirk punta verso l’Europa: coinvolta anche l’Italia? Le previsioni https://www.iconameteo.it/news/notizie-italia/uragano-kirk-punta-verso-leuropa-coinvolta-anche-litalia-le-previsioni/ Mon, 07 Oct 2024 10:52:33 +0000 https://www.iconameteo.it/?p=78686 uragano kirkL’uragano Kirk è nato lunedì scorso come l’undicesima tempesta tropicale atlantica della stagione, nonché la quarta della settimana iniziata con Helene, l’uragano che ha portato morte e distruzione dalla Florida alla Carolina del Nord. In breve tempo Kirk ha scalato la classifica, passando rapidamente dalla prima categoria alla terza categoria nella giornata di venerdì. Nel …

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L’uragano Kirk è nato lunedì scorso come l’undicesima tempesta tropicale atlantica della stagione, nonché la quarta della settimana iniziata con Helene, l’uragano che ha portato morte e distruzione dalla Florida alla Carolina del Nord. In breve tempo Kirk ha scalato la classifica, passando rapidamente dalla prima categoria alla terza categoria nella giornata di venerdì. Nel fine settimana nel mezzo dell’Atlantico centrale c’era un potente uragano di categoria 4, domenica con iniziali segni di cedimento.

Immagine Meteosat del 6 ottobre alle 12:00 UTC – L’uragano Kirk (margine sinistro) in avvicinamento all’Europa.

L’uragano Kirk punta verso l’Europa: ecco cosa succederà e dove andrà a colpire

Secondo il National Hurricane Center della NOAA, il ciclone tropicale nelle prossime ore si dirigerà verso nordest, lungo una traiettoria che in breve tempo lo porterà ad interagire direttamente con i sistemi extratropicali che regolano il tempo sull’Europa. Durante il viaggio verso latitudini sempre più alte continuerà a perdere potenza a causa della diminuzione della temperatura della superficie del mare e della disponibilità di vapore acqueo nell’aria.

Traiettoria del centro dell’uragano Kirk prevista dal National Hurricane Center (NHC) della NOAA. Il cerchio che indica la posizione prevista del centro è nero se si prevede che il ciclone sarà tropicale, bianco con un contorno nero se si prevede che il ciclone sarà extratropicale. La lettera all’interno del cerchio indica l’intensità del vento prevista dall’NHC in quel momento: D = Tropical Depression – wind speed less than 39 MPH; S = Tropical Storm – wind speed between 39 MPH and 73 MPH; H = Hurricane – wind speed between 74 MPH and 110 MPH; M = Major Hurricane – wind speed greater than 110 MPH.

Kirk perderà così le caratteristiche proprie di un uragano e, tra lunedì notte a martedì mattina, transiterà a nord delle Azzorre già come ciclone extratropicale. Raggiungerà poi la Spagna e, a metà settimana, dopo aver “inglobato” un vortice già presente tra Francia e Inghilterra, raggiungerà anche il resto dell’Europa occidentale, comportandosi come le “normali” tempeste atlantiche che conosciamo. Anche l’Italia sarà interessata dal passaggio dell’ex-Kirk sull’Europa, ma solo marginalmente.

Pressione al suolo e soggetti sinottici previsti dall’Aeronautica Militare per martedì 8 ottobre alle 12:00 UTC (https://www.meteoam.it/it/suolo)
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